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Archive for the ‘nucleare’ Category

io ho una personalissima opinione sulle origini del Covid19. Niente di scientifico,niente da laboratorio,niente di umano.

E solo una decisa ribellione di Madre Natura ,che si è rotta i coglioni di come l uomo sta usurpando e distruggendo il Pianeta

Un po’ come la modalità Safe Mode di Windows.

L effetto è sorto gli occhi di tutti: l inquinamento è drammaticamente calato e gli animali riprendono libero possesso del loro mondo.

Speriamo che ci entra in zucca una volte per tutte

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war

 

Sembra la foto di un multisala dove stanno proiettando un film di guerra n risoluzione ultrafullmegaHD dolby surround , MA NON LO E’

No ,vaccaccia boia,non lo e’

Quello e’ un modernissimo centro di controllo militare ONLINE E FULLTIME

Il capo della multisala con un semplice click puo# mandare un OK PROCEED ad una base missilistica o ad una nave con missili (come nella foto vera) e via, la morte ,ridente ed euforica, si ficca a cavalcioni della testata a millemila megatoni per un rodeo di distruzione totale.

E questo ,in ogni parte del mondo.

Oggi le guerre sono Cyber, niente piu’ Napoleone sul suo destriero bianco a galoppare affannoso da collina a collina, per osservare tiri di artiglieria o comandare contrattacchi.

Oggi tutto si gestisce con un click ,più veloce anche del Risiko.

Il mondo che verra’ e’ questo e bisogna prenderne atto.

Il mondo che verra’ e’ sempre più saldamente in mano ai signori della guerra e alle lobby delle Armi. Tutta gente che quando sente puzza di pace si affretta a creare pretesti,tensioni,finte rivolte,dittatori crudeli(a parer loro)guerre di pace(questa non l hoi mai capita), e terroristi alla bisogna.

Tutto ruota attorno al loro business e potere. Pochi eletti cavalcano con sprezzante e putrida disinvoltura il mondo intero. Di quello che succedera’ ne importa poco ,il presente e’ quello che sostiene questa accozzaglia globale.

Non hanno nemmeno rispetto delle loro future generazioni, nascosti ed affacendati in caveau bancari o dietro brillanti scrivanie notarili a sottoscrivere accordi capestro per la moltitudine dei non eletti.Accordi che distruggono in a whirl ,tutte le tradizioni secolari e la cultura che il genere umano si e’ portato a fatica appresso.

Pensano di avere il segreto della vita eterna,ma non e’ cosi’.

Non e’ cosi’, ma intanto addormentano i conati di ribellione dolcificando la vita altrui con stili di vita innaturali,con minchiatine inutili , tanto per non far pensare ,per non ´far riflettere ed agire e se cio non’ bastasse si creano i pretesti per farci attaccare impauriti ai loro pantaloni e sottane.

Ecco a cosa servono le sale della guerra.

A farci aver paura della paura che ci hanno messo addosso

 

 

 

 

 

 

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yellowstone

Il mondo, si sa, sta viaggiando a ritmi sempre piu’ accelerati verso soluzioni climatiche alterate e pericolose. E’ inutile nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi “tanto cosa vuoi che succeda, adesso” .Non e’ un discorso intelligente ,non lo e’ nemmeno l’atteggiamento sprezzante delle persone che potrebbero decidere un radicale cambiamento delle politiche e mi riferisco ai soliti noti padroni del mondo : the G8 family. Denaro subito, e devastazione poi se e quando verra’ ,chissenefrega.

Oltre che ad inondare l’atmosfera di schifezze immonde, a lordare i mari,a tagliare ettari di foreste, stanno esagerando anche con lo sfruttamento del sottosuolo alla ricerca delle soluzioni energetiche piu’ rapide e piu’ RENUMERATIVE:

Petrolio,Gas,Uranio,Carbone.

E le cercano ogni dove,dall’Artide all Antartide,dispiegando mezzi e risorse infinite anziche’ dedicarle alla ricerca e sviluppo delle vere energie alternative

La struttura del nostro pianeta e’ un “multistrato”

  • Il nucleo interno si trova al centro ed è la porzione più calda del nostro pianeta (5500 °C). E’ fondamentalmente solido e costituito da ferro e nickel. Il calore che emana è l’energia che permette i movimenti superiori.
  • Il nucleo esterno è uno strato liquido che circonda il nucleo interno, di composizione simile allo strato sottostante.
  • Il mantello è lo strato più largo della Terra, avendo un diametro stimabile in circa 2900 km. E’ costituito da rocce semifuse, chiamato magma. Più duro via via che si sale, presenta in talune zone dei movimenti e dei flussi di rocce fuse che creano delle correnti interne.
  • La crosta è l’ultimo strato del pianeta. Molto sottile, può arrivare fino a 60 km di profondità. E’ formata da rocce solide. Si divide in crosta oceanica (che ospita il fondo dei mari) e in crosta continentale, più spessa della precedente, che costituisce le terre emerse. La crosta terrestre è principalmente composta da quarzo (diossido di silicio) e da altri silicati come il feldspato. Il suo spessore medio è di 40 Km, ma varia da 5 Km al di sotto delle fosse oceaniche fino ai 60 Km in corrispondenza delle catene montuose. La densità media della crosta è pari a 2,8 ed essa rappresenta l’1 % della massa terrestre.

Le eruzione vulcaniche,spettacolari e a volte molto pericolose, sono dovute al fatto che la parte liquida o magma,ogni tanto trova la sua via di fuga attraverso quelle intercapedini di collegamento con l’esterno, i vulcani

IL SUPERVULCANO DI YELLOWSTONE

Secondo il sito endoftheamericandream.com , questa volta la superficie del il terreno del parco nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti è aumentata a un tasso record di circa 8 cm all’anno. La ragione di tutto questo è perché sotto il parco vi è un super vulcano, il più grande del Nord America.

Gli scienziati dicono che sarà inevitabile che possa scoppiare di nuovo, e quando lo farà, la devastazione sarà quasi inimmaginabile. Una totale eruzione di Yellowstone, il super-vulcano, potrebbe depositare un letto di cenere vulcanica alta 3 metri fino a 1600 km di distanza e lasciare una buona parte degli Stati Uniti inabitabile.

Il super-vulcano di Yellowstone è così grande che è difficile da descrivere a parole. Secondo un articolo pubblicato sul Daily Mail , la zona di magma sotto Yellowstone è larga circa 480 km.

Quando la maggior parte della gente pensa di eruzioni vulcaniche nel paese, ricorda la catastrofica eruzione del Monte St. Helens nel 1980. Ma quella eruzione sarà nulla paragonata a quella che potrebbe portare l’eruzione del super vulcano Yellowstone.

Il Professore di Geofisica, presso l’Università di Utah, Bob Smith , ha detto che non aveva mai visto niente di simile durante i 53 anni che hanno visto la Yellowstone in uno stato di quiete. Lo scorso settembre, 130 terremoti hanno colpito il parco durante la settimana. Questo fatto ha lasciato molti osservatori di Yellowstone estremamente preoccupati. La recente ondata di terremoti è iniziata il 10 settembre 2013 e prosegue fino al 16 settembre.

Cosa potrebbe accadere se Yellowstone se si risveglia:

1) La prossima eruzione di Yellowstone sembra essere più vicino ad ogni anno che passa. Dal 2004, alcune aree del parco rosa si sono sollevate fino a 25 cm.

2) Ci sono circa 3000 terremoti ogni anno nel parco.

3) Se c’è un rash su larga scala, praticamente tutto il nordovest degli Stati Uniti sarà completamente distrutto.

4) Una massiccia eruzione di Yellowstone potrebbe uccidere ogni cosa entro un raggio di 160 km da subito.

5) Questa eruzione coprirebbe l’intero Midwest degli Stati Uniti con la cenere vulcanica e la produzione di cibo in questo paese sarebbe completamente eliminata.

6) Ad un ‘inverno vulcanico’ che ne deriverebbe dalla eruzione, porterebbe un raffreddamento del pianeta in modo radicale. Alcuni scienziati ritengono che le temperature globali potrebbero scendere fino al 20 °.

7) Gli Stati Uniti non sarebbe mai più lo stesso dopo l’eruzione. Alcuni scienziati prevedono che dopo l’esplosione del cratere, i due terzi del paese sarebbe completamente inabitabile.

Ciò che rende tutto questo ancora più allarmante è il fatto che una serie di vulcani di tutto il mondo stanno iniziando a diventare attivi, quindi negli ambienti scientifici vi è molta preoccupazione. Qualcosa di grosso sta per accadere e non è un caso che la FEMA si stia preparando come se stia per accadere un cataclisma continentale o globale. La NASA e la US Navy chiudono i battenti e non si sa il motivo. Tutto questo ci deve far riflettere.

Come  asserisce l’ex esperta NASA Pattie Brassard: “la gente si dovrà preparare ad una catastrofe globale tra  il 2013 / 2014. L’Elite conosce bene le date esatte. Sanno che tutta la griglia protettiva del pianeta verrà danneggiata dal passaggio della Cometa Ison e dall’influenza di Planet X e la gente sarà lasciata senza elettricità durante la notte. Così hanno creato la banca dei semi in Norvegia, la biblioteca digitale e più di 5 mila tunnel segreti. “

Ma di tutti questi segnali,avvertimenti,previsioni i nostri cari membri del G8 e la Cina , se ne fottono allegramente, fottendo il futuro di intere generazioni a venire.

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CLIMA

 

La Terra del futuro, a causa del riscaldamento globale causato dall’uomo, sarà un pianeta dove tutti i conflitti e le malattie della modernità saranno “esacerbati”. Il che significa fame, povertà, alluvioni, ondate di caldo, siccità, malattie e guerre per le risorse.

Non è la trama di un film catastrofista ma la bozza delle conclusioni d un rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) che sarà rilasciato a marzo ma di cui sono finiti online ampi stralci. Il rapporto sottolinea proprio l’uso della parola “esacerbare” per descrivere gli effetti del global warming.

Lo studio dell’organizzazione – nata nel 1988 e premio Nobel nel 2007 insieme ad Al Gore – parla anche di un calo deciso del reddito pro-capite delle popolazioni. Il documento – che è solo una bozza su cui i governi discuteranno nei prossimi mesi, prima del rilascio definitivo – è solo l’ultima delle preoccupanti previsioni sul futuro del nostro pianeta.

“Già abbiamo visto grandi impatti e grandi conseguenze del riscaldamento globale”, spiega all’Ap Chris Field, climatologo della Carnegie Institution e primo autore dello studio: “E ne vedremo altre in futuro”. A essere colpite saranno soprattutto le città, che sono gli ambienti più vulnerabili, e i più poveri.
“Nel 21esimo secolo – continua il rapporto – l’impatto del riscaldamento globale rallenterà la crescita economica e la riduzione della povertà, eroderà la sicurezza alimentare e darà vita a nuove trappole della povertà. Il cambiamento climatico esacerberà la povertà nei paesi a basso e medio reddito, creando sacche di disuguaglianza nei Paesi più ricchi”.

Sono sei i ‘rischi-chiave’ che l’Ipcc prospetta:
1. Vittime per il caldo e per le alluvioni causate dall’innalzamento dei mari
2. Carestie per l’aumento delle temperature e il cambiamento delle precipitazioni, soprattutto nei Paesi poveri
3. I contadini e l’agricoltura fallirà per la mancanza di acqua
4. Danni alle infrastrutture per il clima estremo
5. Ondate di calore pericoloso e mortali
6. Il collasso di alcuni ecosistemi terrestri e marini

Gli esperti specificano che nessuno di questi drammi è conseguenza esclusiva del riscaldamento globale, ma il global warming li peggiorerà tutti. E la parte sicuramente più controversa del rapporto è quella che collega riscaldamento globale e guerre: “Il global warming aumenta indirettamente i rischi di conflitti violenti sotto forma di guerre civili, violenza tra gruppi e proteste”. Un altro studioso, Michael Mann, sempre all’Ap conferma le prospettive: “Da tempo sappiamo che il riscaldamento minaccia salute, terra, cibo e acqua”.

Di più: il rapporto analizza la situazione e i rischi continente per continente: in Nord America, il rischio maggiore sono i roghi incontrollati, le ondate di calore e le inondazioni. Per Europa Sud America e Asia i danni ariveranno dall’acqua, nel senso di alluvioni e siccità, e dal caldo. Il tutto sarà ancora più grave in Africa, dove il fantasma del futuro potrebbe causare morti di fame e di sete e gravi epidemie. 

