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Archive for the ‘fame’ Category

Anche se PURTROPPO non hai un giardino, oppure se ce l hai e ti costringono a metterlo all inglese con divieto d accesso a 🐕  e 🐷 , sfrutta il tuo Balcone.

Non arrenderti, sarai ricompensato. 🙂

 

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Ecco la fotografia della ripresa che tanto sbandierano ,da anni, i nostri politici.

Una anziana cittadina che RIPRENDE cio’ che altri hanno buttato ed e’ rimasto per la via di un mercato. 

Vergognarsi sarebbe il minimo quando,gente da 15.000 euro al mese, (rammento che la media europea di un parlamentare si attesta sui 3/4000 euro) si inala la gola con un antisettico profumato e infonde il “virus” della ripresa anno per anno,a gente che non ne puo’ DAVVERO piu’.Che avessero almeno il buon senso di avviare una linea economica atta a salvare il PROPRIO POPOLO SOVRANO dalla CARESTIA e non dibattere,combattere,per le riforme costituzionali atte ad assicurare immunita’ e lunga vita a loro ed ai loro proni seguaci.

 

 

Nel 2013, il 12,6% delle famiglie è in condizione di povertà relativa (per un totale di 3 milioni 230 mila) e il 7,9% lo è in termini assoluti (2 milioni 28 mila). Le persone in povertà relativa sono il 16,6% della popolazione (10 milioni 48 mila persone), quelle in povertà assoluta il 9,9% (6 milioni 20 mila).

Tra il 2012 e il 2013, l’incidenza di povertà relativa tra le famiglie è stabile (dal 12,7 al 12,6%) in tutte le ripartizioni territoriali; la soglia di povertà relativa, pari a 972,52 euro per una famiglia di due componenti, è di circa 18 euro inferiore (-1,9%) al valore della soglia del 2012.

L’incidenza di povertà assoluta è aumentata dal 6,8% al 7,9% (per effetto dell’aumento nel Mezzogiorno, dal 9,8 al 12,6%), coinvolgendo circa 303 mila famiglie e 1 milione 206 mila persone in più rispetto all’anno precedente.

La povertà assoluta aumenta tra le famiglie con tre (dal 6,6 all’8,3%), quattro (dall’8,3 all’11,8%) e cinque o più componenti (dal 17,2 al 22,1%). Peggiora la condizione delle coppie con figli: dal 5,9 al 7,5% se il figlio è uno solo, dal 7,8 al 10,9% se sono due e dal 16,2 al 21,3% se i figli sono tre o più, soprattutto se almeno un figlio è minore. Nel 2013, 1 milione 434 mila minori sono poveri in termini assoluti (erano 1 milione 58 mila nel 2012).

sempre piu' esponenti del POPOLO SOVRANO alle mense Caritas

sempre piu’ esponenti del POPOLO SOVRANO alle mense Caritas

L’incidenza della povertà assoluta cresce tra le famiglie con persona di riferimento con titolo di studio medio-basso (dal 9,3 all’11,1% se con licenza media inferiore, dal 10 al 12,1% se con al massimo la licenza elementare), operaia (dal 9,4 all’11,8%) o in cerca di occupazione (dal 23,6 al 28%); aumenta anche tra le coppie di anziani (dal 4 al 6,1%) e tra le famiglie con almeno due anziani (dal 5,1 al 7,4%): i poveri assoluti tra gli ultrasessantacinquenni sono 888 mila (erano 728 mila nel 2012).

Nel Mezzogiorno, all’aumento dell’incidenza della povertà assoluta (circa 725 mila poveri in più, arrivando a 3 milioni 72 mila persone), si accompagna un aumento dell’intensità della povertà relativa, dal 21,4 al 23,5%.

Le dinamiche della povertà relativa confermano alcuni dei peggioramenti osservati per la povertà assoluta: peggiora la condizione delle famiglie con quattro (dal 18,1 al 21,7%) e cinque o più componenti (dal 30,2 al 34,6%), in particolare quella delle coppie con due figli (dal 17,4 al 20,4%), soprattutto se minori (dal 20,1 al 23,1%).

Ai suddetti peggioramenti, in termini di povertà relativa si contrappone il miglioramento della condizione dei single non anziani nel Nord (l’incidenza passa dal 2,6 all’1,1%, in particolare se con meno di 35 anni), seppur a seguito del ritorno nella famiglia di origine o della mancata formazione di una nuova famiglia da parte dei giovani in condizioni economiche meno buone. Nel Mezzogiorno, invece, migliora la condizione delle coppie con un solo figlio (dal 31,3 al 26,9%), con a capo un dirigente o un impiegato (dal 16,4 al 13,6%), che tuttavia rimangono su livelli di incidenza superiori a quelli osservati nel 2011.

Negli ambulatori di Emergency, sempre di più arrivano anche gli italiani. A Marghera, sono uno su cinque. Soprattutto senza fissa dimora, “nuovi poveri” e numerosi anziani. Alcune famiglie sono costrette a scegliere se pagare il ticket delle visite specialistiche per i figli piccoli o i genitori anziani”. Infatti, secondo il Censis, il 31% delle famiglie italiane ha dovuto rinunciare almeno una volta negli ultimi due anni a visite specialistiche, esami diagnostici o cicli di riabilitazione. Del resto, nel periodo 2011-13, in Italia la spesa per i ticket è salita del 10%, con costi per le visite specialistiche (oculistica, cardiologica, ortopedica e ginecologica) che oscillano secondo le aree geografiche: da un minimo di 20 euro al Nord-Est a un massimo di 45 al Sud.

