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Archive for the ‘mondo avariato’ Category

olio di palma_

per me lo è

  • il suo elevato contenuto di grassi saturi, che può raggiungere anche il 50% nel caso dell’olio di palma derivato dai frutti e l’80% nell’olio di palmisto, derivato dai semi.non è purtroppo controbilanciato
    cole

    formazione di ostruzione coronarica derivante da accumulo di lipidi nel sangue

    da un’adeguata presenza di acidi grassi polinsaturi benefici, ritenuti in grado di tenere sotto controllo i livelli del colesterolo LDL . Proprio per la particolare composizione chimica, l’olio di palma e palmisto, l’olio di cocco, benché di origine vegetale, si rivelano tra i più aterogeni (ossia favoriscono la deposizione di grasso nei vasi sanguigni).

  • è il maggior responsabile della deforestazione sistematica del pianeta.Pur di coltivarlo, governi senza scrupoli distruggono tutto il patrimonio delle foreste pluviali. quando non ci pensano i bulldozder, ci pensano gli incendi dolosi che bruciano qualsiasi forma di vita presente.
  • L’OLIO DI PALMA DI PALMA UCCIDE GLI ELEFANTI
    In Malesia, secondo produttore mondiale di olio da palma, 5 milioni di ettari di foresta sono stati rubati a piante e animali, anche in via d’estinzione, per trasformarli in piantagioni di olio da palma.
    Gli elefanti pigmei, una rara specie di elefante della foresta, vengono avvelenati con veleno per topi per impedire loro di mangiare i frutti della palma.
    Nella foto un cucciolo di elefante cerca disperatamente di rianimare sua madre con la proboscide. L’elefantessa è morta per avvelenamento insieme ad altri 13 esemplari di elefante pigmeo, una rara specie di elefante della foresta, perché considerata dannosa per le piantagioni.
    BOICOTTA L’OLIO DI PALMA: per la salute, per gli animali, per l’ambiente

    orangospaventato

    Orango divorato da incendio doloso

  • L’olio di palma trova inoltre impiego al di fuori dell’industria cosmetica ed alimentare, ad esempio nella produzione di biodiesel. Il biocarburante ottenuto a partire dall’olio di palma è stato però bollato dalla U.S. Environmental Protection Agency come non ecologico, in quanto la sua produzione è causa di emissioni di anidrdide carbonica superiori a quanto consentito
  • le aziende lo utilizzano per creare dei profitti superiori,in quanto a basso costo, disinteressandosi delle problematiche legate alla salute degli utilizzatori,consapevoli anche che per la sua coltivazione e raccolta vengono utilizzati degli schiavi sottopagati,spesso e volentieri anche bambini.
  • il nostro Bel Paese è uno dei piu’ grandi utilizzatori:Le stime dicono che la domanda raddoppierà entro 20 annie triplicherà entro il 2050. Intanto nuove piantagioni sorgono dall’Africa all’America Latina. In tutto questo l’Italia gioca un ruolo di primo piano. Con oltre 40mila tonnellate (10mila in più rispetto al 2006) il nostro Paese si è confermato nel 2007 terzo importatore europeo di olio di palma, soprattutto da Papua Nuova Guinea e Indonesia, un po’ meno dalla Malesia (dati Istat). L’85% è finito all’industria alimentare, e infatti la palma è dappertutto. C’è olio di palma in tutte le bottiglie rosse di olio per friggere, nella “croissanteria” e nelle margarine, nel Kitkat e nelle Pringles. Usano olio di palma la maggior parte delle friggitorie che vendono patatine e fritti vari e tutta la panificazione pronta, quella da scaldare tipica dei bar. Il più grande importatore (e raffinatore) di olio di palma è la Unigrà di Conselice (Ra), che oggi raffina oli e grassi e conto terzi produce margarine, semilavorati in polvere, cioccolato e surrogato, creme vegetali. Al secondo posto, la Ferrero, quella della Nutella. Altri grandi consumatori sono Barilla e Bauli, questa specie dopo l’acquisizione della Casalini, uno dei maggiori produttori italiani di merendine.
le

le “qualita’” dell olio di palma.

ovviamente,come in tutte le cose, ci sono anche i fautori ,pseudo-salutisti,che spergiurano sulla infondatezza delle ,sempre piu’, critiche negative.

Come la vedo io è semplice: un prodotto che gronda sangue in abbondanza di animali innocenti uccisi ed arrostiti senza pietà,un prodotto che ingoia maestose vegetazioni,utilissime al nostro pianeta in rovina,un prodotto che sfrutta generazioni di schiavi per la coltivazione e raccolta,un prodotte che arricchisce pochi e impoverisce molti sottraendo terre da coltivare e risorse..

