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Archive for the ‘animali’ Category

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Berky (Berckeley) 4.12.2003 – 31.10.2018

 

Occhi stanchi scavano solchi profondi

aratro che stravolge la terra più dura

 

Sono li.

 

Anche se ti giri li senti duri sulla nuca come sole d agosto

ti seguono,ovunque e comunque.

 

Berky cara, li conosco bene ormai e non posso farne a meno

Chi è quel tanghero che sa resistere a un sentimento vero?

 

Insieme attraverso una vita intera di piccoli minuti

infiniti e assorti

 

Passi su passi d’altri, irriconoscibili ai molti

eppur son li, anche adesso che cammino sul solito sentiero

li sento come risacca sotto piedi nudi o il camminare su ricci l’ autunno

impetuosi calpestano l anima

 

Vorrei dimenticare ieri sera e i tuoi occhi fissi nei miei

quante cose vorrei in un semplice minuto

 

Fremo, in una emozione non nuova

rivedo gli occhi di mio padre in quella notte

 

Sento, gelido, l’ identico soffio

ultima vita che scivola verso me.

 

Sono li e lo sono stato allora

enome fortuna,forse un merito, che ti ferma dal baratro della disperazione

non un sospiro ma regalo di amore puro

 

vivi! gridano quegli occhi stanchi

vivi! gridano gli occhi della piccola Bea che mi è accanto ora.

 

un uomo, un cane, forse,però

cosa volete raccontarmi?

chi non sa amare alla follia crea questa differenza

 

Ciao piccola bimba.

 

 

 

 

 

 

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Tutti sanno cosa è la corrida, già di se é una tortura immensa.

Tanti non sanno che la tortura è ben peggiore nei preparativi, anche per gli altri animali coinvolti in questo orribile spettacolo.

Vedo con piacere che sempre più spagnoli sono contrari, vedo con enorme dispiacere che la maggioranza è a favore e questa porcheria infame è pure sancita dalla costituzione spagnola. La complicità della UE è oltremodo imbarazzante, concedendo finanziamenti europei per gli allevatori di tori spagnoli , bello schifo nello schifo.

 

Il nuovo sistema, pagamento a singola fattoria, prevede l’erogazione di quote ai proprietari terrieri, che utilizzano la terra a qualsiasi scopo. L’obiettivo del meccanismo è quello di far crescere le rendite rurali senza causare sovrapproduzioni di generi alimentari. Ogni allevatore di tori, riceverebbe, così in media 235 euro per animale ogni anno. Se si considera che ogni anno, muoiono circa quaranta mila tori, il totale dei finanziamenti che l’UE ha pagato per le corride ammonterebbe a più di 125 milioni di euro.

Gli attivisti anti – corrida però sospettano che questa sia solo la punta dell’iceberg. Attualmente, la Spagna riceve qualcosa come 7 miliardi di euro all’anno per l’agricoltura e parte di questi risulterebbero destinati a sostegno delle corride ed altre feste sanguinarie, dove asini, mucche, polli vengono massacrati per divertimento. Se a ciò si aggiunge anche il programma di finanziamento dell’UE per lo sviluppo locale, la Spagna riceverebbe circa 750 milioni di euro all’anno da destinare all’attività che preferisce. Sembra che questi soldi vengano fatti arrivare ai sindaci di molte realtà rurali spagnole per finanziare le “fiestas” sanguinarie locali.

Di seguito , per conoscenza, vi elenco a cosa è soggetto il povero animale prima di entrare in quel campo di crudeltà e morte che si chiama plaza de toros.

Non mi interessa se mi considerate volgare, ma un vel VAFFANCULO in maiuscolo mi esce spontaneo. Nel mio piccolo sto boicottando qualsiasi cosa ,merce, prodotto spagnolo e l unico desiderio di andare in quel paese è quello di recarmi giusto il tempo di svuotare con enorme soddisfazione l intestino retto.

Criminali è dir poco.

