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Archive for 9 settembre 2014

Almeno ci provano,come ci provarono gli Oglala di Crazy Horse.

Non e’ la terra che appartiene all uomo ma l uomo che appartiene alla terra. Le parole di Toro Seduto risuonano tra le cortecce dei sontuosi alberi amazzonici.Parole che penetrano nel cuore di questi indomiti Indios, parole che alimentano la loro volonta’ di proteggere la propria terra per ringraziarla di aver sfamato e protetto il proprio popolo per decenni.

Le multinazionali stanno facendo sfracelli in Brasile,la meravigliosa foresta amazzonica sempre piu’ viene divorata senza scrupoli,abitanti compresi,per soddisfare superflue esigenze di finto benessere.

 

 

Il Grande Capo Raoni Metuktire,piange la disgrazia che si profila sul suo popolo

 

 

I ka’apor vivono da sempre in quelle terre.Vivono con poco ma per loro e’ molto. La cosa piu’ importante e’ la fierezza di essere persone libere in un mondo naturalmente libero.

“povero non è colui che tiene poco, ma colui che necessita tanto e desidera ancora di più e più”

le parole del grande Pepe Mujica, Presidente Uruguay,rappresentano nel migliori dei modi la verita’ assoluta del mondo semplice e naturale di quel popolo indomito.

I Ka’apor non ne possono piu’.Non ne possono piu’ di parole,parole da tutto il mondo. Parole che non riescono a fermare i bulldozer .le motosegne,gli incendi DELLA LORO TERRA.

E cosi’ hanno iniziato la loro rivolta,attaccando gli insediamenti , dando fuoco ad attrezzature

facendo fuggire in mutande operai e maestranze

sequestrando motoseghe

Insomma ci stanno provando. Per questo hanno tutta la mia stima ,fossi li farei lo stesso.

Non so come finira’,forse in bene o forse ,come al solito,  arrivera’ un altro settimo cavalleria e le mitragliatrici di Wounded Knee, e tutto finira’ in un mare di sangue.

MI AUGURO E SPERO DI NO! Anche se ,oggi,le logiche della globalizzazione non fanno sconti a nessuno ne a piante,animali e persone.

LUNGA VITA AI KA’APOR E ALLA MERAVIGLIOSA AMAZZONIA,CHE IL LORO DIO PROTEGGA ENTRAMBI.

 

 

 

11.09.2014 importante aggiornamento

come volevasi dimostrare: ecco come finiscono coloro i quali osano sfidare gli interessi dei soliti noti

SAN PAOLO – Quattro ambientalisti sono stati assassinati nella foresta al confine fra Perù e Brasile. E’ successo il primo settembre ma la notizia è stata confermata soltanto ieri. Una delle vittime è un famoso attivista peruviano, Edwin Chotaedwin chotaDi etnia ashàninkas, come le altre tre vittime, Chota, 54 anni, era da tempo uno dei leader indigeni più impegnati nella difesa della foresta amazzonica dalla deforestazione illegale e dai narcos che usano le vie fluviali sul confine per portare la cocaina dal Perù in Brasile e poi verso l’Europa.

Più volte, negli ultimi mesi, Edwin Chota aveva lanciato appelli al governo peruviano sui rischi per la sua sicurezza e quella degli indios ashàninkas perché aveva ricevuto numerose minacce di morte. Alla fine di agosto aveva intrapreso un viaggio nella foresta, a piedi, insieme ad altri tre attivisti per riunirsi in Brasile con altri capi indios. Tutti e quattro sono stati assassinati sulla via del ritorno. Dalle bande di tagliatori illegali di alberi o dai narcotrafficanti.

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colonia di pinguini alla deriva

colonia di pinguini alla deriva

 

Altro che palle,il livello di C02 nell atmosfera sta aumentando sempre piu’. Il cambiamenti climatici dovuti al riscaldamento globale ed alla acidificazione degli oceani portera’ enormi problemi sia naturali che di sopravvivenza. I signori padroni del mondo continuano a rinviare i protocolli per la riduzione

PISCEREI SULLE VOSTRE TOMBE VOLENTIERI, STRONZI IPOCRITI ED EGOISTI.

