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Archive for the ‘mondo avariato’ Category

le mele non nascono solo in trentino

il trentino ,a parte il Presidente, a parte quelli che l hanno giurata a lupi e orsi ,a parte quelli che che sparano agli orsi e organizzano banchetti ,a parte quelli che sparano alle marmotte e tutt altro, a parte quelli che vorrebbero disboscare per nuovi insediamenti commenrciali e residenziali abbattendo spazio vitale , magari pure superstrade a due corsie,a parte quegli allevatori che piangono per rimborsi e lasciano le loro greggi incustodite senza protezione , a parte le schifezze che disperde il turismo intensivo e di massa…..dovrebbe essere bello..si si a parte questi piccoli dettagli lo dovrebbe essere.
personalmente è da un po’ che boicotto i loro prodotti, ma magari sono io in torto e sono controcorrente …ma , sinceramente, sono fiero di esserlo.
uccidere  una madre orsa fuori dalla tana e davanti ai propri cuccioli è una bestialità immensa , non c è da gioire, cerberi ,c è solo da sprofondare in un karma imminente .

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io ho una personalissima opinione sulle origini del Covid19. Niente di scientifico,niente da laboratorio,niente di umano.

E solo una decisa ribellione di Madre Natura ,che si è rotta i coglioni di come l uomo sta usurpando e distruggendo il Pianeta

Un po’ come la modalità Safe Mode di Windows.

L effetto è sorto gli occhi di tutti: l inquinamento è drammaticamente calato e gli animali riprendono libero possesso del loro mondo.

Speriamo che ci entra in zucca una volte per tutte

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Considerato il sempre più dilagante boicottaggio del patè di fegato d’oca per crudeltà verso gli animali, in Francia, stanno prendendo contromisure per scongiurare le perdite di mercato a livello mondiale.

La metodologia attuale comporta il nutrimento forzato e persistente di oche adulte per favorirne l’ingrossamento rapido del loro fegato. Praticamente una fine orribile che,giustamente, è oggetto di contestazioni sempre più crescenti.( per approfondire questa terribile procedura)

Non è che gli allevatori francesi si preoccupino di queste contestazioni, non lo hanno mai fatto, loro si preoccupano del crollo di mercato: le povere oche sono solo inutili pedine per il business.

Cosa diavolo hanno pensato allora?

Più che pensare, hanno già messo in pratica una nuova metodolgia. Anziché ingozzare le oche adulte,iniettano per via orale un siero mix di batteri ai pulcini. Questo intruglio incentiverà la produzione di grasso nel tempo.Tradotto in parole poverissime:

Non ti ammazzo subito ma dopo un po’, intanto ti tratto bene.

Almeno così pensano gli allevatori, viste le loro dichiarazioni di amore per il benessere degli animali(?!)

Bisognerebbe chiederlo alle oche se percepiscono benessere con questa anomalia artificiale, ben sapendo che verranno comunque uccise per il loro fegato.

Se non è una presa per il culo questa io sono Albert Einstein

Molto probabilmente questa faccenda funzionerà e sbiancherà un po’ la coscienza di molti, anche perché uno stuolo di chef ha già dichiarato che,vero si o vero no, il prodotto finale è migliore in assoluto rispetto al metodo tradizionale.

Nessuno griderà più alla tortura e archivierà il caso come routine normale per gli animali allevati.

In fondo, a detta di molti , servono per “sfamare”il mondo.

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Tutti sanno cosa è la corrida, già di se é una tortura immensa.

Tanti non sanno che la tortura è ben peggiore nei preparativi, anche per gli altri animali coinvolti in questo orribile spettacolo.

Vedo con piacere che sempre più spagnoli sono contrari, vedo con enorme dispiacere che la maggioranza è a favore e questa porcheria infame è pure sancita dalla costituzione spagnola. La complicità della UE è oltremodo imbarazzante, concedendo finanziamenti europei per gli allevatori di tori spagnoli , bello schifo nello schifo.

 

Il nuovo sistema, pagamento a singola fattoria, prevede l’erogazione di quote ai proprietari terrieri, che utilizzano la terra a qualsiasi scopo. L’obiettivo del meccanismo è quello di far crescere le rendite rurali senza causare sovrapproduzioni di generi alimentari. Ogni allevatore di tori, riceverebbe, così in media 235 euro per animale ogni anno. Se si considera che ogni anno, muoiono circa quaranta mila tori, il totale dei finanziamenti che l’UE ha pagato per le corride ammonterebbe a più di 125 milioni di euro.