COSA SUCCEDE IN UNA CORRIDA

Vi sveliamo le atrocità che stanno dietro le quinte delle corride.

LA CORRIDA-I FATTI

Con la scusa che si tratta di arte e tradizione, la corrida prospera come attrattiva turistica. Nei fatti, vedete una specie di clown in calzamaglia e scarpette, con lustrini, spada e mantello rosso, che volteggia, provocatorio, davanti ad un povero animale maltrattato ed indifeso che non ha la minima possibilità di salvarsi.

Chi guadagna da quest’orribile forma di spettacolo pretende di mantenerla in vita per soddisfare i gusti di una sadica minoranza.

Il toro non potrà mai vincere, quindi non si tratta di una lotta, ma di pura e semplice tortura,ne’ Tradizione, ne’ Cultura.

Attualmente, le corride si tengono in Spagna, Messico, Colombia, Ecuador ,Perù, Portogallo e Francia. In Messico c’è l’arena più grande del mondo, con oltre 60.000 posti a sedere.

Dietro le quinte.

Quasi nessuno conosce le torture che il toro subisce in preparazione dell’incontro con il “valoroso torero”. Tanto per cominciare, il toro da corrida è un incrocio creato apposta per quest’uso.

E’ erbivoro, miope e viene immesso nell’arena solo dopo che

  • E’ tenuto per giorni in un ambiente buio, senza cibo ne’ acqua, per fiaccarlo,
  • Viene colpito ripetutamente sulle costole ed i reni con un sacco riempito di sabbia bagnata. Questa pratica è nota come “indebolire il toro”,
  • Gli si applica vasellina dentro gli occhi per annebbiargli la vista,
  • Gli si infila del cotone nelle narici ed in gola per rendergli difficoltoso il respiro,
  • Molto spesso, le corna vengono arrotondate, così da ridurre il pericolo per il “valoroso torero”,
  • Viene trattato con un lassativo, sempre per indebolirlo,
  • Se il toro è troppo indebolito da questi “trattamenti”, gli si applica olio di trementina sugli zoccoli ed i genitali. Quindi, quando un toro scalpita, non è perchè è infuriato, ma perchè si sente bruciare,
  • Spesso, i suoi genitali vengono colpiti con aghi da calza, per ” accendere la sua furia”,
  • Per completare questo quadro di crudeltà, si sa che spesso la porta a ghigliottina che si apre con un movimento verticale per farlo entrare nell’arena gli viene fatta ricadere in testa per fissurargli il cranio.

NON DIMENTICHIAMOCI DEI CAVALLI

I cavalli da corrida sono animali vecchi, che hanno svolto fedelmente il loro servizio per tutta la vita e poi vengono venduti a quattro soldi per la corrida.

Per prima cosa, vengono devocalizzati senza anestesia. Lo scopo è impedire loro di nitrire per paura del toro quando questo si avvicinerà o per il dolore quando saranno incornati. Così, il pubblico non s’accorge della sofferenza dell’animale.

Prima della corrida, gli occhi del cavallo, ormai muto,vengono bendati, del cotone inzuppato di vaselina gli viene infilato nelle narici e nelle orecchie, in questo modo rendendolo sordo, cieco e privo di olfatto; sulla groppa gli viene posta una specie di coperta sottile, il “peto”; lo cavalca il “picador”, l’uomo con la “puya”, cioè un triangolo di ferro di circa 3 centimetri per lato, legato ad un bastone con una corda di 11 centimetri. I 14 centimetri di corda e puya vengono infilati per tre o quattro volte nella schiena del toro, con un movimento circolare, così che il toro riporti tre o quattro ferite profonde 14 centimetri e di diametro che raggiunge i 45 centimetri!!!

Quando cerca di difendersi da chi gli sta causando tanto dolore, il toro si avventa contro il cavallo, incornandolo al collo od allo stomaco.

Se non muore, il cavallo è portato nella plaza, dove le interiora gli vengono reinfilate nello stomaco, con del fieno per tenerle al loro posto, e lo squarcio è cucito con corda o fil di ferro e senza alcun anestetico per sedare il dolore e senza antibiotici.

