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La mia cagnolona

Bea.

Ecco la responsabile del mio equilibrio interiore , senza di Lei correrei il rischio di sciabordare qualche volta, proprio come un bicchiere troppo pieno in balia delle onde della vita.

È la sua naturale missione e il mio merito.

Lei adora la mia felicità e mi trasmette la sua, naturalmente, perché non conosce sentimenti impuri come quelli che l’essere umano , purtroppo, troppo spesso sbandiera e cavalca sia verbalmente che materialmente .

Siamo animali innanzitutto, ma ci piace quel senso di potere , quel desiderio di essere il vertice del regno e , conseguentemente, arrogarci il diritto di vita e di morte come il peggiore degli imperatori.

Siamo animali e dovremmo tutti comportarci seguendo il sentimento di amore , protezione e rispetto innato verso i nostri simili; spesso ce lo scordiamo , ecco perché vivere a stretto contatto con un animale è un ottimo sistema per ricordarci tutto questo .

Abbiamo bisogno di questo equilibrio per vivere e per crescere.

Odio profondamente quelle frasi usate in modo dispregiativo tipo :” sei proprio un animale…ti comporti come un animale…vivi come un animale…etc” , perché non fanno altro che sancire la volontà di distinguersi ,mentre siamo proprio noi che dovremmo comportarci seguendo i sentimenti puri di un animale . Non parlo della violenza che l’essere umano perpetra verso i “ suoi sottoposti” : qualsiasi tipo di violenza! Perché è una cosa troppo rivoltante per il mio animo e a volte mi mette davvero paura : paura per le reazioni che potrei cavalcare come farebbe un vero capo branco in caso di pericolo.

Scienziati spesso asseriscono che avere un animale appresso ti cambia la vita, non è esattamente così: ti fa riflettere e capire il perché TU l’hai cambiata .

Non a caso Mosè scelse di salvare solo animali .

BENVENUTO DICEMBRE

BENVENUTO DICEMBRE

Non c è che dire, sono giorni questi che respirano pace.

Quasi un armistizio sulla maleducazione, arroganza e menefreghismo che serpeggia quasi tutto l’anno, anche nelle parole,nei gesti della gente si avverte ciò.

Cammino quasi a fatica tra la tortuose contrade della città murata e si, vien da sorridere a tutti.

Sorridere a sconosciuti è un bel successo ,soprattutto per se stessi, si sorride pure agli animali ,ma pensa te.

Mi piace davvero questa situazione e penso sarebbe un traguardo importante trascinarsi questa euforia anche dopo questa “tregua”.

In questi momenti si pensa un po’ a tutti e a tutti si vorrebbe regalare qualcosa, simbolo di amore o gratitudine che sia.

C è frenesia, calpestio costante sui selciati e negozi che traboccano, proprio non si vuole dimenticare nessuno,almeno oggi.

Ad essere sincero ,non ho mai collegato più di tanto le parole affetto con regalo, forse perché il più bel regalo è una cosa impalpabile, è il filo che collega l’anima agli occhi, quella calda sensazione di gioia immensa alla vista di un genitore di un figlio,di un caro amico.

Io faccio parte di quelli che ne hanno perso un po’ di persone care, perse visivamente ben si intende.

Son qui in questa bolgia e sorrido anche io ai passanti ma ,proprio in questi giorni, dentro me c’è quasi sempre un gran trambusto.

Perdere entrambi i genitori è un bel affare, credetemi, cosi come lo è perdere il miglior amico e anche il proprio cane.

Beh, io,da questo punto di vista ho fatto jackpot, li ho persi tutti.

“Dai, son passati anni,il tempo guarisce”.

Può essere.

E poi guarire da cosa? Da ricordi di momenti felici?

Ma no,dai, son così rari, meglio non guarire mai da questa “malattia”.

Sembro un po’ imbecille, tutti intorno pensano ai vivi e io penso ai defunti.

Lo penso ,perché il sangue che scorre dentro me è il loro sangue ed è ancora vivo, non c’è niente di defunto. È il sangue del loro amore, di quando mi hanno generato in una fredda notte d inverno.

Eddai, son cose belle da pensare, i sorrisi di tua madre, il cavalluccio di tuo padre, lo sguardo di un amico vero, quello del tuo cane.

Non posso e ,per dirla tutta, non voglio non pensarci.

Il tempo guarisce ma anche trasforma, trasforma luoghi e persone e, molto spesso, sei li,solo in fronte al lago a fare stupidi confronti, di come potrebbe essere se, di quella volta che, se solo potessi tornare.

Con i se non si va da nessuna parte e meglio proprio non provare a fare paragoni o farsi mordere dai rimorsi, meglio tenersi gelosamente i ricordi vissuti a piene mani, sono emozioni proprie del momento di vita di quel preciso tempo.

Momenti che hanno regalato,insegnato e lasciato il loro profondo segno.

Pagherei una follia ,solo per un sorriso reale, di una sberla di mio padre, di una carezza protettiva di mia madre, di un vaffanculo del mio amico, dello sguardo del mio cane.

