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Archive for aprile 2012

 

un re assassino:Juan Carlos di Borbone

Gli elefanti vivono in gruppo, insieme, anche per decenni. Hanno comportamenti sociali simili ai nostri. Le femmine rimangono,spesso per sempre, vicino alla madre.
Quando un elefante muore, i suoi compagni ne soffrono. Rimane nel branco una ferita incancellabile per chi scompare.

30.ooo euro il prezzo dell’assassinio

 

Non bastavano quei maledetti bastardi dei cacciatori di avorio, adesso pure questo re di picche ci voleva

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Ogni maledetto aprile, per ogni maledetto anno, si corre questa corsa ad Aintree ,vicino a Liverpool

Maledetta perchè, immancabilmente , almeno un cavallo muore e qualche fantino si ferisce.

Dei fantini me ne puo’ fregare di meno, è una loro scelta…

MA DEI CAVALLI SI!!!!!!!!!!

Quest’anno due cavalli sono stati abbattuti per lesioni gravi di organi vitali ed altri due feriti.

NIENTE MALE SCIACALLI!!!

Questa non è una corsa , è un vero macello e la gente ci gode , magari pure ci scommette su quanti morti ogni edizione, gli inglesi,si sa, scommettono su tutto.

E’ ORA DI FINIRLA PER DAVVERO !!!!

Se qualche fantino tirasse le cuoia, la smetterebbero del tutto, anche se ho i miei dubbi…l’uomo si sa, gode nella sofferenza e il sangue di animali ed anche uomini …va.

COMUNQUE ,DIPENDESSE DA ME, QUESTA COSA SAREBBE GIA’ FINITA ALLE ORIGINI.assieme al Palio di Siena ..altro che tradizione.

 

 

 

 

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Circa trent’anni fa, il giovane Jadav “Molai” Payeng ha iniziato a seppellire piccoli semi nella terra nell’arido cordone litorale, vicino al luogo in cui era nato, nella regione di Assam nell’India del Nord. Così, l’iniziale passatempo ed hobby è diventato un vero e proprio interesse e scopo. Decise così di tentare di coltivare questa zona, nel corso della sua vita, a tempo pieno, creando così un nuovo e rigoglioso ecosistema.

L’uomo ha attirato l’attenzione della stampa che lo ha cercato per conoscerlo meglio e scoprire come ha fatto a dare vita a questo meraviglioso stampo al paesaggio. Tutto è nato intorno al 1979, quando lui aveva circa quattordici anni. Scoprì un luogo popolato da moltissimi rettili morti:

“I serpenti sono morti per la calura, senza avere alcun albero che li potesse riparare. Mi sono seduto e ho pianto vicino a questi animali senza vita. Era un vera carneficina. Ho avvertito il dipartimento forestale e chiesto a loro se potessero piantare degli alberi nella zona. Mi hanno risposto che in quel posto non cresceva nulla. Invece, mi hanno chiesto di provare a far crescere i bamboo. E’ stato faticoso ma ce l’ho fatta. Nessuno mi ha aiutato, nessuno era interessato alla cosa”

I benefici a livello naturale si sono visti dopo poco. Ora la zona presenta un ecosistema in crescita continua e costante dove abitano diverse creature. La foresta, soprannominati “i boschi di Molai” ospita uccelli, tigri, rinoceronti ed elefanti.

Jadav “Molai” Payeng, ora 47enne, lo ha creato impegnandosi per trent’anni della sua vita.

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