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Archive for the ‘natura’ Category

parco

Si sta discutendo nel consiglio regionale d’Abruzzo una proposta criminale . Tale Ricciuti ,consigliere in carica, ha infatti messo sul piatto un orribile taglio ai confini del Parco. QUATTROMILA ETTARI da regalare ai cacciatori e a speculatori immobiliari, in cambio di….chissacosa e’????

La nostra è la regione dei parchi, che nel futuro dovranno essere dotati di maggiori risorse economiche ed umane. I tre parchi nazionali ed il parco regionale, vero vanto del nostro territorio, dovranno essere messi in rete tra loro, con le riserve Regionali e con i Siti di Interesse Comunitario.”

Questo e’il bel corollario che il governo si vanta di diffondere.

Evidentemente, e come al solito,si predica bene e razzola molto ma molto male e si lascia decidere ad enti locali sul patrimonio di TUTTI e non di quattro persone prezzolate.

Gia’ il Parco d’Abruzzo e’oggetto di ESECUZIONI di specie rarissime come l’Aquila Reale, l’Orso Marsicano,i Lupi da parte dei soliti schizofrenici allevatori di polli o pseudo cacciatori in cerca di putride glorie ed orribili trofei.

Permettere una distruzione simile mette a rischio specie protette sia animali che vegetali ed e’ l’ennesima conferma delle priorita’ della politica nostrana: Speculazioni e tangenti.

“La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali” (M. Gandhi)

Fermiamo questo orrore.

https://secure.avaaz.org/it/petition/Consiglio_regionale_abruzzese_Luca_Ricciuti_IL_PARCO_REGIONALE_D_ABRUZZO_SIRENTE_VELINO_NON_SI_TOCCA/share/

 

MERAVIGLIOSO UPDATE DEL 17.12.2013

Il consiglio regionale d’Abruzzo ha ritirato la proposta di legge per sventrare il Parco Regionale Sirente Velino, dopo la consegna delle firme effettuata direttamente dagli attivisti di Animal Amnesty e di Avaaz

CITTADINI 1 : POLITICA 0

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strascico

La proposta di legge Europea contro la pesca a strascico profonda,non e’ passata per spiccioli di voto.

Complimenti cervelli fini , a voi e a chi vi ha votato. Scaldapoltrone menefreghisti e niente piu’

Per catturare una decina di specie se ne distruggono DEFINITIVAMENTE CENTO.UNO SCEMPIO!!!!

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le condizioni specifiche per la pesca di stock di acque profonde nel Nord Atlantico, nonché disposizioni per la pesca nelle acque internazionali dell’Atlantico Nord-Est e che abroga il regolamento (CE) n 2347/2002. (2012/0179 (COD)).