Non sono in condizioni di pagare niente più di quanto mi serve per vivere in questo momento, ma sicuramente, Loro, vogliono così, farmi ritornare al più semplice e spontaneo modo di vivere, proprio come al tempo di quando aprii gli occhi la prima volta , dominare il superfluo e sprofondare nell’ oceano di quel amore raro e vero che rende purpuree le guance e che purtroppo è scomparso un po’.

Vorrei morire dopo di te

Lo dico spesso , noi umani siamo leggermente impuri nei sentimenti. Spesso , dopo il dolore, tendiamo a farci lenire dal tempo e continuare , così è la nostra vita . Un animale non riuscirebbe a farlo, conviverebbe con il suo enorme dolore . SI, si potrà affezionare ad altri, ma l’enorme ferita della scomparsa o peggio dell’abbandono del suo amico umano scaverà una traccia molto invadente nel proprio cuore, a volte insanabile. Ho avuto sempre la “fortuna” di accompagnare i miei amici animali sul ponte , però il pensiero di lasciarli soli è costantemente dentro me e non va via .

.

Vorrei morire dopo di te

Cara dolce amica

Compagna inossidabile come il miglior acciaio

Accanto nella gioia e cattiva sorte

Sempre

Non serve il verbo per capirlo

Vedo quei cristalli luccicanti sui tuoi iridi

Non si spengono

Vivida luce, onesta e profonda

Un calore dell’anima tutta

Mi osservi quando non lo noto

Ti percepisco sulla mia nuca distratta da fastidì

Corre quel soffio di amore raro

Le vene gorgogliano di intenso e profumato ardore

Ogni cosa diventa superflua

Assopisci il mio grigiore

Illumini la mia gioia

E non chiedi proprio nulla

Solo quel stare accanto cercando una carezza

Vorrei davvero non privarti della mia vita

Non lo meriti e non è giusto

Si può carpire un fiore ?

Si può allontanare un profondo sentimento?

Io sono te e tu sei me

Su passi nuovi e anche antichi

Con lo sguardo alto che osserva albe e tramonti

Sospiro dentro i tuoi sospiri

Che stupidi coloro i quali ci tengono proprio stupidi

Loro, non hanno ben capito il senso e l’ardire dell’amore vero.

Muoio dentro il tuo ultimo sospiro

Muoio nella suprema intensità che mi hai regalato

Mi guardi ,con quegli occhi stanchi , forse malati

Capisco la semplicità che mi hai donato

Nel dolore c è quella gioia di vedermi ancora un prezioso attimo

Ce la farò, morirò nel tuo ricordo, ma ce la farò

Sono più forte di te o forse fingo

Quel che so è che non sarebbe tale per te

Quel destino che potrebbe separarti da me

Correrebbe dentro il tuo cuore

Scompigliando il tuo manto lucido

Spegnendo quello sguardo che ho tanto amato.

Finché

Finché il fiato ci assisterà andremo

Finché le gambe ci sorreggeranno andremo

Finché dentro noi, una scintilla, la accenderemo

Non importa dove, come e quando

Il nostro istinto darà luce

Nel buio della notte o nell’abbaglio dell’amico sole

Andremo , incontro agli alberi,all erba e al canto degli uccelli

Semplicemente, come un passero che reca cibo al nido

Come cucciolo appresso il sentore di una Mamma

Avvolti da sospiri portati da quel vento mattutino

Quella brezza che poi si spenge

Ma lascia solidi ricordi a chi li ha saputi cogliere

Frutti di vita ,di amore e di fatiche

Donati , mai prezzati per acida rivalsa

Andremo, quasi allo stremo delle forze

Perché sarà importante farlo

Per noi stessi e per altri l’insegnare

Finché il fiato ci assisterà andremo

Poi, seduti su una sedia all’ombra di un caro albero

Un po’ dimenticati come quell ultima fascina

Ammaliati sempre dal nostro semplice prezioso dono

Lo stesso sogneremo

Ode alla moka

Ma cosa ne sanno loro?

Cosa ne sanno all’ estero della magia di una moka?

Loro, con i loro beveroni da cavallo: ettolitri di acqua con quella polvere liofilizzata.

Ma chi ha dato loro l’ardire di chiamarlo caffè?

Cosa ne sanno del piacere di macinarlo, prepararlo , con quella moka che ha visto intere mattinate di vita ed è ancora lì a darti il buon giorno e la buona digestione.

Per non parlare della musica che proviene quando il caffè sobbalza bollente come lava . Puoi avere mille e mille cose in testa ma il tuo essere viene rapito da quel suono armonico che è il preludio a quel magico aroma che si insinua in casa .

Cosa ne sanno quelli che premono un pulsante in quelle caffettiere di cristallo zeppe di “intruglio” ? Ma anche quella capsula-mania che spazia in giro, tutte figlie della fretta che non ti lascia nemmeno partorire anche quei cinque minuti di attesa di una moka.

Adoro la moka , ne ho tenuta una anche senza manico che si era rotto, mi scottavo a volte, ma chissenefrega, mi scocciava proprio lasciare quell “oggetto” che mi aveva accompagnato da sempre.

Ne ho una anche in macchina con il suo necessaire, nel bagagliaio , pronta ad ogni evenienza nel suo zainetto da portare ovunque.

Chi non riesce ad aspettare quei magici minuti di una moka ha paura del tempo , quando è il tempo che dovrebbe aver paura di te.

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