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Posts Tagged ‘caccia’

Purtroppo hanno approvato.La maggioranza ha detto si,come il notaio di Rischiatutto.Persone che pensano di governare nel giusto,non hanno minimamente la dimensione di cosa sia giusto o sia sbagliato. Condannare volatili sotto tortura a richiamare altri simili per essere impallinati da cerberi che attendono nascosti con un maledetto fucile, e’ GIUSTO????

Oppure e’ piu’giusto essere ricompensati con una valigia di voti per questo???

Gentaglia,accozzaglia di persone senza anima ne pace,avvinghiate alla ambizione personale ed al menefreghismo..altro che governo del popolo.governo del cazzo!

Immagina di essere catturato, imprigionato, torturato, reso schiavo per il resto della vita e costretto ad attirare involontariamente i tuoi simili, perché siano uccisi. È quello che accade ogni anno a migliaia di piccoli uccelli migratori trasformati in richiami vivi.

L’utilizzo degli uccelli come richiami è una pratica particolarmente crudele legata alla caccia. Colpisce ogni anno migliaia di piccoli uccelli migratori come allodole, cesene, merli, tordi, colombacci e pavoncelle. La Lipu dice basta con una grande petizione.

Oggi detenere gli uccelli come richiami vivi è permesso. Aiutaci ad abolire questa pratica cruenta.

Gli uccelli utilizzati come richiami vivi sono catturati, rinchiusi in piccole gabbie e sottoposti per tutta la vita a una detenzione durissima. Questo segna la fine della loro libertà e l’inizio di un’esistenza di sofferenze. Sono tenuti forzatamente al buio in modo che perdano la percezione del tempo e cantino fuori stagione. Il loro canto splendido diventa strumento di morte. Vengono infatti utilizzati dai cacciatori, in autunno e in inverno, come esche sonore per attirare altri uccelli selvatici, da abbattere a fucilate.

La Lipu vuole fermare questo ciclo crudele e per questo ha creato la campagna “No ai richiami vivi” e una grande petizione a suo sostegno. Abbiamo chiesto la partecipazione attiva di testimonial e mezzi di comunicazione per informare e sensibilizzare il maggior numero di persone a questo grave problema di maltrattamento degli animali.

L’obiettivo è quello di presentare, all’inizio del 2014, un progetto di legge che preveda il divieto assoluto di utilizzare uccelli selvatici (catturati o allevati) come richiamo. Diciamo stop ai richiami vivi. Facciamo in modo che il canto degli uccelli torni ad essere suono di pace, musica di libertà.

 

firma la petizione LIPU

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postazione di caccia galleggiante sul lago di Iseo

postazione di caccia galleggiante sul lago di Iseo

Cosa diavolo si devono inventare pur di sterminare intere colonie di volatili.

Sul lago di Iseo sono installate batterie galleggianti calibro 12 ,puntate verso la riserva naturale Torbiere del Sebino. Neanche la miglior antiaerea costiera vanta una simile potenza di fuoco.Come potete notare dalla mappa seguente,

capanni caccia galleggianti sul lago di Iseo:uno sbarramento micidiale di fuoco

capanni caccia galleggianti sul lago di Iseo:uno sbarramento micidiale di fuoco

le batterie sono sistematicamente posizionate a distanze contigue in modo da rendere impossibile la fuga di qualsiasi innocente volatile che si trovi nei paraggi.Non ce ne era a sufficienza delle normali stragi della caccia in deroga,del bracconaggio,adesso ci tocca vedere questo scempio autorizzato.

Postazioni poste dirimpetto ad una riserva faunistica,come se mettessimo mitragliatrici davanti alla Croce Rossa.Complimenti ai soliti politicanti in caccia di voti,che il sangue versato ricada sulle vostre teste di cazzo.

