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Archive for luglio 2014

RAINBOW WARRIOR DI GREENPEACE ,per la prima volta nel Mediterraneo,controlla la Piattaforma Edison al largo delle spiagge abruzzesi. Il campo petrolifero di Rospo Mare si trova nell’offshore Adriatico di fronte alla costa abruzzese, a circa 20 km a est della città di Vasto. Il campo è costituito da tre piattaforme petrolifere e una nave di stoccaggio. (Una piattaforma, quella che si trova più a nord, è compresa nella Regione Abruzzo mentre le altre due piattaforme e la nave di stoccaggio, l’Alba Marina, sono comprese nel territorio della Regione Molise). Il Campo Rospo Mare è in produzione dal 1982 e ha estratto sino a oggi 92 milioni di barili di olio.

NON È UN PAESE PER FOSSILI

Renzi vuole trivellare i nostri mari e puntare sull’energia inquinante. Noi stiamo con chi ogni giorno paga le conseguenze delle fonti fossili. Tu?


Multinazionali energetiche e governi ci raccontano che carbone, petrolio, gas e nucleare sono necessari e sicuri, ma la verità è una sola: provocano guerre, inquinamento, malattie e una moltitudine di costi per i cittadini. Basta, è giunto il momento di voltare le spalle alle fonti fossili! Come cittadini è nostro diritto e dovere chiedere per l’Italia e l’Europa un futuro pulito e sicuro. Esistono energie che sono rinnovabili, efficienti, accessibili a tutti e senza effetti collaterali per l’uomo e l’ambiente.

Facciamo capire ai politici e alle aziende che non possono giocare con il nostro futuro e che l’energia verde è l’unica che vogliamo.

Firma ora, chiedi all’Europa di scegliere la strada dell’energia rinnovabile e dell’efficienza energetica.

firma la Dichiarazione di Indipendenza dalle fonti fossili

Un disastro ambientale nel Mediterraneo avrebbe conseguenze DRAMMATICHE

VOGLIAMO RISCHIARE CHE SUCCEDA QUESTO ANCHE NEL NOSTRO MARE?

VOGLIAMO RISCHIARE CHE SUCCEDA QUESTO ANCHE NEL NOSTRO MARE?

 

IN ITALIA PER LA PRIMA VOLTA LA MERAVIGLIOSA RAINBOW WARRIOR

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Spiaggia delle Pergole; Belmonte;Agrigento;Sicilia;Italia:PURTROPPO SI SIAMO PROPRIO IN ITALIA

Spiaggia delle Pergole; Belmonte;Agrigento;Sicilia;Italia:PURTROPPO SI SIAMO PROPRIO IN ITALIA

E’ una maledetta lotta. Ogni giorno migliaia di militanti,volontari ambientalisti, amanti della natura,persone civili,persone normali, si fanno un culo quadro SOLO per avere un mondo piu’ pulito e rispettoso ,senza nulla in cambio,ed una maledizione bubbonica di incivili,arroganti menefreghisti se ne sbattono e trattano CIO’ CHE E’ DI TUTTI,come la loro sozza dimora.

Il problema piu’ grande e’ che le Istituzioni,gli Enti , politici LASCIANO MALEDETTAMENTE FARE. Niente sanzioni,niente prese decise di posizione. Il nulla ,come quello che presenzia nel cervello di chi solo pensa di fare una cosa simile,considerandola normale .

N O N  C I  S O N O  P A R O L E, purtroppo

Ohhh MAMMA NATURA, mi senti????

Un piccolo tsunamino ,tanto per fare un po’ di pulizia, eddai per favore.

 

 

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C’e’ da imparare molto in materia di riciclo materiali nel nostro Bel Paese. Oddio, i cittadini sarebbero anche disposti, se, come in questo caso, ci guadagnano anche qualcosina ,sono le amministrazioni locali,regionali,statali, che non hanno ,diciamo “voglia” di imparare, in sostanza, MANCA LA VOLONTA’POLITICA (come al solito da Noi).

