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Ogni tanto arrivano.
Sono momenti che rovisti dentro la tua anima e cominci un po’ a chiederti cose.


Non c è un obiettivo particolare, ma un insieme sparso, spesso collegato in modo più o meno ligico.Rivedi i bivi che la vita ha presentato durante il percorso e rivedi le scelte intraprese.


È come passeggiare nella natura lungo quel comodo sentiero messo in totale sicurezza , condiviso da molti che ti fanno sentire meno solo, ma che a volte infastidiscono con inutili sconsacrati schiamazzi, e poi incontrare una o più diramazione .
Attrazione.
Esattamente così, siamo attratti da quella nuova via , appena accennata da qualcuno che ha sfidato la vegetazione intonsa; forse una persona o magari un animale.


“Qualcuno è ben passato e anche non si è fermato , sembra che la via prosegua.”


Il pensiero scivola nella mente come una goccia di rugiada su un fiore ancora socchiuso. Allora ti viene voglia di lasciare la comodità di una strada sicura , di lasciare la confusione attorno , di gente che ti rifocilla di risposte loro e che in quel momento di pensieri tuoi arrecano molto fastidio alla tua concentrazione.
Ci pensi , eccome se ci pensi .


“Ma si proviamo dai”


Allora ti senti dentro l’animale che ha disegnato quella parvenza di sentiero e inizi a calpestare quel suolo incerto .


Sei concentrato , eccome se lo sei, osservi ogni singolo passo prima di farlo, quelle frasche che impediscono la visuale danno fastidio , senti qualche rovo che richiama fuori un po’ il tuo sangue: Vorresti tornare sui tuoi passi, la via si fa acerba .


“Ma quell animale ha proseguito “


beh, ti viene di pensarci .
Pensi proprio che anche lui , stesse cercando un posto dove sentirsi più tranquillo, più sicuro.


Prosegui e quando ti rendi conto di essere in una situazione un pochino preoccupante e in un territorio ostile , desideri per un attimo mollare davvero il colpo e tornare indietro su quel comodo sentiero a rimuginare pensieri e cercare risposte , oppure a riascoltare consigli che ti danno “ gli altri”.


La fatica corrode i muscoli , anche un po’ la fame bussa . Niente , prosegui , prosegui, qualcosa dentro ti spinge forte.


Improvvisamente , quando tutto sembra sia stato vano, ti appare quella meravigliosa radura attraversata da un fresco torrente .
C è anche un daino che si abbevera , forse quello che ha creato la via.


Acqua, fresca acqua , affondi il capo in quei cristalli zampillanti e ti senti addosso una nuova vita ,giusto per un semplice sorso d’acqua.

Osservi quel daino che , sorprendentemente non fugge , anzi sembra quasi che ti sorrida .
In quel momento senti proprio l’istinto tuo che sorride , pensieri, domande, risposte, spariscono: è l’inizio di una nuova entusiasmante vita.
(TC2018)

Madre Terra

La Terra è la nostra vita, letteralmente parlando.

Vive, pulsa, regala vita e cibo , per noi e per tutti i suoi figli. Non c è come rispettarla per farla risplendere nelle sue offerte.

Chi ha primavere antiche sul groppone sa benissimo della sua importanza.Intere generazioni hanno tirato avanti anche nei momenti più bui: “ in temp de guera gh’è minga cumè la tera”: Mio nonno me lo ripeteva come una filastrocca.

Non c’è malvagità umana peggiore che l’usurpazione, lo sfruttamento intensivo, per turpi motivi di lucro. Si assiste sempre più a sfaceli per creare pseudo strutture abitative o “sportive”, molto spesso abbandonate dopo la mediatica manifestazione, non ultimo quei paladini del rock che pretendono di usarla a proprio piacimento con blasfemia, travestendosi in panni ecologici di facciata. È inutile affermare che dopo il trambusto, sia invasivo che acustico , tutto viene riportato “meglio di prima” . Meglio di prima non esiste proprio, per ricomporre anche il più semplice ecosistema ci vogliono anni: anche il più piccolo uccello, insetto , arbusto, ha il suo ciclo di vita, habitat e bisogna rispettatelo, per quelle cose vi sono stadi e strutture.