 

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Sempre piu’ si maledicono i mutamenti climatici appellandosi ad entita’ e,o cause soprannaturali. Non c’e’ niente di soprannaturale e nemmeno i santi in paradiso ne han colpa o ci possono far qualcosa,loro lo sanno bene che la colpa e’ solo ed esclusivamente dell’homo sapiens e della sua sfrenata ambizione senza limiti che rasenta,sempre piu’,la follia.

Fino al secolo scorso i cambiamenti climatici erano dovuti a cause naturali ma, per gli ultimi 150 anni, la comunità scientifica li ritiene dovuti all’azione dell’uomo, sotto forma di alterazione dell’effetto serra.

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Se c’e’ qualcuno da ringraziare, per un luglio piovoso o un novembre caldo, sono solo i finti dominatori del mondo:I signori del G8. Gente che sempre piu’ rimanda il controllo di emissioni nel nome dello sviluppo e della crescita e ,in particolar modo,del profitto.Se sono li da parecchio tempo a rimpinzarsi le pance ,e sempre gli stessi, e’ perche’, tutto sommato, e’ anche causa nostra .Noi che continuiamo a seguire le sfrenate strategie consumistiche,noi che vogliamo sempre cose superflue,noi che snaturiamo il nostro modo di alimentarsi,di vestirsi,di agire. NOI CHE LI VOTIAMO sempre e comunque ed ascoltiamo a bocca aperta i loro rendiconti e giustificazioni sparati da media compiacenti,spesso di regime,sul nostro ultimo LCD a 50 pollici o sul nostro nuovo smartphone.

Ci fa comodo cosi’. Nemmeno ci passa per la mente di voler cambiare,anzi,vogliamo solo “progredire”,vogliamo toglierci inutili e dannosi sfizi. Non ci passa nemmeno per la mente che questa continua ricerca a chissa’ cosa,significa sofferenza per la massa,sofferenza per il mondo animale,sofferenza per il mondo vegetale, sofferenza che,purtroppo,ha intrapreso il punto di non ritorno.

SI,LA TERRA HA VALICATO IL PUNTO DI NON RITORNO e non riesce piu’ a generare “in tempo” quello che il genere umano consuma..consuma..consuma.

Si contano 29 chili di suolo, 2.2 tonnellate di acqua e 4.1 litri di gasolio consumati giornalmente da ogni singola persona del Pianeta.

Un dato allarmante quindi, soprattutto se si moltiplicano questi valori per l’intera popolazione mondiale. Sette miliardi di uomini consumano una porzione gigantesca e impressionante della Terra ogni giorno.

La quantità di cibo e di materie prime divorate giornalmente da ognuno di noi è quindi davvero inaspettata e colpisce delle risorse non rinnovabili e non sostituibili.

L’analisi è stata presentata in questi giorni da Julian Cribb, scrittore e divulgatore scientifico, alla seconda conferenza australiana di scienze a Canberra (la Earth System Outlook).

Gli scienziati si sono riuniti per affrontare il problema dell’impatto sul Pianeta da parte delle attività umane che, a partire dalla rivoluzione industriale, hanno modificato profondamente l’atmosfera, il clima e il suolo, hanno ridotto la diversità della biosfera e alzato il livello delle acque del mare.
In un’epoca definita per questa ragione ”antropocene” gli impatti delle attività umane diventano pericolosi quando il cambiamento indesiderato risulta essere ingestibile.

La situazione è allarmante se si pensa ai dati forniti dalla Fao, la quale rivela che già la metà del pianeta è degradata e la Terra continua a perdere dai 75 ai 100 miliardi di tonnellate di suolo ogni anno, finiti principalmente in mare. Ma ciò che è peggio è che sono necessari migliaia di anni perchè si riformino.

Infine, i 4 mila chilometri cubi di acqua estratti annualmente dal sottosuolo, e il rapido consumo di petrolio con l’incessante sviluppo dell’industria automobilistica, indicano che l’impatto potrebbe essere disastroso.

Secondo Cribb il punto di non ritorno relativo al sistema-cibo mondiale sarà raggiunto nel prossimo mezzo secolo, a meno che non vengano attuati piani e cambiamenti radicali e globali nell’agricoltura industriale, nelle città e nell’alimentazione.

Oggi forse una possibilità c’è ancora. Secondo lo scienziato siamo ancora in tempo per risolvere il problema, ma i cambiamenti devono essere globali e repentini.

Lo ha sostenuto anche nel suo libro The Coming Famine: the global food crisis and how we can avoid it, pubblicato nel 2010. In esso Cribb accusava soprattutto il sovraconsumo e la crescita mondiale della popolazione, e proponeva la crescita del 300% dell’acquacoltura, lo sviluppo della produzione delle alghe (nell’alimentazione e nella produzione di combustibile e plastiche), lo sviluppo dell’agricoltura urbana e la diversificazione delle colture.
Rivela infatti, che ”ci sono 25 mila piante commestibili sul pianeta Terra, e il 99% di esse sono sconosciute alla maggior parte della popolazione”, un potenziale alimentare ancora da scoprire.

Se non verrà attuato un piano immediato la situazione potrebbe peggiorare e innescare un processo incontrollabile e disastroso.

