Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘global warming’ Category

In Australia, all’inizio dell’800,furono importati i cammelli per trasporti in zone desertiche ed altro.

Oggi ,ci si è accorti, che ogn i cammello “scarica” metano pari ad una tonnellata di biossido di carbonio all’anno e ,si sa, cio’ contribuisce al fenomeno dell’effetto serra.

Ora, dopo aver valutato la situazione, alcuni eminenti scienziati e ,persino ambientalisti, hanno preso la storica decisione:

Per eliminare il fenomeno del biossido di carbonio in Australia bisogna, non ridurre drasticamente l’inquinamento industriale,il parco mezzi circolanti,il riscaldamento civile ed industriale,0 quant’altro creato dal genere umano che contribuisce a rompere l’quilibrio naturale,ma…udite..udite:

BISOGNA ELIMINARE DRASTICAMENTE I CAMMELLI

il genere umano è prossimo alla follia

Read Full Post »

Oggi è appurato che la scomparsa di miliardi di api, sarebbe causata da un insetticida: il “crollo delle colonie” iniziato negli Stati Uniti ha poi raggiunto l’ Europa e il resto del mondo. Negli ultimi anni, l’inquietante scomparsa di interi alveari, senza alcuna spiegazione plausibile suscitò svariate interpretazioni. Il nostro legame con questo insetto è antichissimo e in passato l’ape era considerata sacra. Già nel 1923, Rudolf Steiner, scienziato e filosofo, predisse che la popolazione delle api sarebbe diminuita drasticamente nel giro di un secolo.
Oggi, a causa dei processi produttivi industriali la nostra società sembra dimenticare quanto sia vitale la sopravvivenza di questa infaticabile lavoratrice. Il destino dell’ape è strettamente legato a quello dell’uomo, questi insetti anche se vivono poche settimane non producono solo miele ma hanno ruoli diversi e indispensabili per l’agricoltura, dalla loro impollinazione dipende il 75% della frutta e della verdura che consumiamo. La sua scomparsa avrebbe conseguenze catastrofiche per la popolazione mondiale. Non a caso Albert Einstein disse:

“Senza api l’umanità avrebbe soltanto 4 anni di vita.”

Read Full Post »

In Italia, ogni 10.000 abitanti, più di 15 persone muoiono prematuramente solo a causa delle polveri sottili.

Complimenti alle varie giunte multipartitiche,alle varie provincie multipartitiche,alle verie regioni multipartitiche…e alle loro “eccezionali” politiche ambientali.

In alcuni ,noti comuni, si puo’ pagare anche per inquinare…basta un ticket, in alcuni noti comuni vengono incenerite tonnellate di rifiuti non differenziati,in alcuni noti comuni si favoriscono le auto a scapito di altro,in alcuni noti comuni si è certi che basta fare qualche blocchicello del traffico dalle 7 alle 18 ( e solo di domenica) per risolvere i problemi( pero’ i pulman di tifosi possono circolare),in alcuni noti comuni esiste una trascurata attenzione algli scarichi industriali ed anche civili.

Comunque e ordunque!

Complimenti a questi signori. Con loro, siamo riusciti a piazzare ,noti comuni, nei primissimi posti. In  Europa stanno già preparando e confezionando il nostro premio, sotto forma di sanzione, da aggiungere alle altre sanzioni in materia di rifiuti,di caccia,di beni culturali,di diritti umani..insomma ,sempre piu’ Leader

Torino, Brescia e Milano sono state precedute solo da Plovdiv, in Bulgaria. Gia stuoli di solerti amministratori si stanno recando in Bulgaria per vedere come cio’ è possibile?

Eh NO!!! Non ci stiamo, il primato lo vogliamo tutto per noi.

ma voi mamme,papà, lo sapete che i vostri bambini sono i piu’ esposti?

Read Full Post »

Questa è una domanda che si è posta Steven Amstrup e i ricercatori  dell’U.S. Geological Survey.

Hanno individuato le seguenti cause che stanno portando alla distruzione di una razza:

  • Emissioni
  • Caccia
  • Interazioni uomo-animale

Attualmente nella zona artica sopravvivono circa 22000 esemplari e,pare, che il punto di non ritorno non sia ancora stato raggiunto.

“”Quello che abbiamo trovato – spiega Amstrup – è che il punto di non ritorno non è ancora stato raggiunto, e che in presenza di una diminuzione dei gas la quantità di ghiaccio artico potrebbe invertire la tendenza attuale, che è di una diminuzione drastica, e stabilizzarsi nei prossimi decenni, salvando così gli orsi”. Secondo lo studio, però, oltre alle misure sulle emissioni servono delle iniziative mirate: “Bisognerebbe vietare del tutto la caccia – spiegano – e limitare al minimo indispensabile tutte le interazioni tra l’uomo e gli orsi”.

