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Archive for the ‘SALUTE’ Category

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Ci son giorni che vorresti sfasciare tutto: MA ALLA GRANDE.

Son quei giorni dove la dominante violenta riesce a far cocuzza dalla sua fucina di fuoco eterno. Il controllo di questo ..è affare importante, niente di piu’  pericoloso che lasciarsi dominare da AKR .

AKR è un demone latente. E’ in noi: E’ il lato istintivo, è il confine uomo-animale. Anche se pensiamo e diciamo che non c’è…….Lui c’è.

E quei giorni sembrano durare un infinità , a volte ti sembra di non poter tornare piu’. Vedi il sorriso di AKR e ti sembra sia la fonte di una luce dirompente. Ascolti quelle parole che non si sentono e la forza di un bufalo africano entra in te. Sono giorni neri , interrotti da lampi acuti. Strane lingue danzano nella tua mente. Non comprendi il senso del verbo ma capisci benissimo l’infusione di devastante confusione che portano e allora scopri che son millenni che AKR esiste.

Lui scommette su quello.

Creare confusione significa far allentare la cima della corda giusta. Come una radice , fluttuare sulle onde. Non c’è piu’ meta, l’orizzonte è sempre uguale. Quelle nuvole nere sovrastano , non si vede niente piu’. Anche una piccola sciocchezza diventa un mulino a vento e il senor de La Mancha sa bene cosa vuol dire. Cose si fanno senza filo logico, forse l’istinto…ma si sa l’Istinto è cavalcato da AKR in quei giorni.

E Lui ride…si si…si inonda di felicità demoniaca. La vittoria sulla mente umana è un sogno rincorso da molti . E ride, mentre tu stai portando a termine una cosa sconsacrata…allucinante..imperdonabile, e ride di piu’ nella tua rovina. Ride perchè stai diventando uno dei suoi discepoli e il mondo , si sa, non è poi cosi grande come si pensa.

Guardo i suoi occhi che ridono, striati da fulmini gialli. Lo guardo e sento qualcosa di diverso. Non percepisco piu’ la sua chiamata, quasi non fosse piu’ presente. Porka di quella Eva, sto vincendo! E’ proprio così, lo capisco bene adesso. I suoi occhi hanno smesso di “lampare”, il suo sguardo si fa cupo ….mi sembra di scorgere debolezza. Che bellissima emozione, sto vincendo. AKR si agita, si trasforma in quelle molteplici cose, quelle molteplici facce che solo lui sa fare. Si contorce come colpito da una granata caricata a chiodi. Cerca mellifuamente la tua compassione mostrando la sua finta sofferenza. E’ l’ultimo colpo di coda.

Adesso è lui che vuole sfasciare tutto. Ognuno sfascia il mondo a cui appartiene. Maledetto Bastardo distruggi tutto di Te

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La maggior parte delle persone è portata a pensare, da media disinformativi,che i problemi climatici legati al riscaldamento globale, siano limitati ai soliti ghiacciai e calotte polari.

Purtroppo è totalnente sbagliato. Anche il nostro bel Mare Nostrum ne sarà afflitto. Di seguito riporto l ultimo report wwf 2018 e non è affatto carino.

Bisogna cambiare e far cambiare mentalità se teniamo al nostro ambiente e ,soprattutto, a ciò che lasceremo ai nostri pronipoti.