In climatologia il termine mutamenti climatici indica le variazioni a livello più o meno globale del clima della Terra, ovvero variazioni a diverse scale spaziali e storico-temporali di uno o più parametri ambientali e climatici: temperature (media, massima e minima), precipitazioni, nuvolosità, temperature degli oceani, distribuzione e sviluppo di piante e animali (cambiamento dei valori medi). Secondo il Quinto Report sui cambiamenti climatici dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, “Il riscaldamento del sistema climatico è in equivocabile, e, dal 1950, molti dei cambiamenti osservati sono senza precedenti nei precedenti decenni e millenni. L’atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, la massa di neve e ghiaccio è diminuita, il livello del mare è aumentato, e le concentrazioni di gas ad effetto serra sono aumentate.[1]

A volte questo termine viene utilizzato come sinonimo di riscaldamento globale, ma in realtà genericamente esso comprenderebbe in sé anche le fasi di raffreddamento globale e la modifica dei regimi di precipitazione. La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change o UNFCCC) utilizza il terminemutamenti climatici solo per riferirsi ai cambiamenti climatici prodotti dall’uomo e quello di variabilità climatica per quello generato da cause naturali. In alcuni casi, per riferirsi ai mutamenti climatici di origine antropica si utilizza l’espressione mutamenti climatici antropogenici. Grazie alla paleoclimatologia, la scienza che studia il clima passato della Terra, si sa infatti che la storia climatica della Terra attraversa continue fasi di cambiamenti climatici più o meno rapidi e più o meno ciclici, passando da Ere Glaciali ad Ere Interglaciali (considerando milioni di anni), daPeriodi glaciali a Periodi interglaciali (considerando migliaia di anni), da momenti di raffreddamento a momenti di riscaldamento (considerando decine e centinaia di anni).

Molti dei parametri che influenzano il clima sono in lento, ma continuo mutamento (attività solare, caratteristiche atmosferiche, parametri interni o esterni al pianeta,…) tanto che il clima di per sé non ha mai un carattere puramente statico, ma è sempre in fase di cambiamento, più o meno lento e sul medio-lungo periodo, alla ricerca di un nuovo equilibrio all’interno del sistema climatico passando da fasi più calde a fasi più fredde.

Nello studio dei mutamenti climatici bisogna considerare questioni pertinenti ai più diversi campi scientifici con caratteristiche tipiche di interdisciplinarità: Meteorologia, Fisica, Oceanografia,Chimica, Astronomia, Geografia, Geologia e Biologia comprendono molti aspetti correlati a questo problema, che può essere quindi considerato squisitamente di ambito multidisciplinare. Le conseguenze sulla comprensione o meno dei problemi correlati ai mutamenti climatici hanno profonde influenze sulla società umana, che deve confrontarsi con essi anche dal punto di vistaeconomico e politico.

In generale nello studio di un cambiamento climatico si evidenziano due distinte fasi: la rilevazione (detection) dell’avvenuto mutamento climatico, in genere facendo riferimento all’analisi diserie storiche dei dati atmosferici e che costituiscono dunque le evidenze sperimentali, e l’attribuzione (attribution) delle cause di tale mutamento, sulla scorta di studi mirati, che possono essere naturali e/o antropiche.

Quando un mutamento climatico avviene a scala temporale ristretta, ad esempio stagionale o annuale, si parla più propriamente di anomalia climatica tipicamente rientrante all’interno dellavariabilità climatica se non addirittura nella variabilità meteorologica della circolazione atmosferica (anomalia meteorologica).

Non c’e’ niente da fare? Possiamo fare ancora qualcosa?

si.Iniziando a modificare il nostro stile di vita ,a rispettare il mondo animale e vegetale,a rispettare la natura tutta.


Ci sono persone che la pensano cosi’e persone che stanno pensando di cambiare.

Sedetevi ed ascoltate questo meraviglioso discorso del grande Pepe Mujica,Presidente dell Uruguay,durante il G20 in Brasile.

E’ triste che certi discorsi bisogna scovarli quasi di nascosto e che vengano quasi boicottati,anziche’ divulgati.Qui

E’ meraviglioso che certe persone esistano e spero vivamente altre se ne possano aggiungere.

povero non è colui che tiene poco, ma colui che necessita tanto e desidera ancora di più e più(Pepe Mujica)

 

Whatsupanddown’s Blog

Non sfidate la natura o la natura sfiderà voi.Non è la terra che appartiene all’uomo,ma l’uomo che appartiene alla terra

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mcdon

 

Cosa c’è di sbagliato in McDonald’s?Tutto quello che non vogliono farti sapere.

Questo volantino ti chiede di pensare per un momento circa le menzogne nascoste dietro l’immagine pulita e splendente di Mc Donald’s. Ci sono un sacco di cose nascoste.
“Da McDonald’s abbiamo tempo per te” recita il jingle. Ma perchè hanno strutturato il servizio in modo che tu sia fuori il più presto possibile? Perchè è cosi difficile rilassarsi da McDonald’s? Perchè hai di nuovo fame subito dopo aver mangiato un Big Mac?

Noi siamo continuamente sottoposti al bombardamento di stupida pubblicità, modelli consumisti ed alla continua corsa che è la vita nelle grandi città – ma non ci vuole un’ intelligenza particolare per iniziare a farsi delle domande su McDonald’s e capire che qualcosa è decisamente sbagliato.

Tutto quello che puoi trovare dentro il cibo meccanizzato di McDonald’s e la minore attrazione che esso eserciterà dopo che questo opuscolo ti avrà mostrato alcune cose… la verità sugli hamburgers, tutto ciò è abbastanza da far si che tu non entrrai più da McDonald’s per il resto della vita.

