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Archive for the ‘sprechi’ Category

L0041513 Trepanning being performed

Onestamente,questo incrollato accanimento per la spending review, sta causando pile di decreti allarmanti. Si evita accuratamente di toccare o semplicemente scalfire i privilegi assurdi dei soliti palazzinari e poltronari, per abbattersi senza scrupoli  sulla testa dei cittadini. In particolare, toccare e ritoccare fondi alla Ricerca, alla Sanita’,alla Salute pubblica, e’ segno di menefreghismo totale per il benessere fisico e mentale dei propri concittadini.

L’ultima novita’ in tema di risparmio dissennato, deve essere che l’ha partorita un chirurgo reduce dal fronte di Stalingrado, dove si operava quasi con i cocci di bottiglie. Li,pero’, l’emergenza era VERA e non finta come quella che dipingono i nostri astrattisti al governo, pur di difendere e consolidare i loro vizi e benefici.

Udite! Udite!

Hanno autorizzato l utilizzo di bisturi scadenti con affilature, cosi’- cosi’, da destinare ai centri ospedalieri. Cosi’-cosi’, vuol dire rischiare ,come si evince dal seguente rapporto,rischiare sulla pelle di chi non  puo’ permettersi il lusso di operazioni in rinomate cliniche d’oltreoceano ,magari rimborsate con soldi pubblici.

La ricerca di un prezzo sempre più basso ha ridotto in maniera drastica la qualità degli strumenti chirurgici al punto tale che “i bisturi in Italia non tagliano più”.

Lo dice Acoi, l’Associazione dei Chirurghi Ospedalieri Italiani che ha ricevuto segnalazioni da migliaia di medici in tutta Italia. La “mediocre qualità” dei bisturi ha conseguenze sia estetiche sia infettive

.Diego Piazza, presidente dell’Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani), spiega che “aumentando il trauma cutaneo per incidere una superficie, si aumenta il rischio di contaminazione batterica della ferita”. 
“E’ evidente – prosegue – che dovendo aumentare la forza per incidere, si rischia di tagliare oltre le intenzioni dell’operatore. Quanto ai costi, possiamo affermare che si tratta di una scelta antieconomica, perché per uno stesso intervento può essere necessario utilizzare più bisturi, cosa che non si verificherebbe con un buon bisturi che, al contrario, potrebbe essere utilizzato più volte durante lo stesso intervento”.

Privilegiare il prezzo a scapito della qualità, si domanda Piazza, ”fino a fare scomparire quasi del tutto le caratteristiche minime di funzionalità del prodotto, addirittura dei dispositivi medici ad elevata tecnologia il cui malfunzionamento può avere effetti letali, che tipo di sicurezza e qualità forniamo ai nostri pazienti?”.

La parola vergogna e’ sparita dai dizionari ministeriali.

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Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato il progetto di legge numero 124, che consente l’uso dei boschi per gare motociclistiche e permette il taglio, di fatto, di boschi in pianura senza obbligo di compensazioni ambientali.

Gia di se e’ una legge orrenda ,approvata da gente senza scrupoli e figli del Dio cemento e lobby annesse,ma la cosa orribile e’ in quel…”senza obblighi di compensazione ambientale”. a questi politicanti asserviti all interesse privato bisognerebbe inibire qualsiasi contatto con la natura e cementificargli anche il giardino della loro villa. Stanno sfidando la natura , ma la natura presentera’ un conto duro e quasi impossibile da pagare.

Quella approvata è una legge orribile per l’ambiente e non consentirà un reale recupero agronomico perché non offre strumenti reali agli agricoltori e che respingerà il turismo in montagna

Sono 621 mila gli ettari di suolo coperti da boschi e foreste in Lombardia: il 26% del territorio della nostra regione è rivestito da una coltre vegetale che svolge funzioni fondamentali per il benessere dei suoi cittadini, e non solo per godere di paesaggi in cui la natura è protagonista, ma anche per regolare il clima, offrire rifugio a flora e fauna selvatica, produrre aria pulita, prevenire frane ed alluvioni, disporre di materie prime, a partire dal legno, che le foreste in buone condizioni offrono se gestite con attente pratiche selvicolturali.