Le associazioni ecologiste Lega per l’Abolizione della Caccia – Brescia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus hanno inoltrato (12 dicembre 2012) una specifica richiesta di informazioni a carattere ambientale e adozione degli opportuni provvedimenti riguardo il posizionamento, per il periodo della stagione venatoria, di ben 14 capanni di caccia posti suzattere galleggianti ancorate al fondale nel Lago d’Iseo, a breve distanza dalla riva prospiciente i Comuni di Iseo (BS), Paratico (BS), Costa Volpino (BG).

Sono stati interessati la Commissione europea, il Ministero dell’ambiente, la Regione Lombardia, il Consorzio per la gestione associata dei Laghi d’Iseo, Endine e Moro, iCarabinieri del N.O.E. di Brescia, l’Ente per la gestione della Riserva naturale regionale “Torbiere del Sebino” e, per gli aspetti di competenza, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia.

Le cannoniere calibro 12 sono state incredibilmente autorizzate con concessione demaniale 80/22 del 4 settembre 2012 dal Consorzio per la gestione associata dei Laghi d’Iseo, Endine e Moro e formano un vero e proprio sbarramento di fuoco a poca distanza dallaRiserva naturale orientata regionale “Torbiere del Sebino” (istituita con deliberazione Consiglio regionale n. 1846 del 19 dicembre 1984 ai sensi della legge regionale Lombardia n. 86/1983).

L’area è una zona umida d’importanza internazionale (convenzione internazionale di Ramsar (2 febbraio 1971), esecutiva con D.P.R. n. 448/1976, individuata nel 1984) ed è classificata con denominazione “Torbiere del Sebino”(codice IT2070020) sito di importanza comunitaria (S.I.C.) zona di protezione speciale (Z.P.S.) ai sensi delle direttive n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli Habitat naturali e semi-naturali, la fauna, la flora e n. 2009/147/CE sulla salvaguardia dell’avifauna selvatica.

l’attività di caccia a immediato ridosso delS.I.C./Z.P.S. avrebbe dovuto esser preceduta da positivo esito della procedura di valutazione di incidenza ambientale (artt. 6 della direttiva n. 92/43/CEE, 5, comma 2°, del D.P.R. n. 357/1997 e s.m.i.), come anche autorevolmente confermato dall’I.S.P.R.A. (nota n. 44673 del 23 novembre 2012).

Una situazione al limite del surreale, distruttiva dell’ambiente e dell’avifauna selvatica, riguardo la quale le associazioni ecologiste Lega per l’Abolizione della Caccia – Brescia eGruppo d’Intervento Giuridico onlus auspicano rapidi interventi da parte delle amministrazioni pubbliche e della magistratura competenti.

Lega per l’Abolizione della Caccia – Brescia e Gruppo d’Intervento Giuridico onlus

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Bracconaggio ai migratori in Libano

Fine del viaggio: due gru appena uccise da cacciatori libanesi (Fonte: Facebook)Fine del viaggio: due gru appena uccise da cacciatori libanesi (Fonte: Facebook)

Sono foto come queste che mostrano l’incredibile dimensione del bracconaggio gli uccelli migratori nel Medio Oriente: uomini armati si mettono orgogliosamene in posa con gru o pellicani appena uccisi. Un altro cacciatore sostiene sorridendo un’aquila anatraia minore morta davanti alla fotocamera. Il suo collega per le foto di rito ha invece appena sistemato sul copriletto il suo bottino di una giornata: circa un migliaio di piccoli migratori ancora caldi. Due bambini di appena 8 anni sostengono due falchi pecchiaioli che il padre ha appena riportato a casa dopo una mattinata a caccia. Un’altra immagine mostra in primo piano delle cicogne appena uccise. Subito dietro il cacciatore, appoggiato con espressione compiaciuta all’auto, una sigaretta nella mano e il becco di una cicogna nell’altra. Tutto intorno i cadaveri di una trentina di cicogne, uccise di notte al bordo del deserto, mentre dormivano in una pausa durante la migrazione.

