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Archive for the ‘fame’ Category

Ci sono stati sempre periodi bui nella storia. Periodi dove era dannatamente pericoloso solo affacciarsi all’ uscio :

La peste , il colera ,il tifo, la Spagnola, l Ebola e quant altro .

Sfortunatamente non c erano sistemi di protezione come gli attuali , lì avessero avuti tutti ,ne avrebbero beneficiato a piene mani senza nemmeno scrivere una riga sulla cosiddetta privazione della libertà personale.

Siccome la tecnologia e la conoscenza medica erano scarse si dovettero aspettare anni ed anni prima di risolvere il problema. Oggi sembra che non si può aspettare nemmeno un inverno di sacrifici. Sembra che tenere una mascherina per qualche mese sia peggio di un calcio nei coglioni.Il vaccino arriverà è tutto finirà e finiranno anche , meno male, tutti quei fiumi di parole abbastanza inutili , media compresi.

Tutte le infezioni virali del passato sono alle spalle e anche questa lo sarà, purtroppo non in paesi maledettamente poveri , perché lì a quasi nessuno interessa risolvere il problema, i fatti son lì da vedere non solo per il C 19.

Quello che L uomo sta attivando nei confronto del mondo tutto, natura, animali, nucleare ed esperimenti vari senza senso , porterà ad altri potenziali pericoli, non c è più niente da escludere.

Meglio essere positivi mentalmente sempre ,è l’ unico modo di affrontarli veramente, la vera privazione della libertà é essere negativi a prescindere, non il fatto di indossare una protezione e star chiusi per un po’. Non voglio nemmeno immaginare un incidente nucleare globale ,per esempio , non voglio nemmeno immagine di stare in un rifugio per mesi o girare come un palombaro, ne avrebbero da scrivere questi qui che si lamentano di una mascherina , o che si perde tutto , di economico intendo e io so molto bene cosa vuol dire,magari passerebbe la voglia pure a loro.

Davvero preferiscono rischiare la morte anziché perdere quattro soldi? La vita è la prima cosa in assoluto: Sempre. Proteggerla a tutti i costi e fastidi , un obbligo.

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Oggi vi passo la la mia recensione su un app strabiliante ed utilissima, una di quelle che tutti dovrebbero avere. Sicuramente, a mio parere, è una da podio assoluto per tre motivi

  1. Contribuisce in modo esemplare ad abbattere lo spreco di cibo nel mondo
  2. Vi permette di acquistare prodotti freschi, oppure cucinati in giornata ad un prezzo irrisorio
  3. La potete utilizzare in tutto il mondo

Bello è? Pronti via,cominciamo

L App si chiama : Too Good to Go

la trovate su Apple Store o Google Play ed è completamente gratuita.

Scaricatela ed installatela sul vostro smartphone

L App è stata creata per tentare di eliminare od abbassare l enorme spreco alimentare giornaliero di ristoranti,alberghi,supermercati,panetterie,rosticcerie ,gelaterie,ortofrutta e tutte le attività che fornisconi prodotti freschi,precotti o cotti, che altrimenti andrebbero , con grande dispiacere e vergogna, in discarica.

Una volta installata, l’App vi chiederà di fare una ricerca nella vostra o zona o una di vs scelta tipo: Parigi,Londra, Mosca etc. etc.

Scelta la località, vi verranno elencate tutte le disponibilità della zona. L App è partita da poco in Italia (come al solito) ma nel mondo ha già contribuito a risparmiare 60 mln $.

Per curiosità provate a selezionare una metropoli e lanciate una ricerca , rimarrete basiti da quante possibilità vi si presenteranno.

Ecco Londra per esempio

Ok ma come funziona?

Semplice! Scegliete cosa vi interessa ,non so, frutta,carne,gelati,pizza,primi piatti etc da un elenco proposto in quella zona.

Vi segnaleranno le schede degli esercizi disponibili divisi per tipologia , il prezzo ( dai 2 ai 10 /15 €max)e l orario per il ritiro del vostro Magic Box. Non c’è una lista dettagliata di cosa vi danno ma tutto è relazionato a cosa è rimasto disponibile , comunque è sempre molto interessante.

