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MUCCHE A METANO

Adesso la colpa del riscaldamento globale, dell effetto serra,dell inquinamento atmosferico e’delle MUCCHE.

Negli stati uniti ,il maggior produttore e consumatore di carne, circa 88 milioni di bovini anno, si stanno studiando rimedi alle “emissioni”delle mucche,responsabili di disperdere tons di metano nell aria. E allora,frotte di scienziati , sono impegnati a studiare mangimi speciali, diete,pillole per abbattere l’effetto “catastrofico” che una mucca ha nei confronti dell ambiente.

Persino Obama in persona,noto divoratore di hamburgers ed hot dogs, si e’ messo in gioco.

A pensare di abbattere il problema del global warming con drastiche soluzioni industriali, quali la riduzione delle emissioni derivanti da sfrenate attivita’ industriali,da milioni di autoveicoli circolanti,dai miliardi di bombolette spray,a pensare ad implementare energie pulite,rinnovabili e non il solito maledetto petrolio, non se ne parla nemmeno.GUAI!!! i suoi amici del G8 inorridirebbero al solo pensiero di ridurre i profitti industriali.

Ridurre il consumo di carne????

Ma siamo pazzi!

Di seguito vi rammento le conseguenze di allevamenti estensivi di animali da macello

Consumo di risorse alimentari

La produzione di cibi di origine animale e in particolare di carne richiede pertanto un vasto uso di risorse alimentari. Un terzo della produzione mondiale di cereali – 745 milioni di tonnellate nel 2007 – viene consumata dagli animali allevati

Inefficienza alimentare

Lo svantaggioso indice di conversione alimentare alla base del sistema zootecnico determina l’inadeguatezza ecologica di una dieta basata sulle proteine animali. Frances Moore Lappè ha osservato come negli USA, nel 1979, al bestiame siano state somministrate 145 milioni di tonnellate di cereali e soia, e di queste solo 21 milioni sono tornate ad essere disponibili per l’alimentazione umana sotto forma di carne e uova: «il resto, equivalente a circa 124 milioni di tonnellate di cereali e soia, è stato sottratto al consumo umano»

Consumo di risorse idriche

Alimento Impronta idrica (in litri per kg)
carne di manzo 15 400
carne di pecora 10 400
carne di maiale 5990
burro 5550
carne di capra 5520
formaggio 5060
carne di pollo 4330
uova 3300
riso 2500
soia 2145
pasta 1850
pane 1608
grano 1827
mais 1220
latte di mucca (1 litro) 1020
tè (1 litro) 480
cetriolo 350
zucca 350
patate 290
cavolo 280
lattuga 240
pomodori 200

Oltre ad un consumo eccessivo di risorse alimentari, l’allevamento è causa anche di uno smodato impiego di risorse idriche. Una parte dell’acqua richiesta dal sistema zootecnico moderno è impiegata per abbeverare gli animali: un manzo può consumare fino a oltre 80 litri di acqua al giorno, un maiale oltre 20 litri e una pecora circa 10 litri, e una mucca da latte, durante la stagione estiva, può arrivare addirittura fino a 200 litri di acqua consumata in un solo giorno. Altra acqua viene poi usata per la pulizia delle strutture di allevamento e degli animali, per i sistemi di raffreddamento e per lo smaltimento dei rifiuti. In alcuni paesi i consumi per l’abbeveramento degli animali e la manutenzione delle strutture è significativa: ad esempio in Botswana l’uso dell’acqua per l’allevamento è pari al 23% dell’uso totale delle risorse idriche nazionali e rappresenta il secondo principale fattore di consumo dell’acqua del paese. Altra acqua viene poi usata nel processo di macellazione degli animali e per la pulizia degli impianti di macellazione: ad esempio è stato calcolato che per ogni pollo macellato occorrono 1590 litri di acqua. Tuttavia, gran parte dell’acqua (il 98%) necessaria alla produzione dei cibi animali è usata naturalmente per la coltivazione del foraggio: a tale scopo, su scala globale, vengono impiegati oltre 2300 miliardi di metri cubi d’acqua l’anno.

Inquinamento delle risorse idriche

Come affermato dalla FAO, «l’evidenza suggerisce che il settore dell’allevamento è la più importante fonte di inquinanti delle acque, principalmente deiezioni animali, antibiotici, ormoni, sostanze chimiche delle concerie, fertilizzanti e fitofarmaci usati per le colture foraggere e sedimenti dai pascoli erosi».

Inquinamento idrico derivante dalla zootecnia intensiva

Fino a quando la più ridotta popolazione degli animali allevati poteva essere accolta su vaste aree rurali, le deiezioni animali rappresentavano un’importante risorsa per la concimazione del terreno. Ma a seguito della crescita esponenziale del numero di animali allevati parallelamente all’espansione delle aree urbane, si sono diffusi sempre più gli allevamenti intensivi, responsabili di una sovrabbondante produzione di deiezioni animali dovuta all’elevato numero di animali concentrato in uno spazio ridotto. In questa nuova condizione il territorio circostante lo stabilimento non è più in grado di assorbire efficacemente l’enorme quantità delle deiezioni prodotte, cariche di contaminanti ambientali che finiscono per depositarsi nella acque di superficie e nelle falde acquifere, con gravi effetti per l’ecosistema, la vita animale e vegetale e la salute umana.

Deforestazione

L’aumento della produzione zootecnica è un fattore chiave nella deforestazione, specialmente in America Latina, dove negli ultimi decenni si è verificata una crescita considerevole dell’attività dell’allevamento. In America centrale, a partire dagli anni del 1960, già alla metà degli anni del 1980 oltre un quarto delle foreste erano state rase al suolo per fare posto a pascoli, mentre il numero di capi bovini era cresciuto dell’80% e la produzione di carne bovina del 170%. In Honduras, in poco più di venti anni, dal 1960 al 1982, la produzione totale di carne bovina è triplicata, raggiungendo le 62 000 tonnellate l’anno, similmente a quanto accaduto in Nicaragua dove, in soli due decenni, dagli anni del 1970 agli anni del 1990, la produzione di carne bovina è triplicata e le esportazioni sono quintuplicate.

Per quanto riguarda i problemi alla salute umana derivanti dal consumo eccessivo di carne vi rimando alla rete,oppure leggete qui. E’ vero esistono anche pareri contrari, come quello del Prof Cannella di Roma , noto paladino della carne ,famosa la sua frase : Siamo fatti di carne dobbiamo mangiare carne. Morto di tumore all intestino (nessun giornale lo fece notare) alcuni anni fa, ad appena 60anni e spicci. Sara’ un caso dira’ qualcuno. Io ,purtroppo ,sono convinto che non e’un caso, ma e’ la mia opinione.

Allora,per tornare a bomba al dilemma di Obama:

Sono piu’ dannose le mucche o l’uso sconsiderato della carne e tutto cio’ che ne deriva di conseguenza?

Ai posteri l’ardua sentenza,ammesso che i posteri abbiano la possibilita’ di formularla con tranquillita’,questa sentenza.

Vediamo se riuscite ad arrivare a meta’ di questo video

Io non credo assolutamente che esista un Dio che permetta questo. Sicuramente e’ una libera interpretazione umana, come tante trascrizioni e trascrizioni.

Questo e’ un massacro,peggio del peggior lager.

Questo e’ cio’ che viene permesso in tutti i macelli europei

Tutti coloro che non  si sentono gravemente feriti da queste scene, sono persone assolutamente da evitare:

Vi faranno soffrire e semineranno solo del male.

Adesso, rideteci sopra, mettete le gambe sotto il tavolo ed addentate quelle innocenti e premature carni.

Vi sentite bene?

E’ una carne sopraffina?

Giu’un altro bicchiere di rosso pastoso e una nuova porzione di carne mentre discutete di tutte le indignazioni e i torti della vostra vita e di quella dei vostri amici.

Passate il dorso della mano sulle labbra per levare residui di condimento aromatico arrostito sulla pelle di agnellini da latte.E giu’ ancora a ridere e fare complimenti al cuoco.

Questo e’ l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo.

Quali peccati? Massacrare in questo modo acerbe vite, strappate a forza dalle mammelle di madri disperate, non e’ peccato???

Ma non vi sentite di merda????

 

famigliola di folaghe con due piccini

famigliola di folaghe con due piccini

le cose interessanti spuntano sempre lontano. Come al solito, a stroncarla da noi, ci penseranno le lobby del petrolio e i loro boicottaggi.