REVERSE VENDING cos’e’?

Un cassonetto intelligente, in inglese reverse vending machine (ovvero tradotto letteralmente: macchina per la vendita al contrario), è un dispositivo che accetta bottiglie usate (vuote) e restituisce denaro all’utente (cioè l’inverso del tipico ciclo di vendita). Questi cassonetti sono diffusi in genere in paesi che hanno leggi sul riciclo obbligatorio o legislazione concernente i vuoti a rendere. In alcuni posti, gli imbottigliatori contribuiscono a dei fondi comuni che poi rimborsano le persone che riciclano i contenitori. Ogni fondo in eccesso viene poi usato per la pulizia generale dell’ambiente. In altri posti, come la Norvegia, lo stato obbliga i venditori a pagare per il riciclo delle bottiglie, ma lascia il sistema nelle mani dell’industria privata.

I principali venditori di cassonetti intelligenti sono la norvegese Tomra, la tedesca Wincor Nixdorf, la statunitense Envipco, l’australiana Envirobank e l’inglese Reverse Vending Corporation.

Funzionamento

L’utente riciclatore pone le bottiglie/lattine vuote nell’apertura di ingresso; il sistema di alimentazione orizzontale permette all’utente di inserire i contenitori uno in seguito all’altro. In un sistema alternativo, che si può riscontrare in molte macchine di generazione precedente, l’utente deve aprire una porta a mano e inserire le bottiglie vuote in una scodella. La macchina, per garantire la sicurezza all’operatore, in quel momento si blocca. Quando la porta viene chiusa, il processo può continuare. La bottiglia/lattina viene quindi automaticamente ruotata; questa viene quindi scansionata da uno Scanner Omnidirezionale di UPC, che rileva l’etichetta del contenitore.

Una volta che il contenitore è stato identificato, (confrontandolo con un database) ed è stato determinato che si tratta di un contenitore approvato, questo viene processato e normalmente compresso (per i contenitori monouso) per ridurne l’ingombro, per evitare la perdita di liquidi e per aumentarne la capacità di stoccaggio. I contenitori riutilizzabili (refillable) vengono accantonati e ordinat a mano per essere poi riportati all’azienda imbottigliatrice. Le macchine possono usare anche metodi di riconoscimento del materiale invece o assieme al lettore di codici a barre se necessario.

In alcuni paesi europei, Germania, Norvegia, Finlandia e Svezia su tutti, il riciclaggio è divenuto un vero e proprio business, infatti, già da anni oltre alla raccolta differenziata base, esistono delle macchine automatiche che pagano i tuoi rifiuti: 0,25€ per ogni bottiglia di plastica e 0,08€ per ogni bottiglia di vetro.
Questo significa che il rifiuto viene considerato come una ricchezza! Persone povere, ma non solo, raccolgono rifiuti gettati a terra per riconvertirli in denaro.
In Norvegia, ma in generale in quasi tutti i paesi del nord Europa ipunti di raccolta automatici dei rifiuti rappresentano già da tempo una realtà concreta, che hanno lo scopo oltre a far guadagnare il cittadino, di promuovere comportamenti civili e responsabili della popolazione.

Altro piccolo dettaglio che incentiva il consumatore a restituire il vuoto si trova sull’etichetta ove è indicato il prezzo, in questa è evidenziato il costo del contenuto e il costo del contenitore oltre il prezzo totale.

Sensibilizzare i consumatori è sicuramente una cosa importante ma per estendere anche alla grande distribuzione questo principio di riciclo e di raccolta differenziata è stata emanata nel 2009 una legge che obbliga i produttori/distributori di merce confezionata a garantire la raccolta differenziata.

Quindi di solito nei punti vendita in prossimità dell’uscita, dopo le casse c’è una sorta di isola ecologica dove è possibile smaltire gli imballaggi prima di portarseli a casa. Dovendo pagare le società dedite allo smaltimento, le grandi catene tedesche fanno pressione sui fornitori per quantità e qualità degli imballaggi che vengono così ridotti al minimo possibile, alleggerendo discariche e inceneritori.