  • Se le emissioni di CO2 continueranno ad aumentare senza controllo, il mondo è destinato a perdere almeno la metà delle specie animali e vegetali oggi custodite nelle aree più ricche di biodiversità. A fine secolo potremmo assistere ad estinzioni locali in alcuni paradisi come l’Amazzonia, le isole Galapagos e il Mediterraneo. Anche rimanendo entro il limite di 2°C posto dall’accordo sul clima di Parigi, perderemmo il 25% delle specie che popolano le aree chiave per la biodiversità. È uno dei risultati più allarmanti del nuovo studio pubblicato oggi sulla rivista Climatic Change e realizzato da esperti dell’Università dell’East Anglia, della James Cook University e dal WWF.
    Pubblicata a pochi giorni dall’evento globale Earth Hour, il più grande movimento globale per l’ambiente in programma il prossimo 24 marzo, la ricerca ha esaminato l’impatto dei cambiamenti climatici su circa 80.000 specie di piante e animali in 35 delle aree tra le più ricche di biodiversità sul pianeta. La ricerca esplora gli effetti sulla biodiversità alla luce di diversi scenari di cambiamento climatico – dall’ipotesi più pessimista con assenza di tagli alle emissioni e conseguente aumento delle temperature medie globali fino 4.5° C, a quella di un aumento di 2 °C, il limite indicato dall’Accordo di Parigi. Le aree sono state scelte in base all’unicità e varietà di piante e animali presenti. Le savane boschive a Miombo in Africa, dove vivono ancora i licaoni, l’Australia sudoccidentale e la Guyana amazzonica si prospettano essere tra quelle più colpite.
    In queste aree gli effetti di un aumento di 4.5 °C creerebbe un clima insostenibile per molte specie che oggi vivono in questi paradisi naturali, ovvero:
    – Fino al 90% degli anfibi, l’86% degli uccelli e l’80% dei mammiferi si potrebbero estinguere localmente nelle foreste a Miombo, in Africa meridionale
    – L’Amazzonia potrebbe perdere il 69% delle sue specie vegetali
    – Nell’ Australia sudoccidentale l’89% degli anfibi potrebbe estinguersi localmente
    – Nel Madagascar il 60% di tutte le specie sarebbe a rischio di estinzione locale
    – Le boscaglie del fynbos nella regione del Capo Occidentale in Sud Africa, che stanno vivendo una fortissima siccità con carenze idriche significative verificatesi anche a Città del Capo, potrebbero affrontare estinzioni locali di un terzo delle specie presenti, molte delle quali sono uniche di quella regione
    Mediterraneo bollente. Il Mediterraneo è tra le Aree Prioritarie per la biodiversità più esposte ai cambiamenti climatici, in cui basterebbe un cambiamento climatico “moderato” per rendere vulnerabile la biodiversità: anche se l’aumento delle temperature si limitasse a 2 °C, quasi il 30% della maggior parte dei gruppi di specie analizzate di piante ed animali sarebbe a rischio. Continuando con gli attuali andamenti , senza cioè una decisa diminuzione delle emissioni di gas serra, la metà della biodiversità della regione andrà persa. Le specie più a rischio sono le tartarughe marine (si tratta di tre specie, la più diffusa è la Caretta caretta) e i cetacei, presenti in Mediterraneo con 8 specie stabili e altre 13 presenti occasionalmente, tutti in sofferenza già per altri tipi di impatto antropogenici. L’innalzamento delle temperature probabilmente supererà la variabilità naturale del passato, rendendo questa zona del pianeta un hotspot dell’impatto climatico. Dovremo aspettarci periodi di siccità in tutte le stagioni, con potenziali stress da calore per gli ecosistemi e le specie più sensibili, come le testuggini d’acqua dolce, o gli storioni: Questi ultimi sono minacciati sia per il cambiamento del regime di salinità, sia per la riduzione dell’areale idoneo, combinazione drammatica per specie già fortemente indebolite dalla pesca illegale.
    Oltre a ciò, l’aumento delle temperature medie e l’irregolarità delle precipitazioni potrebbe diventare la nuova “normalità”, secondo il rapporto, con una significativa riduzione delle precipitazioni nel Mediterraneo, in Madagascar e nel Cerrado-Pantanal in Argentina.