Purtroppo però non tutti i lombardi possono godere della vicinanza di aree forestali: il 96% dei boschi infatti si trova in montagna e collina, mentre nel territorio di pianura se ne distribuiscono poche migliaia di ettari, boschi spesso piccoli e precari, continuamente minacciati da scelte urbanistiche e infrastrutturali proprio perchè sovente considerati terreni marginali e di scarso valore. Per fortuna la Lombardia da anni si è data una buona legge forestale, che punta a difendere questi ambienti così preziosi ma allo stesso tempo minacciati. Certo, la legge non è sufficiente a impedire gravi danni, anche recenti (si pensi che la sola realizzazione di Pedemontana cancellerà ben 200 ettari di bosco di pianura), ma di sicuro ha costituito un baluardo per impedire interventi di deforestazione al di fuori di ogni controllo.

E’ proprio questa legge a essere ora messa in discussione dal Consiglio Regionale della Lombardia. Si tratta di un testo nato come singolo articolo scritto per compiacere la piccola ma agguerrita lobby formata da quanti nei boschi amano scorrazzare con moto e SUV, fuoristrada o lungo sentieri e mulattiere.

Ma quel contestatissimo testo #ammazzaforeste, contro cui il CAI ha lanciato una petizione online che ha raccolto oltre 40.000 sostenitori, nelle discussioni in commissione Agricoltura si è andato arricchendo di altri articoli in grado di sovvertire l’impianto dell’intera disciplina di tutela delle foreste lombarde, a partire dalla definizione di bosco: una definizione fondamentale, perchè stabilisce il discrimine tra ciò che, anche sotto il profilo urbanistico, è tutelato, e ciò che non lo è. In particolare la legge punta ad attribuire competenze autorizzative ai sindaci, sebbene i comuni non dispongano delle strutture tecniche necessarie a valutare interventi su ambiti forestali, e a consentire interventi che prevedono la realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico su versanti boscati.

Per reagire a questa proposta di legge, che rappresenterebbe un arretramento di decenni rispetto alle norme di tutela vigenti, si è costituito un vasto e composito coordinamento di associazioni (Associazione Parco Sud, CAI Lombardia, FAI Lombardia, Legambiente Lombardia, Italia Nostra Lombardia, Mountain Wilderness Lombardia, OrobieVive, Touring Club, WWF Lombardia), che insieme hanno inviato a tutti i Consiglieri regionali un dettagliato documento di osservazioni alla norma, che si conclude con una valutazione totalmente negativa e una richiesta di non approvare la legge.

“Noi tutti siamo consapevoli che il settore forestale e agropastorale in Lombardia ha un enorme bisogno di misure di sostegno affinché si consolidino e aumentino le imprese che praticano la selvicoltura – dichiarano i referenti regionali delle associazioni – ma per fare ciò non serve modificare una legge che funziona, né tanto meno allentare le norme che assicurano la tutela dei boschi e li difendono da usi impropri e da aggressioni urbanistiche: per questo chiediamo con forza a tutte le forze politiche, responsabilmente, di respingere la legge, che se approvata genererà una spirale perversa di cui faranno le spese i territori più vulnerabili e preziosi della nostra regione”.

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Pepe Mujica Presidente  Uruguay

Pepe Mujica Presidente Uruguay

 

Non ha valore questa persona ,cosi’ come non ha valore il discorso fatto al G20 del 2012,guardate quei 10 minuti di liberta’ e amore,pronunciato a braccio e non leggendo appunti preconfezionati da solerti assistenti. Se dopo aver sentito quelle parole qualcosa non vi ha trafitto l’anima e il cuore,e ,perche’ no,un piccolo senso di ingiustizia vi scivola accanto,siete solamente delle persone aride e non meritate il meraviglioso pianeta del quali siamo SOLO OSPITI.

Il tempo è tutto

“La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli. E il tempo della vita è un bene nei confronti del quale bisogna essere avari. Bisogna conservarlo per le cose che ci piacciono e ci motivano. Questo tempo per se stessi io lo chiamo libertà. E se vuoi essere libero devi essere sobrio nei consumi. L’alternativa è farti schiavizzare dal lavoro per permetterti consumi cospicui, che però ti tolgono il tempo per vivere”. José Mujica, Presidente dell’Uruguay

Uomini cosi’ ce ne vorrebbero mille,centomila,un milione

Jose' Pepe Mujica

Jose’ Pepe Mujica

Presidente dell’Uruguay, si trattiene solo 485 dollari dello stipendio per vivere e destina gli altri 7500 alla beneficenza. Vive di poco, anzi di pochissimo, in una vecchia fattoria senza neppure l’acqua corrente, ma solo l’acqua del pozzo. È vegetariano, è sposato, ha diversi animali.Napolitano, vive al Quirinale e guadagna 239.192 euro all’anno, aumentati di 8.835 euro nell’anno in corso.