Bene! adesso bisogna sistemare il problema:

  • Emissioni:  Al posto di gozzovigliare e fare in continuazione foto ricordo alle spalle dei contribuenti, quelli del G8 , si decidessero a stabilire  UNA VOLTA PER TUTTE CHE:  il problema delle emissioni,dell’effetto serra,del riscaldamento globale E’ UN PROBLEMA MALEDETTAMENTE SERIO. Qualcuno di voi si vuole prendere la briga di scrivere al sig Hu Jintao,al sig Obama,al Sig Putin ed ai vari vassali,valvassori annessi , che si deve pensare al futuro e non  al presente? E si ,perchè se non glielo diciamo,mica si accorgono quelli,così intenti a spartirsi le “fette di torta”.
  • Caccia: Ma perchè non si sparano tra di loro?
  • Interazione uomo-animale: Non esiste. L’animale ha un codice di comportamento e rispetto maggiore di quello umano.Non potranno mai andare daccordo,salvo sporadici casi. Un animale rispetta i propri simili,accudisce e difende i propri piccoli,difende il proprio territorio,non distrugge l’ambiente,conosce il senso dell’amore…secondo voi ,l’uomo moderno è cosi?

Salviamo gli Orsi, se salviamo loro, salveremmo il pianeta e….

….anche noi stessi

Read Full Post »

Sbiadiscono i colori e diventano piu’ rade le chiome degli alberi delle foreste italiane, soprattutto per colpa di smog e caldo. Ma, piu’ in generale, a far ammalare le piante ci pensano i cambiamenti climatici. L’allarme per la ”situazione preoccupante” dei nostri boschi viene dai risultati del progetto di respiro europeo Life+ ‘Futmon’ (Further development and implementation of an Eu-level forest monitoring system), presentato a Roma, co-finanziato dalla commissione Ue con 35 milioni per il biennio 2009-2010 (24 Paesi membri e 38 partner) a cui l’Italia partecipa con il Corpo forestale dello Stato, in collaborazione con il Cnr e il Cra (Consiglio per la ricerca in agricoltura), e un investimento di 3,5 milioni. Secondo lo studio – che ha l’obiettivo di creare una rete di monitoraggio a lungo termine sullo stato di salute delle foreste europee – vanno perse ”oltre il 30% delle foglie”, mentre i colori si sbiadiscono di ”quasi il 10%”. I segnali di allarme riguardano ”il 35% degli ecosistemi forestali” colpiti da ”agenti biotici”, riconducibili a parassiti, funghi, insetti e batteri. Una fetta di responsabilita’ chiama in causa anche gli ”agenti abiotici”, e cioe’ minacce principalmente riconducibili ”ai cambiamenti climatici e all’inquinamento atmosferico”.

Fattori del ”degrado degli ecosistemi forestali” europei sono soprattutto smog, ozono, pulviscolo dell’aria e caldo. E anche se ”negli ultimi due anni non c’e’ stato un peggioramento”, anzi le conifere mostrano ”un sostanziale miglioramento” rispetto alle latifoglie (querce e castagni gli alberi piu’ danneggiati), i polmoni verdi sono colpiti da ossidi di azoto e ozono: i primi, derivanti dalla combustione dei motori a scoppio e dalle attivita’ industriali, ricadono al suolo con le precipitazioni modificando le caratteristiche del terreno; l’ozono invece diventa ”nocivo, insieme al pulviscolo atmosferico”, durante le calde giornate estive, provocando ”notevoli danni” e colpendo ”le specie piu’ sensibili”. Nel nostro Paese – in base ai recenti dati dell’Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi di carbonio – ci sono circa 12 miliardi di alberi (pari a 200 piante e quasi 1.500 metri quadrati di bosco per ogni italiano) distribuiti su 10,5 milioni di ettari di superficie, per un volume di 1,2 miliardi di metri cubi di legno e una biomassa di oltre 870 milioni di tonnellate.

Numeri ‘verdi’ che consentono di ‘stoccare’ in questi serbatoi naturali circa 435 milioni di tonnellate di carbonio, per un risparmio economico di emissioni di ga serra pari a un miliardo di euro, rispetto agli impegni del protocollo di Kyoto. Il titolo dell’albero piu’ diffuso lo vince il faggio con oltre un miliardo di esemplari che puntellano gli Appennini; Liguria e Trentino sono le regioni con il tasso di boscosita’ piu’ elevato (60% del territorio), Toscana e Sardegna quelle con piu’ superficie. La maggior parte dei boschi (68%) e’ di latifoglie, mentre il 64% delle superfici sono di proprieta’ privata, e il 28,5% dei boschi ricade all’interno di aree naturali protette.

io faccio parte di una generazione fortunata che ha vissuto fioriture,autunni, ancora di assoluto splendore…ma coloro i quali verranno ?  Che bene che gli vogliamo,vero? …per lasciar loro questa nefasta eredità

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »