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Posts Tagged ‘MONSANTO’

pest Ormai e’ assodato,l utilizzo massiccio dei pesticidi nelle coltivazioni ,oltre agli ingenti danni ambientali ,alla flora e fauna, provoca danni persistenti ed anche mortali nell uomo. Monsanto e soci ,sostenitori a spada tratta del terribile accordo TTIP, che spero vivamente venga rigettato nelle fattorie americane,sono i principali responsabili di questo scempio.

DITE NO!!!SI ALLE COLTIVAZIONI ECO SOSTENIBILI

Che cosa sono i pesticidi?

I pesticidi di sintesi sono sostanze chimiche (o miscele di sostanze) usate in agricoltura per controllare le infestazioni di insetti, funghi, muffe o piante infestanti. Queste sostanze sono conosciute anche come fitofarmaci, agrofarmaci, antiparassitari.Vengono spesso divisi in categorie a seconda del tipo di infestante che combattono:

Insetticidi, per il controllo degli insetti nocivi.

Erbicidi, per il controllo delle piante infestanti.

Fungicidi, per il controllo dei funghi dannosi. Questi tre gruppi coprono un’ampia varietà di principi attivi, composti e marchi commerciali.

I pesticidi vengono anche catalogati in base alla loro classe chimica: per esempio, organofosfati (pesticidi OP), organoclorurati (pesticidi OC), carbammati e neonicotinoidi.

Possiamo entrare in contatto con i pesticidi in diversi modi:

• Con l’esposizione diretta al lavoro o a casa

• Attraverso il cibo che mangiamo

• Attraverso l’aria che respiriamo in aree agricole o urbane (durante o in seguito alla diffusione di pesticidi)

• Bevendo acqua proveniente da fonti superficiali o di falda contaminate dall’uso di pesticidi sui terreni agricoli

• Attraverso residui di pesticidi presenti nella polvere delle nostre abitazioni

Per le persone che non lavorano con i pesticidi o che non vivono in stretta prossimità di attività agricole o di orticoltura, il principale mezzo di esposizione è il cibo.

Pesticidi di ultima generazione Neonicotinoidi. Si tratta di una classe di pesticidi relativamente nuova. L’imidacloprid, per esempio, è stato commercializzato per la prima volta nel 1985. Queste sostanze hanno una struttura molto simile alla nicotina, con effetti negativi sullo sviluppo dei neuroni (Kimura-Kuroda et al. 2012). Applicati come spray sulle foglie, in forma granulare sul suolo o per il trattamento delle sementi, i neonicotinoidi sono fra gli insetticidi più diffusi attualmente utilizzati in agricoltura su mais, alberi da frutto, patate e molte altre colture. Hanno proprietà sistemiche, ovvero vengono assorbiti e si diffondono in tutta la pianta. La presenza di residui di neonicotinoidi è stata infatti accertata in ogni parte delle piante, inclusi il polline e il nettare. A causa della sospetta tossicità di queste sostanze per le api selvatiche e domestiche, la Commissione europea ha posto delle restrizioni al loro utilizzo.I principali neonicotinoidi includono: clothianidin; imidacloprid; thiamethoxam.

L’erbicida più diffuso Glifosato. È il principio attivo del Roundup (erbicida prodotto da Monsanto) e agisce attraverso l’inibizione di un particolare enzima delle piante. I suoi effetti sulla salute rimangono controversi, ma l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha recentemente classificato il glifosato come “probabilmente cancerogeno per le persone” (classe 2A) (Guyton et al. 2015). Questa classificazione è basata su limitati riscontri sugli esseri umani (legati principalmente al linfoma non Hodgkin), ma su prove robuste per gli animali. Potenzialmente potrebbe anche causare interferenze al sistema endocrino in cellule umane e avere effetti sulla riproduzione (Gasnier et al. 2009, Cassault-Meyer et al. 2014). Il glifosato è ampiamente usato a livello globale e il suo principio attivo si trova in più di 750 prodotti destinati all’agricoltura, alla silvicoltura, all’applicazione urbana e domestica. Il suo impiego è nettamente aumentato con lo sviluppo delle colture “Roundup Ready”, piante geneticamente modificate (OGM) per essere resistenti agli effetti del glifosato.

