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Archive for the ‘ecologia’ Category

io ho una personalissima opinione sulle origini del Covid19. Niente di scientifico,niente da laboratorio,niente di umano.

E solo una decisa ribellione di Madre Natura ,che si è rotta i coglioni di come l uomo sta usurpando e distruggendo il Pianeta

Un po’ come la modalità Safe Mode di Windows.

L effetto è sorto gli occhi di tutti: l inquinamento è drammaticamente calato e gli animali riprendono libero possesso del loro mondo.

Speriamo che ci entra in zucca una volte per tutte

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Oggi vi passo la la mia recensione su un app strabiliante ed utilissima, una di quelle che tutti dovrebbero avere. Sicuramente, a mio parere, è una da podio assoluto per tre motivi

  1. Contribuisce in modo esemplare ad abbattere lo spreco di cibo nel mondo
  2. Vi permette di acquistare prodotti freschi, oppure cucinati in giornata ad un prezzo irrisorio
  3. La potete utilizzare in tutto il mondo

Bello è? Pronti via,cominciamo

L App si chiama : Too Good to Go

la trovate su Apple Store o Google Play ed è completamente gratuita.

Scaricatela ed installatela sul vostro smartphone

L App è stata creata per tentare di eliminare od abbassare l enorme spreco alimentare giornaliero di ristoranti,alberghi,supermercati,panetterie,rosticcerie ,gelaterie,ortofrutta e tutte le attività che fornisconi prodotti freschi,precotti o cotti, che altrimenti andrebbero , con grande dispiacere e vergogna, in discarica.

Una volta installata, l’App vi chiederà di fare una ricerca nella vostra o zona o una di vs scelta tipo: Parigi,Londra, Mosca etc. etc.

Scelta la località, vi verranno elencate tutte le disponibilità della zona. L App è partita da poco in Italia (come al solito) ma nel mondo ha già contribuito a risparmiare 60 mln $.

Per curiosità provate a selezionare una metropoli e lanciate una ricerca , rimarrete basiti da quante possibilità vi si presenteranno.

Ecco Londra per esempio

Ok ma come funziona?

Semplice! Scegliete cosa vi interessa ,non so, frutta,carne,gelati,pizza,primi piatti etc da un elenco proposto in quella zona.

Vi segnaleranno le schede degli esercizi disponibili divisi per tipologia , il prezzo ( dai 2 ai 10 /15 €max)e l orario per il ritiro del vostro Magic Box. Non c’è una lista dettagliata di cosa vi danno ma tutto è relazionato a cosa è rimasto disponibile , comunque è sempre molto interessante.

Cliccate su quello di vs interesse e seguite la procedura, poi cliccate su acquista e completate l’ordine. Pagate tramite carta di credito o paypal. Vi arriverà subito una notifica di conferma con il riepilogo ordine e un codice da mostrare al momento del ritiro.

Con questo screen dell ordine recatevi nell’esercizio, durante l’orario indicato, per il ritiro.

ATTENZIONE : non fate lo slide in fondo assolutamente . Dovete farlo o farlo fare al momento in cui vi viene consegnato il vs Magic Box. Se lo fate prima è come se avreste già effettuato il ritiro, quindi lo pigliate in un certo posto.Occhio!

Tutto qui!

Spero sono stato maledettamente chiaro, se avete bisogno scrivete.

Conclusioni:

L iniziativa è assolutamente magica,permette di “recuperare” cibo fresco ad un costo irrisorio che sarebbe,irrimediabilmente ,buttato. Questo,per me, è già una laurea ad honorem.

Con un po’ di attenzione e scelta si riesce a mangiare veramente di tutto con pochi euri, che di questi tempi non è malaccio.La cosa affascinante è che in qualsiasi parte del mondo potete farlo e ciò è oltremodo interessante visti i prezzi che circolano abroad.

Dal mio punto di vista questa è una delle migliori applicazioni al mondo:Intelligente,semplice,veloce e affidabile. Geniale!

Vi lascio con il mio primo unboxing /test presso una gelateria/pasticceria

Un peccato di gola, ma ci sta alla grande dai. Sicuramente continuerò con altro.

Thanks for watching , guys!

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Chi è Beyond?