RICICLO E MI FACCIO PURE LA SPESA GRATIS

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Nave da crociera ,accarezza S Marco e il Canal Grande a Venezia.Il vizietto non si leva facilmente

Nave da crociera ,accarezza S Marco e il Canal Grande a Venezia.Il vizietto non si leva facilmente

E’ appena passato lo show mediatico del recupero della Concordia, in pompa magna, con autorita’ che non sono ancora riuscite a mettere in gattabuia i colpevoli.Beh,non c’e’ da stupirsi, e’ una “meravigliosa” attitudine governativa quella di allungare all impossibile i processi per strage. Ustica dice niente?Piazza della Loggia dice niente?La stazione di Bologna dice niente?Il disastro ferroviario in Versilia dice niente?

Cosi’ sara’ per l inchino del Giglio. Intanto i capitani coraggiosi che arraffarono la scialuppa prima degli altri ,dopo aver causato disastro e morti INUTILI ED INNOCENTI,se la tirano abbronzati in locali ,facendo selfie a destra a manca.

Hanno imparato qualcosa da quella maledetta tragedia?

NOOOOOOOOO!

Molte persone non lo sanno, ma giusto giusto, un anno fa, qualcosa di simile stava per succedere a Venezia

ecco il racconto di testimoni

“Inchino” spaventoso di una nave da crociera arrivata a non più di venti metri da Riva Sette Martiri, a pochi passi da Piazza San Marco, a Venezia. A denunciarlo al sito Ansa.it è l’assessore Gianfranco Bettin. Che racconta: “Attorno alle 11 la Carnival Sunshine, delle Carnival Cruise Lines, (oltre 102mila tonnellate di stazza, lunga 272 metri e larga 35 e alta 62), una della grandi navi da crociera che quotidianamente in questa stagione partono o arrivano a Venezia, secondo le testimonianze che ci sono giunte, è passata a non più di una ventina di metri da Riva dei Sette Martiri”. Forse, prosegue Bettin, “si è trattato di un errore di manovra, che tra l’altro ha stretto tra nave e riva un vaporetto pubblico e altre imbarcazioni”. Ma insiste, bisogna sapere “quale sia la vera ragione di questo passaggio ravvicinato che più che un inchino, assomiglia a uno struscio molesto quanto rischioso”. A testimoniare questo pericoloso inchino, il video girato dallo scrittoreRoberto Ferrucci pubblicato su Youtube: “Ero seduto al bar a leggere, come faccio spesso, e ho visto ‘scodare’ la nave: anzichè passare al centro del canale ha sfiorato la riva, stringendo per di più pericolosamente un vaporetto dell’Actv. E’ stato impressionante”.

Guardate il video ,poco ci mancava che sto cazzo di capitano schiacciasse il vaporetto come un hot dog.

 

La finiremo prima o poi o no? O abbiamo bisogno di nuovi morti per nuove audience ?

Criminali ,solo criminali,compresi quelli che perseverano a non prendere provvedimenti seri.

 

 

questi i nomi delle povere anime sacrificate da comandanti ed armatori senza scrupoli,per quella maledetta “tradizione” dell’inchino

