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Archive for dicembre 2010

Non è mai successo in cento anni di storia del nostro continente che un Parco Nazionale venisse smembrato ed assegnato alle varie province.

L’ennesimo record italiano in Europa.

A Bruxelles dovranno essere stufi di sanzionarci in continuazione: una volta per le deroghe sulla caccia e degli sparatutto,una volta per le emissioni nelle città,una volta per i rifiuti,una volta per i Beni Culturali,una volta sulla pesca indiscriminata ,una volta sui diritti umani…basta …la lista è lunga

Tutto per contaccambiare il favore per una” fiducia”.

La SVP ringrazia e pregusta un futuro roseo di affari esponenziali e con loro tutti i vari avvoltoi in frac annessi e consezienti.

Questa volta ,la faccenda rasenta lo scandalo assoluto.

Far gestire e smembrare il Parco dello Stelv io alle varie amministrazioni, significherà l’abbattimento di animali a josa,  la cementificazione del territorio e tutte le strade inutili appresso, insomma il verde verrà ingoiato dalle fauci di amministratori senza scrupoli se non quello di rimpinguare i propri conti bancari:

Sciacalli sacrileghi!

Non sfidate la Natura o la Natura sfiderà voi

Troppo facile attaccarsi alle calamità naturali.

Ma quali calamità naturali?

Conseguenze,semplici ed atroci conseguenze e purtroppo la Natura non concede ne concederà sconti

Le prime scandalose prove erano già iniziate :qui

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La “Grande”  Russia

Per anni un impianto nucleare sovietico ha scaricato scorie nucleari nell’acqua bevuta dagli abitanti di decine di villaggi. Sugli Urali l’area di smaltimento delle scorie nucleari tra le più conta

Vicino a una scuola abbandonata, un cartello avvisa di non raccogliere funghi o bacche e di non pescare. Siamo a Muslumyovo, un villaggio russo sugli Urali, in un’area di smaltimento delle scorie nucleari che oggi è tra le più contaminate al mondo. Muslumyovo e una ventina di altri villaggi si trovano sulle sponde del fiume Techla, a valle del complesso nucleare di Mayak, che dal 1949 al 1956 scaricò nelle acque del fiume 76 milioni di metri cubi di scorie altamente radioattive. L’impianto è ancora in funzione, e anche se il sistema di smaltimento è stato modernizzato e reso più sicuro, i villaggi sul fiume sono stati evacuati da tempo. Muslumyovo, che si trova a 30 chilometri di distanza da Mayak, è l’unico ancora abitato.

 

In Francia esistono zone interamente contaminate, persone afflitte o morte di tumori.Lasciamo perdere Chernobyl,ma nel tecnologico Giappone,tempo fa, è saltato qualcosa in una centrale, nessuno dice e racconta niente,figuriamoci i media controllati dai governi, nessuna assicurazione al mondo stipula polizze in merito,le scorie si insinuano nelle falde acquifere ,nelle verdure negli alimenti,l’uranio sta sparendo ed i suoi costi arrivano alle stelle, ci vogliono fiumi interi per raffreddare le centrali e l’acqua poi come sarà? i costi di rientro dell’investimento sono superiori all’investimento stesso…queste sono gli aspetti principali e ce ne sono altri

Il Nuclaeare è sicuro,dicono tutti quei fantoccioni di affaristi politici…l’unica cosa sicura sono le tangenti mediate dagli appalti, dei cittadini inermi..chi se ne fotte.

Non si accorgono che anche i loro figli e i figli dei propri figli li malediranno…prima o poi


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Campagna Antartica 2010-2011 Per La Difesa Delle Balene

E’ la settima campagna per fermare le attività illegali della flotta baleniera Giapponese nel Santuario Antartico dei Cetacei.

Nel corso delle 6 campagne precedenti abbiamo salvato oltre 1900 balene, e denunciato al mondo intero le attività illegali della flotta baleniera Giapponese. Nel corso della campagna dell’anno scorso, siamo riusciti a salvare più balene di quante i Giapponesi non ne abbiano catturate. Cinquecentoventotto (528) sono vive e nuotano nell’oceano grazie al tuo supporto che ha reso possibile alle nostre navi e ai nostri equipaggi di essere presenti e intervenire direttamente.

Ci auguriamo che questa possa essere l’ultima campagna antartica, in cui potremmo porre la parola fine a questa atrocità ricorrente. Dai il tuo supporto in questo enorme impiego di energie volto a proteggere questi splendidi e preziosi esseri senzienti. Abbiamo bisogno anche di te!

http://it.seashepherd.org/no-compromise/

questo è Gojira,(Gozilla) il nuovo intercettore superveloce di 30 metri, appena partito dalla Tasmania a”caccia” di baleniere giapponesi.