È la stessa storia di quelli che abbattono gli alberi per far spazio ad oscenità varie e poi asseriscono” no però ne ripiantiamo altri”: intanto avete raso al suolo decenni di vita.

Siamo da un po’ al punto di non ritorno e la Terra non riesce più a riprodurre il fabbisogno : un vero dramma.

Siamo Terra anche tutti noi e tutti ritorneremo a Lei , siamo polvere che il vento disperderà, siamo solo dei microbi che hanno passato un infinitesimale momento della sua esistenza; la Terra ha cavalcato i secoli , alcuni alberi hanno visto la storia sotto le loro fronde, cullato pensieri e trattati: chi siamo noi per cancellare ciò?

Piccoli esseri che pretendono di dominare l’eternità; non ci riusciremo affatto, dovremmo solo che ripararci in qualche modo dalla sua collera naturale . L’unico modo per evitare tutto ciò è ricominciare a rispettare questa nostra grande Madre.

La mente è un enorme ripostiglio, forse il più grande in assoluto. Li si accumulano i pensieri di tutta una vita, dai più delicati a quelli più esasperati.

L’ Anima è il giudice che in un certo modo li tiene ordinati e assicura un equilibrio per mantenere la rotta esistenziale. Spesso questo equilibrio si rompe a favore della mente e allora si volge verso direzioni fuori controllo.
Non sono necessariamente comportamenti materiali ,più o meno violenti, possono essere anche situazioni di malessere psicologico , fisico, che opprimono tutto il resto e condizionano qualsiasi attività comportamentale, creando un isolamento dal mondo che circonda e persino dagli affetti.

Non ci sono rimedi immediati, tanto meno lo sono i farmaci o le droghe , quelli servono solo ad addormentare temporaneamente per creare un senso di benessere psicofisico, l’unica ricetta è quella di reagire e lavorare , anche a fatica, per il rispetto di se stessi e valorizzare la spinta interiore che solo l’Anima riesce a dare.

Persino il peggiore dei criminali , quando si trova solo con se stesso , ha davanti a se la devastazione che ha creato ad altri ma soprattutto a se, e state certi che i conti gli vengono presentati.

C è sempre il tempo di redimersi o uscire dal caos , così come quello di lottare per una malattia e non farsi dominare dalla stessa, basta solo seguire l’onda naturale che ci è stata innestata alla nascita: Quell’onda basata sullo spirito innato di sopravvivenza e rispetto della vita.

Siamo tutti nati semplici, poi , qualcuno o qualcosa ci ha privati, plasmandoci a sua somiglianza, dell’ esatta dimensione e di quel equilibrio innato, proprio come tutti gli animali di questa meravigliosa Madre Terra: l’uomo , sebbene si arròghi il diritto di essere l’essere intelligente per eccellenza, non è altro che un appartenente della catena animale e dovrebbe umilmente scendere da quel piedistallo.

I forti non sono i potenti o i prepotenti, i forti sono quelli che riescono a capire gli errori propri o quelli causati da altri e farne tesoro per redimersi, aiutare altri a comprendere , magari ritornare un po’ bambini e amare la vita nel modo più semplice e puro, in un certo modo spogliarsi dal superfluo e da pressanti ambizioni.
È l’unico modo per sconfiggere tutto e tornare a sorridere.

Vero che ci sono fatti tristi, soprattutto fisici, che non si riescono purtroppo a superare, ma almeno ci si arriva con un certo sorriso per avercela messa tutta , combattuto allo stremo, proprio come le leggi di quella Natura a cui tutti apparteniamo.

Dedica al mio cane

A te Bea, dolce creatura.

Mi adeguerò a te piccola grande Amica mia, da oggi a venire.