Qual’è il legame tra McDonald’s e la fame nel “Terzo Mondo”?

Non si può fare a meno di sentirsi colpevoli riguardo il mangiare, mentre vediamo in TV i bambini africani affamati. Se spedisci soldi alla Band Aid, o compri da Oxfam, etc., questo moralmente è un bel gesto, ma è politicamente inutile.
Affamati dai dollari
McDonald’s è una enorme multinazionale, una di quelle corporation con investimenti su vasti territori dei paesi poveri, venduti loro dalle regole del dollaro-affamatore (spesso con legami con i militari) e da oligarchie privilegiate, sgombera le piccole fattorie che sono li e che producono cibo per il proprio popolo.
La potenza del dollaro significa nell’ordine comprare tecnologia e produrre beni, i paesi poveri sono intrappolati nella produzione di tanto e tanto cibo destinato esclusivamente ad essere esportato negli Stati Uniti. Dei 40 paesi più poveri del mondo, 36 esportano cibo negli USA – il più ricco.

Imperialismo economico
Mc USA flag Paesi del “Terzo Mondo”, dove molti bambini sono denutriti, stanno attualmente esportando la maggior parte dei loro raccolti come mangime per animali – per far ingrassare il bestiame e trasformarlo in hamburgers nel “Primo Mondo”. Milioni di ettari dei migliori terreni agricoli vengono sfruttati per il nostro benessere – per il thè, il caffè, il tabacco etc. – mentre la gente lì muore di fame. Mc Donald’s è completamente compromesso in questo imperialismo economico, che tiene nella fame e nella miseria tanta povera gente nera mentre molti bianchi si ingrassano.
Una immagine tipica della povertà del “Terzo Mondo” è il bambino morente spesso usato dalle organizzazioni caritatevoli per avere “denaro compassionevole”. Questo distoglie l’attenzione dalla causa: lo sfruttamento operato da multinazionali come McDonald’s.

Indecente spreco di risorse
Mc Garbage I cereali sono nutrimento per le mandrie nei paesi del Sud America per produrre la carne degli hamburger di McDonald’s. Le mandrie di bestiame consumano un ammontare di cereali e soia 10 volte maggiore rispetto al consumo degli esseri umani: una caloria di manzo richiede 10 calorie di cereali. Dei 145 milioni di tonnellate di cereali e soia utilizzati per il nutrimento del bestiame, solo 21 milioni di tonnellate di questa carne vengono utilizzati. Lo scarto è 124 milioni di tonnellate per anno con un valore di 20 miliardi di dollari. E’ stato calcolato che con questa cifra si potrebbe nutrire, vestire e dare un tetto all’intera popolazione mondiale per un anno.

50 acri ogni minuto
Ogni anno un area di foresta pluviale della grandezza della Gran Bretagna è abbattuta o defogliata e incendiata. Globalmente, un miliardo di persone dipende dall’acqua che proviene da queste foreste che assorbono le piogge e le restituiscono gradualmente. I disastri in Etiopia ed in Sudan sono in parte causati dalla deforestazione incontrollata. In Amazzonia – dove ci sono attualmente 100.000 allevamenti di bovini – le piogge torrenziali si abbattono sulle valli senza alberi, erodendo il terreno e trascinando via il suolo fertile. La terra nuda, battuta dal sole tropicale, diviene così inutilizzabile per l’agricoltura. E’ stato stimato che ogni ora viene estinta una specie animale, vegetale o di insetti.
Perchè è sbagliato che McDonald’s distrugga le foreste pluviali?
Intorno all’equatore c’è una fascia di vegetazione lussureggiante, non toccata dallo sviluppo umano per un milione di anni, sostiene circa la metà delle forme di vita della terra, incluse 30.000 specie di piante, e produce la maggior parte del cruciale rifornimento di ossigeno del pianeta.
Mangime & Spazzatura
McDonald’s e Burger King sono due delle molte multinazionali americane che usano veleni letali per distruggere vaste aree della foresta pluviale del Centro America per creare pascoli per il bestiame che sarà poi rivenduto sotto forma di hamburger negli Stati Uniti e per fornire il materiale per l’impacchettamento dei fast-food. (Non ti far ingannare da McDonald’s quando dice che usa carta riciclata: solo una piccolissima percentuale lo è. La verità è che vengono tagliati 1.300 kilometri quadrati di foresta solo per rifornirli di carta per un anno. Tonnellate di questa finiscono nell’immondizia delle città dei paesi “sviluppati”.)
Invasione coloniale
McDonald’s e le altre corporation non solo contribuiscono ad aggravare la catastrofe ecologica. Stanno cacciando via le tribù che abitano le foreste pluviali, dai loro territori ancestrali, dove hanno vissuto pacificamente per centinaia di anni senza danneggiare l’ambiente. Questo è un tipico esempio dell’arroganza e della corruzione delle compagnie multinazionali nella loro infinita corsa a maggiori e maggiori profitti. Non è un’esagerazione dire che quando ingoi un Big Mac, stai aiutando McDonald’s a distruggere questo pianeta.