MICHAEL BLEMAND, 25 anni, tecnico informatico, francese, scomparso con la fidanzata
THOMAS ALBERTO COSTILLA, 49 anni, peruviano, laureato in antropologia, lavorava come addetto alle pulizie per la Costa
MARIA D’INTRONO, 30 anni, di Biella, aveva paura del mare
ERIKA FANI, 35 anni, peruviana di Cuzco, laureata in turismo, era imbarcata come barista
SANDOR FEHER, 38 anni, ungherese, imbarcato come violinista
GIUSEPPE GIROLAMO, 30 anni, italiano di Alberobello, imbarcato come musicista, ha ceduto il posto sulla scialuppa a un bambino
GABRIELE GRUBE, 52 anni, tedesca di Oberasbach, in crociera con la migliore amica
BARBARA e GERALD HEIL, 66 anni e 70 anni, statunitensi del Minnesota
MYLENE LITZLER, 23 anni, francese di Val d’Oise, imbarcata con il fidanzato Michael Blemand
GIOVANNI MASIA, 86 anni, italiano di Portoscuso, in Sardegna
RUSSEL TERENCE REBELLO, 32 anni, indiano, cuoco di bordo, unico disperso di cui non è stato ritrovato il corpo
FRANCIS SERVEL,71 anni, francese dell’alta Garonna, ex pilota militare, rinunciò al giubbotto di salvataggio per darlo alla moglie
MARIA GRAZIA TRECARICHI, 50 anni, di Enna, il suo corpo è stato l’ultimo a essere recuperato
LUISA ANTONIA VIRZÌ, 49 anni, di Enna, era in crociera con l’amica Maria Grazia Trecarichi
DAYANA ARLOTTI (5 anni) e il papà WILLIAMS, riminese di 36 anni: malato di diabete, era tornato con la figlia a prendere i farmaci in cabina
ELISABETH BAUER, 79 anni, tedesca
HORST GALLE, 66 anni, tedesco, morto con la moglie Margrit
JOSEF NORBERT GANZ, 72 anni, tedesco, festeggiava le nozze d’oro con la moglie Christina
CHRISTINA MATHI GANZ, 72 anni, tedesca, festeggiava le nozze d’oro con il marito, anche lui scomparso
JEANNE GREGOIRE, 70 anni, francese di Audeux, insegnante in pensione
PIERRE GREGOIRE, 69 anni, francese di Besançon, falegname in pensione, scomparso con la sorella Jeanne
GUILLER MOGUAL, 66 anni, spagnolo di Maiorca, appassionato di viaggi in Italia
EGON HOER,74 anni, pensionato tedesco di Maintal
JEAN PIERRE MICHEAUD, 62 anni, francese di La Rochelle, assicuratore
MARGARETHE NETH, 70 anni, pensionata tedesca
INGE SCHALL, 72 anni, tedesca, in crociera con il compagno, sopravvissuto al naufragio
MARGRIT SCHROETER, 60 anni, tedesca di Berlino. Era in viaggio con il marito
SIGLINDE STUMPF, 67 anni, tedesca, invalida con problemi motori
BRUHILD WERP, 68 anni, tedesca, era partita in crociera con il marito dopo un viaggio in Argentina
JOSEPH WERP, 73 anni, tedesco, pensionato, marito di Bruhild
ISRAEL MORENO, 41 anni, spagnolo della Galizia. È Il sub morto dissanguato mentre lavorava nel relitto

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Una ricerca studio dell UNI di San Diego California ,pubblicato dal Journal of the Academy of Nutrition and Dietetics, sancisce che quasi un terzo dei  genitori di bambini obesi, pensa che i loro figli siano effettivamente in piena salute e rifiutano categoricamente qualsiasi intervento medico per rimediare .I dati riguardano 202 genitori di ragazzi con eta’ media 14 anni ,variabile tra 4 e 20 anni, che erano stati in cura in una clinica per l obesita’, il 94% dei quali clinicamente obeso.Il 31% di questi genitori ha risposto ai ricercatori che il proprio figlio era in perfetta salute.

La ricerca ha anche verificato che i genitori preferiscono far cambiare dieta, il 61% ci ha provato, rispetto a far fare ai figli più esercizio (solo il 41%), con le percentuali che scendono ulteriormente se anche loro hanno problemi di peso. Il risultato riflette quello di un altro studio, pubblicato dalla rivista Pediatrics, secondo cui metà dei genitori con un figlio sovrappeso o obeso pensa invece che sia perfettamente in linea.

In Italia 3 bambini su 10 sono in sovrappeso o soffrono di obesita’.