E di nuovo è mandato nell’arena ed inforcato dal picador finchè non stramazza morto. Se alla fine del giorno è ancora vivo, viene macellato sul retro dell’arena e la sua carne viene venduta come cibo per cani. E’ successo che fino a 6 cavalli venissero uccisi da un solo toro.

Alcuni anni fa vidi la foto di 11 cavalli stesi sull’arena insanguinata, abbandonati ad una lenta morte, e quella visione mi diede il senso della profondità che la crudeltà umana può raggiungere.

Dopo che il picador ha finito la sua opera, entra il “banderillero”, un altro individuo senza cuore che porta le terribili “banderillas”, cioè bastoni di legno coperti di carta colorata e con una punta d’acciaio di 5 centimetri a forma di arpione.

Queste vengono infilate nel collo e nei muscoli della schiena del toro per indebolirlo. Da quattro a sei per ogni toro. Con ogni movimento, dilaniano i suoi muscoli, causandogli un dolore terribile.

Il banderillero finisce la sua opera e qui entra il vigliacco torero, che col suo mantello rosso fiacca il toro. Quando il toro è troppo stanco, il torero prende la spada e cerca di finirlo, colpendolo al cuore. Molte volte, però, fallisce e lo prende ai polmoni ed il toro comincia a vomitare sangue. Quando questo succede, il torero prende un coltellino chiamato “puntilla” e colpisce la spina dorsale del toro, ancora ed ancora finchè non cade.

Ma spesso il toro non muore dopo i 40 o 50 minuti di tortura nell’arena, perchè la puntilla non lo uccide ma lo paralizza soltanto e più tardi, mentre il macellaio lo sta scuoiando, improvvisamente “si sveglia” e tenta di fuggire.

Nella sola Spagna, ogni anno più di 30.000 tori sono uccisi ogni anno in questo modo!

 

Alla fine, son ben felice di vedere scene del genere: Una rivincita prima di morire. Olè!

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Sta spopolando sul web un video di una “nobile” persona che porta a spasso il proprio cane anziano in difficoltà motoria con l utilizzo di imbracature e su un carrellino autocostruito. Fior di giornalisti ne danno risalto con enfasi quasi fosse un fatto straordinario.

Non c‘è proprio niente di straordinario, è una faccenda maledettamente semplice.

Semplice, ovviamente,per chi considera ciò un fatto normale così come è semplice e spontaneo l amore che un cane ti regala in una vita intera, senza se e senza ma.

Non c’è proprio niente di straordinario,è quasi un dovere.

Ho un cane anziano anche io. 15 anni sono un bel po’ e gli acciacchi si moltiplicano ogni mese. La mia Berky , traballante di suo, in questi giorni è scivolata dalle scale. Già,scale, ho passato una vita a sognare una porta di casa che si apre su un giardino e poi,immancabilmente, mi sono sempre ritrovato e mi ritrovo davanti scale dure e crude per chi è in difficoltà.

La situazione, per ora, non è delle più semplici, non si regge sul posteriore e devo utilizzare le imbracature per sostenerla.

Ogni giorno, per due o tre volte, prendo in braccio la mia bestiolina, se 38 kili si possono classificare come bestiolina, e la faccio scendere e salire per i suoi bisogni.

Giorno,Notte,Sole o tempesta.

Problema? Per molti si. Per me no,anzi.

Cosa c’è di straordinario in questo gesto? È il caso di pubblicare a mia volta il video per riempirmi di faccine e pollici verso l alto?

Ve le dico nel mio dialetto: ma andii a scua ul mar (andate a scopare il mare)

Quando vedo la mia bestiolina addormentarsi felice sulla sua brandina,accanto a sua figlia, mi si illumina il cuore che neanche vi immaginate e del fastidio o fatica come lo ritengono alcuni,non c’è traccia.

