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Vorrei morire dopo di te

Lo dico spesso , noi umani siamo leggermente impuri nei sentimenti. Spesso , dopo il dolore, tendiamo a farci lenire dal tempo e continuare , così è la nostra vita . Un animale non riuscirebbe a farlo, conviverebbe con il suo enorme dolore . SI, si potrà affezionare ad altri, ma l’enorme ferita della scomparsa o peggio dell’abbandono del suo amico umano scaverà una traccia molto invadente nel proprio cuore, a volte insanabile. Ho avuto sempre la “fortuna” di accompagnare i miei amici animali sul ponte , però il pensiero di lasciarli soli è costantemente dentro me e non va via .

.

Vorrei morire dopo di te

Cara dolce amica

Compagna inossidabile come il miglior acciaio

Accanto nella gioia e cattiva sorte

Sempre

Non serve il verbo per capirlo

Vedo quei cristalli luccicanti sui tuoi iridi

Non si spengono

Vivida luce, onesta e profonda

Un calore dell’anima tutta

Mi osservi quando non lo noto

Ti percepisco sulla mia nuca distratta da fastidì

Corre quel soffio di amore raro

Le vene gorgogliano di intenso e profumato ardore

Ogni cosa diventa superflua

Assopisci il mio grigiore

Illumini la mia gioia

E non chiedi proprio nulla

Solo quel stare accanto cercando una carezza

Vorrei davvero non privarti della mia vita

Non lo meriti e non è giusto

Si può carpire un fiore ?

Si può allontanare un profondo sentimento?

Io sono te e tu sei me

Su passi nuovi e anche antichi

Con lo sguardo alto che osserva albe e tramonti

Sospiro dentro i tuoi sospiri

Che stupidi coloro i quali ci tengono proprio stupidi

Loro, non hanno ben capito il senso e l’ardire dell’amore vero.

Muoio dentro il tuo ultimo sospiro

Muoio nella suprema intensità che mi hai regalato

Mi guardi ,con quegli occhi stanchi , forse malati

Capisco la semplicità che mi hai donato

Nel dolore c è quella gioia di vedermi ancora un prezioso attimo

Ce la farò, morirò nel tuo ricordo, ma ce la farò

Sono più forte di te o forse fingo

Quel che so è che non sarebbe tale per te

Quel destino che potrebbe separarti da me

Correrebbe dentro il tuo cuore

Scompigliando il tuo manto lucido

Spegnendo quello sguardo che ho tanto amato.

Finché

Finché il fiato ci assisterà andremo

Finché le gambe ci sorreggeranno andremo

Finché dentro noi, una scintilla, la accenderemo

Non importa dove, come e quando

Il nostro istinto darà luce

Nel buio della notte o nell’abbaglio dell’amico sole

Andremo , incontro agli alberi,all erba e al canto degli uccelli

Semplicemente, come un passero che reca cibo al nido

Come cucciolo appresso il sentore di una Mamma

Avvolti da sospiri portati da quel vento mattutino

Quella brezza che poi si spenge

Ma lascia solidi ricordi a chi li ha saputi cogliere

Frutti di vita ,di amore e di fatiche

Donati , mai prezzati per acida rivalsa

Andremo, quasi allo stremo delle forze

Perché sarà importante farlo

Per noi stessi e per altri l’insegnare

Finché il fiato ci assisterà andremo

Poi, seduti su una sedia all’ombra di un caro albero

Un po’ dimenticati come quell ultima fascina

Ammaliati sempre dal nostro semplice prezioso dono

Lo stesso sogneremo

Ode alla moka

Ma cosa ne sanno loro?

Cosa ne sanno all’ estero della magia di una moka?

Loro, con i loro beveroni da cavallo: ettolitri di acqua con quella polvere liofilizzata.

Ma chi ha dato loro l’ardire di chiamarlo caffè?

Cosa ne sanno del piacere di macinarlo, prepararlo , con quella moka che ha visto intere mattinate di vita ed è ancora lì a darti il buon giorno e la buona digestione.

Per non parlare della musica che proviene quando il caffè sobbalza bollente come lava . Puoi avere mille e mille cose in testa ma il tuo essere viene rapito da quel suono armonico che è il preludio a quel magico aroma che si insinua in casa .

Cosa ne sanno quelli che premono un pulsante in quelle caffettiere di cristallo zeppe di “intruglio” ? Ma anche quella capsula-mania che spazia in giro, tutte figlie della fretta che non ti lascia nemmeno partorire anche quei cinque minuti di attesa di una moka.

Adoro la moka , ne ho tenuta una anche senza manico che si era rotto, mi scottavo a volte, ma chissenefrega, mi scocciava proprio lasciare quell “oggetto” che mi aveva accompagnato da sempre.

Ne ho una anche in macchina con il suo necessaire, nel bagagliaio , pronta ad ogni evenienza nel suo zainetto da portare ovunque.

Chi non riesce ad aspettare quei magici minuti di una moka ha paura del tempo , quando è il tempo che dovrebbe aver paura di te.

Un altra vita

Mi immagino, a volte , di camminare in una vita di Anime andate : Anime care , sia esseri che animali.


