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Archive for the ‘inquinamento’ Category

no coca cola

La Coca-cola è estremamente acidificante, il suo ph è di 2,8, e l’acido fosforico in essa contenuto è in grado di sciogliere il calcio nelle ossa: la Coca-cola è una delle principali cause di osteoporosi in bambini e ragazzi.

Il ph ottimale per il nostro corpo si aggira intorno a 7,3-7,4, quando il ph scende sotto questa soglia il nostro corpo entra in acidosi: il terreno base per tutte le malattie; senza acidosi non ci può essere malattia! Ebbene la Coca-cola è uno degli “alimenti” più acidificanti con cui possiamo venire a contatto, in altre parole possiamo considerare la Coca-cola come un contadino che lavora dentro di noi per preparare il terreno a future malattie!

Un ultimo accenno sulla Coca-cola Light, il miscuglio tra Coca e aspartame è considerato da molti ricercatori come una bomba a scoppio ritardato in quanto sembra possa provocare malattie neurodegenerative…

In conclusione possiamo dire che bere la Coca-cola classica è di certo meglio che bere la Coca-cola light, ma non bere nessuna delle due è di certo la scelta più saggia:

“Se il sangue tende a sviluppare una condizione di acidità, allora il nostro corpo deposita sostanze acide in eccesso in una qualsiasi area del corpo al fine di mantenere il sangue in una condizione alcalina. “

“Se persiste questa tendenza, in quelle aree aumenta l’acidità e alcune cellule muoiono; in seguito, queste cellule morte si convertono, a loro volta, in rifiuti acidiAltre cellule, tuttavia, non muoiono e sono in grado di adattarsi a questo tipo di ambiente… Questo è il cancro” (tratto da Hidden truth of Cancer di Keiichi Morishita).

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la possiamo utilizzare per mille altri usi

  • Può essere utilizzata per pulire macchie di sangue, anche dai capi di abbigliamento
  • Può essere utilizzata per sciogliere le ossa: un osso immerso nella Coca-cola si scioglie in due giorni
  • Può essere utilizzata per pulire il WC, basta versarne un poco nella tazza, attendere qualche minuto e poi tirare lo sciacquone
  • Può essere utilizzata per togliere le incrostazioni sui piatti
  • Può essere utilizzata per togliere tracce d’olio sui paraurti cromati delle auto, utilizzando un foglio di alluminio intinto nella Coca-cola
  • Può essere utilizzata per pulire le parti corrose delle auto a causa di perdite di acido dalla batteria
  • Può essere utilizzata per eliminare macchie di grasso dai vestiti: è sufficiente versarne un poco nella lavatrice prima di iniziare il lavaggio
  • Può essere utilizzata per pulire il parabrezza delle automobili
  • Può essere utilizzata per sgrassare la maggioranza delle superfici
  • Può essere utilizzata per pulire le macchie di benzina da un garage
  • Può essere utilizzata per allentare un bullone arrugginito ( al posto del classico “Svitol”)
  • Può essere utilizzata per aiutare un prato a diventare verde e bello
  • Può essere utilizzata per sbrinare il parabrezza dell’auto
  • Può essere utilizzata per pulire le padelle bruciate: lasciare agire per alcuni minuti
  • Può essere utilizzata per divertirsi a vederne esplodere una bottiglia semplicemente aggiungendo alcune Mentos ( caramelle)
  • Può essere utilizzata per rimuovere moscerini vari dal parabrezza dell’automobile
  • Può essere utilizzata per rivitalizzare le foto e i vecchi documenti
  • Può essere utilizzata per pulire il ripiano della cucina
  • Può essere utilizzata per aiutarsi a rimuovere un chewin-gum dai capelli
  • Può essere utilizzata per allontanare api e vespe, basta posizionarne un bicchiere lontano, le api e le vespe ne verranno attratte
  • Può essere utilizzata per dare nuova vita alla azalee
  • Può essere utilizzata per far brillare l’alluminio
  • Può essere utilizzata per eliminare la vernice dai mobili

IMPORTANTE AGGIORNAMENTO

ACIDO FOSFORICO NELLA COCA COLA

Nel primo trimestre del 2014, per la prima volta in 15 anni, le vendite di Coca Cola nel mondo sono diminuite. I consumatori, riporta Natural News, sono sempre più preoccupati per il loro giro vita, per la possibilità di contrarre il diabete e per la propria salute in generale e stanno pian piano abbandonando zuccheri, coloranti, aromi artificiali e conservanti.