Effetti sulla salute legati all’esposizione ai pesticidi Effetti derivanti dall’esposizione prenatale (fetale) e infantile

Negli esseri umani la fase dello sviluppo rappresenta un momento di particolare vulnerabilità agli effetti delle sostanze chimiche tossiche, inclusi i pesticidi (Box 4). L’esposizione ai pesticidi delle donne in gravidanza, e in alcuni casi l’esposizione dei bambini piccoli, è stata collegata a conseguenze negative per la salute dei bambini, che includono:

1. Peso e lunghezza ridotti alla nascita, e manifestazione di anormalità

2. Ridotte capacità cognitive

3. Alterazione del comportamento

4. Maggiore incidenza di leucemie e altri tumori

5. Maggiore incidenza di aborti

Questi impatti negativi sono stati riscontrati in bambini nati da madri che durante la gravidanza lavoravano con i pesticidi, ma gli effetti sulla salute derivanti dall’esposizione ai pesticidi sono un problema più generale, sia per i bambini che vivono in un contesto rurale sia per quelli che vivono in città.

Neurotossicità Evidenze sempre più numerose indicano che l’esposizione prenatale ai pesticidipotrebbe avere effetti permanenti sul comportamento dei bambini e sulle loro capacità cognitive. Gli organofosfati, in particolare, sono stati oggetto di indaginedi 27 studi condotti su bambini esposti ai pesticidi in giovanissima età: tutti glistudi tranne uno mostravano effetti negativi degli organofosfati sullo sviluppo delcervello e del sistema nervoso dei bambini (Muñoz-Quezada et al. 2013).L’esposizione delle madri e dei bambini ai pesticidi è una fonte di rischio soprattuttonelle aree agricole. Uno studio condotto nella regione rurale della Salinas Valley, in California, ha documentato l’esposizione prenatale agli organofosfati attraverso i livelli riscontrati nell’urina delle gestanti (Bouchard et al. 2011).

Gli alti livelli di questi pesticidi nelle urine delle madri sono stati associati a uno sviluppo più modesto delle capacità cognitive dei bambini una volta raggiunti i sette anni . I figli delle donne più esposte avevano in media un deficit di sette punti nel quoziente intellettivo rispetto ai figli delle donne con l’esposizione minore.Nel nord dell’Equador la floricoltura in serra è intensiva e gli organofosfati sono diuso comune. Uno studio condotto su bambini tra i sei e gli otto anni, le cui madrilavoravano in serra durante la gravidanza, ha indicato deficit costanti nella velocitàmotoria e nella coordinazione, così come nelle funzioni mentali (London et al.Vulnerabilità dei più piccoli ai pesticidi tossiciI feti in fase di sviluppo nel grembo materno e i bambini molto piccoli possonoessere particolarmente vulnerabili agli effetti nocivi dei pesticidi tossici. Il feto,in particolare, a causa della complessità dei processi di sviluppo e al veloceritmo di crescita.Il sistema nervoso in fase di sviluppo può essere particolarmente influenzato da pesticidi neurotossici.

Tra i pesticidi nocivi per il sistema nervoso ci son ogli organofosfati (OP) e alcuni carbammati, piretroidi e neonicotinoidi. Molti diquesti pesticidi sono noti per la capacità di attraversare la placenta. Gli OP adesempio sono stati rilevati nel liquido amniotico che circonda il feto, mettendoa rischio il nascituro in un periodo di rapido sviluppo del cervello (Rauh et al. 2011).Il sistema immunitario nei feti e nei bambini piccoli non è ancora sviluppato e può subire anch’esso impatti negativi da parte delle sostanze chimiche.

I neonati e i bambini molto piccoli possiedono enzimi in grado di ridurre gli effetti dei pesticidi a livelli molto più bassi rispetto agli adulti. Ad esempio, livelliinferiori dell’enzima PON1 nei neonati rispetto agli adulti suggeriscono che i bambini piccoli potrebbero essere particolarmente vulnerabili all’esposizione di pesticidi organofosfati (Huen et al. 2012).Anche i lattanti sono a rischio perché il latte materno, che può venircontaminato dai pesticidi, rappresenta la loro unica fonte di nutrimento,mentre il metabolismo dei neonati non è abbastanza sviluppato per eliminarequesti agenti inquinanti (Corcellas et al. 2012). Inoltre, sia i lattanti sia i bambinipiccoli sono soggetti a rischi maggiori rispetto agli adulti perché le dosi,in proporzione al peso corporeo, sono maggiori a causa delle loro ridottedimensioni (Bouchard et al. 2011). j

Questi deficit sono stati messi in relazione con un ritardo nello sviluppo dei bambini compreso fra un anno e mezzo e due anni, anche per livelli di esposizione che non hanno avuto effetti acuti sulla salute delle madri. Gli organofosfati sono tuttora usati per il controllo delle piante infestanti anche nelle aree urbane. Fino al 2011 il pesticida clorpirifos è stato largamente impiegato nelle zone urbane: non a caso l’esposizione al clorpirifos delle donne in gravidanza e i potenziali impatti sui figli sono stati riscontrati in una grande città come New York (Ruah et al. 2011). Leucemia e altri tumori infantili .

Recenti studi scientifici indicano che i figli delle donne esposte ai pesticidi durante la gravidanza hanno un rischio maggiore di ammalarsi di leucemia (Alavanja et al. 2013). L’esposizione a certe sostanze durante i primi anni di vita potrebbe quindi rappresentare un fattore di rischio aggiuntivo per vari tipi di leucemia infantile. Dato che il tasso di alcuni tumori nei bambini è in crescita dagli anni Settanta, la possibilità che l’esposizione ai pesticidi aumenti il rischio rappresenta un forte elemento di preoccupazione.

Alcune evidenze scientifiche indicano inoltre che l’esposizione ai pesticidi durante la gravidanza potrebbe aumentare il rischio di tumori alle ossa e al cervello dei bambini (Wigle et al. 2009). Anche l’esposizione ai pesticidi da parte dei padri, al lavoro o fra le mura domestiche, è stata associata a un maggior rischio di tumori al cervello nei bambini (Vinson et al. 2011). Flower et al. (2004) hanno individuato 50 tipi di tumori infantili (su un totale di 17.357 bambini esaminati) indicando un’associazione tra l’esposizione dei genitori ai pesticidi durante l’attività lavorativa e l’aumento dell’incidenza di tutti i tipi di tumore nei bambini, inclusi i linfomi (ad esempio il linfoma di Hodgkin).

Aborto e parti prematuri Bretveld et al. (2008) hanno effettuato uno studio in Olanda sulle donne impiegate nelle serre per la produzione di fiori, dove vengono regolarmente usate grandi quantità di pesticidi come abamectina, imidacloprid, metiocarb, deltametrina e pirimicarb. L’impiego di tutte queste sostanze è approvato dall’Unione europea, ma lo studio ha mostrato che il rischio di aborto per le donne impiegate nelle serre olandesi era quattro volte maggiore.

Pesticidi e danni al sistema nervoso

Molti pesticidi, in particolare gli insetticidi, sono progettati per attaccare il sistema nervoso dei parassiti. Queste sostanze possono però avere effetti neurotossici anche sugli organismi non-target, inclusi (in alcuni casi) gli esseri umani e altri mammiferi (Bjørling-Poulsen et al. 2008). Gli impatti sullo sviluppo neurologico dei bambini dovuti a una significativa esposizione ai pesticidi sono ben documentati. Il legame con alcune malattie neurodegenerative negli adulti è invece meno riconosciuto e si ritiene che l’insorgere di queste malattie possa essere dovuto a una combinazione di fattori ambientali e di predisposizione genetica.

Comprendere i meccanismi che sottostanno a questa interazione tra genetica e ambiente rappresenta un’importante sfida per il futuro (Baltazar et al. 2014).