E’ lunga solo 2,49 metri, ospita 4 passeggeri e non la ferma nemmeno l’acqua alta, perchè in caso di alluvione galleggia. Al posto di guida infatti ha un manubrio da scooter invece del volante. Queste le caratteristiche dell’inedita e originale city car elettrica giapponese ‘Fomm Concept One’. Realizzata dalla giovane ‘start-up’ nipponica Fomm, avviata nel 2013, la minicar elettrica da città, ”la più piccola al mondo a quattro posti”, riferisce la Fomm, è per ora un prototipo funzionante. Ma in Giappone sarà prodotta in serie e lanciata sul mercato locale al prezzo di 1.000.000 Yen, pari a 7.200 Euro, escluse le batterie. Se in Italia il progetto di un’auto da città ‘galleggiante’ potrebbe apparire insensato, i progettisti della Fomm hanno deciso – con la consueta attenzione al dettaglio tipica dei giapponesi – di sviluppare un’auto elettrica che garantisse la mobilità anche con tsunami, forti piogge e inondazioni tipiche del sud est asiatico. La simpatica ‘vetturetta’ è quindi “water resistant”. Significa che dispone di organi meccanici funzionanti anche se finiscono in ‘immersione’. La Concept One è così in grado di procedere anche con l’acqua alta, utilizzando la ‘spinta’ di una coppia di idrogetti direzionali. Oltre alle valide possibilità di spostamento in condizioni critiche – peraltro ancora da verificare perché il veicolo non ha ancora avuto un collaudo in condizioni di emergenza – la Concept One sarebbe anche, secondo i progettisti, la più piccola auto elettrica a 4 posti del mondo. Infatti la lunghezza di 2,49 metri è di poco superiore a quella della due posti ‘in linea’ Renault Twizy, lunga 2,34 metri. La Fomm ha realizzato ‘in casa’ due motori elettrici da 5 kW di potenza e 280 Nm di coppia, sistemati in posizione protetta all’interno dei cerchi ruota anteriori. L’alimentazione della piccola city car è garantita da un pacco di 6 batterie che portano il peso totale a 460 Kg e promettono circa 100 Km di autonomia.

 

La mica è un minerale di primaria necessita’ per le multinazionali miliardarie dell industria della bellezza, e’ uno degli ingrediente principali nella produzione dei cosmetici ,garantisce lucentezza e luminosita’ ai rossetti, ai fondotinta e a molti dei prodotti per il trucco comunemente in vendita.  Il quotidiano australiano The Sidney Morning Herlad ha iniziato ad indagare sulla produzione della mica,in perticolar mondo nella zona dove ne viene estratta in quantita’,l’India 

Quasi nella totalita’,la produzione di mica in India sarebbe illegale perche’ vengono utilizzati bambini di 12 anni e minori.

E’ un vero sfruttamento senza la minima regola di sicurezza ed attenzione per un lavoro durissimo e MOLTO pericoloso.

I bambini lavorano in cave fatiscenti soggette a continui crolli, esposti a tagli,ferite e lacerazioni cutanee, con complicazioni polmonari gravi quali la bronchite,silicosi ed asma.

Un forma di mortalita’ aggiuntiva e’ fornita dal morso dei serpenti cobra e scorpioni, molto frequenti nella zona.

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Un giornalista del quotidiano australiano e’ riuscito ad intervistare un ragazzino:Mohammed Salim Ansari. Si occupa di estrarre la mica ogni giorno e ha soli 12 anni. Per ogni chilogrammo di minerale estratto guadagna soltanto 5 rupie (5 centesimi di Euro) un prezzo in netto contrasto con i guadagni garantiti dal commercio che la mica assicura sul mercato internazionale, che possono arrivare fino a 1000 dollari al chilo. Attorno alla produzione del minerale vi sarebbe in India (e forse non solo) un vero e proprio giro criminale. I minori che dovrebbero frequentare la scuola sono invece costretti a lavorare e sottoposti a sfruttamento.

L’azienda cosmetica australiana Napoleon Perdis, a cui appartengono i marchi MAC, Clinique, Bobbi Brown e Estee Lauder, ha dichiarato al The Sidney Morning Herlad che meno del 10% dellamica utilizzata nei propri prodotti è di origine indiana e di non credere che i propri cosmetici possano essere associati al lavoro minorile. Altri giganti dell’industria cosmetica, come L’Oreal, Lancome, Redken e Maybelline, The Body Shop e Yves Saint Laurent avrebbero rifiutato di rispondere ad alcune domande riguardanti la provenienza della mica utilizzata nel cosmetici. Sarebbe dunque piuttosto difficile conoscere la reale località di estrazione del prezioso minerale utilizzato nei cosmetici.

Il vostro sorriso luccicante , quanti sorrisi di bambini  riesce a spegnere??

Per evitare la mica, è sufficiente leggere gli ingredienti indicati nelle etichette. La sua presenza potrebbe essere indicata con il codice CI 77019, oppure con il termine di glimmer, oltre che semplicemente come mica