Che cos’è così poco salutare nel cibo di McDonald’s?
Mc Donald’s prova a spiegare nella sua “Guida Nutrizionale” (che è piena di belle immagini, ma veramente inconsistente in quanto a fatti & grafici) che la massa prodotta da hamburger, patatine, coca cola, milkshakes, etc. sono utili e nutrienti parti di ogni dieta.Quello che non mettono in evidenza è che questo tipi di alimentazione è elevata nei grassi e negli zuccheri, nei prodotti animali e nel sale (sodio), e bassa in fibre, vitamine e minerali – quello che viene descritto come un pasto tipo di McDonald’s – è legato al cancro all’intestino, al seno ed alle malttie cardiache. Questi sono dati accertati dalla medicina, non teorie eccentriche. Ogni anno in Gran Bretagna le sole malattie cardiache sono causa di circa 180.000 morti.

Veloce = Falso
Anche se amano mangiarli, molta gente riconosce che gli hamburger a catena di montaggio e le patatine sintetiche infilati in contenitori di plasitca e carta, sono cibo-truffa.
McDonald’s preferisce la parola “cibo-veloce”. Questo non solo perchè è preparato e servito il più velocemente possibile – è fatto per essere mangiato altrettanto velocemente.
Uno dei simboli della qualità-truffa dei Big Mac è che attualmente la gente fa delle gare a chi ne mangia di più nel minor tempo.

Pagare per l’apparenza
Masticare è essenziale per una buona digestione, perchè promuove il fluire dei succhi gastrici che “lavorano” i cibi e mandano il nutrimento al sangue. Il cibo che troviamo da McDonald’s è così privo di consistenza che è veramente difficoltoso riuscire a masticarlo.Anche le loro illustrazioni mostrano che un “quarter-pounder” è composto da un 48% per cento di acqua. Questo tipo di cibo finto incoraggia la sovra-alimentazione, e gli alti zuccheri ed il sodio contenuti possono far sviluppare una specie di “dipendenza”. Questo significa maggiori profitti per McDonald’s ma costipazioni, colesterolo ed attacchi di cuore per molti consumatori.

Aggiustati con la chimica
Le uniformi a righine di McDonald’s, le luci abbaglianti, le brillanti decorazioni in plastica, i cappellini festosi e la tipica musichetta sono tutte parti dello stesso bel vestito indossato da un cibo di bassa qualità che è stato progettato fin nei minimi dettagli per apparire allo stesso modo ed avere lo stesso identico sapore in tutti i McDonald’s in ogni angolo del mondo. Per raggiungere questa artificiale identità di gusto McDonald’s richiede che le sue “foglie di lattuga fresca” vengano trattate con venti diversi prodotti chimici per dargli lo stesso colore, la stessa consistenza per lo stesso periodo di tempo. Alla fine potrebbe essere un pezzo di plastica.
Come McDonald’s sfrutta deliberatamente i bambini?
Nelle vicinanze di ogni McDonald’s la loro pubblicità è orientata verso i bambini. Anche la “personalità” di Ronald McDonald’s non è così popolare come i ricercatori della corporation si aspetterebbero (forse perchè è così poco originale), migliaia di bambini adesso pensano ad hamburger e patatine ogni volta che vedono un clown con i capelli arancioni.
La consueta trappola
A nessun genitore bisogna spiegare quanto sia difficile distrarre un bambino da un comportamento o un tipo di cibo abitudinario. La pubblicità dipinge McDonald’s come un posto felice, un circo dove sono disponibili hamburger e patatine per tutti a qualsiasi ora del giorno e della notte, intrappola i bambini a pensare che se non ci vanno non sono “normali”. L’appetito, la necessità e – soprattutto – il denaro non toccano mai “l’innocente” mondo di Ronald McDonald’s.Pochi bambini sono lenti a riconoscere le sfarzose insegne rosse e gialle che campeggiano nei centri commerciali o nelle strade affollate delle grandi città di ogni nazione. McDonald’s sa esattamente che tipo di pressione fa questo su chi deve stare appresso a dei bambini. E’ duro non cadere in questo “conveniente” modo di far “felici” i bambini, anche se non si ha molto denaro e si prova ad evitare questo cibo-balordo.

Cibo giocattolo
patatine Per compensare l’inadeguatezza dei propri prodotti, McDonald’s cerca di far passare il consumo di pasti come “una cosa divertente”. Questo trasforma l’atto del mangiare in una performance dove l’importante è stare da McDonald’s (“Così com’è nelle pubblicità!”) ed il cibo in se stesso è poco importante.
Non molti bambini sono interessati alla nutrizione, ed anche se lo fossero, tutta l’apparenza e le consuetudini fatte di cappellini di carta, luccichii e palloncini nasconde il fatto che il cibo che loro sono indotti/sedotti a mangiare è, quando va bene, mediocre al peggio velenoso – ed i loro genitori sanno che non è neanche conveniente.
Lo sporco segreto di Ronald
Una volta, ci raccontavano le fiabe su come sono fatti gli hamburger ed i bambini erano molto meno pronti a gustarsi le perverse stramberie di Ronald McDonald. Con la giusta prontezza l’immaginazione dei bambini ha trasformato un clown in un orco (un sacco di bambini sono comunque sospettosi verso i clown). I bambini amano un segreto, e quello di Ronald è veramente disgustoso.
In che modo McDonald’s è responsabile per torture e assassinii?
Il menu di McDonald’s è basato sulla carne. Vendono milioni di hamburger ogni giorno in 35 paesi del mondo. Questo significa la costante carneficina, giorno dopo giorno di animali nati e allevati solamente per essere trasformati in prodotti McDonald’s.
Molti di loro – specialmente i polli ed i maiali – passano la loro vita in condizioni completamente artificiali in enormi fabbriche fattorie senza accesso all’aria aperta o alla luce del sole e nessuna libertà di movimento. Le loro morti sono una sanguinosa barbarie.

Uccidendo un Big Mac
Nei mattatoi, gli animali spesso lottano per scappare. Il bestiame diventa frenetico quando vede gli animali che li precedono sulla linea della mattanza bastonati, accoltellati, inchiodati, e affettati elettricamente.
Un recente rapporto del governo inglese ha criticato gli inefficienti metodi di stordimento nei quali risulta che spesso gli animali sono ancora completamente coscienti quando viene tagliata loro la gola.
McDonald’s è responsabile della morte di un numero infinito di animali con questi cosiddetti metodi umani. Noi abbiamo la possibilità di sceglier se mangiare o meno la carne. I 450 milioni di animali uccisi ogni anno in Gran Bretagna per diventare cibo non hanno in nessun modo la possibilità di fare scelte. Si dice spesso che dopo aver visitato un mattatoio la gente si nausea al solo pensiero di mangiare carne. Quanti di noi sarebbero pronti a lavorare in un mattatoio e ad uccidere gli animali che mangiamo?

Qual’è il tuo veleno?
La carne è responsabile del 70% di tutti gli avvelenamenti da cibo, ed il pollo e la carne tritata (come quella usata per gli hamburgers) sono i maggiori colpevoli. Quando gli animali vengono macellati la carne può venire contaminata dal contenuto delle budella, come feci ed urina, portatori di infezioni batteriche. Nel tentativo di evitare questo tipo di infezioni nei loro animali, gli allevatori usano somministrare periodicamente dosi di antibiotici. Questi si vanno ad aggiungere agli ormoni che stimolano la crescita, ai pesticidi ed ai chimici residui del mangime che crescono nei tessuti dell’animale e possono alla lunga danneggiare la salute di una persona con una alimentazione basata sulla carne.
Lavorare da McDonald’s
Ci deve essere un problema serio: anche se l’80% dei lavoratori di McDonald’s sono part-time, in un anno il turn-over raggiunge il 60% (negli Stati Uniti è del 300%). Non è strano per i lavoratori dei loro ristoranti abbandonare dopo quattro o cinque settimane. Le ragioni non sono difficili da scovare.
Vietato ai sindacati
I lavoratori e le lavoratrici del comparto ristorazione se la vedono brutta in quanto a paga e condizioni di lavoro. Sono al lavoro la sera e nei week-end, passando lunghi periodi in ambienti caldi, puzzolenti e rumorosi. Le paghe sono basse e possibilità di promozioni minime.
Modificare questo tramite negoziazioni sindacali è decisamente difficoltoso: non c’è un sindacato specifico di questi lavoratori e quelli a cui potrebbero rivolgersi mostrano poco interesse per i problemi di chi sta part-time (per la maggior parte donne). Una recente inchiesta sui lavoratori dei burgers-restaurant ha mostrato che circa l’80% dice che avrebbe bisogno dell’aiuto di un sindacato per avere maggiore paga e diverse condizioni di lavoro. Un altra difficoltà è costituita dal fatto che chi lavora in cucina come una grande parte dei lavoratori appartenenti a minoranze etniche che con le poche possibilità che hanno di trovare lavoro, temono di essere licenziati – e molti lo sono stati – per aver aderito ad un organizzazione sindacale.

McDonald’s ha una strategia contro la sindacalizzazione che consiste nel liquidare i lavoratori a favore di questa. Fino ad oggi ha avuto successo in tutto il mondo tranne che in Svezia e a Dublino, dopo una lunga lotta.

Allenati a sudare
E’ ovvio che tutte le grandi catene di negozi e giganti del cibo spazzatura dipendono per i loro grassi profitti dallo sfruttamento di gente giovane. McDonald’s non è un’eccezione. Tre quarti dei lavoratori sono sotto i 21 anni, la struttura produttiva è priva di specializzazione: chiunque può friggere un hamburger o pulire i bagni o sorridere ai clienti. Non ha bisogno di nessun corso di formazione. Quindi non c’è bisogno di impiegare cuochi o staff qualificato – solo quelli che accettano di lavorare per bassi salari.
Visto che non c’è un minimo salariale stabilito dalla legge in Gran Bretagna, McDonald’s può pagare quanto gli pare aiutando così ad abbassare i salari nel settore della ristorazione. Dicono che stanno dando lavoro per chi ha appena finito gli studi e che prendono i lavoratori senza pregiudiziali di sesso e di razza. La verità è che McDonald’s è interessato a reclutare lavoro a basso costo – che vuol dire sempre che gruppi svantaggiati, donne e gente nera, saranno maggiormente sfruttati dall’industria.

DEVE CAMBIARE TUTTO
Ciò che è sbagliato in McDonald’s è sbagliato anche in tutte le catene di cibo spazzatura come: Wimpy, Kentucky Fried Chicken, Wendy, Burger King etc.. Tutti quanti nascondono il loro sfruttamento scriteriato delle risorse animali e della gente, dietro una facciata di colori sfavillanti e “divertimento per le famiglie”. Il cibo stesso è molto simile ovunque cambia solo l’impacchettamento.
La crescita di queste imprese equivale ad eliminare la scelta, non ad aumentarla. Sono uno degli esempi peggiori di industrie motivate solo dal profitto e ansiose di espandersi continuamente.

Questa mentalità materialista sta condizionando tutti gli spazi della nostra vita con giganteschi agglomerati dominanti i mercati, che lasciano poco o nessuno spazio a persone che creano una scelta genuina. Però alternative esistono e molti stanno raccogliendo supporto quotidianamente da persone che rifiutano i grandi business in favore dell’autorganizzazione e della Cooperazione in piccola scala.
Il punto non è di cambiare McDonald’s in una specie di organizzazione vegetariana, ma di cambiare interamente il sistema, qualcosa in meno sarebbe una truffa.

COSA SI PUO’ FARE
Smettere di andare da McDonald’s, Wimpy etc., e spiegare ai tuoi amici e alle tue amiche esattamente il perchè. Gli enormi profitti di queste compagnie – e perciò anche il loro potere di sfruttamento – arrivano dalla gente che cammina per la strada. Come singoli individui possiamo fare la differenza… Perchè aspettare che tutti gli altri si sveglino?
LE TUE SCELTE CONTANO
Le ricerche hanno dimostrato che una gran parte dei clienti dei fast-food, va in questi posti solo perchè sono lì, perchè se li trovano davanti – non perchè gli piace particolarmente quel tipo di cibo oppure perchè ha fame. Solo questo fatto fa capire che gli hamburger fanno parte di un gigante circolo vizioso che la gente potrebbe evitare se solo sapesse cosa fare. Sfortunatamente noi tendiamo a sottovalutare la nostra responsabilità e la nostra influenza. Questo è sbagliato. Ogni cambiamento nella società parte dagli individui che cominciano a pensare in che modo vivono e quando agiscono secondo le loro opinioni. I movimenti sono solo “gente comune” collegata assieme, una con l’altra…

PRENDI CONTATTI, DIFFONDI IDEE
Può darsi che tu non senta spesso parlare di loro, ma ci sono molti gruppi che fanno delle campagne sui problemi che sorgono – movimenti che sostengono le lotte nel “Terzo Mondo”, che combattono per i diritti delle popolazioni indigene, che proteggono le foreste pluviali, che si oppongono all’uccisione degli animali etc.
Dovunque c’è oppressione c’è resistenza: la gente si sta organizzando, sta prendendo coraggio dall’attivismo di gente comune consapevole, che sta imparando a trovare nuove strade e nuova energia per realizzare una vita migliore.
L’apatia degli altri non è una buona ragione per continuare a gironzolare aspettando che arrivi qualcuno che ci dica che cosa dobbiamo fare. Non necessiti di nessun particolare talento per partecipare alle attività del gruppo di attivisti che opera nella tua zona …o per formarne uno – i gruppi già esistenti saranno felici di darti una mano se necessario.

Per opuscoli su tutti gli aspetti del vegetarianesimo, della nutrizione, dei diritti degli animali etc. puoi metterti in contatto con: Animal Aid, 7 Castle Street. Tonbridge, Kent. Molti altri contatti possono essere trovati scrivendo a London Greenpeace all’indirizzo posto alla fine della pagina.

C’E’ UNA SCELTA CHE PUOI FARE: BASTA CON LA CARNE
Farla finta con l’abitudine degli hamburger è facile. Ed è il primo passo per farla finita del tutto con la carne. L’essere vegetariani/e non è una moda da piccolo borghesi, l’altr’anno il numero delle persone vegetariane in Inghilterra è aumentato di un terzo.
Molti supermarket adesso espongono prodotti vegetariani e vegani [sono quelli che non mangiano nessun prodotto animale] – In breve l’etichetta del vegetariano “eccentrico” non esiste più con tutti gli altri luoghi comuni quli quelli del “cibo da conigli”.

Perchè non provare qualche ricetta vegana o vegetariana, così solo come un esperimento di prova per iniziare?
Da una ricerca sulle abitudini alimentari si è scoperto che la maggior parte dei vegetariani che prima mangiavano carne hanno dichiarato che adesso fanno pasti molto più vari e differenti da quando hanno eliminato la carne dalla loro alimentazione. Altre, numerose,ricerche dimostrano che la gente che segue una alimentazione senza carne è più in salute dei mangiatori di carne, meno predisposti a “prendere” tosse e raffreddori, ed hanno una grandissima riduzione sul rischio di soffrire di ernia, emorroidi, obesità e malattie cardiache.

LA LIBERAZIONE INIZA DAL TUO STOMACO LA RIVOLUZIONE PARTE DA TE STESSO/A
Ci sono una quantità di alternative gustose, economiche e nutrienti ad una alimentazione basata sulla carne in decomposizione degli animali morti: frutta fresca di ogni tipo, un’infinita varietà di ortaggi nostrani ed esotici… e poi pasta, cereali, legumi, fagioli, patate, piselli, riso, noci, soya in tutti i modi etc.
In tutto il paese stanno spuntando ovunque cooperative che producono cibo sano.
Adesso è veramente un buon momento per cambiare.

Una Gran Bretagna vegana sarebbe autosufficiente coltivando solo il 25% dei terreni agricoli disponibili.
Perchè non mettersi insieme con gli amici con sui vivi e tirarsi su il proprio orto? In Inghilterra, ad esempio, ci sono un’infinità di lotti liberi e di giardini nelle case.

Il Piacere di preparare buon cibo e di distribuire pasti sani ha anche la sua importanza: fa parte di quel processo fondamentale nella vita della gente comune che sta nel riprendere il controllo della propria vita e nel creare una società migliore.
Il contrario che lasciare il proprio futuro nelle ciniche ed avide mani di corporation come McDonald’s.