NON MERITA NEMMENO UN SECONDO DEL MIO PENSIERO.

foresta distrutta per dare spazio a queste palme da olio

foresta distrutta per dare spazio a queste palme da olio

Nel mio piccolo cerco di boicottare il piu’ possibile, se vedo tra gli ingredienti la dicitura Olio di palma oppure Olio di origine vegetale,lascio tutto sugli scaffali.

ps: normalmente  la presenza di olio di palma viene indicata sull etichetta degli ingredienti.Da qualche tempo,dopo pressioni e campagne, la dicitura viene sostituita con un vago “olio vegetale o di origine vegetale”,come nel caso di Nutella,tanto per confondere le idee. Io evito sempre

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tempesta

L’ennesima tragedia,questa volta, ci ha toccato pesantemente in prima persona. Eravano così abituati ad “osservare” le disgrazie altrui,cullati nel nostro bel Mediterraneo protetto,che non ci si preoccupava piu’ di tanto,anche se ultimamente avvisaglie si erano già affacciate.

Ho tanti amici Sardi e li considero delle gran brave persone,cocciute, ma nel senso buono.A loro e tutti gli altri va il mio augurio,davvero sincero.Proprio questa cocciutaggine e orgoglio li aiuterà a risollevarsi con le proprie mani.

Le cosiddette Istituzioni dopo le loro classiche visite e rassicurazioni,torneranno a riempire le loro poltroncine profumate, intenti a disquisire sui “grandi problemi” della nazione,id est,se uno che ha sbagliato deve dimettersi o no, e ad incominciare la stagione delle grandi promesse,immancabilmente vane dopo le solite elezioni dei due anni e mezzo scaduti(maturazione indennità),prossime e venture, il tutto condito con il solito rosario dello scarico delle responsibilità.

Riproporranno la necessità delle Grandi Opere, per uscire dalla crisi:

Il fantamega tunnel della TAV per trasportare qualche derrata alimentare da Torino a Lione,progetto che nemmeno la Francia vuole più,ma noi si perchè i finanziamenti Europa son tanti,che darà una sferzata micidiale ad una vasta porzione di territorio vergine.

Il ponte sullo stretto su zone ad altissimo rischio sismico,fantasma latente , ma sempre presente

L’Alta Velocità che ha già stuprato il Mugello e le sue falde acquifere

Tra poco passerà pure il TAP ,il gasdotto Trans Adriatico

Ci sono ancora i presupposti per le trivellazioni petrolifere vicino alle Tremiti e altre parti

Ci sono le disponibilità dei nostri geni della Finanza per assegnare spiagge demaniali a privati, per recuperare un po’ di soldini per la Merkel

Cemento a volontà da tutte le parti e per tutti i gusti.

Centri commerciali a volontà,parcheggi su fiumi intubati,sequele di villette in cartongesso vista mare o lago su scoscesi ed ameni dirupi,immancabilmente sfitte,strade e strade per portare macchine anche in cima ai nostri meravigliosi monti,perchè non si puo’ fare due passi,guai, troppo perdita di tempo.Sacrificio immane di alberi e possenti radici per fare spazio a queste superflue oscenità.

Tonnellate di cemento e asfalto per una manifestazione del 2015 già nata in crisi e in debito perenne, come se non bastassero quelle cattedrali di cemento,ormai assopite nell’oblio totale, costruite ed usate solo una volta nel nome del prestigio(!?) dello Sport(mondiali di calcio,olimpiadi invernali etc etc)

TROPPO FACILE PRENDERSELA CON LA NATURA.NON ERA MAI SUCCESSO.EVENTO STAORDINARIO,NON CALCOLATO.

Ma i calcoli per distruggere e lasciar andare in rovina il nostro territorio si sanno far bene,a quanto pare.

L’Incuria e la mancanza assoluta di manutenzione sono concause essenziali che contribuiscono,assieme alle sopraelencate, a fare del nostro territorio un colabrodo molto pericoloso. Mi ricordo,durante la mia infanzia, che al mio paesello c’era lo stradino che regolarmente puliva i tombini,i canali di deflusso.I vecchi,poi,salivano l’estate sui monti a ripulire alvei di torrenti da radici e ostruzioni per evitare dighe naturali ed intoppi durante la stagione delle piogge.Se poi,il terreno era un po’ cedevole,non si dava il permesso neanche di passare.