come si muove Napo.C'e' qualche differenza????

come si muove Napo.C’e’ qualche differenza????

povero non è colui che tiene poco, ma colui che necessita tanto e desidera ancora di più e più

Ex guerrigliero tupamaro, 78 anni, “Pepe” Mujica, presidente dell’Uruguay, è stato spesso definito “il miglior presidente del mondo”grazie al suo stile esemplare, sobrio e modesto.
Appena eletto ha rifiutato la residenza presidenziale e continua a vivere, con la moglie, la senatrice Lucia Topolansky, in una “chacra” (una piccola fattoria) alla periferia di Montevideo dove si dedica all’orto e alla coltivazione di fiori.
Non usa Twitter, non ha email nè un conto in banca ma soltanto due vecchi maggiolini Wolksvagen (comprati nel 1987) e tre trattori.
Vive con il 10% del suo stipendio da presidente, circa mille euro dei diecimila che riceve.
Il 90% lo versa ad associazioni di promozione sociale.
Ciclista professionista da giovane, Mujica ha trascorso tredici anni in carcere.
Fu uno dei “nove ostaggi” durante la dittatura, definiti così perché i militari dichiararono che li avrebbero fucilati se i guerriglieri Tupamaros ancora in libertà avessero commesso attentati.

Anti-consumista, ateo dichiarato, Mujica ha discendenze italiane (liguri, per parte di madre).
Amatissimo dai ceti più poveri e odiatissimo dall’oligarchia è il promotore di una legge per la liberalizzazione della marijuana per stroncare il traffico dei narcos.
Dopo un concerto degli Aerosmith a Montevideo ha ricevuto in regalo una chitarra elettrica autografata dalla band e lui l’ha subito messa all’asta per versare i soldi raccolti al fondo per la costruzione di case popolari.

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Adesso la colpa del riscaldamento globale, dell effetto serra,dell inquinamento atmosferico e’delle MUCCHE.

Negli stati uniti ,il maggior produttore e consumatore di carne, circa 88 milioni di bovini anno, si stanno studiando rimedi alle “emissioni”delle mucche,responsabili di disperdere tons di metano nell aria. E allora,frotte di scienziati , sono impegnati a studiare mangimi speciali, diete,pillole per abbattere l’effetto “catastrofico” che una mucca ha nei confronti dell ambiente.

Persino Obama in persona,noto divoratore di hamburgers ed hot dogs, si e’ messo in gioco.

A pensare di abbattere il problema del global warming con drastiche soluzioni industriali, quali la riduzione delle emissioni derivanti da sfrenate attivita’ industriali,da milioni di autoveicoli circolanti,dai miliardi di bombolette spray,a pensare ad implementare energie pulite,rinnovabili e non il solito maledetto petrolio, non se ne parla nemmeno.GUAI!!! i suoi amici del G8 inorridirebbero al solo pensiero di ridurre i profitti industriali.

Ridurre il consumo di carne????

Ma siamo pazzi!

Di seguito vi rammento le conseguenze di allevamenti estensivi di animali da macello

Consumo di risorse alimentari

La produzione di cibi di origine animale e in particolare di carne richiede pertanto un vasto uso di risorse alimentari. Un terzo della produzione mondiale di cereali – 745 milioni di tonnellate nel 2007 – viene consumata dagli animali allevati

Inefficienza alimentare

Lo svantaggioso indice di conversione alimentare alla base del sistema zootecnico determina l’inadeguatezza ecologica di una dieta basata sulle proteine animali. Frances Moore Lappè ha osservato come negli USA, nel 1979, al bestiame siano state somministrate 145 milioni di tonnellate di cereali e soia, e di queste solo 21 milioni sono tornate ad essere disponibili per l’alimentazione umana sotto forma di carne e uova: «il resto, equivalente a circa 124 milioni di tonnellate di cereali e soia, è stato sottratto al consumo umano»

Consumo di risorse idriche

Alimento Impronta idrica (in litri per kg)
carne di manzo 15 400
carne di pecora 10 400
carne di maiale 5990
burro 5550
carne di capra 5520
formaggio 5060
carne di pollo 4330
uova 3300
riso 2500
soia 2145
pasta 1850
pane 1608
grano 1827
mais 1220
latte di mucca (1 litro) 1020
tè (1 litro) 480
cetriolo 350
zucca 350
patate 290
cavolo 280
lattuga 240
pomodori 200