L unico che si salva e’ il presidentissimo Pepe Mujica, ma quello e’ anni luce da tutti gli atri pseudopresidenti mondiali.Se avete tempoe voglia,ma ve lo consiglio, sentite il suo discorso al G20 di anni fa, qui

 

Il secondo bollettino annualedell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) non lascia ombra di dubbio: nel 2013 le concentrazioni di gas serra nell’atmosfera hanno raggiunto un nuovo preoccupante record. I dati raccolti nel documento sottolineano ancora una volta quanto sia importante una decisione radicale e imminente che metta il Pianeta al sicuro dalla distruzione determinata dal cambiamento climatico e dalle conseguenze innescate dal fenomeno.

Il Bollettino Greenhouse Gas ha dimostrato che tra il 1990 e il 2013 c’è stato un aumento del 34% del radiative forcing – l’effetto di riscaldamento sul clima – a causa dei gas serra longevi come l’anidride carbonica (CO2), il metano e ilprotossido di azoto. Nel 2013, la concentrazione di CO2 nell’atmosfera è stata del 142% superiore rispetto all’era pre-industriale (1750), mentre per il metano e il protossido di azoto le percentuali sono state rispettivamente del 253% e del 121%.

Le accurate osservazioni hanno però dimostrato che i livelli di CO2 sono aumentati soprattutto tra il 2012 e il 2013 rispetto a qualsiasi altro anno a partire dal 1984, fenomeno probabilmente legato al ridotto assorbimento di CO2 da parte della biosfera terrestre oltre che dal constante aumento del gas. The Greenhouse Gas Bulletin del WMO, che si occupa di riferire sulle concentrazioni atmosferiche e non sulle emissioni di gas serra ha sottolineato come le emissioni rappresentino in effetti ciò che accade nell’atmosfera. Le Concentrazioni rappresentano infatti ciò che rimane in atmosfera dopo il complesso sistema di interazioni tra l’atmosfera, la biosfera e gli oceani. Circa un quarto delle emissioni totali derivano dagli oceani e un altro quarto dalla biosfera, riducendo in questo modo la quantità di CO2 nell’atmosfera.

 

“Sappiamo senza alcun dubbio che il nostro clima sta cambiando e sta diventando sempre più estremo a causa di attività umane, tra cui la combustione di combustibili fossili”, ha detto il segretario generale del WMO Michel Jarraud.

“The Greenhouse Gas Bulletin mostra che, lungi dal ridursi, la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera è effettivamente aumentata lo scorso anno al tasso più veloce in quasi 30 anni. Dobbiamo invertire questa tendenza riducendo le emissioni di CO2 e di altri gas ad effetto serra su tutta la linea. E’ una corsa contro il tempo.” ha concluso ricordando che l’anidride carbonica rimane nell’atmosfera per molte centinaia di anni e nel mare ancora più a lungo. Da ciò il rinnovo dell’appello affinchè si agisca al più presto visto che gli strumenti e la consapevolezza ci sono, sufficienti a dare ai nostri figli e nipoti un futuro meno incerto.

Nel bollettino è stata inoltre inserita una sezione relativa all’acidificazione di mari e oceani, fenomeno strettamente collegato al cambiamento climatico e all’aumento della temperatura globale.

“Il mare si trova ora a rappresentare il driver primario del clima e un attenuatore del cambiamento climatico del pianeta, e per questo è parte centrale delle discussioni sul clima” ha detto Wendy Watson-Wright,segretario esecutivo della Commissione oceanografica intergovernativa dell’UNESCO.

“Se il riscaldamento globale non è una ragione abbastanza forte per ridurre le emissioni di CO2, l’acidificazione degli oceani dovrebbe esserlo, dal momento che i suoi effetti si fanno già sentire e aumenteranno per molti decenni a venire. Mi unisco alla preoccupazione del Segretario Generale del WMO Jarraud, non abbiamo più molto tempo” ha concluso.

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