E’ chiaro che un bimbo non riesce autonomamente a frenare i propri slanci alimentari,in particolar modo per cibi dolci o cibi particolarmente intriganti,come quelli dei fast food e che non c’e’ una ferma presa di posizione da parte della maggior parte dei genitori. E’ altrettanto chiaro che non esiste una cultura particolarmente positiva riguardo ai problemi alimentari e loro conseguenze da parte della maggior parte dei genitori,ancora legati all arcaico concetto del piu’si mangia,piu’ si sta bene. Concetto, questo,particolarmente inadeguato al giorno d oggi, dove le proprieta’ e gli ingredienti  di buona parte dei cibi confezionati o serviti dalle grande distribuzioni, non sono sempre delle migliori qualita’. Guarda qui,oppure qui.

Io penso che sarebbe opportuno creare una campagna a tutto campo:media,asili,scuole,anche porta a porta,perche’ no.

Una campagna che contribuisca a limitare apporti calorici eccessivi e dannosi nel delicato periodo della crescita ,per evitare l insorgere di patologie gia’ in una fase molto critica dello sviluppo. Si potrebbe fare,anche se le ossessive strategie della multinazionali alimentari , create ad hoc da “bande” di psicologi asserviti alla globalizzazione, sono accattivanti e fuorvianti.

Genitore, usa davvero la testa quando si tratta di tuo figlio, non lasciare che “altri” la usino al tuo posto, l unico interesse che dimostrano verso i bambini e ‘ quello legato al profitto di aziende alientari e ,perche’ no, farmaceutiche, ma questo e’ un altro spinoso argomento e ci vorrebbero pagine intere per discuterlo .

 

 

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Ci sono comuni che,in barba ai nuovi regolamenti proposti inerenti all accesso di animali domesti nei luoghi pubblici,tirano diritto per la loro strada e vanno in controtendenza, vietando sempre piu’ aree pubbliche,anche strade e piazze, al passaggio dei cani.

Le solite scuse sono legate alle deiezioni dei quattrozampe e alla maleducazione di qualche padrone.

Divieti che vanno in contrasto con i nuovi regolamenti proposti da AIDAA ed ANCI,vi riporto di seguito un estratto:

La nuova normativa predisposta dalla Fiadaa (Federazione italiana associazioni diritti animali e ambiente) e dall’Anci(Associazione nazionale comuni italiani) sulla detenzione di animali domestici abbatte qualsiasi divieto di accesso ai luoghi pubblici: cani e gatti (e non solo) potranno così entrare all’interno di qualsiasi spazio pubblico (dalle spiagge ai bar), senza impedimenti.

Stando a quanto afferma il testo proposto, i Comuni riconoscono la valenza sociale del rapporto tra gli esseri umani e gli animali di affezione, operando affinché il rispetto verso cani e gatti sia promosso anche nel sistema educativo, a partire dalla scuola dell’infanzia ed elementare. Il regolamento punta anche a “educare” i proprietari di cani, responsabilizzandoli per quanto attiene la custodia, il controllo della riproduzione, le precauzioni contro i danni a terzi o le aggressioni.

Ecco alcune delle prescrizioni previste: scatta pertanto il divieto di legare gli animali con catene, la loro vendita a minorenni, la detenzione nell’ipotesi in cui si siano riportate delle condanne, e ancora il maltrattamento e – naturalmente – la loro uccisione. Pene previste anche per chi li lascia abitualmente soli, o per chi li utilizza per l’accattonaggio. Sarà inoltre vietato offrire in omaggio o in premio gli animali domestici, come purtroppo accade in tante lotterie paesane.

Ancora, il regolamento prevede che qualora il detentore – per seri e comprovati motivi – non sia più in grado di mantenere l’animale, può darne comunicazione alla Asl e al Comune affinché le strutture (pubbliche e private) possano gestire l’accoglienza. Il regolamento riconosce infine la figura del cane di quartiere, o cane libero accudito, con condizioni per il riconoscimento definite dal servizio veterinario delle Asl competenti.

