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Piombo, mercurio e idrocarburi: il mare di La Maddalena è fortemente inquinato, nonostante le bonifiche decise dopo i lavori per il mancato G8 costate 30 milioni di euro. Operazioni fantasma che al posto di ripulire acqua e fondali hanno addirittura ampliato la zona su cui intervenire: da sette ettari si è passati a dodici. A tracciare il quadro aggiornato della situazione è stato il sostituto procuratore del Tribunale di Tempio Pausania, Riccardo Rossi, da due anni titolare dell’inchiesta sulle bonifiche.

“Ci sono picchi di mercurio superiori anche dieci volte il consentito”.

“Vi è l’ipotesi  –  ha spiegato il sostituto procuratore  –  che buona parte della zona sia stata inquinata da errate manovre di bonifica, con diffusione del materiale inquinante rimosso, polveri sollevate e poi ricadute sul fondale”. Conclusi i campionamenti a mare, la procura verificherà anche lo stato delle spiagge. “Il nostro interesse  –  ha chiarito il Pm  –  è che la bonifica venga eseguita nel modo ottimale”.

Nell’inchiesta risultano indagati, per inquinamento ambientale, falso e altri reati, i rappresentanti dell’impresa alla quale la struttura di missione della Protezione civile, guidata allora da Guido Bertolaso, aveva affidato l’incarico di bonificare il tratto di mare dell’ex Arsenale e le ditte subappaltanti che lavorarono per il mancato G8 del 2009

 

hanno smesso di inquinare, perchè “distratti” ,poi,dal terremoto dell’Aquila.

 

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Hanno mani piccole e dita veloci, che paiono fatte apposta per cucire e incollare con rapidità tessuti, plastica, piccole rifiniture. In India, Bangladesh e nei Paesi più poveri i bambini sono considerati forza lavoro pregiata. Sottopagati e senza tutele, possono essere sfruttati a pochi dollari al mese.

Condizioni di lavoro e vita disumane

L’ultima denuncia arriva dalla Cina, dove li hanno già battezzati gli “schiavi di Topolino”. Sono adolescenti cinesi con un’età variabile dai 13 ai 16 anni che lavorano 12 ore al giorno per confezionare i pupazzi con cui giocheranno i loro quasi coetanei di tutto il mondo.
Vengono impiegati negli stabilimenti senza le minime condizioni di sicurezza e di igiene. Una manodopera perfetta per chiudere le schiene, attaccare orecchie o code di Winnie The Pooh e degli altri personaggi che il colosso Disney produce in Cina.
A lanciare l’allarme, è stata la China Labour Watch (Clw), una ong americana contro lo sfruttamento minorile che ha pubblicato un rapporto in cui si denuncia le condizioni di lavoro in due stabilimenti nel Paese asiatico. Al loro interno, non solo vengono quotidianamente violati i regolamenti locali sul lavoro e il codice di autocondotta sottoscritto dal colosso americano del divertimento.

Lavorare per 11 centesimi all’ora

Sotto accusa sono finiti soprattutto gli orari insostenibili per qualunque lavoratore, figurarsi per un ragazzo di 14 anni. Come ha riportato il 10 novembre il britannico Independent,  in media i piccoli operai assemblano giocattoli per i bambini dell’Occidente per otto ore al giorno, con una piccola pausa. Poi, alla sera, sono costretti a fare altre quattro ore di straordinario, quando dovrebbero invece starsene a casa a riposare o magari a guardare i film della Disney, esattamente come i bambini per i quali lavorano.

Secondo l’ong i baby-operai restano in fabbrica un totale di 76 ore alla settimana, fino a 330 in un mese, di cui 150 di “straordinario”, imposto. Rifiutare, infatti, non è un’opzione per gli schiavi di Topolino, visto che il risultato della “rivolta” sarebbe il licenziamento.
Ma quanto denaro riescono a far arrivare questi giovanissimi alle loro famiglie? Tolti vitto e alloggio, visto che non sono inclusi nel contratto, il loro stipendio è di 1100 yuan (121 euro) al mese, circa uno yuan all’ora (11 centesimi).

Dormitori affollati e igiene inesistente

Le condizioni igieniche dell’ambiente di lavoro sono altrettanto disumane. I ragazzi vengono muniti di guanti per proteggersi dal contatto con i materiali chimici che devono maneggiare. Ma non li indossano, perché questo impedirebbe di svolgere la loro mansione con uguale rapidità.