Si faceva,eccome se si faceva.

Si potrebbe,eccome se si potrebbe.

Basterebbe destinare qualche risorsa in piu’ a queste attività,regolarmente,magari togliendola dai soliti progetti senza capo ne coda

Oggi,piu’ che la cultura del fare, si preferisce quella dell’osservare e poi criticare.

Mamma Natura se rispettata sa rispettare e anche premiare,se danneggiata sa restituire danni in modo esponenziali, ma questo l’uomo non l’ha ancora capito bene,troppo preso nell’implementare il lubrico vortice del benessere consumistico personale, anzichè il benessere della propria comunità

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melissa bachman

Questa signora (signora???) , non vorrei offenderla con parole troppo pesanti ,allora chiamiamola TROIA, va bene??si può dire???

Per me si.

Ebbene questa qui ,nota (nota???) presentatrice yankee di una trasmissione di hunters in USA se la mena e se la tira sul web con i suoi trofei. Gia’ la caccia ,intesa come non effetto di mera sopravvivenza, è un attività che spesso viola la soglia della criminalità , ma questo è Sadismo allo stato puro.

Guardate la foto sopra , ride con i suoi denti sbiancati artificialmente, per la preda sottostante.Pazza criminale, non vali nemmeno un unghia della maestosa essenza di un Leone. Tu hai eliminato la possibile crescita di una futura generazione di Leoni,come se ce ne fossero così tanti.Pazzi dementi anche voi,cari legislatori sud africani,che permettete a certa gente di un livello piu’ basso della fogna di casa mia, di poter uccidere selvaggiamente. Se proprio volete la sfida, sfidatelo il Leone. Mani nude contro zampe nude. Lui capisce questa legge e difende il suo territorio ,quindi che vinca il migliore. Questo sarebbe giusto,altro che stare ad un miglio con l’occhio dentro un carl zeiss,sorseggiando red bull e bagnarsi d’orgasmo al colpo partito.

Cosa ne sapete degli animali, della loro voglia di vivere ,proprio come voi,poveri meschini umani. A differenza vostra, la loro fierezza e senso del gruppo li rendono inavvicinabili alle vostre sudicie anime di pseudo-cacciatori.

Allora Bachman , te la godi a mostrare sul web le tue prede:

Leoni,Elefanti,Kudu,Zebre,…cazzo, persino un alligatore. un colpo difficilissimo sparare ad un alligatore ,vero??? senza contare i vari trofei nostrani,quali cervi,mufloni,orsi, e tutto cio’ che attira la tua morbosa attenzione.

Sei una serial killer ,peggio del peggior cecchino delle waffen ss di tempo fa. Personalmente ti farei sniffare tutta la polvere da sparo che hai riversato sui tuoi bersagli, fino a che il tuo visino da pin up assuma la colorazione della terra africana e spero anche che passerai la tua prossima vita reincarnata in un kudu,  costretto a correre sempre per non essere colpito.Ma sicuramente nessun altro animale ti accetterebbe, porteresti la tua puzza criminale addosso e cosi girovagherai a vuoto fino al fatidico colpo mortale.

L’unica soluzione sarebbe di eliminare il tuo DNA

Stop ti ho dedicato troppo tempo,non lo meriti proprio

Firmate la petizione indetta dagli amici animalisti sudafricani:

Mai più in questo paese

http://www.change.org/petitions/the-government-of-the-republic-of-south-africa-deny-future-entry-to-melissa-bachman

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ESTINTO! LO SAPETE IL SIGNIFICATO DELLA PAROLA?
La lista nera degli animali a rischio di estinzione o già estinti purtroppo annovera adesso anche il rinoceronte nero.
L’ultimo avvistamento di esemplari appartenenti a questa specie, infatti, sembra risalire al 2006 anche se l’ufficialità della notizia è stata fornita solo di recente.
Il bracconaggio del rinoceronte nero, aumentato in modo indiscriminato negli ultimi anni, è il principale responsabile di questo esito infausto a causa dei forti interessi economici gestiti dalla criminalità organizzata in merito al mercato nero dei corni.

Purtroppo anche altre sottospecie, come il rinoceronte bianco dell’Africa meridionale, sono seriamente a rischio di subire la stessa sorte.

rinoceronte-e-piccolo

è un po’ difficile che riesca ad odiare le persone ma VOI ,bracconieri,commercianti,utilizzatori di parti di animali con FALSE proprietà terapeutiche, non siete del tutto persone. L’unico augurio è :

“un giorno, vi troverete stanchissimi da non stare in piedi  l’unica sedia o giaciglio sarà fatto con tutte le corna e le zanne  estirpate a forza”

BUON RIPOSO

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Questo è un terribile e drammatico resoconto vissuto in prima persona.