 

estremamente nocivi per la nostra salute.  è emerso che  ben il 70% dei carrelli della spesa presenza sull’ impugnatura tracce di batteri Escherichia coli, salmonella, staphylococcus, virus influenzali e gastrointestinali ecc.

estremamente nocivi per la nostra salute. è emerso che ben il 70% dei carrelli della spesa presenza sull’ impugnatura tracce di batteri Escherichia coli, salmonella, staphylococcus, virus influenzali e gastrointestinali ecc.

meglio non farlei entrare, mica vorrete che si becchino tutti sti virus..o no?

Libere considerazioni.

Sono daccordo sul fatto che esistono padroni(che brutto termine pero’) maleducati che lasciano le cacche a terra e che compromettono tutto il comportamento di persone educate come tantissimi possessori di animali. Basterebbe sanzionarli seriamente come succede all estero , mettere anche qualche cestino in piu’ e aree dedicate ai cani.

spiaggia per cani

spiaggia per cani

Seguendo la logica del divieto assoluto di alcuni comuni ,bisognerebbe inibire l accesso ,oppure condotti al guinzaglio, anche alle seguenti categorie:

personaggi delle movide e feste notturne,”educatissimi”

amanti o maiali “educatissimi”

frequentatori giardini pubblici”educatissimi”

 

passeggeri di bus “educatissimi”

automobilisti “educatissimi”

fumatori “educatissimi”

 

parcheggiatori “educatissimi”

Di esempi ce ne sarebbero a bizzeffe. Persone “educatissime” oltre ai possessori maleducati di cani ce ne sono a migliaia,allora perche’ colpire e penalizzare solo gli amici di Fido? Per pura democrazia, allora, dovremmo mettere divieti per tutte le categorie sopraelencate e mi sa, che le citta’ si svuoterebbero in fretta.

Cari Sindaci, ripigliatevi va, un cane,con un “padrone” intelligente e’ meglio di certe e tante persone di sicuro.

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Sempre piu’ si maledicono i mutamenti climatici appellandosi ad entita’ e,o cause soprannaturali. Non c’e’ niente di soprannaturale e nemmeno i santi in paradiso ne han colpa o ci possono far qualcosa,loro lo sanno bene che la colpa e’ solo ed esclusivamente dell’homo sapiens e della sua sfrenata ambizione senza limiti che rasenta,sempre piu’,la follia.

Fino al secolo scorso i cambiamenti climatici erano dovuti a cause naturali ma, per gli ultimi 150 anni, la comunità scientifica li ritiene dovuti all’azione dell’uomo, sotto forma di alterazione dell’effetto serra.

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Se c’e’ qualcuno da ringraziare, per un luglio piovoso o un novembre caldo, sono solo i finti dominatori del mondo:I signori del G8. Gente che sempre piu’ rimanda il controllo di emissioni nel nome dello sviluppo e della crescita e ,in particolar modo,del profitto.Se sono li da parecchio tempo a rimpinzarsi le pance ,e sempre gli stessi, e’ perche’, tutto sommato, e’ anche causa nostra .Noi che continuiamo a seguire le sfrenate strategie consumistiche,noi che vogliamo sempre cose superflue,noi che snaturiamo il nostro modo di alimentarsi,di vestirsi,di agire. NOI CHE LI VOTIAMO sempre e comunque ed ascoltiamo a bocca aperta i loro rendiconti e giustificazioni sparati da media compiacenti,spesso di regime,sul nostro ultimo LCD a 50 pollici o sul nostro nuovo smartphone.

Ci fa comodo cosi’. Nemmeno ci passa per la mente di voler cambiare,anzi,vogliamo solo “progredire”,vogliamo toglierci inutili e dannosi sfizi. Non ci passa nemmeno per la mente che questa continua ricerca a chissa’ cosa,significa sofferenza per la massa,sofferenza per il mondo animale,sofferenza per il mondo vegetale, sofferenza che,purtroppo,ha intrapreso il punto di non ritorno.