L’Unione  europea  (UE)  possiede  una  delle  più  grandi  flotte  al  mondo  per  la  pesca  profonda.  E’  già  stato   ampiamente  dimostrato  come  la  pesca  a  strascico  danneggi  fortemente  i  fondali  marini,  tra  cui  le  barriere   coralline,  gli  ecosistemi  di  spugne  e  le  montagne  sottomarine,  e  causi  il  declino  degli  stock  ittici  di   profondità.  Nonostante  l’introduzione  del  sistema  di  accesso  per  la  pesca  di  stock  di  acque  profonde  nel   2002,  volto  a  frenare  la  pesca  eccessiva,  gli  stock  sono  stati  gravemente  impoveriti  nell’Atlantico  nord-­‐ orientale  e  la  cattura  della  maggior  parte  delle  specie  non  è  ancora  stata  disciplinata.   A  oggi,  la  legislazione  in  vigore  nell’EU  non  è  sufficiente  a  proteggere  gli  ecosistemi  marini  vulnerabili  di   profondità  dagli  impatti  negativi  causati  dagli  strumenti  di  pesca  distruttiva,  in  primis  la  pesca  a  strascico   in  profondità.   Esortiamo  dunque  i  politici  dell’Unione  europea  a  svolgere  un  ruolo  forte  e  costruttivo  nella  protezione  di   questi  fragili  ecosistemi,  sia  nelle  acque  europee  sia  in  quelle  internazionali.
Accogliamo  quindi  con  favore  la  proposta  della  Commissione  europea  di  riformare  l’accesso  alla  pesca   degli  stock  di  profondità  tra  cui  la  disposizione  che  richiede  la  graduale  eliminazione,  nel  giro  di  due  anni,   della  pesca  a  strascico  e  reti  da  posta  per  specie  di  acque  profonde1.  Esortiamo  il  Consiglio  dell’Unione  e  il   Parlamento  europei  a  rispettare  questi  impegni  sostenendo  la  proposta  della  Commissione  e  garantendo   una  riforma  ambiziosa  della  gestione  della  pesca  in  acque  profonde.
Sosteniamo  inoltre  la  proposta  attuale  che  consente  ai  pescatori  artigianali  che  usano  metodi  e  attrezzi  da   pesca  selettivi  di  continuare  le  loro  attività  di  pesca  in  modo  sostenibile  e  profittevole  rispettando  i  limiti   dettati  dalle  raccomandazioni  scientifiche.  I  pescatori  artigianali  contribuiscono  notevolmente  al  tessuto   sociale,  economico  e  culturale  delle  comunità  costiere,  soprattutto  in  alcune  regioni  remote  dell’Europa   che  dipendono  dalla  pesca  in  acque  profonde.
Esortiamo  dunque  i  responsabili  politici  dell’Unione  europea  a  migliorare  la  normativa  sulla  gestione   pesca  in  acque  profonde,  al  fine  di:
1.  Porre  fine  alle  pratiche  di  pesca  distruttive  delle  specie  di  acque  profonde  con  un’eliminazione  graduale   e  obbligatoria  della  pesca  di  specie  di  profondità  con  reti  a  strascico  e  reti  da  posta  nel  giro  di  due  anni;
2.  Richiedere  studi  preliminari  d’impatto  per  tutte  le  attività  di  pesca  in  alto  mare;
3. Assicurarsi  che  la  pesca  sia  consentita  solo  se  le  catture,  tra  cui  quelle  accidentali,  possano  essere   limitate  a  livelli  sostenibili  in  conformità  a  una  chiara  comprensione  scientifica  delle  specie  colpite,  e   garantire  che  le  attività  di  pesca  in  acque  profonde  siano  gestite  in  modo  da  ridurre  al  minimo  o  evitare  la   cattura  di  specie  vulnerabili,  minacciate  o  in  pericolo;
4. Assicurarsi  che  tutte  le  attività  di  pesca  in  acque  profonde  siano  gestite  in  modo  da  prevenire  impatti   negativi  sugli  ecosistemi  vulnerabili  come  coralli,  spugne  e  montagne  sottomarine.

http://www.savethehighseas.org/EU/

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abete

Report della Forestale: Natale , venduti 6 mln di abeti. giro di affari di 150 mln di euro.Un mezzo Olocausto anche questo.

Molto bene

gia’ ne abbiamo in “abbondanza”, gia’ ne muoiono per le maledette piogge acide,gia’ ne vengono tagliati per costruire i soliti residence in cartongesso, vista valle, immancabilmente sfitti,gia’ ne vengono tagliati per costruire l’ennesima arteria di asfalto per portare sfaticati montanari della domenica in quota,gia’ ne vengono bruciati in caminetti “tanto per atmosfera”,gia’devono far spazio a coltivazioni OGM,gia’ danno fastidio ad antenne ,antennone e cavi vari,

insomma ,sembra che i nostri cari abeti siano un bel problema allo “sviluppo”

Per un paio di settimane vengono vestiti a festa e coccolati, adornati di ogni ben di dio

E poi cosa centrano con il Natale? Cosa centrano pure i rami degli ulivi a Pasqua?