 

  • Tra i potenziali effetti:
    • Pressione sulle riserve idriche degli elefanti africani – che hanno bisogno di bere 150-300 litri di acqua al giorno
    • Il 96% delle aree di riproduzione delle tigri delle Sundarbans in India potrebbe essere sommerso dall’innalzamento del livello del mare
    -Una riduzione degli esemplari maschi di tartarughe marine dovuta all’aumento della temperatura (che determina il sesso dei nascituri) sui nidi.Qualora le specie fossero in grado di spostarsi sul territorio occupando nuove aree più adatte, il rischio di estinzione locale diminuirebbe dal 25 al 20% (nel caso di un aumento della temperatura media globale di 2 °C). In caso contrario, queste sarebbero destinate ad estinguersi. La maggior parte delle piante, anfibi e rettili (come orchidee, rane e lucertole), infatti, non hanno capacità di spostarsi abbastanza velocemente per stare al passo con questi cambiamenti climatici.
    “Quella che oggi siamo chiamati ad affrontare è una vera emergenza planetaria. Il rischio che molti dei luoghi più affascinanti come l’Amazzonia e le Isole Galapagos e alcune aree del Mediterraneo , potrebbero diventare irriconoscibili agli occhi dei nostri figli non solo viene confermato dai dati della ricerca ma diventa ben più drammatico di quanto immaginavamo”. Dichiara Donatella Bianchi, presidente di WWF Italia che aggiunge: “Metà delle specie non sopravviverebbe al cambiamento climatico. Splendide icone come le tigri dell’Amur o i rinoceronti di Giava, vissuti sulla terra per 40 milioni di anni rischiano di scomparire, così come decine di migliaia di piante e altre piccole creature, fondamentali per la vita sulla terra. Per questo nel prossimo Earth Hour chiediamo a tutti di fare una promessa per il pianeta, a partire da piccoli gesti quotidiani capaci di proteggere il nostro pianeta vivente”.
    Tra le richieste del WWF al futuro governo in Italia per scongiurare gli scenari climatici peggiori: approvare subito gli strumenti regolatori e legislativi per attuare concretamente e davvero la chiusura delle centrali a carbone per la produzione elettrica entro il 2025 e definire il Piano Nazionale Clima ed Energia, richiesto dalla UE entro quest’anno, e la Strategia di Decarbonizzazione a lungo termine.

    La prof.ssa Rachel Warren del Tyndall Center per la Ricerca sui Cambiamenti climatici nell’Università dell’Est Anglia , leader dello studio, ha dichiarato: “La nostra ricerca quantifica i benefici per le specie animali vertebrati (mammiferi, uccelli, rettili e anfibi) e vegetali che derivano dalla limitazione del riscaldamento globale a 2 °C in 35 aree tra le più ricche di biodiversità al mondo. Senza una politica per il clima perderemo il 50 per cento delle specie di queste aree. Tuttavia, se il riscaldamento globale si limitasse a 2 °C rispetto ai livelli preindustriali, questo rischio si ridurrebbe al 25%. Non abbiamo esplorato cosa accadrebbe con un limite inferiore a 1,5 ° C, ma ci si aspetta che potrebbe proteggere ancora più biodiversità”.
    Nel complesso, la ricerca mostra che il modo migliore per scongiurare la perdita di specie è mantenere l’aumento globale delle temperature il più basso possibile. L’Accordo di Parigi si impegna a limitare il riscaldamento globale ben al di sotto di 2°C , cercando di tenersi entro 1,5°C, il che aumenterebbe le possibilità di sopravvivenza di molte specie selvatiche. È questo è il motivo per cui il 24 marzo milioni di persone in tutto il mondo si uniranno nell’evento WWF di Earth Hour e mostreranno il proprio impegno nel proteggere la biodiversità ed essere parte attiva nel trovare le soluzioni necessarie a costruire un futuro – e un pianeta – sano e sostenibile per tutti. La mobilitazione globale che nascerà con Earth Hour invierà anche un messaggio chiaro al mondo delle imprese e ai governi che esiste un desiderio globale di cambiare questo percorso .

