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Archive for febbraio 2012

 

Evidentemente,non è affatto prioritario sentirsi belli dentro.Seguendo un egoismo narcisistico, si considera la sofferenza o la morte altrui una cosa necessaria per cancellare i segni naturali del tempo sul proprio corpo, o per nascondere difetti genetici….non lo potrete fare per sempre, codardi insicuri…..il tempo ha, ed avrà sempre ragione.

Il 13 settembre la Commissione Europea ha presentato la relazione annuale sui metodi alternativi alla sperimentazione animale nel settore dei prodotti cosmetici, a Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione, le Istituzioni che dovranno decidere le sorti finali della Direttiva 2003/15CE sui prodotti cosmetici.
In base a questa Direttiva nel 2004 è entrato in vigore il primo divieto di commercializzazione di cosmetici testati su animali, riguardante il prodotto finito poi, nel marzo del 2009 è diventato attivo il secondo passo, che prevedela quasi totale esclusione dell’uso degli animali vivi per fini sperimentali nella cosmesiRimangono, però, praticabili ancora tre test fortemente invasivi, quali: tossicità per uso ripetuto, tossicità riproduttiva e tossicocinetica (assorbimento, distribuzione, metabolismo ed escrezione della sostanza in esame). Di conseguenza in Europa vengono ancora commercializzati cosmetici testati su animali.

La fine dei test su animali, almeno in questa area della ricerca, è prevista per il 2013ma la Commissione, nella relazione recentemente presentata, indica come tale divieto non possa essere rispettato a causa della

mancanza di metodi alternativi che coprano le tre aree di sperimentazione ancora attive. La previsione di rinvio per lo stop ai test cosmetici, quindi, è di almeno altri 10 anni: ancora decine di migliaia di conigli, cavie, topi e ratti iniettati, bruciati e resi ciechi in tutto il mondo per cosmetici destinati all’Europa.

La Commissione europea sta inoltre valutando gli impatti (ambientale, benessere degli animali, economico e sociale) dell´applicazione del divieto di commercializzazione totale nel caso venga rispettata la scadenza del 2013, e sulla base di tale valutazione deciderà, entro la fine del 2011, se presentare o meno una proposta per modificare o mantenere tale scadenza.
La posizione della Commissione è intuibile da tempo: per questo la LAV ha concentrato l’attenzione sul rispetto della scadenza del 2013, dedicando le scorse giornate nazionali (Pasqua 2011) al tema e predisponendo una raccolta firme già dal gennaio del 2011.

E’ fondamentale che il Parlamento europeo faccia rispettare il divieto previsto per il 2013, anche in considerazione della chiara posizione dell’opinione pubblica a riguardo, che si è mostrata totalmente contraria all’uso di animali in questo ambito sperimentale. Considerando la posizione contraria che probabilmente presenterà la Commissione, è importante che la campagna contro i test cosmetici su animali continui ad essere supportata e diffusa al fine di influenzare la decisione finale delle Istituzioni chiamate a votare.

La raccolta firme è ancora attiva: se non l’hai già fatto, firma qui.

fonte LAV

 

 

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Piombo, mercurio e idrocarburi: il mare di La Maddalena è fortemente inquinato, nonostante le bonifiche decise dopo i lavori per il mancato G8 costate 30 milioni di euro. Operazioni fantasma che al posto di ripulire acqua e fondali hanno addirittura ampliato la zona su cui intervenire: da sette ettari si è passati a dodici. A tracciare il quadro aggiornato della situazione è stato il sostituto procuratore del Tribunale di Tempio Pausania, Riccardo Rossi, da due anni titolare dell’inchiesta sulle bonifiche.

“Ci sono picchi di mercurio superiori anche dieci volte il consentito”.

“Vi è l’ipotesi  –  ha spiegato il sostituto procuratore  –  che buona parte della zona sia stata inquinata da errate manovre di bonifica, con diffusione del materiale inquinante rimosso, polveri sollevate e poi ricadute sul fondale”. Conclusi i campionamenti a mare, la procura verificherà anche lo stato delle spiagge. “Il nostro interesse  –  ha chiarito il Pm  –  è che la bonifica venga eseguita nel modo ottimale”.

Nell’inchiesta risultano indagati, per inquinamento ambientale, falso e altri reati, i rappresentanti dell’impresa alla quale la struttura di missione della Protezione civile, guidata allora da Guido Bertolaso, aveva affidato l’incarico di bonificare il tratto di mare dell’ex Arsenale e le ditte subappaltanti che lavorarono per il mancato G8 del 2009

 

hanno smesso di inquinare, perchè “distratti” ,poi,dal terremoto dell’Aquila.

 

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Hanno mani piccole e dita veloci, che paiono fatte apposta per cucire e incollare con rapidità tessuti, plastica, piccole rifiniture. In India, Bangladesh e nei Paesi più poveri i bambini sono considerati forza lavoro pregiata. Sottopagati e senza tutele, possono essere sfruttati a pochi dollari al mese.