Morbo di Parkinson

Il morbo di Parkinson è una delle malattie neurodegenerative più frequenti, caratterizzata dalla perdita di neuroni nel mesencefalo (substantia nigra). Le cellule responsabili della regolazione del movimento che si trovano in quest’area del cervello vengono disabilitate, provocando tremori, lentezza nei movimenti, problemi di equilibrio e in alcuni casi anche cambiamenti nel comportamento (Chillar et al. 2013). Le cause del morbo di Parkinson sono complesse: viene associato all’invecchiamento, al sesso e a fattori genetici, oltre che a fattori ambientali come l’esposizione ai pesticidi (Wang et al. 2014). Molti studi, tuttavia, hanno evidenziato che l’esposizione ai pesticidi a cui sono soggetti i lavoratori agricoli è statisticamente associata a un aumento del rischio di sviluppare il morbo di Parkinson (Van Maele-Fabry et al. 2012).

Demenza e morbo di Alzheimer

Il morbo di Alzheimer è la forma più comune di demenza. I fattori genetici incidono fino al 70 per cento sul rischio di sviluppare la malattia. Altri fattori di rischio ben noti sono obesità, tabagismo, vita sedentaria, ipertensione e diabete (Ballard et al. 2011). Tuttavia evidenze crescenti indicano che l’esposizione ad alcuni pesticidi, nello specifico l’esposizione cronica agli organofosfati, potrebbe contribuire ad aumentare il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer (Zaganas et al. 2013).

Altri impatti sul sistema nervoso La Sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è una malattia rara che colpisce una o due persone ogni 100 mila e che comporta un rapido processo neurodegenerativo dei neuroni responsabili del movimento. Circa il 10 per cento dei casi ha un precedente familiare, ma si pensa che fattori ambientali come l’esposizione a solventi, metalli e pesticidi organoclorurati aumenti il rischio di sviluppare la malattia (Kamel et al. 2012). Anche l’intossicazione acuta da organofosfati potrebbe essere collegata all’insorgere della SLA, perciò è necessario effettuare ulteriori ricerche per quantificare l’esposizione umana alle diverse classi di pesticidi e la correlazione tra l’esposizione e lo sviluppo di questa malattia (Baltazar et al. 2014)

ADESSO;NON INCOMINCIAMO CON. AHH MA IO NON LO SAPEVO..SE ME L AVESSERO DETTO::etc..etc

ADESSO SAPETE E DOVRESTE SAPERE COME REGOLARVI SE AVETE CURA DELLA VOSTRA SALUTE E QUELLA DEI VOSTRI BIMBI.

BOICOTTATE TUTTI GLI ACCORDI;I PRODOTTI CHE NASCONO E PROSPERANO CON QUESTE COLTIVAZIONI:SALVATEVI E SALVATE:

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Monsanto-Skull1 Mio nonno ,quando ero piccino,mi invitava a schiacciare le dorifore. Io non ne volevo sapere,ma lui insisteva. Le dorifore(insetti infestanti) ,raccontava,vennero continuamente “distribuite” da aerei USA durante la seconda guerra mondiale ,allo scopo di sterminare le coltivazioni di patate ed affamare il popolo in conflitto con gli americani. Un po’ come la storia delle scie chimiche ,continuamente distribuite sui cieli europei e nostri. th Vladimir Putin, ha recentemente fermato gli aerei che portano sistemi a scie chimiche, anche passeggeri (SI SI SI) e ne ha vietato assolutamente l utilizzo sui cieli russi.leggi qui. Vladimir Putin ha anche dichiarato che ,per la Monsanto,potrebbe aprire un conflitto.Al di la di tutto,meno male c’e’ un personaggio cosi’ L’Europa sta per firmare un contratto tragico con gli USA : il TTIP ,leggete qui per ragguagli. Una  vera condanna a morte per l indipendenza europea:industriale,agricola,sanitaria,culturale. Uno dei principali cavalli di Troia,,se non il primo,e’ la Monsanto,societa’ chimica USA famosa per gli OGM. Vi allego il video seguente che illustra perfettamente con dettagli documentati chi e’,cosa fa e casa fara’ la Monsanto. Vi consiglio di vederlo,anche se gia’ al 6 minuto comincerete a manifestare sensi di ribellione per certe politiche ,diciamolo pure, assassine. Guardatelo per favore, se vi chiedessero di esprimere un parere sul maledetto TTIP,magari sapreste cosa rispondere per davvero. Distruggere la terra e i suoi frutti,distruggere persone con malattie terribili, costringere agricoltori alla bancarotta e al suicidio come in India,diffamare e licenziare scienziati che fanno ricerche per dimostrare la pericolosita’ di certe sostanze e,rinnegare il fatto, e’ un infamia indescrivibile. Nemmeno Dante saprebbe in quale girone inserire queste persone. Sono rimasto molto colpito dal motto che sanciva le prime  attivita’ Monsanto in USA: La societa’ ,non deve perdere nemmeno un dollaro. A TUTTI I COSTI!!!!!!