Cliccate su quello di vs interesse e seguite la procedura, poi cliccate su acquista e completate l’ordine. Pagate tramite carta di credito o paypal. Vi arriverà subito una notifica di conferma con il riepilogo ordine e un codice da mostrare al momento del ritiro.

Con questo screen dell ordine recatevi nell’esercizio, durante l’orario indicato, per il ritiro.

ATTENZIONE : non fate lo slide in fondo assolutamente . Dovete farlo o farlo fare al momento in cui vi viene consegnato il vs Magic Box. Se lo fate prima è come se avreste già effettuato il ritiro, quindi lo pigliate in un certo posto.Occhio!

Tutto qui!

Spero sono stato maledettamente chiaro, se avete bisogno scrivete.

Conclusioni:

L iniziativa è assolutamente magica,permette di “recuperare” cibo fresco ad un costo irrisorio che sarebbe,irrimediabilmente ,buttato. Questo,per me, è già una laurea ad honorem.

Con un po’ di attenzione e scelta si riesce a mangiare veramente di tutto con pochi euri, che di questi tempi non è malaccio.La cosa affascinante è che in qualsiasi parte del mondo potete farlo e ciò è oltremodo interessante visti i prezzi che circolano abroad.

Dal mio punto di vista questa è una delle migliori applicazioni al mondo:Intelligente,semplice,veloce e affidabile. Geniale!

Vi lascio con il mio primo unboxing /test presso una gelateria/pasticceria

Un peccato di gola, ma ci sta alla grande dai. Sicuramente continuerò con altro.

Thanks for watching , guys!

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Anche se PURTROPPO non hai un giardino, oppure se ce l hai e ti costringono a metterlo all inglese con divieto d accesso a 🐕  e 🐷 , sfrutta il tuo Balcone.

Non arrenderti, sarai ricompensato. 🙂

 

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Ecco la fotografia della ripresa che tanto sbandierano ,da anni, i nostri politici.

Una anziana cittadina che RIPRENDE cio’ che altri hanno buttato ed e’ rimasto per la via di un mercato. 

Vergognarsi sarebbe il minimo quando,gente da 15.000 euro al mese, (rammento che la media europea di un parlamentare si attesta sui 3/4000 euro) si inala la gola con un antisettico profumato e infonde il “virus” della ripresa anno per anno,a gente che non ne puo’ DAVVERO piu’.Che avessero almeno il buon senso di avviare una linea economica atta a salvare il PROPRIO POPOLO SOVRANO dalla CARESTIA e non dibattere,combattere,per le riforme costituzionali atte ad assicurare immunita’ e lunga vita a loro ed ai loro proni seguaci.

 

 

Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28 mila). Le persone in povertà relativa sono il 16,6% della popolazione (10 milioni 48 mila persone), quelle in povertà assoluta il 9,9% (6 milioni 20 mila).

Tra il 2012 e il 2013, l’incidenza di povertà relativa tra le famiglie è stabile (dal 12,7 al 12,6%) in tutte le ripartizioni territoriali; la soglia di povertà relativa, pari a 972,52 euro per una famiglia di due componenti, è di circa 18 euro inferiore (-1,9%) al valore della soglia del 2012.

L’incidenza di povertà assoluta è aumentata dal 6,8% al 7,9% (per effetto dell’aumento nel Mezzogiorno, dal 9,8 al 12,6%), coinvolgendo circa 303 mila famiglie e 1 milione 206 mila persone in più rispetto all’anno precedente.

La povertà assoluta aumenta tra le famiglie con tre (dal 6,6 all’8,3%), quattro (dall’8,3 all’11,8%) e cinque o più componenti (dal 17,2 al 22,1%). Peggiora la condizione delle coppie con figli: dal 5,9 al 7,5% se il figlio è uno solo, dal 7,8 al 10,9% se sono due e dal 16,2 al 21,3% se i figli sono tre o più, soprattutto se almeno un figlio è minore. Nel 2013, 1 milione 434 mila minori sono poveri in termini assoluti (erano 1 milione 58 mila nel 2012).