Una nota positiva, forse l’unica, c’è: questo è il peggiore degli scenari possibili, quello in cui l’umanità non faccia nulla per evitarlo. Chris Field spiega: “Non sono disperato perché vedo la differenza tra un mondo in cui non facciamo nulla e uno in cui ci rimbocchiamo le maniche e facciamo qualcosa”.

Quindi qualcosa si può fare ma ci sono molti dubbi che il mondo stia facendo abbastanza: secondo il rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia, pubblicato a giugno, l’aumento dell’inquinamento per i gas fossili rallenta ma non abbastanza per centrare gli obiettivi e limitare la crescita della temperatura media dell’atmosfera. La concentrazione di  Co2 nell’atmosfera è – secondo i dati del Noaa statunitense – al livello record di 400 parti per milione (all’inizio della rivoluzione industriale erano a quota 280) come 3 milioni di anni fa, quando l’homo sapiens non esisteva e il livello dell’acqua era più alto di 30 metri. Trenta metri che vorrebbero dire intere città costiere spazzate via.
ORSO
L’innalzamento dei mari è dovuto allo scioglimento dei ghiacciai, che battono quasi ovunque in ritirata, specialmente nell’Artico dove il pack perde più del 3,5% di superficie ogni diecianni. E il clima sempre più fuori controllo causa inondazioni e alluvioni continue, nei paesi più poveri come il sud-est asiatico dove i morti si contano ogni anno in decine di migliaia, senza parlare degli sfollati. Nonostante tutto questo, l’Ipcc continua a dircelo: ancora si può fare qualcosa. Ancora

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Questo è un terribile e drammatico resoconto vissuto in prima persona.

Mille grazie a queste schifose generazioni di umani arrivisti ed egoisti

oceanic

 

 

L’oceano Pacifico è morto, è svuotato di ogni vita. Ci sono solorifiuti e barche per la pesca industriale intente a saccheggiare accuratamente quel poco che è ancora rimasto.

Sta facendo il giro del mondo, sui media di lingua inglese, ilracconto struggente, tragico e a suo modo poetico di un marinaio,Ivan Macfadyenivan , che ha ripetuto la traversata del Pacifico effettuata dieci anni fa. Allora fra l’Australia e il Giappone bastava buttare la lenza per procurare pranzo e cena succulenti. Stavolta in tutto due sole prede. Dal Giappone alla California, poi, l’oceano è diventato un deserto assoluto formato da acqua e rottami.

Nessun animale. Non un solo richiamo di uccelli marini. Solo il rumore del vento, delle onde e deigrossi detriti che sbattono contro la chiglia.

Il racconto di Ivan Macfadyen, vecchio marinaio col cuore spezzato dopo 28 giorni di desolata navigazione nel Pacifico, è stato raccolto dall’australiano The Newcastle Herald ed è stato variamente ripreso da decine e decine di testate, tutte in inglese.

Macfadyen ha navigato con il suo equipaggio a bordo del Funnel Web sulla rotta Melbourne -Osaka – San Francisco. Dice di aver percorso in lungo e in largo gli oceani per moltissimi anni, dice di aversempre visto uccelli marini che pescavano o che si posavano sulla nave per riposarsi e farsi trasportare. E poi delfini, squali, pesci, tartarughe… Stavolta nulla di tutto ciò: nulla di vivo per oltre 3.000 miglia nautiche.

Unica apparizione, poco a Nord della Nuova Guinea, quella di una flotta per la pesca industriale accanto ad una barriera corallina. Volevano solo il tonno, tiravano e ributtavano in mare – morta – ogni altra creatura marina.

E poi la parte più allucinante del viaggio, quella dal Giappone alla California, costantemente accompagnata dalla gran quantità di rottami trascinati in mare dallo tsunami del 2011, quello che ha innescato la crisi di Fukushima.

Rottami, rottami grandi e piccoli ovunque: impossibile perfino accendere il motore. Rottami non solo in superficie ma anche sui fondali, come si vedeva chiaramente nelle acque cristalline delle Hawaii. E poi plasticarifiuti di plastica dappertutto.