Secondo il governo USA e le multinazionali e’ tutto falso.Anche i malati e i morti sono falsi, vero? Di certo milioni di persone non dimenticheranno l’effetto del terribile Agent Orange della Monsanto in Vietnman. Pare che l attivita’ di spruzzare cocktail mortali dal cielo sia una attivita’ prediletta dagli americani,cosi’ come la loro ossessione delle miscele ed armi chimiche. Ecco un video molto esplicativo per coloro i quali non sapessero cosa e’ Agent Orange

Aggiornamento pesticida Roundup Monsanto:

“Dopo il parere dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) che lo ha definito un probabile cancerogeno, l’Olanda sta mettendo al bando il glifosato mentre Francia e Brasile si accingono a farlo. Il governo italiano invece si è dichiarato a favore di un ‘uso sostenibile dei prodotti fitosanitari’ che prevede un ampio utilizzo di questi prodotti sotto l’etichetta della sostenibilità”. Ma i nostri ministeri della sanita’ e dell ‘ambiente di cosa si occupano? Di fare record a Candy Crush????

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ttip-5

Ormai e’ diventato quasi un ricatto. Gli USA, gli arcinoti paladini del mondo,stanno spingendo forte a Bruxelles per far sottoscrivere il famigerato TTIP;trattato di libero scambio. Spingono forte , con accenti anche non troppo velati di “conseguenze” ai paesi non aderenti. Chi minaccia riotorsioni in cambio di qualcosa,vuol dire che sta offrendo un qualcosa di deleterio.

E infatti:

Ma cosa e’ sto cancher di TTIP?

Nel documento diffuso dalla UE, che è comunque l’unico ufficiale, il TTIP viene definito «un accordo commerciale e per gli investimenti». L’obiettivo dichiarato dell’accordo (piuttosto generico) è «aumentare gli scambi e gli investimenti tra l’UE e gli Stati Uniti realizzando il potenziale inutilizzato di un mercato veramente transatlantico, generando nuove opportunità economiche di creazione di posti di lavoro e di crescita mediante un maggiore accesso al mercato e una migliore compatibilità normativa e ponendo le basi per norme globali». L’accordo dovrebbe agire quindi in tre principali direzioni: aprire una zona di libero scambio tra Europa e Stati Uniti, uniformare e semplificare le normative tra le due parti abbattendo le differenze non legate ai dazi (le cosiddette Non-Tariff Barriers, o NTB), migliorare le normative stesse.

Il documento individua quindi tre principali aree di intervento:
1 – accesso al mercato
2 – ostacoli non tariffari
3 – questioni normative

1 – Accesso al mercato
L’accesso al mercato riguarda quattro settori: merci, servizi, investimenti e appalti pubblici.

Si prevede l’eliminazione di tutti i dazi sugli scambi bilaterali di merci «con lo scopo comune di raggiungere una sostanziale eliminazione delle tariffe al momento dell’entrata in vigore dell’accordo». Sono previste misure antidumping – cioè per evitare la vendita di un prodotto sul mercato estero a un prezzo inferiore rispetto a quello di vendita dello stesso prodotto sul mercato di origine – e misure di salvaguardia «che consentano ad una qualsiasi delle parti di rimuovere, in parte o integralmente, le preferenze se l’aumento delle importazioni di un prodotto proveniente dall’altra Parte arreca o minaccia di arrecare un grave pregiudizio alla sua industria nazionale».