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Passerà anche questa e se non passerà andremo avanti ad oltranza.

Straordinario sarebbe non fare niente, altro che palle.

Aggiornamento ultim ora: un piccolo miglioramento fa capolino, dai cazzarola che svanghiamo anche questa.

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Personalmente, abbraccerei queste donne, una ad una. La loro vita in gioco, per proteggere gli animali ,i loro animali, da maledetti bracconieri.

Dio Santo , vi amo!!

 

Nello Zimbabwe è nato un nuovo progetto di antibracconaggio. Si chiama «akashinga», che significa «coraggiosi». Ed è un’iniziativa della «International Anti-Poaching Foundation», l’organizzazione no profit che si occupa di antibracconaggio in tutto il mondo.

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Le donne del progetto provengono da situazioni difficili – raccontano gli organizzatori -. Ci sono madri single, ragazze vittime di abusi sessuali, vedove e orfane». L’iniziativa pilota ha coinvolto per il momento 35 donne.
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Questo progetto è importante per proteggere gli elefanti e i rinoceronti che vengono cercati dai bracconieri per commercio di avorio – continuano -. E siccome spesso gli animali diventano trofei, è importante fermare il bracconaggio per non vedere il numero degli animali dello Zimbabwe diminuire anno dopo anno». Aggiungono: «Esiste infatti la possibilità che gli elefanti africani possano estinguersi entro il 2030».
Grazie di esistere.
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Non Uccidere” non si applica all’omicidio di una sola specie, bensì a tutti gli esseri viventi e questo comandamento fu scritto nel cuore dell’uomo molto prima di essere proclamato sul Sinai.

 

 

Lev Tolstoj ha scritto immensi pensieri e narrato enormi storie, io raccolgo due piccole perle che descrivono una parte del suo animo, il quale,in questo caso, somiglia tremendamente al mio.

lettera alla cognata “ il mangiar carne”

Elena Andreevna,
la vostra indignazione all’idea degli animali torturati e uccisi per soddisfare l’avidità umana non è sentimentalismo bensì un sentimento fra i più leciti e naturali.
Ma non bisogna indignarsi al punto di odiare gli uomini per pietà verso gli animali, come dite voi; bisogna invece agire in conformità di ciò a cui vi spinge questo sentimento, e cioè non mangiare carne di qualsiasi essere a cui sia stata tolta la vita.
Sono convinto che nel prossimo secolo la gente racconterà con orrore e ascolterà con dubbio come i loro antenati ammazzavano gli animali per mangiarli.
Il vegetarianismo si diffonde molto rapidamente: a Londra, dove vent’anni fa non si poteva trovare cibo vegetariano, esistono già ristoranti vegetariani.
So, da intimi amici, che più di trenta persone hanno smesso di consumare la carne durante questi ultimi anni.
Vi avverto, tuttavia, che se smetterete di mangiar carne, incontrerete una fortissima resistenza, anzi un’irritazione, da parte dei vostri familiari, e vi verrà dimostrato con la scienza che la carne è indispensabile all’uomo e che vi danneggiate e vi create difficoltà domestiche.
Tutti noi abbiamo subìto tutto ciò, ma se non si agisce con convinzione, tutte le dimostrazioni rimarranno senza effetto, come rimarrebbero senza effetto le dimostrazioni che per mantenere la salute bisogna mangiare gli uomini.
Forse vi domanderete, oppure vi verrà detto: «Se non bisogna uccidere i polli e i montoni, perché allora sterminare i topi, gli scarafaggi eccetera?»
A ciò rispondo sempre che la compassione per gli animali è la più preziosa qualità dell’uomo e io (come uomo), sono tanto più felice quanto più la sviluppo in me. Sono contento di aver cominciato a compatire i polli, o montoni, i conigli, e né li mangio né li desidero, sono contento di compatire i topi, e li lascio scappare, invece di ammazzarli, e sarò contento quando compatirò le zanzare e le pulci.
I vegetariani dimostrano la superiorità del cibo senza carne per la salute (procuratevi i libri su questo —c’è quello di Bojdanov — e leggeteli); ma l’argomento principale e inoppugnabile è quello addotto da voi, il sentimento morale.
Vi auguro una lieta soluzione del problema che vi tormenta.