sempre piu' esponenti del POPOLO SOVRANO alle mense Caritas

sempre piu’ esponenti del POPOLO SOVRANO alle mense Caritas

L’incidenza della povertà assoluta cresce tra le famiglie con persona di riferimento con titolo di studio medio-basso (dal 9,3 all’11,1% se con licenza media inferiore, dal 10 al 12,1% se con al massimo la licenza elementare), operaia (dal 9,4 all’11,8%) o in cerca di occupazione (dal 23,6 al 28%); aumenta anche tra le coppie di anziani (dal 4 al 6,1%) e tra le famiglie con almeno due anziani (dal 5,1 al 7,4%): i poveri assoluti tra gli ultrasessantacinquenni sono 888 mila (erano 728 mila nel 2012).

Nel Mezzogiorno, all’aumento dell’incidenza della povertà assoluta (circa 725 mila poveri in più, arrivando a 3 milioni 72 mila persone), si accompagna un aumento dell’intensità della povertà relativa, dal 21,4 al 23,5%.

Le dinamiche della povertà relativa confermano alcuni dei peggioramenti osservati per la povertà assoluta: peggiora la condizione delle famiglie con quattro (dal 18,1 al 21,7%) e cinque o più componenti (dal 30,2 al 34,6%), in particolare quella delle coppie con due figli (dal 17,4 al 20,4%), soprattutto se minori (dal 20,1 al 23,1%).

Ai suddetti peggioramenti, in termini di povertà relativa si contrappone il miglioramento della condizione dei single non anziani nel Nord (l’incidenza passa dal 2,6 all’1,1%, in particolare se con meno di 35 anni), seppur a seguito del ritorno nella famiglia di origine o della mancata formazione di una nuova famiglia da parte dei giovani in condizioni economiche meno buone. Nel Mezzogiorno, invece, migliora la condizione delle coppie con un solo figlio (dal 31,3 al 26,9%), con a capo un dirigente o un impiegato (dal 16,4 al 13,6%), che tuttavia rimangono su livelli di incidenza superiori a quelli osservati nel 2011.

Negli ambulatori di Emergency, sempre di più arrivano anche gli italiani. A Marghera, sono uno su cinque. Soprattutto senza fissa dimora, “nuovi poveri” e numerosi anziani. Alcune famiglie sono costrette a scegliere se pagare il ticket delle visite specialistiche per i figli piccoli o i genitori anziani”. Infatti, secondo il Censis, il 31% delle famiglie italiane ha dovuto rinunciare almeno una volta negli ultimi due anni a visite specialistiche, esami diagnostici o cicli di riabilitazione. Del resto, nel periodo 2011-13, in Italia la spesa per i ticket è salita del 10%, con costi per le visite specialistiche (oculistica, cardiologica, ortopedica e ginecologica) che oscillano secondo le aree geografiche: da un minimo di 20 euro al Nord-Est a un massimo di 45 al Sud.

 

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Sempre piu’ si maledicono i mutamenti climatici appellandosi ad entita’ e,o cause soprannaturali. Non c’e’ niente di soprannaturale e nemmeno i santi in paradiso ne han colpa o ci possono far qualcosa,loro lo sanno bene che la colpa e’ solo ed esclusivamente dell’homo sapiens e della sua sfrenata ambizione senza limiti che rasenta,sempre piu’,la follia.

Fino al secolo scorso i cambiamenti climatici erano dovuti a cause naturali ma, per gli ultimi 150 anni, la comunità scientifica li ritiene dovuti all’azione dell’uomo, sotto forma di alterazione dell’effetto serra.

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Se c’e’ qualcuno da ringraziare, per un luglio piovoso o un novembre caldo, sono solo i finti dominatori del mondo:I signori del G8. Gente che sempre piu’ rimanda il controllo di emissioni nel nome dello sviluppo e della crescita e ,in particolar modo,del profitto.Se sono li da parecchio tempo a rimpinzarsi le pance ,e sempre gli stessi, e’ perche’, tutto sommato, e’ anche causa nostra .Noi che continuiamo a seguire le sfrenate strategie consumistiche,noi che vogliamo sempre cose superflue,noi che snaturiamo il nostro modo di alimentarsi,di vestirsi,di agire. NOI CHE LI VOTIAMO sempre e comunque ed ascoltiamo a bocca aperta i loro rendiconti e giustificazioni sparati da media compiacenti,spesso di regime,sul nostro ultimo LCD a 50 pollici o sul nostro nuovo smartphone.