Mille grazie a queste schifose generazioni di umani arrivisti ed egoisti

oceanic

 

 

L’oceano Pacifico è morto, è svuotato di ogni vita. Ci sono solorifiuti e barche per la pesca industriale intente a saccheggiare accuratamente quel poco che è ancora rimasto.

Sta facendo il giro del mondo, sui media di lingua inglese, ilracconto struggente, tragico e a suo modo poetico di un marinaio,Ivan Macfadyenivan , che ha ripetuto la traversata del Pacifico effettuata dieci anni fa. Allora fra l’Australia e il Giappone bastava buttare la lenza per procurare pranzo e cena succulenti. Stavolta in tutto due sole prede. Dal Giappone alla California, poi, l’oceano è diventato un deserto assoluto formato da acqua e rottami.

Nessun animale. Non un solo richiamo di uccelli marini. Solo il rumore del vento, delle onde e deigrossi detriti che sbattono contro la chiglia.

Il racconto di Ivan Macfadyen, vecchio marinaio col cuore spezzato dopo 28 giorni di desolata navigazione nel Pacifico, è stato raccolto dall’australiano The Newcastle Herald ed è stato variamente ripreso da decine e decine di testate, tutte in inglese.

Macfadyen ha navigato con il suo equipaggio a bordo del Funnel Web sulla rotta Melbourne -Osaka – San Francisco. Dice di aver percorso in lungo e in largo gli oceani per moltissimi anni, dice di aversempre visto uccelli marini che pescavano o che si posavano sulla nave per riposarsi e farsi trasportare. E poi delfini, squali, pesci, tartarughe… Stavolta nulla di tutto ciò: nulla di vivo per oltre 3.000 miglia nautiche.

Unica apparizione, poco a Nord della Nuova Guinea, quella di una flotta per la pesca industriale accanto ad una barriera corallina. Volevano solo il tonno, tiravano e ributtavano in mare – morta – ogni altra creatura marina.

E poi la parte più allucinante del viaggio, quella dal Giappone alla California, costantemente accompagnata dalla gran quantità di rottami trascinati in mare dallo tsunami del 2011, quello che ha innescato la crisi di Fukushima.

Rottami, rottami grandi e piccoli ovunque: impossibile perfino accendere il motore. Rottami non solo in superficie ma anche sui fondali, come si vedeva chiaramente nelle acque cristalline delle Hawaii. E poi plasticarifiuti di plastica dappertutto.

Nel racconto di Ivan Macfadyen un solo elemento è direttamente riconducibile ai tre reattori nucleari in meltdown sulla costa giapponese: dice di aver raccolto campioni destinati ad essere esaminati per la radioattività e di aver compilato durante il viaggio questionari periodici in seguito a richieste provenienti dal mondo accademico statunitense.

Però non si può non pensare a Fukushima quando Macfadyen afferma che nelle acque del Giappone il Funnel Web ha perso il suo colore giallo brillante e quando dice che uno dei pochissimi esseri viventi incontrati dal Giappone alla California era una balena che sembrava in fin di vita per un grosso tumore sul capo.

Sui social e nei commenti sul web si fa un gran parlare della relazione fra Fukishima e l’assenza di esseri viventi fra Giappone e California.

Io sottolineo tre elementi: primo, la sorgente di radioattività di Fukushima, sebbene molto intensa, paragonata alla vastità dell’oceano diventa come uno sputo in un fiume; secondo, nei dintorni di Fukushima e prima di diluirsi nella vastità dell’oceano la radioattività effettivamente si accumula nella catena alimentare e vi resterà per molti decenni; terzo, una desolazione vasta e assoluta come quella raccontata da Macfadyen si sposa benissimo con gli effetti della pesca industriale dissennata, senza bisogno alcuno di scomodare la radioattività i cui effetti sensibili – stando alle informazioni note – si limitano al tratto di mare davanti ad una parte delle coste giapponesi.

Il Pacifico è morto – si è rotto, per usare l’espressione di Macfadyen – e l’ha ucciso il genere umano, che sta al pianeta come una nuvola di cavallette sta ad un campo di grano. Macfadyen, raccolta il The Newcastle Herald nel seguito della storia, non ha voluto rilasciare altre interviste dopo quella che ha fatto così tanto rumore. Desidera però che il mondo sia consapevole di quanto egli ha visto. Accontentiamolo.

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