Questo pellicano é rimasto solo ferito dal colpo e viene presenato come trofeo vivo di caccia (Fonte: Facebook)Questo pellicano é rimasto solo ferito dal colpo e viene presenato come trofeo vivo di caccia (Fonte: Facebook)

Tutte queste immagini scioccanti sono state scattate in Libano, dove, nonostante l’ufficiale bando della caccia, ogni anno milioni di uccelli migratori vengono uccisi dai cacciatori locali. E ad autodenunciarsi sono gli stessi cacciatori, perché le immagini che li ritraggono con migliaia di uccelli protetti ammazzati, le hanno scattate proprio loro per poi caricarle su Facebook. E a raccoglierle e poi diffonderle come dimostrazione della gravitá della situazione é stato il Lebanon Eco Movement (LEM – la pagina facebook la trovate qui ) – un gruppo di 60 associazioni locali ambientaliste – che il CABS ha deciso di sostenere finanziarmente. I volontari libanesi hanno tenuto sotto controllo per mesi le pagine Facebook dei cacciatori e il risultato di questa indagine lascia senza parola i conservazionisti di tutta Europa: anche oltre le frontiere dell’Unione Europea i nostri migratori sono letteralmente massacrati senza controllo da cacciatori che imperversano con i loro fucili senza tener conto di nessun principio né etico, né umano, né tantomeno di conservazione. Il fatto che le immagini dei delitti vengano caricate su Facebook dimostra che in Libano non vi sia alcun controllo sull’attivitá venatoria.

Bambini posano con poiane uccise a fucilateBambini posano con poiane uccise a fucilateUfficialmente infatti la caccia é bandita in Libano sin dal 1995. Per controllare il diffuso bracconaggio, le autoritá libanesi hanno elaborato nel 2004 un disegno di legge che permette la caccia ad alcune specie fra le piú comuni, ma che allo stesso tempo punisce l’abbattimento di numerose specie (rapaci, cicogne, pellicani appunto…). Questo disegno di legge non é stato peró ancora approvato fino ad oggi. Ecco che perché i politici responsabili si mettano in moto per fermare il bracconaggio, i protezionisti libanesi chiedono il supporto dall’estero. I cittadini e gli stati membri europei devono alzare la propria voce conro il massacro di uccelli che viene perpetrato in Libano e mettere sotto pressione il governo di Beirut. Questa é la richiesta del LEM: un nuovo compito per gli ambientalisti europei.

Campagna di protesta – Aiutiamo i conservazionisti locali!

Massacro di uno stormo di cicogne in riposo notturno sulla costa libanese  (fonte: Facebook)Massacro di uno stormo di cicogne in riposo notturno sulla costa libanese (fonte: Facebook)LEM ha messo in cantiere – oltre all’azione di protesta – anche una campagna di denuncia e sensibilizzazione pubblica nelle roccaforti del bracconaggio. Il progetto prevede incontri con la gente e i cacciatori per spiegare i problemi di conservazione che affrontano le differenti specie, oltre alla realizzazione di manifesti e brochures. Il CABS ha stabilito di sostenere questo progetto logisticamente e finanziarmente. Per l’autunno 2013 un team di attivisti del CABS ha previsto di recarsi in Libano per confrontarsi con il LEM e scambiare infomazioni e strategie per il prosieguo della campagna.
Oltre alla pubblicazione del materiale fotografico CABS e LEM stanno anche lavorando insieme per pubblicare un rapporto sulla situazione el bracconaggio agli uccelli migratori in Libano da consegnare alla Commissione Europea e ai ministri dell’Ambiente degli Stati membri

Per tutti coloro che vogliano aiutare a sostenere questa campagna, chiediamo di scrivere un testo (in italiano o in inglese) da inviare per mail o per Fax all’ambasciata libanese in Italia. Qui di seguito l’indirizzo:

Capo missione: Sig. Karim KHALIL
Primo Segretario, Incaricato d’Affari a.i.
Ambasciata del Libano in Italia
Via Giacomo Carissimi 38 ,
00198 Roma
Fax 06-8411794
E-mail: ambalibano@hotmail.it