Questo sarebbe il motivo per cui Coca Cola sta lanciando una nuova campagna marketing rivolta ai clienti più attenti agli aspetti salutistici. L’azienda ha già iniziato ad ornare bottiglie e lattine di Coca Cola con etichette in cui si legge senza aggiunta di aromi artificiali e conservanti.
Questa potrebbe sembrare una notizia positiva, se non fosse che nella Coca Cola è presente l’acido fosforico, che è, essenzialmente, un aroma artificiale ed un conservante. Oltretutto, l’acido fosforico causa problemi ai reni e altera la densità ossea. Quindi, si chiede Natural News, “la nuova etichetta della Coca Cola è una vera e propria bugia?”.

L’acido fosforico conferisce acidità alle bibite e dà a queste un gusto forte, nonostante sia inodore e incolore. Ed è questo l’acido che permette di rimuovere la ruggine dalla Coca Cola. Composti simili si trovano anche nella carne e nei latticini, cosa che spiega il motivo per cui questi prodotti causano infiammazioni nel nostro organismo.

LE CLASS ACTION – Nell’ottobre del 2013 Paul Merrit fece partire una class action contro Coca Cola per le scritte sulle etichette, alla quale seguì un’altra nel marzo del 2014 da parte di Ronald Sowizrol. Ora George Engurasoff e Joshua Ogden hanno presentato una nuova class action, e chiedono che l’azienda informi i consumatori della presenza di acido fosforico invece di “far finta che non esista”.Coca Cola, però, sostiene che l’acido fosforico non è un aroma artificiale in quanto non compare nella lista del Food and Drug Administration. Ma Jeffrey White, giudice distrettuale americano, ha risposto a Coca Cola, affermando che la lista dell’FDA non è esaustiva e che l’assenza dell’acido fosforico in quella lista non significa che l’FDA abbia scoperto che quest’acido non è un aroma artificiale.

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“l’intesa negativa della Regione Emilia-Romagna costituisce motivo ostativo all’accoglimento dell’istanza».Questo il comunicato odierno, del Ministero dello sviluppo Economico,nei confronti di Erg Rivara Storage, che di fatto sancisce la chiusura del progetto di stoccaggio sotterraneo di gas nel circondario di RivarA-

C’è voluta la Naura per ficcare in testa a politici e politicanti sulla disgraziata scelta di costruire un impianto di stoccaggio in una zona altamente sismica. Non oso nemmeno pensare le conseguenze se fosse stato già operativo, questo “bombolone” enorme di gas.

Da piu’ di dieci anni, cittadini,ambientalisti si sono battuti per ostacolare un pericolo del genere, nato con il DL Letta del 23 maggio 2000 che permetteva lo stoccaggio di gas in unità geologiche profonde.

Restano ancora progetti  aperti,altrettanto assurdi:

l’Alta Velocità che sta facendo scivolare il Mugello,Il ponte dello stretto su zona sismica,il tunnell della Valsusa in zone ricche di amianto e falde acquifere,la nuova Val Molin e le sue testate nucleari USA, con dissesto idreogeologico e conseguenti alluvioni, e tutte le amenità scritte e prescritte in nome del cemento mafioso.

Speriamo che le cape comincino a funzionare,adesso,senza aspettare ulteriori “avvertimenti” naturali

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Da anni , gli USA e compagni di merenda,ci bombardano di miscele misteriose, per scopi piu’ o meno oscuri..OSCURO E’ ANCHE IL SILENZIO IMBARAZZANTE DEI MEDIA

Dovrebbe essere un fenomeno naturale, invece, possono nascondere qualcosa di molto pericoloso.

Le scie bianche che lasciano gli aerei, secondo le informazioni ufficiali o ufficiose di organi competenti, sono il risultato di condensazione degli scarichi degli aerei, composti in prevalenza di acqua e ghiaccio le cui forme che assumono nel cielo sono d’attribuirsi ai venti che ne condizionano le loro evoluzioni. Per la loro natura le scie di condensazione si dissolvono in circa 30-50 secondi.

Quelle che a ciascuno di noi è capitato di vedere sono scie diverse, più lunghe e tanto persistenti da rimanere nell’aria anche alcune ore: sono le chemtrail, lescie chimiche, da non confondere con altre normali forme di scarico di sostanze da aerei, come l’uso di diserbanti nei campi, lotta agli incendi o la stimolazione di precipitazioni. Tuttavia, sebbene il principio sia lo stesso, le scie nei cieli possono nascondere qualcosa di molto pericoloso.