Beyond Meat è un’azienda che produce sostituti per la carne e prodotti caseari a base di vegetali nata nel 2009 con sede a Los Angeles, sostenuta e voluta da Bill Gates, Leoanrdo Di Caprio e Richard Branson.Ha iniziato a vendere i suoi prodotti negli Stati Uniti nel 2013 A maggio 2016 ha messo in commercio il primo hamburger basato su verdure nella sezione “carni” dei negozi di alimentari . L’azienda ha prodotti progettati per sostituire la carne di pollo, di manzo e le salsicce di maiale.

Il successo è stato ed è enorme, al punto che le catene Burger King e Mc Donald li stanno inserendo nei menù, ed è già un bel dire.

La reperibilità in Italia è nulla, a tutt’oggi(giugno), sono disponibili in qualche pub, già pronti al consumo, nelle principali città. Fortunatamente in Svizzera, dopo il primo periodo di difficoltà di approvvigionamento, vista l’enorme richiesta, adesso si trovano in quantità presso la catena COOP.

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la confezione in vendita presso la COOP Svizzera

Cominciamo subito dagli ingredienti , la cosa che tutti vogliono sapere per primo.

Proteine di pisello, succo di barbabietola (per il colore), olio di canola, quello solido di cocco per i grassi, il lievito per il sapore. Il burger contiene gluco-proteine che durante la cottura scatenano la reazione di Maillard, ovvero la reazione chimica che crea quella deliziosa crosticina sul vostro hamburger di carne. Sì: Beyond Burger ha una bella crosticina. Il burger è molto interessante anche dal punto di vista nutrizionale: contiene 20 grammi di proteine e, rispetto al suo ‘collega’ di manzo, più ferro, meno grassi saturi, zero colesterolo e meno calorie. Beyond Burger è vegano, senza OGM, senza glutine e senza soia.

Come si cucina

Nella confezione sono presenti due hamburger surgelati da 113,5 gr cadauno, al costo attuale di 7,50 franchi svizzeri.

Beyond burger si cucina nello stesso modo di un hamburger.

La procedura è molto semplice: scongelamento naturale, cottura su griglia o bistecchiera per ca 12 minuti ,girando gli hamburger da ambo le parti sino ad ottenere la classica crosticina.

Alla fine si presentano così

burger beyond

Eccoli qui, appena tolti dalla piastra con cipolle e salsa pomodoro.

Gusto

Piccola premessa: Personalmente non mi piace il gusto della soia e preferisco di gran lunga burger di verdure classiche e quindi l’assenza di soia e glutine mi innescò,tempo fa, una gran curiosità.

Veniamo alla sensazione organolettica.

Sono alcuni anni che ho smesso completamente di cibarmi di animali, principalmente per una questione etica e rispetto della vita, non certo per diete o altre faccende, però, il gusto della carne me lo ricordo ancora e qui l’enorme sorpresa: sono sorprendentemente simili, anzi, maledettamente simili a quelli di bovino.

Per davvero potrebbero ingannare il classico onnivoro o carnivoro.

burger beyond

Qui ho fatto una prova per un mio amico onnivoro. Li ho preparati con la più classica delle ricette fast food, pure con le patatine fritte per non dare nell occhio :). Ebbene, c è rimasto di m…. quando ho svelato il fatto.

Consigliarli?

Ma si.

Il fatto che siano così simili in gusto alla carne ,secondo me, è stata una scelta provocatoria, anche per attirare o “convertire” persone a scelte alimentari diverse. Ritengo che la cosa più importante non sia in questa similitudine, ma bensì sul fatto che questi burger siano a base vegetale e non derivanti dalla morte di un animale e questo, per me, è un pilastro portante e fondamentale.

 

ps: comunque sia , son davvero buoni, a voi l’ardua sentenza.

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La maggior parte della gente che decide di evitarti è ,principalmente, afflitta da una impurità dell’anima, definita da alcuni materialismo. Impurità che impedisce di far raggiungere agli altri il tuo livello spirituale .

È un ostacolo abbastanza importante perché, la materia stessa, accentua questa differenziazione e crea una sindrome di auto giustificazione con conseguente addossamento di responsabilità agli altri. Semplicemente parlando, niente succede per caso, se uno decide di prendere altre strade e altre compagnie è perché ci si allinea a modi comportamentali, stili di vita e linee di pensiero, propri di un livello spirituale comune. In parole povere e volgari : nobili con nobili, ricchi con ricchi, poveri con poveri, intellettuali con intellettuali. Guai a infrangere questi equilibri, si verrebbe derisi ed anche epurati.