Ulteriori foto dal Libano

In Europa a rischio di estinzione, in Libano usata come bersaglio vivente: l'aquila anatraia minoreIn Europa a rischio di estinzione, in Libano usata come bersaglio vivente: l’aquila anatraia minore
Un a bimba mostra un falco lodolaio uccisoUn a bimba mostra un falco lodolaio ucciso
Piú grane é, meglio é: un grifone inanellato ammazzato da un cacciatorePiú grane é, meglio é: un grifone inanellato ammazzato da un cacciatore
Assurdo inspiegabile massacro notturno di cicogneAssurdo inspiegabile massacro notturno di cicogne
Cacciatori con centinaia di fringuelli e altri piccoli migratori uccisiCacciatori con centinaia di fringuelli e altri piccoli migratori uccisi
Un biancone sparato, ma ancora vivoUn biancone sparato, ma ancora vivo
Nei boschi libanesi fanno bella mostra di sé milioni di cartucce sparateNei boschi libanesi fanno bella mostra di sé milioni di cartucce sparate

 

 

E il governo italiano e’ li :

(dal sito Ministero della Difesa)

Siamo in Libano a sostegno delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite n. 425 del 19 marzo 1978,  n. 1701 del 11 agosto 2006 e la n. 1832 del 27 agosto 2008.Il nostro compito:

Assistiamo il Governo libanese ad esercitare la propria sovranità sul Libano ed a garantire la sicurezza dei propri confini, in particolare dei valichi di frontiera con lo Stato di Israele. Sosteniamo, inoltre, le forze armate libanesi nelle operazioni di sicurezza e stabilizzazione dell’area allo scopo di prevenire un ritorno delle ostilità e creare le condizioni all’interno delle quali possa essere ritrovata una pace duratura.

Pace duratura? Queste stragi inutili sono peggio della peggiore guerra.

Maledetti Bastardi!Ma cosa altro possono essere persone che sparano a delle cicogne DURANTE IL RIPOSO NOTTURNO!!!

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IBIS

 

VENTI ANNI sono pochi per questi criminali.Altro che patteggiamento e sanzione:ALLA GOGNA MEDIOEVALE

 

Due esemplari di Ibis sacro(Threskiornis aethiopicus) sono stati trovati agonizzanti a Mezzogoro e raccolti dai volontari Lida. Gli uccelli, specie di origine africana, sono morti poco dopo l’arrivo al Centro Recupero della Lipu a Ferrara.

Questi uccelli sono simbolicamente legati al dio Thot, divinità dell’antico Egitto simbolo dell’intelligenza, da alcuni anni presenti anche in Italia prevalentemente vicino a zone umide. Due animali così rari trovati feriti in contemporanea, avevano subito fatto nascere dei dubbi ai volontari della Lipu e le radiografie hanno dimostrato, con l’incofondibile presenza di pallini di piombo, che le ferite erano state causate da colpi di fucile da caccia, sparati da una o più persone che, scrive la Lipu in una nota “difettano sicuramente di quell’ intelligenza di cui gli Ibis sono un simbolo”.

Purtroppo, nonostante il sollecito intervento nello studio veterinario, entrambi sono deceduti dopo poche ore per l’estrema gravità delle molteplici fratture e lesioni subite.

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E’ ovvio che i crimini contro l’umanita’ sono situazioni altamente da condannare e da reprimere quando in tempo. Ma i crimini e le stragi perpetrate contro il mondo animale, non sono assolutamente da condannare in pari misura?

Dal mio punto di vista assolutamente si, per ALCUNI no.