C’è chi sostiene che le chemstrail hanno natura sospetta e potrebbero far parte di un piano per far arretrare i livelli di vita dell’intera umanità, programmata a tavolino dai poteri forti finanziari mondiali.

Il sospetto che negli ambienti scientifici sta prendendo sempre più corpo è che volutamente si cerca di addebitare il riscaldamento del Pianeta alle emissioni delle industrie, per nascondere, forse, quelle che potrebbero essere  le vere cause:  esperimenti militari di modificazione del clima.

Ciò che queste scie chimiche possono determinare è la distruzione dell’ecosistema terrestre, della flora, della fauna e della sua popolazione.

A tal proposito, Clifford Carnicom, da molti sostenuto un esperto sull’argomento, ha completato una serie di rapporti impressionanti che dimostrano che la nostra atmosfera è attualmente satura dei residui di bario,come conseguenza delle manipolazioni meteorologiche per opera dei militari. La presenza dei sali alcalini metallici nei campioni di pioggia, raccolti in tutti gli Stati Uniti, indica che il pH atmosferico si sta modificando velocemente,  molto probabilmente a causa del bario.

Il bario facilita i progetti di modifica del clima, perché può generare la formazione di nubi ad umidità estremamente bassa, laddove le nubi naturali non possono formarsi. L’ossido di bario (un sale) è un disseccante e può essere usato dai militari per deumidificare le nubi ed impedire così le precipitazioni.

Sappiamo che i militari statunitensi stanno diffondendo in atmosfera, da anni, per mezzo di velivoli appositi, differenti composti di bario. L’università dell’Alaska ha diffuso il bario nello spazio per studiare le linee del campo magnetico della terra.

I militari hanno usato i sali di bario nei cieli di territori nemici, come Libia, Panama, Afghanistan ed Iraq, al fine di cagionare malesseri nella popolazione. Un rapporto recente della base dell’aeronautica di Wright-Patterson conferma che l’aviazione militare sta spruzzando il titanato di bario attraverso tutti gli Stati Uniti ed in Europa per facilitare gli studi avanzati sulle trasmissioni radar.

Alcune tesi mettono in relazione le scie chimiche alle epidemie di influenza, tra cui anche SarsAviaria, Mucca pazza. I  Centri per il Controllo della Malattia (in USA) in merito ad una epidemia di influenza hanno affermato che poteva essere dovuta a un “patogeno sconosciuto”: dal loro Aggiornamento al Compendio dell’Influenza del 6 maggio 2000, su 100 persone decedute, 11 erano morte a causa di questa “malattia di tipo influenzale”, ma il 99% dei pazienti malati risultava negativo ad un test per l’influenza.

I sintomi più ricorrenti riportati dai testimoni sulla scia di queste strisce bianche sono: tosse secca persistente, malessere respiratorio e intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento, forte emicrania, dolori muscolari e alle giunture, epistassi, diarrea, feci sanguinolente, depressione, ansietà , incontinenza e tic nervosi. I primi a risentire degli effetti di queste scie chimiche sono gli anziani, i giovani e le persone indebolite da malattia o in cattive condizioni fisiche.

Racconta un preoccupato scienziato canadese di nome Neil Finley,  mentre guidava nella Statale 1 vicino a Victoria (British Columbia): “Mi fermai per vedere una piatta nuvola bianca, incredibilmente bianca, incredibilmente ampia. Era sconvolgente da vedere. La luce solare riflessa da quella enorme nuvola innaturale attraverso la sua sfumata visiera solare “occultava il sole”,racconta“in strisce prismatiche: tutto rosa, verde e viola”. “Una tale “birifrangenza”, –  ha spiegato Finley, “non si verifica mai con il vapore acqueo, perché la separazione dei colori si ha solo in un sistema di rifrazione cristallino”.

Tali interferenze prismatiche con lunghezze d’onda luminose avvengono solo con “materiale solido estremamente, estremamente fine”,- ha sottolineato Finley. “Queste fini particelle sospese generano campi di interferenza attorno ad ogni particella, cambiando il colore della luce“.