 

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    Mediterraneo bollente. Basta un cambiamento climatico “moderato” per rendere vulnerabile la biodiversità dell’area mediterranea: anche se l’aumento delle temperature si limitasse a 2 °C, quasi il 30% della maggior parte dei gruppi di specie analizzate di piante ed animali sarebbe a rischio. Continuando sul regime attuale, senza cioè una decisa diminuzione delle emissioni serra, la metà della biodiversità della regione andrà persa. E’ quanto sottolinea il Report “Focus WWF sul Mediterraneo”.
    Le specie più a rischio. tartarughe marine (tre specie, di cui la più diffusa è la Caretta caretta) e i cetacei, presenti in Mediterraneo con 8 specie stabili e altre 13 presenti occasionalmente, sono le specie più colpite, anche perché già in sofferenza per altri impatti. Per le tartarughe i problemi principali sono legati soprattutto ai processi riproduttivi: dato che è la temperatura a determinare il sesso dei nascituri, l’aumento delle temperature puo’ provocare uno squilibrio tra i generi, con la nascita di sempre meno maschi, come sta avvenendo per la tartaruga verde in Australia. Inoltre, l’aumento del livello del mare, delle maree e degli eventi meteorologici estremi provocati dai cambiamenti climatici, già oggi provocano la distruzione di molti nidi.
    Sono vulnerabili agli impatti climatici sia i cetacei (ad esempio, temperatura e salinità dell’acqua marina influiscono sulla distribuzione dell’unico cibo della balenottera comune nel Mediterraneo: il krill) che grandi migratori pelagici come i tonni (dato che variazioni della temperatura dell’acqua impattano sulla funzione cardiaca, sull’attività di deposizione delle uova e sulla crescita larvale), ma anche squali e razze: le fluttuazioni del clima possono disturbare la struttura delle comunità influenzando la crescita e la riproduzione (in quanto sono animali dai bassi tassi riproduttivi). Oltre agli aspetti fisiologici, i cambiamenti climatici possono influenzare fortemente presenza e distribuzione delle prede naturali di squali e razze.
    “Il Mediterraneo è tra le Aree Prioritarie per la biodiversità più esposte ai cambiamenti climatici: l’innalzamento delle temperature probabilmente supererà la variabilità naturale del passato, rendendo questa zona del pianeta un hotspot dell’impatto climatico. Dovremo aspettarci periodi di siccità in tutte le stagioni, con potenziali stress da calore per ecosistemi e specie terrestri più sensibili come le testuggini e le tartarughe d’acqua dolce, o per gli storioni: questi ultimi sia per il cambiamento del regime di salinità sia per la riduzione dell’areale idoneo, combinazione drammatica per specie già fortemente indebolite dalla pesca illegale”.
    Specie simbolo a rischio nel mondo

 

  • • Il leopardo delle nevi si è adattato a vivere in territori estremi come le alte vette himalayane. In questi territori oltre i 3.000 m di altitudine il margine per poter rispondere ai cambiamenti provocati dal riscaldamento globale è praticamente nullo. I suoi territori di caccia si sono ridotti e svuotati di prede, dato che la scomparsa di nevi e ghiacciai ha offerto nuovi territori all’allevamento di yak e ovini, alimentando il conflitto con le comunità locali. Tutto ciò potrebbe portare lo snow leopard ad una maggiore competizione diretta su cibo e territorio di caccia con il leopardo comune, aggravando una situazione già molto precaria (meno di 7.000 individui). Si calcola che a causa del cambiamento climatico solo nella catena dell’Himalaya possa scomparire più del 30% dell’habitat di questo felino.
    • La tigre vive già in aree altamente frammentate: ulteriori perdite di habitat indotte dei cambiamenti climatici rischiano di compromettere gli enormi sforzi che Paesi come il Bhutan fanno, con il WWF, per salvare la tigre dal bracconaggio. Ad esempio, l’innalzamento del livello del mare sommergerà il 96% dell’habitat riproduttivo delle tigri di Sundarbans (la più grande foresta di mangrovie del mondo), mentre le tigri dell’Amur non arriveranno al prossimo secolo se continueranno a ridursi dimensioni e qualità del loro habitat.
    • L’orso polare è tra le specie più sensibili al riscaldamento globale perché dipende dal ghiaccio marino per vivere e procurarsi il cibo. I più giovani, meno abili nella caccia, sono particolarmente colpiti dalla carenza di cibo dovuta al restringimento della superficie ghiacciata. Il declino è purtroppo già in atto: nella Baia di Hudson la popolazione è calata del 22% e si prevede che diminuirà bruscamente entro la fine del 21° secolo a causa dei cambiamenti climatici.