Allora vediamo chi sono questi miserabili ALCUNI, che non lo considerano una priorita’, anzi addirittura si sentono in diritto di esercitare la loro superiorita’ sul mondo animale,in tutto e per tutto, sino alla distruzione totale di intere specie

CACCIA E “CACCIATORI”

Il dizionario riporta il presente significato :”caccia- Ricerca e cattura o uccisione di animali selvatici

Se questa definizione la applichiamo per gli ultimi popoli indigeni a questo mondo ,allora potrebbe avere un significato. Anzi,lo ha sicuramente perche’ loro sanno rispettare il mondo animale e ne traggono solo ed esclusivamente risorse per alimentazione e stop.

Tutto il resto e’ pura follia.

Vediamo queste follie, vestite da caccia( e la chiamano pure attivita’ sportiva)

CACCIA GROSSA

melissa bachman

melissa bachmann la Troia cacciatrice

Questa e’ una delle forme piu’ aberranti. Uccidere solo ed esclusivamente per folle piacere personale,edonistico e narcisistico, grandi mammiferi,spesso nel pieno della maturita’ riproduttiva.

Ogni anno, in Sud Africa, più di un milione di animali viene ucciso dai cacciatori, facendo del paese la più grande industria del turismo venatorio di tutta l’Africa sub-sahariana. I clienti sono facoltosi cacciatori da tutto il mondo, desiderosi di ammazzare qualche animale esotico o fortmenete simbolico, poco importa come.Nonostante le limitazioni, il Sud Africa continua ad essere la più importante destinazione per il “canned hunting” al leone, ovvero la “caccia” a un animale rinchiuso in uno spazio dal quale non può sfuggire, quando non addirittura sedato per limitarne le capacità di difesa, con buona pace dell’etica venatoria.

leoni in gabbia pronti all'uso

leoni in gabbia pronti all’uso

Il sistema di licenze per l’abbattimento dei rinoceronti – animale in via di estinzione ma che qualcuno vuole ancora ammazzare per divertimento, pagando anche cifre astronomiche – è stato ripetutamente violato negli ultimi anni proprio perchè particolarmente ricco. Un sistema di licenze che consente anche di riciclare sul mercato legale corni provenienti dal bracconaggio.

Oltre 1.000 leoni sono stati uccisi nel 2008 in un periodo in cui la maggioranza dell’opinione pubblica credeva che tale tipo di “industria” fosse stata chiusa e questi animali fossero protetti. Purtroppo l’industria è fiorente e il Department of Water and Environmental Affairs dichiara di non avere dati sul numero di abbattimenti.

CACCIA D ALTURA AI GROSSI CETACEI

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baleniera giapponese all’opera

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gennaio 2014 nave japan beccata con prede in zona protetta

Per alcuni popoli questo e’ un proprio business, altro che selezione. Ultimamente una nave giapponese e’ stata filmata addirittura nel paradiso delle balene,zona ultraprotetta e vietatissima. E poi questi non sono crimini?

Nonostante le minacce aumentino e dal 1986 sia in vigore una moratoria sulla caccia commerciale, la Commissione Baleniera Internazionale (IWC) – organismo istituito per tutelare le popolazioni di cetacei – non è ancora stata in grado di fermare le nazioni baleniere. Norvegia, Islanda e Giappone continuano a cacciare. Quest’ultimo ricorrendo al pretesto della caccia effettuata a fini scientifici viola ogni anno il Santuario dell’Oceano Antartico (istituito nel 1994), uccidendo ogni anno oltre 500 esemplari di balene nell’area.In realtà, il fronte a favore della caccia commerciale all’interno dell’IWC non riflette un cambiamento nell’opinione pubblica, ma è solo il frutto di una politica di acquisto di voti che da anni l’Agenzia di Pesca giapponese con invidiabile perseveranza porta avanti, reclutando nuove e piccole nazioni e offrendo appetitosi finanziamenti in cambio di un voto allineato.