Ci fa comodo cosi’. Nemmeno ci passa per la mente di voler cambiare,anzi,vogliamo solo “progredire”,vogliamo toglierci inutili e dannosi sfizi. Non ci passa nemmeno per la mente che questa continua ricerca a chissa’ cosa,significa sofferenza per la massa,sofferenza per il mondo animale,sofferenza per il mondo vegetale, sofferenza che,purtroppo,ha intrapreso il punto di non ritorno.

SI,LA TERRA HA VALICATO IL PUNTO DI NON RITORNO e non riesce piu’ a generare “in tempo” quello che il genere umano consuma..consuma..consuma.

Si contano 29 chili di suolo, 2.2 tonnellate di acqua e 4.1 litri di gasolio consumati giornalmente da ogni singola persona del Pianeta.

Un dato allarmante quindi, soprattutto se si moltiplicano questi valori per l’intera popolazione mondiale. Sette miliardi di uomini consumano una porzione gigantesca e impressionante della Terra ogni giorno.

La quantità di cibo e di materie prime divorate giornalmente da ognuno di noi è quindi davvero inaspettata e colpisce delle risorse non rinnovabili e non sostituibili.

L’analisi è stata presentata in questi giorni da Julian Cribb, scrittore e divulgatore scientifico, alla seconda conferenza australiana di scienze a Canberra (la Earth System Outlook).

Gli scienziati si sono riuniti per affrontare il problema dell’impatto sul Pianeta da parte delle attività umane che, a partire dalla rivoluzione industriale, hanno modificato profondamente l’atmosfera, il clima e il suolo, hanno ridotto la diversità della biosfera e alzato il livello delle acque del mare.
In un’epoca definita per questa ragione ”antropocene” gli impatti delle attività umane diventano pericolosi quando il cambiamento indesiderato risulta essere ingestibile.

La situazione è allarmante se si pensa ai dati forniti dalla Fao, la quale rivela che già la metà del pianeta è degradata e la Terra continua a perdere dai 75 ai 100 miliardi di tonnellate di suolo ogni anno, finiti principalmente in mare. Ma ciò che è peggio è che sono necessari migliaia di anni perchè si riformino.

Infine, i 4 mila chilometri cubi di acqua estratti annualmente dal sottosuolo, e il rapido consumo di petrolio con l’incessante sviluppo dell’industria automobilistica, indicano che l’impatto potrebbe essere disastroso.

Secondo Cribb il punto di non ritorno relativo al sistema-cibo mondiale sarà raggiunto nel prossimo mezzo secolo, a meno che non vengano attuati piani e cambiamenti radicali e globali nell’agricoltura industriale, nelle città e nell’alimentazione.

Oggi forse una possibilità c’è ancora. Secondo lo scienziato siamo ancora in tempo per risolvere il problema, ma i cambiamenti devono essere globali e repentini.

Lo ha sostenuto anche nel suo libro The Coming Famine: the global food crisis and how we can avoid it, pubblicato nel 2010. In esso Cribb accusava soprattutto il sovraconsumo e la crescita mondiale della popolazione, e proponeva la crescita del 300% dell’acquacoltura, lo sviluppo della produzione delle alghe (nell’alimentazione e nella produzione di combustibile e plastiche), lo sviluppo dell’agricoltura urbana e la diversificazione delle colture.
Rivela infatti, che ”ci sono 25 mila piante commestibili sul pianeta Terra, e il 99% di esse sono sconosciute alla maggior parte della popolazione”, un potenziale alimentare ancora da scoprire.

Se non verrà attuato un piano immediato la situazione potrebbe peggiorare e innescare un processo incontrollabile e disastroso.