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Esistono diversi modi per selezionare o per essere selezionati da una lista di amicizie/conoscenze. Tutto fa perno sul concetto base del criterio discriminante che deve essere tassativamente rispettato : La Sincerità .

La  sincerità è alla base di tutto e sebbene spesso sia un ostacolo ostico da superare è l unico modo per sforbiciare o incrementare il parco delle tue conoscenze.

Essere sincero può far male ma può fare anche del gran bene.

La difficoltà reale del non far fuoriuscire il lato sincero è la paura di non piacere,di essere sgraditi, di perdere conquiste sentimentali o materiali,per una o più attitudini o prefenze molto personali. Più che una paura è una gran debolezza che ti avvolge e ti fa nascondere per mesi, anni, il tuo animo, ciò è un innesco a tempo, un mina vagante che può esplodere da un momento all altro, lasciandoti impotente e sofferente soprattutto con te stesso.

Sicuramente meglio sapere con chi si a che fare immediatamente,piuttosto che scoprirlo dopo anni di inganno. via il dente e bocca sana.

Ecco un elenco di situazioni, orientamenti che si tende maggiormente a nascondere più o meno del tutto, per paura di non essere graditi,apprezzati o scelti come compagno/a  in particolare nelle prime fasi di un rapporto. Se non siete convinti pubblicatene 2 o 3 a scelta sui social e verificate da voi.

  • dichiarare apertamente il proprio credo politico/religioso
  • dichiarare apertamente il proprio gradimento etnico
  • dichiarare apertamente il proprio orientamento sessuale
  • dichiarare i propri difetti fisici, psicologici,congeniti/ ereditari
  • dichiarare la vostra fiducia nella medicina, terapie medicinali, o non
  • dichiarare di amare più gli animali dei bipedi
  • dichiarare i propri gusti alimentari estremi

Poi ci sono una somma di altre priorità, per lo più estetiche , ricreative, culturali, le quali, sono comunque molto discrimanti per alcuni.

Provate a essere sinceri in tutto e per tutto, sarete abbandonati o abbandonerete un po’ di gente, ma il rispetto per voi stessi e la vostra sicurezza illuminerà, affascinerà e vi farà avvicinare a ben altre essenze, di uno spessore molto simile al vostro.

 

un po’ di sincerità è una cosa pericolosa, e molta sincerità è assolutamente fatale

(oscar wilde)

 

 

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Spesso e volentieri, quando si informa il mondo di essere vegetariano o vegano, si apre quasi il cielo. Una sequenza verbale, quasi ininterrotta, un vero anatema papale condito da aggettivi vari  dei quali il più gentile è ignorante.

A mio modo di vedere, siamo una bella compagnia di ignoranti, o no?

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Ma take it easy folks, lasciate vivere chi vuole rispettare,DAVVERO,la vita altrui.

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Eh già,ogni tanto bisogna chiederselo,anche se si preferisce allontanare questo calice e rimandare sempre ,quasi ad aver paura di qualcosa.Mai e poi mai aver paura di se stessi e di ciò che si è.punto a capo.

L’anno scorso ho battuto 60 autunni ,ve lo ricordate no? Per gli sbadati vi rimando al post kick off sixty divertente e simpatico.

Oggi,2017, é arrivato il momento:ho capito finalmente quello che farò da grande

La cosa é così semplice che non c era bisogno di passare 60 anni a pensarci su:

Quello che farò da grande sarà uguale a quello che facevo da piccolo. Facile no?

Nacqui in un contesto umile ,terzogenito ,quasi non voluto ,perché si aspettava una bimba.Invece no, i miei adorati genitori si abituarono presto al nuovo pargolo.Pargolo,vabbè,pesavo 5,9 kg e la mamma stava per soccombere sul tavolo della cucina ,vedete un po’.

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Nacqui durante un radioso mattino d autunno,in un paesino di campagna ,tutto circondato di campi e boschi,boschi e campi. Ma secondo voi,ioooo, avrei preferito un freddo asilo alla vita di fattoria?