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sadici danesi si divertono a massacrare inermi globicefali

Ancora oggi, ogni anno, ha luogo un brutale massacro nelle isole Fær Øer, in Danimarca: vengono uccisi dai 1000 ai 3000 globicefali (o balene pilota) a colpi di ascia e uncini.Gli abitanti dicono che e’ una tradizione dal 1200. In quell’epoca poteva essere una fonte di cibo per gli abitanti.Ma oggi? non venitemi a dire che sti qua lo fanno per mangiare. Come ha recentemente appurato L’Oipa: “Questa crudele caccia non ha fini alimentari in quanto la carne di questi animali, inquinata da tossine e metalli pesanti, non è conforme agli standard dell’UE sugli alimenti per il consumo umano.”

Allora? Se non e’ sadismo questo. Anche perche’ i globicefali sono notoriamente pacifici ed inclini ad avvicinarsi alle imbarcazioni e alle spiaggie. Puro e semplice sterminio.

CACCIA DI FRODO

avorio

cacciatori d’avorio

La distruzione sistematica di elefanti solo per asportare le zanne per creare degli stupidi manufatti e soprammobili. Criminali gli esecutori ma molto di piu’ i mandanti

• Il giornalista americano Bryan Christy sul National Geographicscrive che il traffico illegale dell’avorio è sostenuto dal mercato di oggetti religiosi: croci copte, rosari islamici, icone cattoliche, amuleti buddhisti ricavati dallo sterminio di migliaia di elefanti e dall’asportazione delle loro zanne.

• L’avorio è costituito da fosfato di calcio sotto forma di apatite microcristallina con basse porzioni di carbonato di calcio e di proteine come leganti.

• La Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, o CITES, ha vietato dal 1989 il commercio di avorio greggio o lavorato. È ammesso solo il commercio di oggetti di antiquariato (precedenti al 1947).

• Tonnellate di avorio sequestrate negli ultimi vent’anni: 370. Nel solo 2011: 24,3 (14 operazioni). Elefanti uccisi dai cacciatori di frodo nel 2011: 25 mila. Valore in Kenya, al mercato nero, di una zanna d’elefante: cinquemila euro (dieci anni di paga di un operaio). Paesi con la maggior quantità di avorio sequestrata negli anni 1989-2011: Cina (41.095 chili), Thailandia (21.364 chili), Hong Kong (20.638), Taiwan (18.370), Vietnam (13.462), Giappone (8.614), Singapore (8.029), India (6.759).

• Nel 2011 i cacciatori di frodo hanno ucciso 25mila elefanti colo solo obiettivo di prenderne le zanne.

• In Cina l’industria dell’avorio è destinata a crescere: il governo ha autorizzato l’apertura di almeno 35 fabbriche e 130 rivendite d’avorio, e finanzia corsi universitari per intagliatori.

• Al mercato nero del Kenya una zanna d’elefante si vende a cinquemila euro almeno (10 anni di paga per un operaio).

rinoceronte-e-piccolo

piccolo rino piange la madre morta

Per una falsa credenza solo orientale,si attribuiscono poteri taumaturgici e stimolanti sessuali ai corni di rinoceronte. Si nuccide un animale maestoso solo per rubare il corno. Se non vi tira l’uccello andate da uno psicologo stronzi maledetti.Grazie a loro,Il rinoceronte nero dell’Africa occidentale è stato dichiarato ufficialmente estinto. La specie, classificata “a rischio critico d’estinzione” secondo la International Union for conservation of nature’s red list of threatened species, è stata avvistata in Africa per l’ultima volta nel 2006

finning

moltitutine di pinne

questa immagine mi fa venire in mente l’immagine delle montagne di scarpe dei deportati nei lager nazisti. Migliaia di squali uccisi solo per farci una zuppetta con la pinna.la maggior parte del mercato deriva da pinne mozzate a squali ancora vivi, nel processo chiamato finning.. Visto che il resto del corpo dello squalo è valutato molto meno, l’animale mutilato e spesso ancora vivo è gettato in mare per fare posto a bordo alle ben più pregiate pinne. Una volta nell’oceano, lo squalo immobilizzato è lasciato in balia di altri squali o muore per soffocamento.