In climatologia il termine mutamenti climatici indica le variazioni a livello più o meno globale del clima della Terra, ovvero variazioni a diverse scale spaziali e storico-temporali di uno o più parametri ambientali e climatici: temperature (media, massima e minima), precipitazioni, nuvolosità, temperature degli oceani, distribuzione e sviluppo di piante e animali (cambiamento dei valori medi). Secondo il Quinto Report sui cambiamenti climatici dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, “Il riscaldamento del sistema climatico è in equivocabile, e, dal 1950, molti dei cambiamenti osservati sono senza precedenti nei precedenti decenni e millenni. L’atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, la massa di neve e ghiaccio è diminuita, il livello del mare è aumentato, e le concentrazioni di gas ad effetto serra sono aumentate.[1]

A volte questo termine viene utilizzato come sinonimo di riscaldamento globale, ma in realtà genericamente esso comprenderebbe in sé anche le fasi di raffreddamento globale e la modifica dei regimi di precipitazione. La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change o UNFCCC) utilizza il terminemutamenti climatici solo per riferirsi ai cambiamenti climatici prodotti dall’uomo e quello di variabilità climatica per quello generato da cause naturali. In alcuni casi, per riferirsi ai mutamenti climatici di origine antropica si utilizza l’espressione mutamenti climatici antropogenici. Grazie alla paleoclimatologia, la scienza che studia il clima passato della Terra, si sa infatti che la storia climatica della Terra attraversa continue fasi di cambiamenti climatici più o meno rapidi e più o meno ciclici, passando da Ere Glaciali ad Ere Interglaciali (considerando milioni di anni), daPeriodi glaciali a Periodi interglaciali (considerando migliaia di anni), da momenti di raffreddamento a momenti di riscaldamento (considerando decine e centinaia di anni).

Molti dei parametri che influenzano il clima sono in lento, ma continuo mutamento (attività solare, caratteristiche atmosferiche, parametri interni o esterni al pianeta,…) tanto che il clima di per sé non ha mai un carattere puramente statico, ma è sempre in fase di cambiamento, più o meno lento e sul medio-lungo periodo, alla ricerca di un nuovo equilibrio all’interno del sistema climatico passando da fasi più calde a fasi più fredde.

Nello studio dei mutamenti climatici bisogna considerare questioni pertinenti ai più diversi campi scientifici con caratteristiche tipiche di interdisciplinarità: Meteorologia, Fisica, Oceanografia,Chimica, Astronomia, Geografia, Geologia e Biologia comprendono molti aspetti correlati a questo problema, che può essere quindi considerato squisitamente di ambito multidisciplinare. Le conseguenze sulla comprensione o meno dei problemi correlati ai mutamenti climatici hanno profonde influenze sulla società umana, che deve confrontarsi con essi anche dal punto di vistaeconomico e politico.

In generale nello studio di un cambiamento climatico si evidenziano due distinte fasi: la rilevazione (detection) dell’avvenuto mutamento climatico, in genere facendo riferimento all’analisi diserie storiche dei dati atmosferici e che costituiscono dunque le evidenze sperimentali, e l’attribuzione (attribution) delle cause di tale mutamento, sulla scorta di studi mirati, che possono essere naturali e/o antropiche.

Quando un mutamento climatico avviene a scala temporale ristretta, ad esempio stagionale o annuale, si parla più propriamente di anomalia climatica tipicamente rientrante all’interno dellavariabilità climatica se non addirittura nella variabilità meteorologica della circolazione atmosferica (anomalia meteorologica).

Non c’e’ niente da fare? Possiamo fare ancora qualcosa?

si.Iniziando a modificare il nostro stile di vita ,a rispettare il mondo animale e vegetale,a rispettare la natura tutta.


Ci sono persone che la pensano cosi’e persone che stanno pensando di cambiare.

Sedetevi ed ascoltate questo meraviglioso discorso del grande Pepe Mujica,Presidente dell Uruguay,durante il G20 in Brasile.

E’ triste che certi discorsi bisogna scovarli quasi di nascosto e che vengano quasi boicottati,anziche’ divulgati.Qui

E’ meraviglioso che certe persone esistano e spero vivamente altre se ne possano aggiungere.

povero non è colui che tiene poco, ma colui che necessita tanto e desidera ancora di più e più(Pepe Mujica)

 

Whatsupanddown’s Blog

Non sfidate la natura o la natura sfiderà voi.Non è la terra che appartiene all’uomo,ma l’uomo che appartiene alla terra

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