Gli attivisti anti – corrida però sospettano che questa sia solo la punta dell’iceberg. Attualmente, la Spagna riceve qualcosa come 7 miliardi di euro all’anno per l’agricoltura e parte di questi risulterebbero destinati a sostegno delle corride ed altre feste sanguinarie, dove asini, mucche, polli vengono massacrati per divertimento. Se a ciò si aggiunge anche il programma di finanziamento dell’UE per lo sviluppo locale, la Spagna riceverebbe circa 750 milioni di euro all’anno da destinare all’attività che preferisce. Sembra che questi soldi vengano fatti arrivare ai sindaci di molte realtà rurali spagnole per finanziare le “fiestas” sanguinarie locali.

Di seguito , per conoscenza, vi elenco a cosa è soggetto il povero animale prima di entrare in quel campo di crudeltà e morte che si chiama plaza de toros.

Non mi interessa se mi considerate volgare, ma un vel VAFFANCULO in maiuscolo mi esce spontaneo. Nel mio piccolo sto boicottando qualsiasi cosa ,merce, prodotto spagnolo e l unico desiderio di andare in quel paese è quello di recarmi giusto il tempo di svuotare con enorme soddisfazione l intestino retto.

Criminali è dir poco.

COSA SUCCEDE IN UNA CORRIDA

Vi sveliamo le atrocità che stanno dietro le quinte delle corride.

LA CORRIDA-I FATTI

Con la scusa che si tratta di arte e tradizione, la corrida prospera come attrattiva turistica. Nei fatti, vedete una specie di clown in calzamaglia e scarpette, con lustrini, spada e mantello rosso, che volteggia, provocatorio, davanti ad un povero animale maltrattato ed indifeso che non ha la minima possibilità di salvarsi.

Chi guadagna da quest’orribile forma di spettacolo pretende di mantenerla in vita per soddisfare i gusti di una sadica minoranza.

Il toro non potrà mai vincere, quindi non si tratta di una lotta, ma di pura e semplice tortura,ne’ Tradizione, ne’ Cultura.

Attualmente, le corride si tengono in Spagna, Messico, Colombia, Ecuador ,Perù, Portogallo e Francia. In Messico c’è l’arena più grande del mondo, con oltre 60.000 posti a sedere.

Dietro le quinte.

Quasi nessuno conosce le torture che il toro subisce in preparazione dell’incontro con il “valoroso torero”. Tanto per cominciare, il toro da corrida è un incrocio creato apposta per quest’uso.

E’ erbivoro, miope e viene immesso nell’arena solo dopo che

  • E’ tenuto per giorni in un ambiente buio, senza cibo ne’ acqua, per fiaccarlo,
  • Viene colpito ripetutamente sulle costole ed i reni con un sacco riempito di sabbia bagnata. Questa pratica è nota come “indebolire il toro”,
  • Gli si applica vasellina dentro gli occhi per annebbiargli la vista,
  • Gli si infila del cotone nelle narici ed in gola per rendergli difficoltoso il respiro,
  • Molto spesso, le corna vengono arrotondate, così da ridurre il pericolo per il “valoroso torero”,
  • Viene trattato con un lassativo, sempre per indebolirlo,
  • Se il toro è troppo indebolito da questi “trattamenti”, gli si applica olio di trementina sugli zoccoli ed i genitali. Quindi, quando un toro scalpita, non è perchè è infuriato, ma perchè si sente bruciare,
  • Spesso, i suoi genitali vengono colpiti con aghi da calza, per ” accendere la sua furia”,
  • Per completare questo quadro di crudeltà, si sa che spesso la porta a ghigliottina che si apre con un movimento verticale per farlo entrare nell’arena gli viene fatta ricadere in testa per fissurargli il cranio.

NON DIMENTICHIAMOCI DEI CAVALLI

I cavalli da corrida sono animali vecchi, che hanno svolto fedelmente il loro servizio per tutta la vita e poi vengono venduti a quattro soldi per la corrida.

Per prima cosa, vengono devocalizzati senza anestesia. Lo scopo è impedire loro di nitrire per paura del toro quando questo si avvicinerà o per il dolore quando saranno incornati. Così, il pubblico non s’accorge della sofferenza dell’animale.