La liberalizzazione riguarda anche i servizi, «coprendo sostanzialmente tutti i settori»: si prevede anche di «assicurare un trattamento non meno favorevole per lo stabilimento sul loro territorio di società, consociate o filiali dell’altra parte di quello accordato alle proprie società, consociate o filiali». I servizi audiovisivi non sono inclusi.

La liberalizzazione riguarda anche gli appalti pubblici, per «rafforzare l’accesso reciproco ai mercati degli appalti pubblici a ogni livello amministrativo (nazionale, regionale e locale) e quello dei servizi pubblici, in modo da applicarsi alle attività pertinenti delle imprese operanti in tale campo e garantire un trattamento non meno favorevole di quello riconosciuto ai fornitori stabiliti in loco». Insomma aziende europee potranno partecipare a gare d’appalto statunitensi e viceversa.

C’è infine un capitolo sugli investimenti e la loro tutela: nel negoziato è previsto l’inserimento dell’arbitrato internazionale Stato-imprese (il cosiddetto ISDS, Investor-to-State Dispute Settlement). Si tratta di un meccanismo che consente agli investitori di citare in giudizio i governi presso corti arbitrali internazionali.

2 – Questioni normative e ostacoli non tariffari
L’obiettivo è «rimuovere gli inutili ostacoli agli scambi e agli investimenti compresi gli ostacoli non tariffari esistenti, mediante meccanismi efficaci ed efficienti, raggiungendo un livello ambizioso di compatibilità normativa in materia di beni e servizi, anche mediante il riconoscimento reciproco, l’armonizzazione e il miglioramento della cooperazione tra autorità di regolamentazione».

Le barriere non tariffarie sono misure adottate da un mercato per limitare la circolazione di merci e che non consistono nell’applicazione di tariffe: quindi non si parla di dazi. Sono limiti di altro tipo: limiti quantitativi, per esempio, come i contingentamenti (che consistono nel fissare quantitativi massimi di determinati beni che possono essere importati) o barriere tecniche e di standard (cioè di regolamento). Un esempio tra quelli più citati dai critici: negli Stati Uniti è permesso somministrare ai bovini sostanze ormonali, nell’UE è vietato e infatti la carne agli ormoni non ha accesso a causa di una barriera non tariffaria al mercato europeo.

VEDIAMO,ORA,LE CONSEGUENZE PRATICHE

CHAPA-11-OCT-TTIP

– I paesi dell’UE hanno adottato le normative dell’Organizzazione dell’ONU che si occupa di lavoro (l’ILO), gli Stati Uniti hanno ratificato solo due delle otto norme fondamentali. Quindi si rischierebbe di minacciare i diritti fondamentali dei lavoratori.

– L’eliminazione delle barriere che frenano i flussi di merci renderà più facile per le imprese scegliere dove localizzare la produzione in funzione dei costi, in particolare di quelli sociali.

– L’agricoltura europea, frammentata in milioni di piccole aziende, finirebbe per entrare in crisi se non venisse più protetta dai dazi doganali, soprattutto se venisse dato il via libera alle colture OGM

– Il trattato avrebbe conseguenze negative anche per le piccole e medie imprese, e in generale per le imprese che non sono multinazionali e che con le multinazionali non potrebbero reggere la concorrenza.

– Ci sarebbero anche rischi per i consumatori perché i principi su cui sono basate le leggi europee sono diverse da quelli degli Stati Uniti. In Europa vige il principio di precauzione (l’immissione sul mercato di un prodotto avviene dopo una valutazione dei rischi) mentre negli Stati Uniti per una serie di prodotti si procede al contrario: la valutazione viene fatta in un secondo momento ed è accompagnata dalla garanzia di presa in carico delle conseguenze di eventuali problemi legati alla messa in circolazione del prodotto (possibilità di ricorso collettivo o class action, indennizzazione monetaria). Oltre alla questione degli OGM, questa critica viene sollevata relativamente all’uso di pesticidi, all’obbligo di etichettatura del cibo, all’uso del fracking per estrarre il gas e alla protezione dei brevetti farmaceutici, ambiti nei quali la normativa europea offre tutele maggiori.