Tradizioni?Religione?Osservanze? Quale Dio ne contempla la distruzione o il semplice utilizzo consumistico usa e getta? Quale Dio contempla il continuo stupro della Natura e dei suoi abitanti?

MA LASCIATELI DOVE SONO!!! Sono i nostri polmoni.Sono una delle ultime difese alla degenerazione climatica voluta e causata dall’homo sapiens

Quale Dio sarebbe daccordo?

Lasciateli dove sono,semmai andate a trovarli sui loro pendii, in una salutare passeggiata dopo le vostre mega abbuffate festive e RINGRAZIATELI.

Se proprio non ce la fate e siete dei senzadio, almeno non gettateli nei cassonetti dopo la festa ma ripiantateli da qualche parte,non causate sempre del male DAI.

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Aquila

Una maestosa Aquila Reale di 2 o 3 anni è stata assassinata a Spoleto. Le hanno sparato a bruciapelo a non più di 20 metri nel giorno di pre-apertura della caccia.Sparato tanto per maledetto piacere e poi ,come al solito, sparire nell’anonimato meschino di gente senza palle e con occlusioni cerebrali persistenti.

Non ci sono scuse , ne abbagli.

Il maestoso e regale volo di un aquila si nota a km e non da pochi metri. E’ evidente che l’immondo gesto sia voluto e determinato. Forse per avere uno squallido trofeo in casa, forse per vantarsi al bar tragugiando bicchieri di rosso.

Questo è un gesto che non vale sanzioni,denunce,ritiri porto d’armi. Questo merita carcere per direttissima, ma, come al solito nel nostro Belpaese , tutto si risolverà con un indultino,o una prescrizione(se li prendono).Fosse per me,sarei per il ripristino di soluzioni medioevali per questi crimini,che so, la gogna in piazza per qualche mese,oppure appeso in una gabbia a qualche merlo di un bastione, tanto per riflettere, magari con qualche cagatina di uccello che ci cade sopra ogni tanto.

Non succederà niente,perchè sebbene siano 700.000 circa(quelli uficiali), i cacciatori in Italia,contano come 7.000.000. Sono intoccabili.

Molti dicono di non generalizzare,di non fare di tutta l’erba un fascio:non sono tutti così.

Potrebbe essere,ma sarebbero davvero pochissimi.

COSI’POCHI COME LO SONO LE AQUILE REALI.

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olio di palma_

per me lo è

  • il suo elevato contenuto di grassi saturi, che può raggiungere anche il 50% nel caso dell’olio di palma derivato dai frutti e l’80% nell’olio di palmisto, derivato dai semi.non è purtroppo controbilanciato
    cole

    formazione di ostruzione coronarica derivante da accumulo di lipidi nel sangue

    da un’adeguata presenza di acidi grassi polinsaturi benefici, ritenuti in grado di tenere sotto controllo i livelli del colesterolo LDL . Proprio per la particolare composizione chimica, l’olio di palma e palmisto, l’olio di cocco, benché di origine vegetale, si rivelano tra i più aterogeni (ossia favoriscono la deposizione di grasso nei vasi sanguigni).

  • è il maggior responsabile della deforestazione sistematica del pianeta.Pur di coltivarlo, governi senza scrupoli distruggono tutto il patrimonio delle foreste pluviali. quando non ci pensano i bulldozder, ci pensano gli incendi dolosi che bruciano qualsiasi forma di vita presente.
  • L’OLIO DI PALMA DI PALMA UCCIDE GLI ELEFANTI
    In Malesia, secondo produttore mondiale di olio da palma, 5 milioni di ettari di foresta sono stati rubati a piante e animali, anche in via d’estinzione, per trasformarli in piantagioni di olio da palma.
    Gli elefanti pigmei, una rara specie di elefante della foresta, vengono avvelenati con veleno per topi per impedire loro di mangiare i frutti della palma.
    Nella foto un cucciolo di elefante cerca disperatamente di rianimare sua madre con la proboscide. L’elefantessa è morta per avvelenamento insieme ad altri 13 esemplari di elefante pigmeo, una rara specie di elefante della foresta, perché considerata dannosa per le piantagioni.
    BOICOTTA L’OLIO DI PALMA: per la salute, per gli animali, per l’ambiente