Oltre ad un consumo eccessivo di risorse alimentari, l’allevamento è causa anche di uno smodato impiego di risorse idriche. Una parte dell’acqua richiesta dal sistema zootecnico moderno è impiegata per abbeverare gli animali: un manzo può consumare fino a oltre 80 litri di acqua al giorno, un maiale oltre 20 litri e una pecora circa 10 litri, e una mucca da latte, durante la stagione estiva, può arrivare addirittura fino a 200 litri di acqua consumata in un solo giorno. Altra acqua viene poi usata per la pulizia delle strutture di allevamento e degli animali, per i sistemi di raffreddamento e per lo smaltimento dei rifiuti. In alcuni paesi i consumi per l’abbeveramento degli animali e la manutenzione delle strutture è significativa: ad esempio in Botswana l’uso dell’acqua per l’allevamento è pari al 23% dell’uso totale delle risorse idriche nazionali e rappresenta il secondo principale fattore di consumo dell’acqua del paese. Altra acqua viene poi usata nel processo di macellazione degli animali e per la pulizia degli impianti di macellazione: ad esempio è stato calcolato che per ogni pollo macellato occorrono 1590 litri di acqua. Tuttavia, gran parte dell’acqua (il 98%) necessaria alla produzione dei cibi animali è usata naturalmente per la coltivazione del foraggio: a tale scopo, su scala globale, vengono impiegati oltre 2300 miliardi di metri cubi d’acqua l’anno.

Inquinamento delle risorse idriche

Come affermato dalla FAO, «l’evidenza suggerisce che il settore dell’allevamento è la più importante fonte di inquinanti delle acque, principalmente deiezioni animali, antibiotici, ormoni, sostanze chimiche delle concerie, fertilizzanti e fitofarmaci usati per le colture foraggere e sedimenti dai pascoli erosi».

Inquinamento idrico derivante dalla zootecnia intensiva

Fino a quando la più ridotta popolazione degli animali allevati poteva essere accolta su vaste aree rurali, le deiezioni animali rappresentavano un’importante risorsa per la concimazione del terreno. Ma a seguito della crescita esponenziale del numero di animali allevati parallelamente all’espansione delle aree urbane, si sono diffusi sempre più gli allevamenti intensivi, responsabili di una sovrabbondante produzione di deiezioni animali dovuta all’elevato numero di animali concentrato in uno spazio ridotto. In questa nuova condizione il territorio circostante lo stabilimento non è più in grado di assorbire efficacemente l’enorme quantità delle deiezioni prodotte, cariche di contaminanti ambientali che finiscono per depositarsi nella acque di superficie e nelle falde acquifere, con gravi effetti per l’ecosistema, la vita animale e vegetale e la salute umana.

Deforestazione

L’aumento della produzione zootecnica è un fattore chiave nella deforestazione, specialmente in America Latina, dove negli ultimi decenni si è verificata una crescita considerevole dell’attività dell’allevamento. In America centrale, a partire dagli anni del 1960, già alla metà degli anni del 1980 oltre un quarto delle foreste erano state rase al suolo per fare posto a pascoli, mentre il numero di capi bovini era cresciuto dell’80% e la produzione di carne bovina del 170%. In Honduras, in poco più di venti anni, dal 1960 al 1982, la produzione totale di carne bovina è triplicata, raggiungendo le 62 000 tonnellate l’anno, similmente a quanto accaduto in Nicaragua dove, in soli due decenni, dagli anni del 1970 agli anni del 1990, la produzione di carne bovina è triplicata e le esportazioni sono quintuplicate.

Per quanto riguarda i problemi alla salute umana derivanti dal consumo eccessivo di carne vi rimando alla rete,oppure leggete qui. E’ vero esistono anche pareri contrari, come quello del Prof Cannella di Roma , noto paladino della carne ,famosa la sua frase : Siamo fatti di carne dobbiamo mangiare carne. Morto di tumore all intestino (nessun giornale lo fece notare) alcuni anni fa, ad appena 60anni e spicci. Sara’ un caso dira’ qualcuno. Io ,purtroppo ,sono convinto che non e’un caso, ma e’ la mia opinione.

Allora,per tornare a bomba al dilemma di Obama:

Sono piu’ dannose le mucche o l’uso sconsiderato della carne e tutto cio’ che ne deriva di conseguenza?

Ai posteri l’ardua sentenza,ammesso che i posteri abbiano la possibilita’ di formularla con tranquillita’,questa sentenza.

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strascico

La proposta di legge Europea contro la pesca a strascico profonda,non e’ passata per spiccioli di voto.

Complimenti cervelli fini , a voi e a chi vi ha votato. Scaldapoltrone menefreghisti e niente piu’

Per catturare una decina di specie se ne distruggono DEFINITIVAMENTE CENTO.UNO SCEMPIO!!!!