SI,LA TERRA HA VALICATO IL PUNTO DI NON RITORNO e non riesce piu’ a generare “in tempo” quello che il genere umano consuma..consuma..consuma.

Si contano 29 chili di suolo, 2.2 tonnellate di acqua e 4.1 litri di gasolio consumati giornalmente da ogni singola persona del Pianeta.

Un dato allarmante quindi, soprattutto se si moltiplicano questi valori per l’intera popolazione mondiale. Sette miliardi di uomini consumano una porzione gigantesca e impressionante della Terra ogni giorno.

La quantità di cibo e di materie prime divorate giornalmente da ognuno di noi è quindi davvero inaspettata e colpisce delle risorse non rinnovabili e non sostituibili.

L’analisi è stata presentata in questi giorni da Julian Cribb, scrittore e divulgatore scientifico, alla seconda conferenza australiana di scienze a Canberra (la Earth System Outlook).

Gli scienziati si sono riuniti per affrontare il problema dell’impatto sul Pianeta da parte delle attività umane che, a partire dalla rivoluzione industriale, hanno modificato profondamente l’atmosfera, il clima e il suolo, hanno ridotto la diversità della biosfera e alzato il livello delle acque del mare.
In un’epoca definita per questa ragione ”antropocene” gli impatti delle attività umane diventano pericolosi quando il cambiamento indesiderato risulta essere ingestibile.

La situazione è allarmante se si pensa ai dati forniti dalla Fao, la quale rivela che già la metà del pianeta è degradata e la Terra continua a perdere dai 75 ai 100 miliardi di tonnellate di suolo ogni anno, finiti principalmente in mare. Ma ciò che è peggio è che sono necessari migliaia di anni perchè si riformino.

Infine, i 4 mila chilometri cubi di acqua estratti annualmente dal sottosuolo, e il rapido consumo di petrolio con l’incessante sviluppo dell’industria automobilistica, indicano che l’impatto potrebbe essere disastroso.

Secondo Cribb il punto di non ritorno relativo al sistema-cibo mondiale sarà raggiunto nel prossimo mezzo secolo, a meno che non vengano attuati piani e cambiamenti radicali e globali nell’agricoltura industriale, nelle città e nell’alimentazione.

Oggi forse una possibilità c’è ancora. Secondo lo scienziato siamo ancora in tempo per risolvere il problema, ma i cambiamenti devono essere globali e repentini.

Lo ha sostenuto anche nel suo libro The Coming Famine: the global food crisis and how we can avoid it, pubblicato nel 2010. In esso Cribb accusava soprattutto il sovraconsumo e la crescita mondiale della popolazione, e proponeva la crescita del 300% dell’acquacoltura, lo sviluppo della produzione delle alghe (nell’alimentazione e nella produzione di combustibile e plastiche), lo sviluppo dell’agricoltura urbana e la diversificazione delle colture.
Rivela infatti, che ”ci sono 25 mila piante commestibili sul pianeta Terra, e il 99% di esse sono sconosciute alla maggior parte della popolazione”, un potenziale alimentare ancora da scoprire.

Se non verrà attuato un piano immediato la situazione potrebbe peggiorare e innescare un processo incontrollabile e disastroso.

In climatologia il termine mutamenti climatici indica le variazioni a livello più o meno globale del clima della Terra, ovvero variazioni a diverse scale spaziali e storico-temporali di uno o più parametri ambientali e climatici: temperature (media, massima e minima), precipitazioni, nuvolosità, temperature degli oceani, distribuzione e sviluppo di piante e animali (cambiamento dei valori medi). Secondo il Quinto Report sui cambiamenti climatici dell’Intergovernmental Panel on Climate Change, “Il riscaldamento del sistema climatico è in equivocabile, e, dal 1950, molti dei cambiamenti osservati sono senza precedenti nei precedenti decenni e millenni. L’atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, la massa di neve e ghiaccio è diminuita, il livello del mare è aumentato, e le concentrazioni di gas ad effetto serra sono aumentate.[1]