– I negoziati sono orientati alla privatizzazione dei servizi pubblici quindi secondo i critici si rischia la loro scomparsa progressiva. Sarebbe a rischio il welfare e settori come l’acqua, l’elettricità, l’educazione e la salute sarebbero esposti alla libera concorrenza.

– Le disposizioni a protezione della proprietà intellettuale e industriale attualmente oggetto di negoziati potrebbero minacciare la libertà di espressione su internet o privare gli autori della libertà di scelta in merito alla diffusione delle loro opere. Si ripresenterebbe insomma la questione dell’ACTA, il controverso accordo commerciale su contraffazione, pirateria, copyright, brevetti la cui ratifica è stata respinta il 4 luglio 2012 dal Parlamento Europeo.

Una delle questioni più controverse riguarda la clausola ISDS, Investor-State Dispute Settlement. È molto contestata anche da parte di alcuni governi, innanzitutto quello tedesco. Prevede la possibilità per gli investitori di ricorrere a tribunali terzi in caso di violazione, da parte dello Stato destinatario dell’investimento estero, delle norme di diritto internazionale in materia di investimenti. Ci sono già molti casi a riguardo: nel 2012 il gruppo Veolia ha fatto causa all’Egitto al Centro internazionale per la risoluzione delle controversie relative agli investimenti della Banca Mondiale perché la nuova legge sul lavoro del governo contravveniva agli impegni presi in un accordo (firmato) per lo smaltimento dei rifiuti; nel 2010 e nel 2011 Philip Morris ha utilizzato questo meccanismo contro l’Uruguay e l’Australia e le loro campagne anti-fumo; nel 2009 il gruppo svedese Vattenfall ha citato in giudizio il governo tedesco chiedendo 1,4 miliardi di euro contro la decisione di abbandonare l’energia nucleare.

Le aziende, dice chi critica la clausola, potrebbero insomma opporsi alle politiche sanitarie, ambientali, di regolamentazione della finanza o altro attivate nei singoli paesi reclamando interessi davanti a tribunali terzi, qualora la legislazione di quei singoli paesi riducesse la loro azione e i loro futuri profitti. Scrive Lori Wallach: «Possiamo immaginare delle multinazionali trascinare in giudizio i governi i cui orientamenti politici avessero come effetto la diminuzione dei loro profitti? Si può concepire il fatto che queste possano reclamare – e ottenere! – una generosa compensazione per il mancato guadagno indotto da un diritto del lavoro troppo vincolante o da una legislazione ambientale troppo rigorosa?».

Vi siete resi conto di quello che sta per pioverci addosso?

Carni manipolate,medicinali fuori controllo,piccole aziende distrutte dai prezzi delle multinazionali,impossibilita’ di impugnare controversie nel proprio paese.modifiche strutturali ai contratti del lavoro,etc etc.

Un gran bel trattato che serve solo,come al solito,ai signori di oltreoceano, a garantire benessere e prosperita’ esclusivamente a loro. Anni fa un certo Ronald Reagan espresse al mondo la filosofia USA: IL BENESSERE AMERICANO NON E’NEGOZIABILE,

Nessuno si preoccupo’ piu’ di tanto per questa affermazione, ma dopo i continui e spudorati ricatti che vengono da oltreoceano,bisognerebbe incominciare a rivedere tante cose con i paladini del mondo.

In buona sostanza,se i politici mi chiederanno di poter esprimere la mia opinione(sara’difficile) gli girerei un secco e sonoro NOOOOOO. Fatelo anche voi.

 

 

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OGM

Giusto un anno fa si discuteva (vedi di seguito) dei danni del OGM sia per la salute delle persone che per i danni infestanti alle altre coltivazioni ed all ambiente.

Ad agosto di quest anno il governo ,(strano ma vero) ha varato un decreto che sancisce:

“la coltivazione di varietà di mais Mon810, provenienti da sementi geneticamente modificate è vietata nel territorio nazionale” almeno per i prossimi diciotto mesi.