È un sentiero che serpeggia tra rododendri di montagna , per poi scendere ad accarezzare ortensie rigogliose.
C è un aria di festa, la preannunciano cardellini a frotte, giustamente liberi dall egoismo umano che li vuole dentro gabbie atroci.


Cammino e respiro profumi di infanzia , di quel mondo meno esasperato e stuprato da continue rincorse economiche, a volte scellerate. Percepisco il sussurro delle piante che raccontano generazioni intere passate sotto i loro maestosi rami . Sono scalzo , sento i germogli bussare sotto i piedi e vorrei proprio volare per non deturparli. I fiori , qui, sono immortali , nessuna mano mai li coglierà , rispetto per loro e per i giusti occhi di Monet e di Renoir.


È un sentiero con continue anse e promontori che sussurrano amore verso acque intonse di un azzurro che irradia gioia .


I primi che arrivano sono i miei cani , di corsa e con le orecchie che svolazzano . Hanno gli occhi così spalancati che ci cado letteralmente dentro :Non ho mai spesso di pensare a loro e lo sanno bene.

Ed ecco che mi appaiono i miei genitori , con lo stesso sorriso di quando nacqui. Non riusciamo a parlare , anche non possiamo accarezzarci; per quello son felice di aver ricevuto e donato loro tante carezze in vita.

È concesso solo far parlare l’anima tramite la luce degli occhi : i nostri luccicano proprio .

Così risplendono quelli di Nonna e Nonno e quelli di un caro amico, forse l’unico vero avuto.

Lontano , molto lontano, facce tristi di persone che mi hanno causato del male., non necessariamente materiale.
Vorrei incontrare anche queste ultime per raccogliere o offrire quel perdono sempre quasi negato: non mi è concesso, forse c è ancora da aspettare, non siamo ancora pronti .


Tutto finisce quando l’alba reclama spazio, apro gli occhi un po’ a malincuore e vedo la mia vita reale corrermi addosso .
Alla fine il pensiero è sempre quello: ragazzo, cerca il bene e la semplicità di vita , non si può rinunciare a quegli occhi e a quei sorrisi.
(tc2022)

Ogni tanto arrivano.
Sono momenti che rovisti dentro la tua anima e cominci un po’ a chiederti cose.


Non c è un obiettivo particolare, ma un insieme sparso, spesso collegato in modo più o meno ligico.Rivedi i bivi che la vita ha presentato durante il percorso e rivedi le scelte intraprese.


È come passeggiare nella natura lungo quel comodo sentiero messo in totale sicurezza , condiviso da molti che ti fanno sentire meno solo, ma che a volte infastidiscono con inutili sconsacrati schiamazzi, e poi incontrare una o più diramazione .
Attrazione.
Esattamente così, siamo attratti da quella nuova via , appena accennata da qualcuno che ha sfidato la vegetazione intonsa; forse una persona o magari un animale.


“Qualcuno è ben passato e anche non si è fermato , sembra che la via prosegua.”


Il pensiero scivola nella mente come una goccia di rugiada su un fiore ancora socchiuso. Allora ti viene voglia di lasciare la comodità di una strada sicura , di lasciare la confusione attorno , di gente che ti rifocilla di risposte loro e che in quel momento di pensieri tuoi arrecano molto fastidio alla tua concentrazione.
Ci pensi , eccome se ci pensi .


“Ma si proviamo dai”


Allora ti senti dentro l’animale che ha disegnato quella parvenza di sentiero e inizi a calpestare quel suolo incerto .


Sei concentrato , eccome se lo sei, osservi ogni singolo passo prima di farlo, quelle frasche che impediscono la visuale danno fastidio , senti qualche rovo che richiama fuori un po’ il tuo sangue: Vorresti tornare sui tuoi passi, la via si fa acerba .


“Ma quell animale ha proseguito “


beh, ti viene di pensarci .
Pensi proprio che anche lui , stesse cercando un posto dove sentirsi più tranquillo, più sicuro.


Prosegui e quando ti rendi conto di essere in una situazione un pochino preoccupante e in un territorio ostile , desideri per un attimo mollare davvero il colpo e tornare indietro su quel comodo sentiero a rimuginare pensieri e cercare risposte , oppure a riascoltare consigli che ti danno “ gli altri”.


La fatica corrode i muscoli , anche un po’ la fame bussa . Niente , prosegui , prosegui, qualcosa dentro ti spinge forte.


Improvvisamente , quando tutto sembra sia stato vano, ti appare quella meravigliosa radura attraversata da un fresco torrente .
C è anche un daino che si abbevera , forse quello che ha creato la via.


Acqua, fresca acqua , affondi il capo in quei cristalli zampillanti e ti senti addosso una nuova vita ,giusto per un semplice sorso d’acqua.

Osservi quel daino che , sorprendentemente non fugge , anzi sembra quasi che ti sorrida .
In quel momento senti proprio l’istinto tuo che sorride , pensieri, domande, risposte, spariscono: è l’inizio di una nuova entusiasmante vita.
(TC2018)

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