Prima della corrida, gli occhi del cavallo, ormai muto,vengono bendati, del cotone inzuppato di vaselina gli viene infilato nelle narici e nelle orecchie, in questo modo rendendolo sordo, cieco e privo di olfatto; sulla groppa gli viene posta una specie di coperta sottile, il “peto”; lo cavalca il “picador”, l’uomo con la “puya”, cioè un triangolo di ferro di circa 3 centimetri per lato, legato ad un bastone con una corda di 11 centimetri. I 14 centimetri di corda e puya vengono infilati per tre o quattro volte nella schiena del toro, con un movimento circolare, così che il toro riporti tre o quattro ferite profonde 14 centimetri e di diametro che raggiunge i 45 centimetri!!!

Quando cerca di difendersi da chi gli sta causando tanto dolore, il toro si avventa contro il cavallo, incornandolo al collo od allo stomaco.

Se non muore, il cavallo è portato nella plaza, dove le interiora gli vengono reinfilate nello stomaco, con del fieno per tenerle al loro posto, e lo squarcio è cucito con corda o fil di ferro e senza alcun anestetico per sedare il dolore e senza antibiotici.

E di nuovo è mandato nell’arena ed inforcato dal picador finchè non stramazza morto. Se alla fine del giorno è ancora vivo, viene macellato sul retro dell’arena e la sua carne viene venduta come cibo per cani. E’ successo che fino a 6 cavalli venissero uccisi da un solo toro.

Alcuni anni fa vidi la foto di 11 cavalli stesi sull’arena insanguinata, abbandonati ad una lenta morte, e quella visione mi diede il senso della profondità che la crudeltà umana può raggiungere.

Dopo che il picador ha finito la sua opera, entra il “banderillero”, un altro individuo senza cuore che porta le terribili “banderillas”, cioè bastoni di legno coperti di carta colorata e con una punta d’acciaio di 5 centimetri a forma di arpione.

Queste vengono infilate nel collo e nei muscoli della schiena del toro per indebolirlo. Da quattro a sei per ogni toro. Con ogni movimento, dilaniano i suoi muscoli, causandogli un dolore terribile.

Il banderillero finisce la sua opera e qui entra il vigliacco torero, che col suo mantello rosso fiacca il toro. Quando il toro è troppo stanco, il torero prende la spada e cerca di finirlo, colpendolo al cuore. Molte volte, però, fallisce e lo prende ai polmoni ed il toro comincia a vomitare sangue. Quando questo succede, il torero prende un coltellino chiamato “puntilla” e colpisce la spina dorsale del toro, ancora ed ancora finchè non cade.

Ma spesso il toro non muore dopo i 40 o 50 minuti di tortura nell’arena, perchè la puntilla non lo uccide ma lo paralizza soltanto e più tardi, mentre il macellaio lo sta scuoiando, improvvisamente “si sveglia” e tenta di fuggire.

Nella sola Spagna, ogni anno più di 30.000 tori sono uccisi ogni anno in questo modo!

 

Alla fine, son ben felice di vedere scene del genere: Una rivincita prima di morire. Olè!

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Personalmente, abbraccerei queste donne, una ad una. La loro vita in gioco, per proteggere gli animali ,i loro animali, da maledetti bracconieri.

Dio Santo , vi amo!!

 

Nello Zimbabwe è nato un nuovo progetto di antibracconaggio. Si chiama «akashinga», che significa «coraggiosi». Ed è un’iniziativa della «International Anti-Poaching Foundation», l’organizzazione no profit che si occupa di antibracconaggio in tutto il mondo.

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Le donne del progetto provengono da situazioni difficili – raccontano gli organizzatori -. Ci sono madri single, ragazze vittime di abusi sessuali, vedove e orfane». L’iniziativa pilota ha coinvolto per il momento 35 donne.
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Questo progetto è importante per proteggere gli elefanti e i rinoceronti che vengono cercati dai bracconieri per commercio di avorio – continuano -. E siccome spesso gli animali diventano trofei, è importante fermare il bracconaggio per non vedere il numero degli animali dello Zimbabwe diminuire anno dopo anno». Aggiungono: «Esiste infatti la possibilità che gli elefanti africani possano estinguersi entro il 2030».
Grazie di esistere.
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