lettera “contro la caccia”

La caccia non è che un atto inumano e sanguinario, degno solamente di selvaggi e di uomini che conducono una vita senza coscienza, che non si armonizza con la civiltà e col grado di sviluppo a cui noi ci crediamo arrivati.
La caccia non è una forma naturale della lotta per l’esistenza, ma un ritorno volontario allo stato selvaggio.
La caccia era una occupazione naturale per l’uomo primitivo, mentre questa occupazione nell’uomo moderno civilizzato non fa che esercitare e sviluppare in lui istinti bestiali, che la coscienza riprova, e che teoricamente la nostra civiltà vorrebbe aboliti.
È poco probabile che fra i cacciatori se ne trovi uno che non provi, almeno per una volta, un principio di pietà per una delle sue vittime, ma che pure ogni volta non cerchi di respingere un tal sentimento considerandolo come una debolezza. Ed è così che è schiacciato il bocciolo appena schiuso della pietà, da cui potrebbe germogliare e fiorire quel sentimento più elevato e più perfetto, che è l’amore. In questo costante suicidio morale è il male supremo della caccia.
Noi siamo fieri del progredire della nostra civiltà, esaminiamo con soddisfazione ciò che consideriamo come suoi successi in tutte le branche della vita sociale, ma osserviamo pure che la nostra esistenza è spesso fondata sui principi più ingiusti e crudeli, e che l’umanità dell’avvenire ne parlerà con la stessa ripugnanza che noi proviamo oggi per la schiavitù e la tortura, come errori di altri tempi, che la civiltà ha abolito.
La pietà è una delle più preziose facoltà dell’anima umana. L’uomo, impietosendosi delle sofferenze di un essere vivente, dimentica se stesso e si immedesima nella situazione degli sventurati. Con questo sentimento si sottrae al suo isolamento ed acquista la possibilità di congiungere la sua esistenza a quella degli altri esseri.
La pietà, mentre addolcisce le sofferenze degli altri, è giovevole ancor più a colui il quale la prova.

 

Lev Tolstoj 1895

 

 

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22 giorni di vita sono maledettamente pochi per morire.

Un agnellino,un capretto appena sbocciati a vita sono una pirotecnica esplosione di euforia. Saltano,rimbalzano, veleggiano sui fili della prima verde erba primaverile. Ogni momento che perdono la visuale della propria mamma incominciano un angosciante concerto di richiami.

Ecco!  È arrivato il pastore amico e giocherellone. Sembrava cosi, ma oggi ha una faccia scura e arrabbiata perché noi vogliamo giocare a farsi rincorrere come sempre, ma lui, stranamente, vuole prenderci in fretta.

C’è qualcosa che non va, oggi, si vede benissimo anche dalla strana agitazione delle mamme. I loro richiami sono più acuti e penetranti e ci spaventano un bel pò. 

Ci stringe le zampe forte da farci male e ci tiene  a testa in giù, vediamo i suoi stivali sporchi di fango muoversi veloce. Abbiamo tantissima paura.

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Non gioca più a metterci in spalluccia,non ci fa accarezzare più dai suo figlioletti o da qualche turista capitato li. Siamo tanti su questo camion sporco e mezzo chiuso,siamo decine e tutti urliamo alla follia. Lo sappiamo benissimo che nostra madre ci sentirà  e ,come sempre, arriverà a cavarci dai guai.

Urliamo ancora più forte, forse non ci sente, forse è il rumore di ferraglia del motore che copre tutto.

Abbiamo sete,abbiamo fame e questo mostro meccanico continua a correre nella notte buia senza fermarsi neppure un po’.Urliamo ancora più forte é l’unica  cosa che riusciamo a fare.

Perchè non arriva la mamma?