MONSANTO ,intanto, ha provveduto a seminare 6000 metri a Vivaro in friuli  con mais ogm.le coltivazioni crescono ridenti e nessun organo competente ne prende atto, ne tantomeno provvede a rimuovere le piante,fosse una piantina di maria sul balcone di qualcuno, sarebbero già accorsi dieci gazzelle con giornalisti al seguito.

L’OGM FA MALE CAZZO!!! DITEGLI DI SMETTERE

I nostri cari governanti ed amministratori,amano il rischio(altrui)

Non bastavano le varie situazioni drammatiche dall’eternit di casale , a Porto Marghera,all’Ilva di Taranto,alla diossina di Inceneritori monstre,al pm10 delle città.e altre situazioni allarmanti….adesso ci aggiungono un altra ciliegina sulla torta:

In Italia arriva il mais OGM e al Nord semineranno il MON810 ,della Monsanto, nel 2013

“Il mais OGM provoca il cancro”. La Russia ha sospeso l’importazione di mais geneticamente modificato, commercializzato dalla colosso dell’agroalimentare Monsanto, dopo la pubblicazione di uno studio choc sulla tossicità del mais Ogm di tipo NK603.

L’equipe di Gilles-Eric Seralini, professore di biologia molecolare all’Università di Caen in Francia, ha realizzato un allarmante studio che rileva come i ratti nutriti con mais geneticamente modificato siano più soggetti ai tumori o a gravi malattie. E in Russia hanno deciso di correre ai ripari. “Finché non riceveremo una piena informazione sul caso, l’importazione e la vendita di mais NK603 geneticamente modificato sono temporaneamente sospese”, si legge in un comunicato.

L’International Journal of Biological Sciences che evidenzierebbe come il famigerato mais OGM prodotto dalla multinazionale sarebbe dannoso per la salute dei mammiferi, dunque anche per l’uomo.

I tipi di mais modificati Mon863, il Mon810 e l’NK603 arrecherebbero grossi danni ai nostri organi.

Nonostante la Monsanto si difende assicurando l’assoluta sicurezza del mais, asserendo che i dati analizzati sono imprecisi.

I ricercatori però hanno dichiarato che:

“Gli effetti erano per lo più concentrati nelle funzioni renale ed epatica, i due principali organi di disintossicazione, ma nel dettaglio differivano per ciascun tipo di OGM”. Ma in alcuni casi, erano emersi anche disturbi al cuore e alla milza e non hanno alcun dubbio: “I nostri dati suggeriscono in maniera netta che queste varietà di mais OGM inducono ad uno stato di tossicità epatorenale. Tali sostanze non sono mai state parte integrante della dieta umana o animale e quindi le loro conseguenze sulla salute per coloro che li consumano, soprattutto nel lungo periodo sono attualmente sconosciute”.

Grazie ,cari politicanti,di volerci “così bene”

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I nostri cari governanti ed amministratori,amano il rischio(altrui)

Non bastavano le varie situazioni drammatiche dall’eternit di casale , a Porto Marghera,all’Ilva di Taranto,alla diossina di Inceneritori monstre,al pm10 delle città.e altre situazioni allarmanti….adesso ci aggiungono un altra ciliegina sulla torta:

In Italia arriva il mais OGM e al Nord semineranno il MON810 ,della Monsanto, nel 2013

“Il mais OGM provoca il cancro”. La Russia ha sospeso l’importazione di mais geneticamente modificato, commercializzato dalla colosso dell’agroalimentare Monsanto, dopo la pubblicazione di uno studio choc sulla tossicità del mais Ogm di tipo NK603.

L’equipe di Gilles-Eric Seralini, professore di biologia molecolare all’Università di Caen in Francia, ha realizzato un allarmante studio che rileva come i ratti nutriti con mais geneticamente modificato siano più soggetti ai tumori o a gravi malattie. E in Russia hanno deciso di correre ai ripari. “Finché non riceveremo una piena informazione sul caso, l’importazione e la vendita di mais NK603 geneticamente modificato sono temporaneamente sospese”, si legge in un comunicato.

Grazie ,cari politicanti,di volerci “così bene”

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