    orangospaventato

    Orango divorato da incendio doloso

  • L’olio di palma trova inoltre impiego al di fuori dell’industria cosmetica ed alimentare, ad esempio nella produzione di biodiesel. Il biocarburante ottenuto a partire dall’olio di palma è stato però bollato dalla U.S. Environmental Protection Agency come non ecologico, in quanto la sua produzione è causa di emissioni di anidrdide carbonica superiori a quanto consentito
  • le aziende lo utilizzano per creare dei profitti superiori,in quanto a basso costo, disinteressandosi delle problematiche legate alla salute degli utilizzatori,consapevoli anche che per la sua coltivazione e raccolta vengono utilizzati degli schiavi sottopagati,spesso e volentieri anche bambini.
  • il nostro Bel Paese è uno dei piu’ grandi utilizzatori:Le stime dicono che la domanda raddoppierà entro 20 annie triplicherà entro il 2050. Intanto nuove piantagioni sorgono dall’Africa all’America Latina. In tutto questo l’Italia gioca un ruolo di primo piano. Con oltre 40mila tonnellate (10mila in più rispetto al 2006) il nostro Paese si è confermato nel 2007 terzo importatore europeo di olio di palma, soprattutto da Papua Nuova Guinea e Indonesia, un po’ meno dalla Malesia (dati Istat). L’85% è finito all’industria alimentare, e infatti la palma è dappertutto. C’è olio di palma in tutte le bottiglie rosse di olio per friggere, nella “croissanteria” e nelle margarine, nel Kitkat e nelle Pringles. Usano olio di palma la maggior parte delle friggitorie che vendono patatine e fritti vari e tutta la panificazione pronta, quella da scaldare tipica dei bar. Il più grande importatore (e raffinatore) di olio di palma è la Unigrà di Conselice (Ra), che oggi raffina oli e grassi e conto terzi produce margarine, semilavorati in polvere, cioccolato e surrogato, creme vegetali. Al secondo posto, la Ferrero, quella della Nutella. Altri grandi consumatori sono Barilla e Bauli, questa specie dopo l’acquisizione della Casalini, uno dei maggiori produttori italiani di merendine.
le

le “qualita’” dell olio di palma.

ovviamente,come in tutte le cose, ci sono anche i fautori ,pseudo-salutisti,che spergiurano sulla infondatezza delle ,sempre piu’, critiche negative.

Come la vedo io è semplice: un prodotto che gronda sangue in abbondanza di animali innocenti uccisi ed arrostiti senza pietà,un prodotto che ingoia maestose vegetazioni,utilissime al nostro pianeta in rovina,un prodotto che sfrutta generazioni di schiavi per la coltivazione e raccolta,un prodotte che arricchisce pochi e impoverisce molti sottraendo terre da coltivare e risorse..

NON MERITA NEMMENO UN SECONDO DEL MIO PENSIERO.

foresta distrutta per dare spazio a queste palme da olio

foresta distrutta per dare spazio a queste palme da olio

Nel mio piccolo cerco di boicottare il piu’ possibile, se vedo tra gli ingredienti la dicitura Olio di palma oppure Olio di origine vegetale,lascio tutto sugli scaffali.

ps: normalmente  la presenza di olio di palma viene indicata sull etichetta degli ingredienti.Da qualche tempo,dopo pressioni e campagne, la dicitura viene sostituita con un vago “olio vegetale o di origine vegetale”,come nel caso di Nutella,tanto per confondere le idee. Io evito sempre

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