CACCIA ALLE FOCHE

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massacro di foche

La morte a cui vanno incontro questi animali è la più violenta e crudele immaginabile: un team di veterinari indipendenti ha documentato che il 42% delle foche esaminate erano state scuoiate vive, e il 40% colpito ripetutamente prima di morire.

Esistono circa 30 specie di foche, che in genere vivono sulle coste delle regioni polari e sub-polari del pianeta o, in certi casi, in alcune aree temperate. Di queste specie, ne vengono cacciate una quindicina, per un totale di 15-16 milioni di esemplari. La caccia alle foche viene praticata tutto l’anno, ma la stagione venatoria varia in base alla regione e alle specie. Il Canada, la Groenlandia e la Namibia rappresentano circa il 60% delle 900.000 foche cacciate ogni anno. Tra gli altri paesi interessati figurano l’Islanda, la Norvegia, la Russia e gli Stati Uniti e, all’interno dell’Unione europea, la Svezia, la Finlandia e il Regno Unito.” Fonte UE

La maggior parte delle foche cacciate, appartengono a cinque specie:

  • Arctocephalus pusillus – otaria orsina del Capo nota anche come otaria orsina sudafricana e otaria orsina australiana (in inglese Cape fur seals)
  • Pusa hispida- foca dagli anelli (in inglese ringed seals)
  • Halichoerus grypus- alichero o foca grigia (in inglese grey seals)
  • Cystophora cristata – foca dalla cresta o foca dal berretto (in inglese hooded seals)
  • Phoca groenlandica – la foca della groenlandia (in inglese harp seals)

Sono soprattutto le specie Phoca groenlandica – la foca della groenlandia (in inglese harp seals) e laCystophora cristata – foca dalla cresta o foca dal berretto (in inglese hooded seals) ad essere cacciate ancora cucciole.

I motivi dell’uccisione dei cuccioli di foca sono principalmente per le loro pellicce e secondariamente per i loro genitali molto apprezzati nei mercati asiatici in quanto considerati afrodisiaci. Il resto dell’animale non viene utilizzato ma lasciato a marcire sul ghiaccio. Alcuni ricavano l’olio di foca venduto come alimento ma viene etichettato come “olio marino” in modo che i consumatori non sanno cosa stanno comprando. Oltre il 95% delle foche uccise non hanno più di tre mesi di età in quanto la loro pelliccia è più pregiata.

Circa un terzo del commercio mondiale dei prodotti derivati dalla foca o passa attraverso o finisce nel mercato dell’Unione Europea e una buona fetta finisce in Russia e in Cina.

CACCIA AD ANIMALI DA PELLICCIA

PELLICCIA

animali scuoiati

Questa caccia ,assieme all’allevamento intensivo di animali da pelliccia, e’ una forma schifosamente aberrante. Si uccide solo per creare pellicce piu’ o meno costose da indossare a solo scopo di status symbol. L’85% delle pellicce viene da allevamenti intensivi, per almeno 70 milioni di animali ogni anno. Altri 10 milioni sono catturati in natura con metodi feroci, senza contare le vite dei conigli: 900 milioni all’anno di uccisioni nel mondo e 350 milioni in Europa.

Unione Europea e USA hanno stipulato un accordo a favore delle catture “senza crudeltà”. Ma sono solo parole.

Esistono documenti visivi attestanti atti violenti che sfuggono a ogni controllo. Tra le vittime ci sono anche delle specie protette. Le trappole non fanno distinzioni. E soprattutto lascianol’animale agonizzante per ore, anche per giorni. Finché alla fine non sopraggiunge la morte.

Finche’ personaggi famosi (????) come questa lady Caga o Gaga? non ricordo bene ,fanno dichiarazioni del genere , non si finira’ mai di lottare

fur

no comment

“Vorrei precisare a tutti i cari amici animalisti e a coloro i quali non esiteranno a lanciarmi critiche, che il mio cappotto è di pelliccia originale ed è realizzato dallo stilista Hermès” (Stefani Joanne Angelina Germanotta in arte Lady Gaga)

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