Solo nel regno animale, sebbene anche l uomo ne faccia parte, non si riscontrano questi disequilibri, tutto ha il suo corso naturale e tutti cercano di elevare gli altri a livelli superiori  senza distinzioni di sorta e soprattutto senza chiedere niente in cambio. L’uomo, in generale, risente pesantemente  di questa splendida e naturale attitudine, ormai inarrivabile per lui, proprio per questo fa di tutto per mortificare e compiere atrocità indicibili sul regno animale, considerato come alimentazione, inutile e vanitoso ornamento, svago e fonte drammaticamente crudele per esternare istinti repressi e demenziali.

Da alcuni anni mi sento davvero sopra a questo e ne sono anche molto orgoglioso, è una scelta importante e maledettamente difficile da portare avanti, almeno i primi tempi.

Difficile, perché si nasce puri e intonsi, senza distinzioni di specie, senza odi ne rancori e senza negative attitutidini,poi, passato il primo breve lasso di vita ,veniamo instradati, anche a forza, verso stili di vita, comportamenti allineati e proclamati da solerti statisti e scienziati.

Difficile, perché è sempre difficile smettere di fare qualcosa di cui  siamo abituati o posseduti e che la moltitudine considera giusto.

A pensarci bene, è questo il concetto del progredire ad un livello superiore dove il rispetto per ogni forma di vita e condizione sia una cosa maledettamente semplice e naturale. Paradossalmente, questo progredire è anche come un regredire a quei livelli post natali, dove la luce della vita, dell’amore e del rispetto per simili e non simili, incomincia ad affacciarsi negli occhi di tutti gli esseri viventi.

A volte mi chiedono se non mi sento a disagio nel vivere da solo , la mia risposta è proprio no. Primo perché vivo con una amorevole cagnona, erano due fino a pochissimo tempo fa, ma Io non sono solo, ho fiducia assoluta in me stesso e ciò mi riempie l’animo di fiori e sussurri.

Sono sempre qui, uguale a come sono sempre stato, molto più semplice e umile di prima e questo, nonostante si creda, non è affatto una carenza o un difetto.

Sono sempre qui, non sono scappato da niente e da nessuno, perché dovrei?

Non ho nemmeno più paura della morte anche perché ho imparato a conoscerla anche troppo bene negli ultimi anni, la considero al più una sorta di riunione con anime care.

Io non mi sento affatto solo, cammino ,vado e andrò in giro, senza rodermi troppo perché alcuni son defilati, anche se ben pensano il contrario.

Sorrido ogni volta che vedo un bimbo, un anziano, un fiore, un animale LIBERO, un monte spettinato dal vento, l’impeto di un piccolo ruscello nel raggiungere il fiume, la potenza di un fiume nel raggiungere il mare e dare vita.

Sorrido nonostante la bruttezza umana ,schiavizzata da pochi ,stia facendo di tutto per far scomparire queste cose.

Sicuramente non scompariranno da me,anzi farò di tutto per cercare di farle affiorare o, meglio, riaffiorare in altri. Tutto non con denaro ne potere ma con un semplice sorriso.

Come disse il buon Marquez :

Non smettere mai di sorridere nemmeno quando sei triste perché non sai mai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso.” 

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“i pesticidi entrano nel sangue delle donne in gravidanza”.

Solo questa innegabile e constatata verità, dovrebbe far pensare e rabbrividire molti e molti, se ne hanno voglia, ma si sa , la voglia in questi casi è come una foglia autunnale quando soffia il vento del business a tutti i costi, acclamato e riverito dalle multinazionali alimentari e farmaceutiche.

Complimentoni al Trentino ed al Veneto per il record assoluto di pesticidi sul territorio e DENTRO il territorio, altro che venite a respirare il verde della natura come recitano i loro fulgidi depliants turistici.

Vergogna è una parola gentilissima in questo caso. Per tirar su coltivazioni a josa, o tirar giù qualche mela in più,stanno avvelenando terra, falde, animali e persone. Anzichè vergogna, meglio criminali.