È un po’ che sto osservando i tuoi passi scanditi ormai dalla doppia cifra.

Li vedo e ti vedo, a tratti sono simili ai miei , soprattutto quando l’erta del monte penetra dentro il nostro corpo.

Quella mano rapace che all’inizio del sentiero afferra il respiro, si nutre della tua aria custodita e cerca di svuotare il tuo desiderio nel proseguire.

I primi momenti si sentono e ti fanno sostare presto, non è poi male dai; riusciamo a cogliere le delicate sfumature di un narciso o quel meraviglioso bocciolo di rosa selvatica che spunta sicuro tra le sue spine .

Per noi è normale camminare piano , lo abbiamo sempre fatto, viviamo la Natura in un silenzioso rispetto; anche il rumore di passi affrettati disturba la nostra concentrazione.

Camminiamo o danziamo?: sottile differenza.

La Montagna,la campagna, la foresta , sono miniere di segreti e piccole magie che si scorgono ad ogni passo.

Perché correre? perché rubare tempo al tuo tempo?

Piuttosto fermiamoci prima, torniamo prima; perdere le percezioni che il mondo offre per una stupida voglia di dimostrare e sbandierare inutili record , è follia.

Follia di quella “antica” frenesia tutta giovanile , quando è davvero tutto impero e la coscienza rasenta l’incoscienza.

Siamo molto simili ora come età,cara Bea , per questo dobbiamo imparare a diluire il tempo con il rispetto del nostro corpo.

Io non pretenderò più mete folli, struscerò ciuffi d’erba nei pascoli alti con la delicatezza di una formica.

Penetrerò con l’anima tutti i pistilli dei fiori mattutini come la più operosa delle Api: lentamente, dall’uno all’altro.

Ci fermeremo, seduti su quella roccia che ci catapulta sul nostro lago, appena quella tua lingua diventerà troppo penzolante .

Acqua finalmente , non tanto per me, posso tirare qualche ora: è tutta solo tua.

Ti vedo sai ,che sai ancora camminare e ti piace farlo con me e nessun altro .

Vedo anche la tua fatica, la nostra fatica , e devo rispettarla ad ogni costo .

Rinunceremo a mete, ad inviti di qualcuno, non ci importa se ciò possa arrecare offesa, lo faremo con semplice onestà e rispetto di noi stessi.

Basterà andare magari al solito vicino lago e sarà comunque una gran festa , anche se qualcuno penserà “ ma sempre lì ?”

Si sempre lì ,perché il su ,giù e il la, lo abbiamo ben divorato , soli e impavidi senza averlo troppo raccontato ma solo come intenso regalo per i tuoi migliori anni .

È solo il minimo che possa fare per il massimo che mi hai dato e mi stai dando.

Ho imparato ad amare sempre più gli animali , trovo che vivano liberamente senza complicazioni interiori .

Ho imparato moltissimo a capire la marcata linea di delimitazione tra loro e il genere umano, certo genere umano.

Ho imparato a non farmi più domande se una persona smette di cercarmi per un po’ o per un bel po’; forse non mi merita affatto o forse non ha un impuro bisogno molto personale.

Questo concetto me l’hanno impresso a fuoco gli animali: loro ti cercano sempre in ogni momento,senza se,senza ma, quando sei felice e soprattutto quando sei di molto in difficoltà .

È una cosa meravigliosa che innesca un meccanismo spontaneo: il sorriso. Sorridere a tutto e a tutti, si , persino ad un fiore che sboccia: è vita anche quella.

Ho imparato molto da loro e ogni giorno continuano a farmi apprendere che la Vita mia è esattamente uguale alla loro; siamo ugualmente esseri senzienti. La mia e la loro vita devo rispettarla ad ogni costo, anche difenderla; respiriamo, risplendiamo in un sentimento raffinato quale l’amore vero , ormai troppo abusato e violentato da esseri specisti che ritengono arrogantemente di comandare.

Finalmente ho capito perché Noè non ha voluto umani sulla sua arca.

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