Nel racconto di Ivan Macfadyen un solo elemento è direttamente riconducibile ai tre reattori nucleari in meltdown sulla costa giapponese: dice di aver raccolto campioni destinati ad essere esaminati per la radioattività e di aver compilato durante il viaggio questionari periodici in seguito a richieste provenienti dal mondo accademico statunitense.

Però non si può non pensare a Fukushima quando Macfadyen afferma che nelle acque del Giappone il Funnel Web ha perso il suo colore giallo brillante e quando dice che uno dei pochissimi esseri viventi incontrati dal Giappone alla California era una balena che sembrava in fin di vita per un grosso tumore sul capo.

Sui social e nei commenti sul web si fa un gran parlare della relazione fra Fukishima e l’assenza di esseri viventi fra Giappone e California.

Io sottolineo tre elementi: primo, la sorgente di radioattività di Fukushima, sebbene molto intensa, paragonata alla vastità dell’oceano diventa come uno sputo in un fiume; secondo, nei dintorni di Fukushima e prima di diluirsi nella vastità dell’oceano la radioattività effettivamente si accumula nella catena alimentare e vi resterà per molti decenni; terzo, una desolazione vasta e assoluta come quella raccontata da Macfadyen si sposa benissimo con gli effetti della pesca industriale dissennata, senza bisogno alcuno di scomodare la radioattività i cui effetti sensibili – stando alle informazioni note – si limitano al tratto di mare davanti ad una parte delle coste giapponesi.

Il Pacifico è morto – si è rotto, per usare l’espressione di Macfadyen – e l’ha ucciso il genere umano, che sta al pianeta come una nuvola di cavallette sta ad un campo di grano. Macfadyen, raccolta il The Newcastle Herald nel seguito della storia, non ha voluto rilasciare altre interviste dopo quella che ha fatto così tanto rumore. Desidera però che il mondo sia consapevole di quanto egli ha visto. Accontentiamolo.

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sakamoto

 

Si chiama keigo sakamoto è giapponese ed ha deciso di vivere in solitudine con degli animali come unica compagnia.

Mbè? cosa c’è di strano?E’ pieno il mondo di persone così

Non direi.

keigo vive a fukushima, già,proprio dove è scoppiato il cataclisma nucleare.

Unico abitante di una piccola fattoria sulla collina. A far compagnia sono circa 500 si si cinquecento animali tra cani,gatti,conigli,marmotte,galline etc etc. scampati ed abbandonati dopo il tragico tsunami che ha devastato l’area e le centrali nucleari.

Devo essere sincero, sebbene ami gli animali alla follia, non so se riuscirei a stare in quella zona altamente contaminata.

Lui si.

Keigo era assistente sanitario a malati di mente e quando tutto è scomparso sotto l’incredibile impatto oceanico, ha scelto,contrariamente a tutti, di continuare a vivere li.

Ha raccolto animali abbandonati e si è sistemato in quella piccola proprietà.

Tra tutte le foto viste, quella che mi è piaciuta di piu’ è questa che lo ritrae con Atomo, un cucciolone nato proprio la vigilia della tragedia.

A keigo va tutta la mia stima .

Primo perchè ha deciso di accudire così tanti animali

Secondo perchè per fare ciò ha messo la sua vita in bilico decidendo di vivere su una terra altamente contaminata

Grazie e un oceano di auguri ,Keigo

 

 

 

 

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aringhe

in Islanda si stanno ripetendo stragi bibliche di aringhe.

qualcuno dice è colpa della mancanza di ossigeno ,qualcuno dice è colpa della costruzione di un ponte..io penso sia ancora peggio

nessuno ne parla piu’ di tanto.

la terra ,la natura,l’aria,il mare …sono cose di second’ordine ..dettagli da continuamente rinviare in nome del progresso e del profitto

quando anche l’ultima aringa sarà sparita, vi acccorgerete che i soldi non si possono mangiare

 

La grande capacità dell’ homo sapiens moderno è quella di saper distruggere cose che sopravvivono da millenni, in un battito di ciglia.

 

QUALCUNO SPUTERA’ DAVVERO SULLE NOSTRE TOMBE

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