Naaaa,infatti, dopo il primo giorno d’asilo ero già afflitto da incazzatura perenne e bella tosta.La mia nonnina si arrese quasi subito e miei genitori si adeguarono di conseguenza.Una bella ed indimenticabile vittoria della mia vita.

Tutte le mattine si partiva e si facevano quei sette chilometri a piedi per raggiungere la bellissima cascina della Emma,amica d infanzia della mia nonnina.

Meraviglia delle meraviglie.

Oche da dirigere nei campi con un fuscello,uova freschissime da bere ogni giorno,saltare sul letame da spargere nei prati,fare il verso ai tacchini ,che rispondevano pure..uaohhh.Le dorifore che mangiavano i germogli delle patate,il granturco e le ciliegie,mamma mia che ciliegie aveva la Emma.

Ma chi si scorda Il carretto e il cavallone del Cosimo,per non parlare della mietitura del fieno,la faccenda mia preferita,anche perché potevo condurre il cavallo con le briglie.

Ma vi  immaginate o no, che emozioni?

Il Fritz,un bastardino grigio fumoso dal pelo annodato,quasi saldato su stesso.

Fritz ,cane eroe,aveva perso un occhio per difendere il pollaio da una faina o volpe.Noi due avevamo instaurato un rapporto incredibile, anche se a dire al vero ,ho sempre avuto rapporti superbi di amicizia reciproca con gli animali. Quando morì di vecchiaia,piansi due giorni di fila.

Si passava tutto il giorno li e al tramonto si tornava a casa, con la mia nonnina che,immancabilmente ,si fermava a contarla su con le sue amiche che incontrava.Qualche volta,aleeee,si stava anche dormire.

Aria,cieli tersi e scuri,afa e tempeste,neve e ghiaccio e il vento impetuoso che veniva da Nord,tosto e crudo che facevi fatica a star li.

Cose semplici direte, per me no.Cose intense direi .

Adesso lo so cosa farò da grande.

Butterò tutto il superfluo,il difficile,l inutile,per riprendere la semplicità delle cose ed emozioni semplici.Gioco di parole che proprio non è.

Via tutto ciò che inquina,che arreca danni alla salute ,al mondo intero e alle sue innumerevoli vite.Mi sono imposto un periodo di tre anni massimo e poi dovrò tornare alla Terra.Lo sento che mi chiama ,quasi fossi suo figlio,forse anche perché l ho sempre amata e soprattutto rispettata.

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Mi vedo li ,sdraiato su un manto verde a interpretare le nuvole,facendo attenzione a non schiacciare un fiore. A osservare e rispettare e venir gratificato da ciò,con frutti ,acqua,cibo.

Sognare – Core

Dicono che le nuvole finiscono

a me pare proprio di no

 

Sento germogli sussurrare sulla schiena

disteso nel verde ad occhi in su

 

Voci dicono di fermarsi

perché?

 

Quel che vedo oltre,è o non è

nessuno lo sa ,ma è parte di me.

Devo tornare,non so ancora bene dove. Molto probabilmente in un enormità di spazio ,lontato dal minuto cigolio di un macchinario,dall atroce veleno che l’uomo ha imparato a distribuire per riempire la sua ingordigia. Lontano,con un cavallo ed un asino, a sentir cantare i grilli d estate,e il batter del picchio su un faggio.

Partirò solo con i miei cani ,se saranno ancora con me, e con chi vorrá sprofondare in questa vita,non importa .L importante è che sarà.

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E’una scelta difficile ed incomprensibile per un sacco di gente,ormai abituata e oserei dire soggiogata ,alla routine e alla comodità razionale del vivere moderno.

E’una scelta dalla quale non si torna più e si devono lasciare un sacco di cose e soprattutto persone,le quali,probabilmente non si rivedranno mai più,almeno in questa vita.

Cosi’ sarà,cari tutti,io non riesco e non voglio oppormi alla logica naturale del semplice e al richiamo della Terra.

Voglio proprio che i miei occhi si spengano appesi al cobalto di un cielo ,anziche verso una freddo soffitto bianco.

Il canto della Terra di Vladimir Vysotsky: (pics by Core)

 

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punti di vista

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