Il risultato è che spesso i giovani si ritrovano con infezioni alle mani che si portano dietro per tutta la vita, come “ricordo” di zio Walt. Sempre se riescono a sopravvivere ai dormitori in cui i loro datori di lavoro, o meglio sfruttatori, li ospitano. Sì, perché le fabbriche diventano anche la casa di questi ragazzi, il luogo dove trascorrono la maggior parte dell’adolescenza.
Dormono costretti in stanze stracolmedi altri “colleghi”, 12 ragazzi per dormitorio, in condizioni igieniche pessime. I pochi beni personali che hanno e i vestiti devono essere ammassati a terra o sui letti a castello. Mentre i bagni sono sporchi e sovraffollati.
In mensa la situazione non migliora: il menù è costituito da due piatti di verdure e uno meno abbondante di carne o pesce,  «le cui porzioni sono ridotte al minimo, per non parlare della totale mancanza di igiene nella preparazione delle pietanze dove i ragazzi, spesso, trovano capelli e scarafaggi», si legge nel rapporto della Clw. Sono impensabili, in queste condizioni, corsi per la sicurezza all’interno degli stabilimenti, e tanto meno le esercitazioni per evacuare le strutture in caso di incendio.
La Disney, da parte sua, ha risposto alle accuse sostenendo di aver avviato un’inchiesta sugli stabilimenti. Ma la situazione è la stessa da anni nelle fabbriche cinesi che lavorano per il marchio di Topolino.

fonte Alessandro Carlini- lettera43.it

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Con la potenza di Google Earth , sono state scoperte gabbie di allevamengto per pesci superiori a quanto dichiarato dai vari governi dell’area mediterranea.

”Abbiamo scelto il Mediterraneo perche’ ha una buona copertura dai satelliti – spiega Chiara Piroddi, ricercatrice italiana che lavora all’universita’ canadese di British Columbia e coautrice dello studio – siamo riusciti a contare 248 gabbie per i tonni e 20976 gabbie per altri pesci in 16 paesi”.

In particolare Turchia e Grecia hanno sottostimato di quasi il 50% della produzione.

manco me l’immaginavo di una tale quantità di gabbie .

altro che pesce fresco e selvatico, saranno imbottiti di mangimi ultraormonali, per accelerare la crescita

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Sikorsky HH-3F Pelican in dotazione Aereonautica Militare

Dotato di un radar di ricerca APN-215 nel muso sul lato sinistro e di un sistema di navigazione LORAN C. Per le missioni di ricerca e soccorso l’equipaggio é costituito da pilota, copilota, capo equipaggio ed un aerosoccorritore con qualifica di paramedico.

Motori: 2 turbine General Electric T58-GE-5 da 1500 shp.

La capacità di carburante interna é di 2427 litri, non può utilizzare serbatoi esterni sganciabili.
Il peso massimo al decollo é di 10011 kg.
La capacità di carico é di 25 persone o 15 barelle o 2270kg di carico, può portare un carico del peso massimo di 4086 kg appeso al gancio baricentrico.

MA DOVE SONO??? 

Dove sono questi supermezzi ? 

  • Pensate quante persone potrebbero evacuare e salvare in tutti i paesi isolati dalla neve
  • Pensate quanti quintali di fieno potrebbero scaricare per gli animali allo stremo
  • Pensate quanti militari,volontari potrebbero portare per soccorrere

Ma..ma..

Le “cazzo” di missioni di pace sono la prorità o altro.

In tutti i paesi colpiti da questo flagello siberiano si vedono colonne di militari,volontari, in situazione di reale soccorso.

Da noi si voleva mandare l’Esercito a pagamento: 10 spalatori 700 euro al giorno se rientrevano in caserma,senno’ più le spese vitto alloggio,per non parlare dei costi di “affitto” degli spazzaneve militari.Da noi ,si è prontamente aumentato il prezzo di carburanti,catene,pneumnatici da neve,alimentari.etc..etc..

Da noi si gioca a tennis con le responsabilità,dentro talk show compiacenti, mentre persone ed animali muoiono.

Ma dove sono questi mezzi?

Meglio bruciare carburante nei cieli di Iraq,Afghanistan,Libano,Kossowo e quanto cazzo altro, che soccorrere i propri concittadini.