Eccovi uno sconvolgente report, riportato nel Docufilm di Alessandro Tomasi in uscita “Pesticidi siamo alla frutta”

Avvelenati a norma di legge. Ci tocca lo stesso destino di Biancaneve, solo che stavolta non ci sarà nessun principe azzurro a cavallo che verrà a salvarci, dovremo vedercela da soli. Perché i pesticidi utilizzati in agricoltura sono nel sangue delle donne in gravidanza, nello sterco degli orsi, nel miele e persino sui ghiacciai. Lo racconta ‘Pesticidi, siamo alla frutta’, sottotitolo ‘Biancaneve non è sola’, il nuovo documentario di Andrea Tomasi, già coautore del libro inchiesta ‘La farfalla avvelenata’ e del docufilm ‘Veleni in paradiso’, sul traffico di rifiuti tossici che da mezza Italia arrivano in Trentino, affiancato in quest’avventura dal videomaker Leonardo Fabbri, titolare di Envyda. E di avventura si tratta, dato che l’intero lavoro, che parla degli effetti dell’agricoltura intensiva in Italia, è stato autoprodotto e autofinanziato. In questi giorni, dopo le tappe in Trentino, altre proiezioni sono previste in tutta Italia, da Roma a Taranto, da Bologna alla Terra dei fuochi.

DAI DATI AGLI ALLARMI DEGLI ESPERTI
Si parte dai dati dell’Ispra (Istituto superiore per la Protezione e la ricerca ambientale). Nel docufilm si mostrano quelli sulle vendite delle varie tipologie di fitofarmaciregione per regione. D’altro canto nel nuovo ‘Rapporto nazionale pesticidi nelle acque 2018’ appena pubblicato l’Ispra certifica che il Trentino resta a livelli altissimi ed è il peggiore, in Italia, secondo solo al Veneto. In Provincia di Trento, infatti, sono stati rilevati 9,3 chilogrammi per ettaro di superficie agricola utilizzata, un livello altissimo rispetto alla media nazionale che è di 4,9 chilogrammi a ettaro e molto lontano dalla vicina provincia di Bolzano che si ferma a 4,4. Il Veneto è l’unico territorio che riesce a fare peggio con 11,7 chilogrammi di pesticidi per ettaro di superficie agricola utilizzata. “Ma se nel docufilm il baricentro è proprio in Trentino, con l’agricoltura intensiva delle mele golden a farla da padrona  – spiega a ilfattoquotidiano.it Andrea Tomasi – affrontiamo una questione che interessa tutto il nostro Paese, da Nord a Sud. E riguarda produttori, consumatori, istituzioni”. Si dà la parola a oncologi, pediatri, nutrizionisti, contadini bio e non, per cercare di capire qual è la situazione nel nostro Paese, ma anche quali sono gli effetti dell’agricoltura intensiva e dell’utilizzo dei pesticidi sui consumatori e, soprattutto, sui bambini. Da queste testimonianze emerge che pur trattandosi di farmaci a norma di legge “come spiega  il pediatra Leonardo Pinelli – aggiunge Tomasi – non viene calcolato l’effetto del mix dei fitofarmaci, sul quale non ci sono neppure studi approfonditi. Dunque si sceglie cosa mangiare, senza avere una vera consapevolezza sugli effetti che l’assunzione di una serie di prodotti avrà sul nostro organismo”.
PESTICIDI OVUNQUE
Partendo proprio dal Trentino Alto Adige, nel docufilm viene intervistato un contadino biologico che, insieme al ‘Comitato per il diritto alla salute’ della Val di Non ha raccolto dei campioni, fatti poi analizzare in un laboratorio di Firenze. Ebbene, sono state trovate tracce di pesticidi nello sterco dell’orso e nel favo di ceradi un alveare dal quale, quindi, passa direttamente nel miele che consumiamo. E se non può essere considerato un campione statisticamente rilevante quello che riguarda le analisi fatte in Germania e in Italia su 14 donne in gravidanza, è comunque significativo che nel 100 per cento dei casi siano state trovate tracce di fitofarmaci nelle urine. Al lavoro ha contribuito anche il meteorologo Luca Mercalli (che tiene una rubrica sul nostro mensile FqMillenniuM, ndr), che parla della presenza di sostanze chimiche anche sui ghiacciai dell’arco alpino, ad alta quota. La nutrizionista Renata Alleva ha affrontato la questione degli effetti della presenza di pesticidi sul Dna, parlando delle analisi che lei stessa ha fatto eseguire in Val di Non su una trentina di abitanti tra uomini, donne e bambini.
IL BIOLOGICO: UN SISTEMA IMPERFETTO
Nel docufilm c’è anche un cameo dell’attore e regista Marco Paolini. Ricco di ironia il contributo di Velia Lalli, volto noto di Comedy Central di Sky e del programma Sbandati di Raidue, che prende in giro un certo modo di produrre e consumare biologico. A riguardo si giunge alla conclusione che, nonostante produrre biocosti troppo e ad oggi non rappresenti un sistema perfetto, forse è quella l’unica alternativa all’avvelenamento ‘a norma di legge’. Sulla strada opposta, lo racconta il docufilm, ci sono le contraddizioni dell’agricoltura intensiva. Un esempio è proprio quello della coltura intensiva delle mele golden in Trentino. In Italia molti sono invece i comuni che hanno aderito al progetto europeo ‘Città libere dai pesticidi’, azzerando o riducendo al minimo l’uso dei pesticidi sul loro territorio in favore di alternative sostenibili: Varese, Ragusa, Malles (Bolzano), Occhiobello (Rovigo), Volvera (Torino), Bastida Pancarana (Pavia), Robilante, Morozzo e Barge (tutti in provincia di Cuneo) e Lozzolo (Vercelli).
IL MESSAGGIO
Secondo l’autore del docufilm “l’Italia può e deve fare molto di più, a maggior ragione in un momento nel quale anche la percezione dei consumatori sta cambiando. Siamo tutti più prudenti, soprattutto per i nostri figli”. Eppure, nonostante a livello europeo l’Italia avesse assunto una posizione favorevole alla messa al bando del glifosato, per esempio, tutto è stato frenato da Bruxelles. Gli interessi in ballo sono tanti. “Prima di rimuovere gli ostacoli politici, sia nazionali sia a livello europeo – conclude Tomasi – possiamo partire da noi stessi, prendendo consapevolezza del fatto che ogni volta che scegliamo qualcosa al supermercato è come se votassimo. Decidiamo noi cosa il mercato offrirà domani”.
Pesticidi, siamo alla frutta