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce le condizioni specifiche per la pesca di stock di acque profonde nel Nord Atlantico, nonché disposizioni per la pesca nelle acque internazionali dell’Atlantico Nord-Est e che abroga il regolamento (CE) n 2347/2002. (2012/0179 (COD)).

L’Unione  europea  (UE)  possiede  una  delle  più  grandi  flotte  al  mondo  per  la  pesca  profonda.  E’  già  stato   ampiamente  dimostrato  come  la  pesca  a  strascico  danneggi  fortemente  i  fondali  marini,  tra  cui  le  barriere   coralline,  gli  ecosistemi  di  spugne  e  le  montagne  sottomarine,  e  causi  il  declino  degli  stock  ittici  di   profondità.  Nonostante  l’introduzione  del  sistema  di  accesso  per  la  pesca  di  stock  di  acque  profonde  nel   2002,  volto  a  frenare  la  pesca  eccessiva,  gli  stock  sono  stati  gravemente  impoveriti  nell’Atlantico  nord-­‐ orientale  e  la  cattura  della  maggior  parte  delle  specie  non  è  ancora  stata  disciplinata.   A  oggi,  la  legislazione  in  vigore  nell’EU  non  è  sufficiente  a  proteggere  gli  ecosistemi  marini  vulnerabili  di   profondità  dagli  impatti  negativi  causati  dagli  strumenti  di  pesca  distruttiva,  in  primis  la  pesca  a  strascico   in  profondità.   Esortiamo  dunque  i  politici  dell’Unione  europea  a  svolgere  un  ruolo  forte  e  costruttivo  nella  protezione  di   questi  fragili  ecosistemi,  sia  nelle  acque  europee  sia  in  quelle  internazionali.
Accogliamo  quindi  con  favore  la  proposta  della  Commissione  europea  di  riformare  l’accesso  alla  pesca   degli  stock  di  profondità  tra  cui  la  disposizione  che  richiede  la  graduale  eliminazione,  nel  giro  di  due  anni,   della  pesca  a  strascico  e  reti  da  posta  per  specie  di  acque  profonde1.  Esortiamo  il  Consiglio  dell’Unione  e  il   Parlamento  europei  a  rispettare  questi  impegni  sostenendo  la  proposta  della  Commissione  e  garantendo   una  riforma  ambiziosa  della  gestione  della  pesca  in  acque  profonde.
Sosteniamo  inoltre  la  proposta  attuale  che  consente  ai  pescatori  artigianali  che  usano  metodi  e  attrezzi  da   pesca  selettivi  di  continuare  le  loro  attività  di  pesca  in  modo  sostenibile  e  profittevole  rispettando  i  limiti   dettati  dalle  raccomandazioni  scientifiche.  I  pescatori  artigianali  contribuiscono  notevolmente  al  tessuto   sociale,  economico  e  culturale  delle  comunità  costiere,  soprattutto  in  alcune  regioni  remote  dell’Europa   che  dipendono  dalla  pesca  in  acque  profonde.
Esortiamo  dunque  i  responsabili  politici  dell’Unione  europea  a  migliorare  la  normativa  sulla  gestione   pesca  in  acque  profonde,  al  fine  di:
1.  Porre  fine  alle  pratiche  di  pesca  distruttive  delle  specie  di  acque  profonde  con  un’eliminazione  graduale   e  obbligatoria  della  pesca  di  specie  di  profondità  con  reti  a  strascico  e  reti  da  posta  nel  giro  di  due  anni;
2.  Richiedere  studi  preliminari  d’impatto  per  tutte  le  attività  di  pesca  in  alto  mare;
3. Assicurarsi  che  la  pesca  sia  consentita  solo  se  le  catture,  tra  cui  quelle  accidentali,  possano  essere   limitate  a  livelli  sostenibili  in  conformità  a  una  chiara  comprensione  scientifica  delle  specie  colpite,  e   garantire  che  le  attività  di  pesca  in  acque  profonde  siano  gestite  in  modo  da  ridurre  al  minimo  o  evitare  la   cattura  di  specie  vulnerabili,  minacciate  o  in  pericolo;
4. Assicurarsi  che  tutte  le  attività  di  pesca  in  acque  profonde  siano  gestite  in  modo  da  prevenire  impatti   negativi  sugli  ecosistemi  vulnerabili  come  coralli,  spugne  e  montagne  sottomarine.

http://www.savethehighseas.org/EU/

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