Finalmente si è fermato vicino ad altri camion. Tanti fratellini in più che urlano disperati a squarciagola. Una pausa, forse ci faranno correre in un prato, forse ci saranno le nostre mamme a coccolarci.

Abbiamo sete!! Abbiamo fame!! Mammmaaa!

Si aprono quelle porte un po’ arrugginite e bruttissime persone con vestiti macchiati di sangue ci buttano giù a forza. Spinte,calci e anche bastonate.

Cosa abbiamo fatto? Abbiamo solo 22 giorni di vita, non possiamo avere fatto niente di male.

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Continuano, con una cattiveria indicibile ci spingono tutti in fila verso una porta.Da li in poi è pure terrore. Urla ,sangue, e fratellini agganciati a testa in giù, immobili. Osserviamo impietriti, non riusciamo nemmeno più piangere.

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È quasi impensabile non provare un senso di orrore,angoscia, davanti a questo ignobile massacro che ricorre metododicamente ogni anno. Con la stupida convinzione e assoluzione  della tradizione cristiana o altro, ci si appresta ad uccidere e divorare allegramente cuccioli appena nati.

Non sono convinto che un Dio qualsiasi possa concepire la morte di un essere vivente, in tal numero poi.

Non sono convinto che ci si possa nascondere dietro questo o qualsiasi alibi giustificatorio, pur di affondare i denti in un cucciolo di 22 giorni.

Ma è davvero così gratificante e indispensabile? Frotte di nutrizionisti ,chef, dottori, spergiuarano di sì. Per me, in fondo, sanno di mentire. Come diavolo si può considerare indispensabile la morte di un cucciolo?

Chi maltratta, sevizia, uccide gli animali ,prima o poi farà lo stesso con gli uomini.

Molto vero. Sarà un concetto estremista, ma io non trovo, nella metodologia e persecuzione, una gran differenza tra questi massacri e quelli tristemente famosi del nazismo.

Vedere nei negozi pezzi di cuccioli morti incelofanati e quel terribile sticker giallo “offerta”, mi crea  conati di vomito, misti a rabbia. Vedere persone ridere e scherzare mentre succhiano minuscole costicine ,altrettanto. Non ce la faccio davvero, mi si visualizza sempre nella mente un cucciolo giocoso tra l’erba di un pascolo e penso a che atroce e imperdonabile atto sia stato commesso.

Da un po’ cerco di evitare gli scontri verbali, le ritrite considerazioni dei carnivori o onnivori o le loro stupide battute. Possono dire quello che vogliono e farsi autenticare le convinzioni da mille dottori,mille giornali o dietologi alla bisogna, ma il concetto, per me ,è solo uno:

Io non voglio pensare di star bene, uccidendo e mangiando un animale, io voglio star bene con la mia coscienza , il mio animo e lo star bene,per me, è rispettare la vita ,qualsiasi essa sia.

Ci sono un infinità di alimenti alternativi che garantiscono lo stesso apporto di proteine ,vitamine e quant altro,anche se molti pensano o vogliono pensare di no. Ma non è ancora questa la reale giustificazione. Non c’è MAI giustificazione nello spegnere la vita di un essere senziente, qualsiasi esso sia.

Chi vuole convincervi a tutti i costi del contrario, è un terribile egoista che pone il proprio benessere sopra quello degli altri e possiede uno spessore sentimentale prossimo allo zero. Nemmeno io voglio convincervi del contrario, probabilmente o  forse, la vostra coscienza lo farà, sempre che riesca a determinare con fermezza il confine tra vita e morte. Senza quello non si è nemmeno homo sapiens ma solo homo.

Queste non sono proprie le persone con le quali dividerei la mia vita e ,tantomeno, che consiglierei ad altri.

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a me piace immaginarli e vederli così. tutti i cuccioli del mondo.

si sente spesso affermare che essere vegetariani o vegani è mancanza di intelligenza.

ecco una lista di persone poco intelligenti e i loro stupidi pensieri

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