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Accadde che, finita una esposizione e durante il disallestimento, notai con un po’ di disappunto, ai margini di uno stand, un lembo di prato inglese . Evidentemente da un po’ non riceveva una goccia d acqua, infatti, il suo stato la diceva tutta sulla imminente tragica fine.

Buttato tra bottiglie di prosecco vuote e resti di tramezzini semi morsicati, aveva terminato il suo compito di abbellire un tecnologico stand, creando un contrasto tra la plastica e l’ alluminio delle strutture con lo scopo di assicurare una certa parvenza di “ambiente naturale”, irriverente parto di un designer di interni

Gia’ non sopporto l idea di questi lembi di prato e il loro ridicolo substrato, così come non sopporto gli abeti dentro i vasetti di natale: una vera condanna a morte. Così, mentre ero intento allo sgombero e pulizia dello spazio espositivo, fulgida e fulminea, un idea mi arpionò,peggio della fiocina di Capitano Hachab.

Primo, bisognava ridare vita. Secondo, perché non assolutamente dignitosa?

Potevo donare il lembo a qualche amico con giardino, poi pensai : si ma dopo,questo qui, continua a tagliarlo a 30mm appena accenna a crescere e magari ci fa cadere sopra colate di grasso da qualche stupido barbecue e magari liquido organico di varia natura.

No! Me lo porto sul mio balcone , lo ripianto in un buon terriccio e lo faccio vivere e crescere quanto cazzo gli pare. Magari ci metto assieme una buona compagnia così se la raccontano anche in santa pace.

Detto fatto.

Scelsi una umile piantina di salvia e li sistemai sul mio balcone.

Eccoli qui, ora , dopo un annetto circa, svernati al freddo e al gelo, risplendere di una bellezza assoluta, naturale ed effervescente come la natura tutta dovrebbe essere.

Ogni tanto, spesso, lo guardo e penso alla orribile fine che avrebbe fatto, giallo e rinsecchito in un compattatore e poi incenerito. Sarò stupido, ma li accarezzo pure e ,non ci crederete, ma quei sinuosi fili d erba e la profumatissima salvia , mi illuminano l animo regalandomi un senso di pace e di star bene.

Il che mi basta e avanza di un bel po’.

Ho regalato loro  il nome di Salvia Ambientata.

 

 

 

 

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