CHI HA SCRITTO QUESTO OPUSCOLO?
Il gruppo di LONDON GREENPEACE GROUP è esistito per molti anni come un gruppo di attivisti/e senza nessun legame particolare con i partiti politici.
La gente – non gli iscritti – vengono alle riunioni sttimanali e cerchiamo di fare qualcosa per rispondere all’oppressione delle nostre vite ed alla distruzione dell’ambiente. Nel frattempo sono cresciuti molti movimenti: ecologisti, contro la guerra, per la liberazione animale e movimenti anarchici e libertari – continuamente impariamo gli uni con gli altri.
Noi incoraggiamo la gente a pensare indipendentemente ed ad agire di conseguenza, senza leader, e cosi proviamo a capire le cause dell’oppressione ed alla sua abolizione tramite una rivoluzione sociale.
Questa comincia dalle nostre vite, ADESSO.
Postal address: Greenpeace (London), 5 Caledonian Road, London N1.

 

una interessante opinione di jamie olivier,famoso chef inglese

Lo chef inglese Jamie Oliver, noto per il suo modo peculiare di cucinare (mi piacciono molto i suoi consigli veloci per la cena), ma anche per le sue campagne a favore di un cibo sano, ha vinto una importante battaglia contro quello che potremo definire il re del junk food a livello mondiale, vale a dire McDonald’s sull’uso della carne negli hamburger. Secondo lo chef inglese, infatti, le parti grasse di carne bovina utilizzate per gli hamburger di McDonald’s vengono “lavate” con idrossido di ammonio (in pratica: ammoniaca disciolta in acqua) e poi utilizzate per preparare i panini. Ha commentato Jamie Oliver:

Fondamentalmente, stiamo prendendo un prodotto che sarebbe stato venduto nel modo più economico per i cani e dopo questo processo, viene dato agli esseri umani. Oltre alla bassa qualità della carne, l’idrossido di ammonio è nocivo per la salute. Perché qualsiasi essere umano ragionevole dovrebbe voler mettere carne trattata con ammoniaca nelle bocche dei loro figli?

La battaglia di Oliver si è concentrata sul fatto che la carne degli hamburger non è adatta per il consumo umano: lo chef si riferisce, in particolare, a quella carne che si ricava dagli scarti di lavorazione e poi viene addizionata con idrossido di ammonio e quindi macinata. Questo intruglio dà vita a quella massa chiamata pink slime che McDonald’s utilizza per confezionare le sue Chicken Nuggets e che compone fino al 16% dell’intera massa degli hamburger di McDonald’s. Dobbiamo, però, parlare al passato perché ora McDonald’s ha tolto dalle sue ricette questa massa lavata con idrossido di ammonio, scelta che già diverso tempo fa era stata fatta anche da Burger King e Taco Bell.

A proposito lo sapete cos’è il pink slime?

Il pink slime si ottiene spremendo le carcasse rimaste del pollo, del maiale o del manzo. Il tutto viene poi sottoposto a trattamenti per disinfettare il prodotto e ottenere appunto una poltiglia rosa utilizzata per confezionare i wurstel e altri piatti.

Negli Stati Uniti, a differenza di quanto avviene in Italia (dove è ammessa solo per i derivati del pollo), il pink slime può essere anche di manzo e quindi essere impiegato come materia prima degli amatissimi hamburger. Nelgi USA la “poltiglia rosa” si vende dal 2001, e dal 2004 viene utilizzata ampiamente per produrre hamburger destinati a mense e fast food.(come mangiano bene ‘sti yankees)

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Nel 2050 potremmo dover diventare tutti per forza vegetariani come unica soluzione per far fronte all’aumento demografico unito alla scarsità d’acqua.Nei prossimi quattro decenni la terra passerà da 7 miliardi di umani a 9 miliardi, un aumento netto di 2 miliardi che renderà ancora più drammatica la carenza di cibo. Se l’umanità continua a cibarsi ai ritmi attuali, e soprattutto seguendo la dieta odierna, entro il 2050 ci aspettano catastrofiche carenze alimentari. E per catastrofe si intende qualcosa di molto peggio della tutt’altro che rosea realtà attuale: già oggi, secondo cifre dell’Onu, 900 milioni di persone vanno a letto affamate tutte le sere e 2 miliardi sono da considerare malnutrite.

La prospettiva è contenuta in un rapporto dello Stockholm International Water Institute, pubblicato in occasione della Settimana Mondiale dell’Acqua, una conferenza annuale organizzata con i principali esperti dall’istituto svedese.

Il documento ha elaborato diversi scenari di consumi di cibo, confrontandoli con le stime sulla disponibilità d’acqua e sull’incremento demografico previsto, ricordando che per produrre un chilo di carne servono migliaia di litri d’acqua: “Non ci sarà abbastanza acqua per produrre il cibo necessario ai due miliardi di persone in più che ci saranno nel 2050 – scrive Malik Falkenmark, autrice del capitolo del rapporto sul tema – soprattutto se si manterranno i trend attuali, che vedono il mondo avvicinarsi a una dieta di tipo occidentale con il 20% delle proteine assunte derivanti dagli animali”.

L’unico scenario sostenibile, afferma il documento, vede un consumo di carne corrispondente al massimo al 5% del totale, e l’introduzione di un sistema di commercio del cibo che faccia in modo che i paesi che hanno un surplus d’acqua riescano ad aiutare quelli che affrontano episodi di siccità.

 

 

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