A volte questo termine viene utilizzato come sinonimo di riscaldamento globale, ma in realtà genericamente esso comprenderebbe in sé anche le fasi di raffreddamento globale e la modifica dei regimi di precipitazione. La Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (United Nations Framework Convention on Climate Change o UNFCCC) utilizza il terminemutamenti climatici solo per riferirsi ai cambiamenti climatici prodotti dall’uomo e quello di variabilità climatica per quello generato da cause naturali. In alcuni casi, per riferirsi ai mutamenti climatici di origine antropica si utilizza l’espressione mutamenti climatici antropogenici. Grazie alla paleoclimatologia, la scienza che studia il clima passato della Terra, si sa infatti che la storia climatica della Terra attraversa continue fasi di cambiamenti climatici più o meno rapidi e più o meno ciclici, passando da Ere Glaciali ad Ere Interglaciali (considerando milioni di anni), daPeriodi glaciali a Periodi interglaciali (considerando migliaia di anni), da momenti di raffreddamento a momenti di riscaldamento (considerando decine e centinaia di anni).

Molti dei parametri che influenzano il clima sono in lento, ma continuo mutamento (attività solare, caratteristiche atmosferiche, parametri interni o esterni al pianeta,…) tanto che il clima di per sé non ha mai un carattere puramente statico, ma è sempre in fase di cambiamento, più o meno lento e sul medio-lungo periodo, alla ricerca di un nuovo equilibrio all’interno del sistema climatico passando da fasi più calde a fasi più fredde.

Nello studio dei mutamenti climatici bisogna considerare questioni pertinenti ai più diversi campi scientifici con caratteristiche tipiche di interdisciplinarità: Meteorologia, Fisica, Oceanografia,Chimica, Astronomia, Geografia, Geologia e Biologia comprendono molti aspetti correlati a questo problema, che può essere quindi considerato squisitamente di ambito multidisciplinare. Le conseguenze sulla comprensione o meno dei problemi correlati ai mutamenti climatici hanno profonde influenze sulla società umana, che deve confrontarsi con essi anche dal punto di vistaeconomico e politico.

In generale nello studio di un cambiamento climatico si evidenziano due distinte fasi: la rilevazione (detection) dell’avvenuto mutamento climatico, in genere facendo riferimento all’analisi diserie storiche dei dati atmosferici e che costituiscono dunque le evidenze sperimentali, e l’attribuzione (attribution) delle cause di tale mutamento, sulla scorta di studi mirati, che possono essere naturali e/o antropiche.

Quando un mutamento climatico avviene a scala temporale ristretta, ad esempio stagionale o annuale, si parla più propriamente di anomalia climatica tipicamente rientrante all’interno dellavariabilità climatica se non addirittura nella variabilità meteorologica della circolazione atmosferica (anomalia meteorologica).

Non c’e’ niente da fare? Possiamo fare ancora qualcosa?

si.Iniziando a modificare il nostro stile di vita ,a rispettare il mondo animale e vegetale,a rispettare la natura tutta.


Ci sono persone che la pensano cosi’e persone che stanno pensando di cambiare.

Sedetevi ed ascoltate questo meraviglioso discorso del grande Pepe Mujica,Presidente dell Uruguay,durante il G20 in Brasile.

E’ triste che certi discorsi bisogna scovarli quasi di nascosto e che vengano quasi boicottati,anziche’ divulgati.Qui

E’ meraviglioso che certe persone esistano e spero vivamente altre se ne possano aggiungere.

povero non è colui che tiene poco, ma colui che necessita tanto e desidera ancora di più e più(Pepe Mujica)

 

Whatsupanddown’s Blog

Non sfidate la natura o la natura sfiderà voi.Non è la terra che appartiene all’uomo,ma l’uomo che appartiene alla terra

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