60 morti(per adesso), decine di animali domestici e non, morti, Energia elettrica interrotta,Treni bloccati, tutto questo nell’Italia del 2012, non del 1412. 

E BASTA CON LA MENATA DELL’EVENTO STRAORDINARIO: DATEVI DA FARE E FORNITE RISORSE.PUNTO-

PROPRIO QUANDO C’E’ UN EVENTO STRAORDINARIO CI VUOLE UNO SFORZO E PARTECIPAZIONE STRAORDINARIA.

Gli eventi “straordinari” saranno sempre più frequenti.

L’uomo l’ha voluto, l’ha creato, e l’uomo deve risolvere questo scompenso .

La Natura sta incominciando a batter cassa

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GEAPRESS – E’ scandaloso – riporta in una nota Stefano Fuccelli, Presidente del PAE (Partito Animalista Europeo) –  Telethon raccoglie annualmente tanti euro quanto il bilancio di funzionamento di tutto l’Inserm, ovvero l’Istituto francese di ricerca. A chi pensa di donare soldi per la cura, bisogna che sappia anche l’altro parere, ovvero che la terapia genica non è efficace. Se i donatori sapessero che il loro denaro – ha aggiunto il PAE – serve prima di tutto per finanziare le pubblicazioni scientifiche, ma anche i brevetti di poche imprese, o per eliminare gli embrioni dai geni deficienti, cambierebbero  parere.

Il professor Marc Peschanski, uno degli architetti di questa terapia genica, ha dichiarato che “abbiamo intrapreso un strada sbagliata”. Jacques Testard, direttore di ricerca presso l’Istituto Nazionale Francese della Sanità e della Ricerca Medica (Inserm), uno specialista in biologia della riproduzione, “padre scientifico” del primo bebè-provetta francese, e autore di numerose pubblicazioni scientifiche che dimostrano il suo impegno per una “scienza contenuta entro i limiti della dignità umana”.

Sarebbe opportuno, ha aggiunto il PAE, che si provasse a guardare anche agli stipendi, oltre che ai rimborsi spesa, di dirigenti e amministratori di Enti caritativi che dicono di prodigarsi per la ricerca. Vi è addirittura il caso di certi Istituti e Enti di beneficenza che  spendono più del 40% degli introiti per coprire i “costi amministrativi”.

E che dire, poi, di altre incongruenze? Jerry Lewis TELETHON ha raccolto più di un miliardo di dollari per la distrofia muscolare eppure adesso i malati di distrofia muscolare sono più numerosi di prima. Un fallimento, per il PAE, che era prevedibile nel momento in cui la ricerca finanziata da Telethon si basa, per oltre il 50%, sull’ utilizzo di animali o cellule di animali.

I test sugli animali, per la scarsa affidabilità, sono cattiva scienza” ed ci si auspica un radicale cambiamento nella ricerca. A riferirlo è uno dei più noti tossicologi al mondo, il professor Thomas Hartung Docente presso l’Università di Costanza oltre che, dal 2002 al 2008,  direttore scientifico responsabile per la ricerca della Commissione Europea Ecvam, il Centro europeo per la convalida dei metodi alternativi e ora dirige il Caat, Centro per le alternative ai test con gli animali della Johns Hopkins University.

E’ altresì della stessa opinione, il professor Horst Spielmann della Freie Universitat di Berlino, il Prof. Michael Benatar neurologo della Emory University di Atlanta, in Georgia, specializzato nello studio della sclerosi laterale amiotrofica , Robert Weinberg il professore di biologia del Mit scopritore del primo oncogene umano, il Prof. André Menache, medico veterinario e direttore di Antidote Europe, il Prof. Umberto Veronesi, oncologo di fama mondiale direttore Istituto Europeo di Oncologia e molti altri autorevoli ricercatori.

La bibliografia scientifica è ormai piena di pubblicazioni che criticano e invalidano la vivisezione ma nessun testo scientifico riporta testimonianze sui benefici della stessa. Le denunce sono, invece, sempre più frequenti e su organi ufficiali. Il movimento di scienziati che si oppongono alla vivisezione sulla base di teorie unicamente scientifiche sta crescendo continuamente e sono sempre più frequenti gli articoli che, su riviste scientifiche prestigiose, muovono pesante critiche a questo metodo di ricerca.

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