Finley ha detto che si stava riferendo specificamente agli agenti chimici rilasciati artificialmente nel cielo da “aviocisterne”. Mentre il vapore acqueo che si solidifica in cristalli di ghiaccio ad elevate altitudini può predisporre dei “paraeli” (cerchi luminosi) attorno al Sole e un’occasionale aureola attorno alla luna, “gli oleosi colori dell’arcobaleno visti molto più comunemente nelle scie dei jet e nelle nuvole artificiali sono firme chimiche”, afferma infine.

(fonte Eleonora Gitto-eCostiere)

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Ogni inizio di stagione balneare, c’è l’affannosa ricerca della bandiera blu, testimonial di spiaggia pulita e balneabile..si sa, gli alberghi ,le pensioni,le sdraio affittate con mutuo,hanno bisogno di vivere e sopravvivvre a tutti icosti…

…ma com’è davvero la realtà???

un triste lascito per le nostre future generazioni

 

Un mare di plastica, questo il ritratto del Mediterraneo che restituisce il rapportocondotto da un’equipe di ambientalisti e biologi marini dell’Istituto francese di ricerca sullo sfruttamento del mare (Ifremer) e dell’Università di Liegi (Belgio), che hanno preso parte alla spedizione ‘Expédition Med’, avvenuta nel luglio e agosto scorsi.

Su quaranta stazioni analizzate al largo di Francia, Spagna e Nord Italia, infatti, nel novanta per cento di queste è stata riscontrata la presenza di rifiuti in plastica entro i 20 centimetri dalla superficie dell’acqua. Si tratta di frammenti dal peso medio di 1,8 milligrammi.

Un dato, spiega l’Ifremer, che indicherebbe in media la presenza di circa 250 miliardi frammenti in plastica per tutto il Mediterraneo, pari a 500 tonnellate di rifiuti.

Si tratta, spiegano i ricercatori francesi e belgi, di una concentrazione non solo più alta di quella immaginata, ma che addirittura supera quella che riguarda i cosiddetti ‘continenti spazzatura‘ presenti nell’Oceano Pacifico e Atlantico.

In particolare, dallo studio emerge che la concentrazione più alta di rifiuti coincide con i prelievi effettuati al largo dell’Isola d’Elba, dove il numero di frammenti rilevato salirebbe a 892.000 elementi, contro una media minima di 115.000 frammenti plastici per chilometro quadrato.

In termini di impatto sugli ecosistemi, questo significa inquinamento delle acque marine ma anche rischio di sopravvivenza per le specie che le popolano. Il Mediterraneo, spiega infatti il rapporto francese, è diventato una ‘zuppa di plastica‘ mangiata dai suoi pesci. “Ogni anno un milione di uccelli marini e 100.000 mammiferi muoiono per i detriti marini”, ricorda inoltre il rapporto che spiega anche come dopo la spedizione 2010 sia stato avviato uno studio sull’impatto che l’assorbimento dei micro-rifiuti può avere sui pesci mictofidi (myctophids), i cosiddetti ‘pesci lanterna’.

La spedizione nel Mediterraneo continuerà per i prossimi tre anni –fino al 2013 – con l’obiettivo di monitorare anche le altre aree delmare nostrum (Marocco, Algeria, Tunisia, Malta, Croazia, Grecia, Turchia, Cipro, Siria, Libano e Israele).

Nel frattempo i ricercatori di Expedition Med hanno lanciato unapetizione per chiedere al Parlamento Europeo di salvare il Mediterraneo con misure che favoriscano il passaggio all’utilizzo di imballaggi riciclabili. Un’altra spinta verso il cambiamento, dopo l’entrata in vigore anche in Italia (dal 1 gennaio 2011) del divieto di commercializzazione dei sacchetti di plastica.

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Quasi 8.000 chilometri di litorali sono sotto pressione, fino a rischio scomparsa. A minacciarli l’erosione costiera, il degrado, la cementificazione selvaggia, l’inquinamento da terra e dal mare. Al punto che, nell’ultimo secolo, è già sparito l’80% delle dune, è stato eroso il 42% dei litorali sabbiosi e compromesso più del 50% delle nostre coste

Tratti di costa italiani, denuncia l’associazione, “sono spesso deturpati da agglomerati urbani, strade, porti, industrie e stabilimenti balneari, e accolgono 638 comuni costieri e quasi 18 milioni di persone (30 milioni considerando la fascia dell’immediato entroterra, ovvero più della metà degli italiani)”

(wwf)

e tra altri cento anni????

molti penseranno:” ma io non ci saro’ più!” vero, ma ci saranno i vostri figli e nipoti

THink poSItiVE

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