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Vienna

Autofrei Siedlung di Nordmanngasse, un’area residenziale a circa 8 chilometri dal centro servita in modo perfetto dai mezzi pubblici: le circa 600 famiglie che abitano lì, al momento della firma del contratto si sono impegnate a non possedere un’auto propria, scegliendo così per gli spostamenti quotidiani i mezzi pubblici, la bicicletta o i piedi. “Il denaro e lo spazio risparmiato grazie alla mancata costruzione dei p

archeggi sottolinea il rapporto di Legambiente possono essere investiti in migliore qualità residenziale, spazi verdi, servizi collettivi”. E dopo Nordmanngasse è già in progettazione una replica, Bike City, con 3.400 persone che hanno già prenotato un appartamento.

Amsterdam

GWL Terrein, realizzato negli anni Novanta su un’area di 6 ettari che in precedenza era occupata da un grande impianto di trattamento dell’acqua. A GWL Terrain vivono circa mille persone e tra un edificio e l’altro ci sono soltanto sentieri, piste ciclabili e prati. L’accesso è consentito esclusivamente ai mezzi d’emergenza, mentre per disincentivare l’uso dell’auto i parcheggi edificati a ridosso del quartiere possono contenere non più di 135 mezzi. E’ attivo un servizio di car sharing (auto in multiproprietà) utilizzato dal 10% degli abitanti e gli altri preferiscono la vasta rete di piste ciclabili e le linee tramviarie intorno al quartiere

 

 

Londra


BedZed (BedZed (Beddington Zero Energy Development) ed è autosufficiente dal punto di vista energetico e a bilancio zero in fatto di emissioni di anidrite carbonica. Un centinaio di case, 3000 metri quadrati di uffici, negozi e impianti sportivi, un centro medico-sociale e un asilo nido: per scoraggiare l’uso delle auto, è stato promosso lo shopping online e messo a disposizione degli abitanti un parco di mezzi gestito in car sharing e car pooling (utilizzo della vettura da parte di un minimo di tre persone). Disponibile, inoltre, una piccola flotta di scooter elettrici per gli spostamenti più brevi.

Friburgo

si sta sviluppando quello che potrebbe diventare l’insediamento carfree più grande d’Europa, con circa 6000 abitanti e 2000 edifici. Piste ciclabili, spazio limitato per i posti auto, bus e ferrovia leggera efficienti: uno schema che a Vauban è partito dal basso, ovvero dall’associazione di cittadini “Forum Vauban” che ha partecipato a tutti i progetti di edificazione del quartiere. Tra le idee realizzate, il pagamento di una tassa a parte per chi sceglie di possedere un’auto, con il gettito destinato alla costruzione e alla gestione dei parcheggi. Una zona carfree che in Germania esiste anche a Kronsberg, nel distretto di Hannover, dove si è sfruttata l’occasione dell’Expo del 2000 per minimizzare il fabbisogno di mobilità motorizzata.

 

 

 

 

Malmoe


Augustenborg ha puntato esclusivamente su vie pedonali, piste ciclabili e mezzi pubblici. Così, solo il 20% delle famiglie possiede un’automobile, rispetto alla media comunque bassa dell’intera Malmö (35%); l’80% delle strade ha un limite di velocità fissato a 30 chilometri orari; il 40% degli spostamenti casa-lavoro avviene in bici; gli autobus sono alimentati a gas naturale o biogas; la rete dei tram è molto estesa; funziona un servizio di car sharing molto efficiente.

questi sono solo esempi, altri ne arrivano ogni giorno a dimostrare che SI! si puo’ fare a meno della automobile.ù

E l’Italia?

Come al solito siamo anni luce…indietro. E già ,dobbiamo aiutare i marchionne della situazione,poverini loro…e poi, se noi non abbiamo un auto personale per tutti i membri della famiglia, che figura ci facciamo ?

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Essere nemico di un premio Nobel e per di più maturato per una battaglia sui diritti umani , ce ne vuole.

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Liu Xiaobo

Liu Xiaobo è in  carcere dal dicembre 2008 per incitamento alla sovversione dello stato, come se far valere i semplici Diritti Umani sia da considerare un atto terroristico.

Dovrà scontare 11 anni ed in Cina son duretti.

Ovviamente non potrà recarsi ad Oslo a ritirare il premio,così sarà per moglie e parenti, anche loro “spariti” dalla circolazione .

A ritirare il premio sarà il dissidente Yang Jianli, amico di Xiaobo, suo compagno nelle proteste nel 1989, esiliato negli Stati Uniti e docente all’universtà di Harvard

Ci sarà oscurantismo totale sui media e sulla rete in Cina.

Il governo cinese ha lanciato un editto pubblico per il boicottaggio del premio a tutte le nazioni del mondo

ECCO QUELLE CHE HANNO ADERITO e che non manderanno nemmeno un sotto-sotto-segretario a presenziare la cerimonia.

Russia, Kazhakstan, Colombia, Tunisia, Arabia Saudita, Pakistan, Serbia, Iraq, Iran, Vietnam, Afghanistan, Venezuela, Filippine, Egitto, Sudan, Ucraina, Cuba e Marocco.

Aderire contro qualcuno che si batte per i diritti umani, vuol semplicemente dire essere daccordo con chi ACCUSA…il resto sono solo squisite scuse di altissima diplomazia

Prosit

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