Condizioni di lavoro e vita disumane

L’ultima denuncia arriva dalla Cina, dove li hanno già battezzati gli “schiavi di Topolino”. Sono adolescenti cinesi con un’età variabile dai 13 ai 16 anni che lavorano 12 ore al giorno per confezionare i pupazzi con cui giocheranno i loro quasi coetanei di tutto il mondo.
Vengono impiegati negli stabilimenti senza le minime condizioni di sicurezza e di igiene. Una manodopera perfetta per chiudere le schiene, attaccare orecchie o code di Winnie The Pooh e degli altri personaggi che il colosso Disney produce in Cina.
A lanciare l’allarme, è stata la China Labour Watch (Clw), una ong americana contro lo sfruttamento minorile che ha pubblicato un rapporto in cui si denuncia le condizioni di lavoro in due stabilimenti nel Paese asiatico. Al loro interno, non solo vengono quotidianamente violati i regolamenti locali sul lavoro e il codice di autocondotta sottoscritto dal colosso americano del divertimento.

Lavorare per 11 centesimi all’ora

Sotto accusa sono finiti soprattutto gli orari insostenibili per qualunque lavoratore, figurarsi per un ragazzo di 14 anni. Come ha riportato il 10 novembre il britannico Independent,  in media i piccoli operai assemblano giocattoli per i bambini dell’Occidente per otto ore al giorno, con una piccola pausa. Poi, alla sera, sono costretti a fare altre quattro ore di straordinario, quando dovrebbero invece starsene a casa a riposare o magari a guardare i film della Disney, esattamente come i bambini per i quali lavorano.

Secondo l’ong i baby-operai restano in fabbrica un totale di 76 ore alla settimana, fino a 330 in un mese, di cui 150 di “straordinario”, imposto. Rifiutare, infatti, non è un’opzione per gli schiavi di Topolino, visto che il risultato della “rivolta” sarebbe il licenziamento.
Ma quanto denaro riescono a far arrivare questi giovanissimi alle loro famiglie? Tolti vitto e alloggio, visto che non sono inclusi nel contratto, il loro stipendio è di 1100 yuan (121 euro) al mese, circa uno yuan all’ora (11 centesimi).

Dormitori affollati e igiene inesistente

Le condizioni igieniche dell’ambiente di lavoro sono altrettanto disumane. I ragazzi vengono muniti di guanti per proteggersi dal contatto con i materiali chimici che devono maneggiare. Ma non li indossano, perché questo impedirebbe di svolgere la loro mansione con uguale rapidità.

Il risultato è che spesso i giovani si ritrovano con infezioni alle mani che si portano dietro per tutta la vita, come “ricordo” di zio Walt. Sempre se riescono a sopravvivere ai dormitori in cui i loro datori di lavoro, o meglio sfruttatori, li ospitano. Sì, perché le fabbriche diventano anche la casa di questi ragazzi, il luogo dove trascorrono la maggior parte dell’adolescenza.
Dormono costretti in stanze stracolmedi altri “colleghi”, 12 ragazzi per dormitorio, in condizioni igieniche pessime. I pochi beni personali che hanno e i vestiti devono essere ammassati a terra o sui letti a castello. Mentre i bagni sono sporchi e sovraffollati.
In mensa la situazione non migliora: il menù è costituito da due piatti di verdure e uno meno abbondante di carne o pesce,  «le cui porzioni sono ridotte al minimo, per non parlare della totale mancanza di igiene nella preparazione delle pietanze dove i ragazzi, spesso, trovano capelli e scarafaggi», si legge nel rapporto della Clw. Sono impensabili, in queste condizioni, corsi per la sicurezza all’interno degli stabilimenti, e tanto meno le esercitazioni per evacuare le strutture in caso di incendio.
La Disney, da parte sua, ha risposto alle accuse sostenendo di aver avviato un’inchiesta sugli stabilimenti. Ma la situazione è la stessa da anni nelle fabbriche cinesi che lavorano per il marchio di Topolino.

fonte Alessandro Carlini- lettera43.it

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GIAPPONE TSUNAMI – PRIMA E DOPO: 11/12 marzo 2011-gennaio 2012>>>>>10 mesi

L’AQUILA – TERREMOTO-PRIMA E DOPO: 6 aprile 2009-feb 2012 >>>>33 mesi

guardando bene , per me, ma è solo un opinione personale……qualche differenza c’è

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Con la potenza di Google Earth , sono state scoperte gabbie di allevamengto per pesci superiori a quanto dichiarato dai vari governi dell’area mediterranea.

”Abbiamo scelto il Mediterraneo perche’ ha una buona copertura dai satelliti – spiega Chiara Piroddi, ricercatrice italiana che lavora all’universita’ canadese di British Columbia e coautrice dello studio – siamo riusciti a contare 248 gabbie per i tonni e 20976 gabbie per altri pesci in 16 paesi”.

In particolare Turchia e Grecia hanno sottostimato di quasi il 50% della produzione.

manco me l’immaginavo di una tale quantità di gabbie .

altro che pesce fresco e selvatico, saranno imbottiti di mangimi ultraormonali, per accelerare la crescita

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