Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘global warming’ Category

 

 

 

aringhe

in Islanda si stanno ripetendo stragi bibliche di aringhe.

qualcuno dice è colpa della mancanza di ossigeno ,qualcuno dice è colpa della costruzione di un ponte..io penso sia ancora peggio

nessuno ne parla piu’ di tanto.

la terra ,la natura,l’aria,il mare …sono cose di second’ordine ..dettagli da continuamente rinviare in nome del progresso e del profitto

quando anche l’ultima aringa sarà sparita, vi acccorgerete che i soldi non si possono mangiare

 

La grande capacità dell’ homo sapiens moderno è quella di saper distruggere cose che sopravvivono da millenni, in un battito di ciglia.

 

QUALCUNO SPUTERA’ DAVVERO SULLE NOSTRE TOMBE

Read Full Post »

Bisogna rompere i maroni ,trapanare i cervelli di questi pseudoCavalieri dell’economia mondiale: Gli Obama,I Putin,I HU Jintao e tutti gli allegri compagni di merende che continuano a spremere il pianeta inondaqndo l’atmosfera e le acque di sostanze estremamente dannose….per poi versare lacrime da alligatore sulle vittime innocenti di “Eventi Straordinari Imprevedibili”, Come li chiamano loro

IMPREVEDIBILI????

Alla vigilia delle elezioni presidenziali, il tema del cambiamento climatico rischia di rientrare di prepotensulla za nel dibattito politico americano a causa dell’uragano Sandy. La maxi tempesta attesa nelle prossime ore costa orientale degli USA, in realtà, è solo l’ultima, in ordine di tempo, delle “bizzarrie meteorologiche” che hanno investito gli States negli ultimi mesi.

Dalle temperature miti dell’ultimo inverno alla siccità che ha colpito alcune aree del Paese, i cittadini americani hanno dovuto fare i conti, nell’ultimo anno, con fenomeni meteorologici inconsueti e spesso estremi. Tanto da cominciare a chiedersi se le conseguenze del cambiamento climatico non siano già dinanzi ai loro occhi.

Anche i climatologi, per anni convinti del fatto che il singolo fenomeno meteo non potesse essere ricondotto alle tendenze macroscopiche, stanno cominciando a collegare uragani, ondate di calore e periodi siccitosi proprio al cambiamento climatico di origine antropica.

Non sono in pochi, nella comunità scientifica, a ritenere che il “Frankenstorm” Sandy e altri eventi catastrofici che lo hanno preceduto siano in realtà da considerare a tutti gli effetti le prime conseguenze visibili – dal punto di vista meteorologico – del climate change, anche se su questo i pareri non sono unanimi.

Per molti studiosi, infatti, a differenza di altri fenomeni come le ondate di calore e l’aumento globale delle temperature, la frequenza e la distruttività degli uragani non rientra tra i possibili effetti del cambiamento climatico. Lo scetticismo – o cautela, a seconda dei punti di vista – deriva soprattutto dalla complessità del fenomeno e dalla scarsità di dati storici a disposizione, ma alcuni studi recenti  hanno comunque consentito di acquisire nuovi e importanti elementi.

L’aumento di temperatura degli oceani, in particolare, determina un incremento dell’evaporazione, che può a sua volta innescare tempeste più frequenti e più violente, come l’uragano Irene dello scorso anno. Altre ricerche condotte su dati meteorologici raccolti dal 1923, inoltre, sembrerebbero mostrare un collegamento tra gli anni più caldi e gli uragani peggiori, avvalorando ulteriormente la tesi della relazione tra riscaldamento atmosferico e potenza delle tempeste.

In conclusione, è presto per dire che singoli eventi come l’uragano Sandy possano dipendere direttamente dal cambiamento climatico in corso, ma la relazione tra il riscaldamento globale e la frequenza dei fenomeni meteorologici estremi è al centro di studi sempre più numerosi e autorevoli.

Una tesi che, tra l’altro, sembra convincere sempre di più anche l’opinione pubblica, tanto che domenica scorsa un gruppo di attivisti dell’organizzazione 350.org  ha promosso un sit-in a Times Square proprio per sottolineare il collegamento tra le cosiddette catastrofi naturali e il climate change.

Spiega Phil Aroneanu, co-fondatore del gruppo:

Non abbiamo mai fatto niente di simile prima, ma il cambiamento climatico non aveva mai alzato la testa in questo modo prima di adesso. Anche se non si può attribuire ogni tempesta al cambiamento climatico, la media di 5 gradi in più degli oceani ha prodotto molta più evaporazione che le tempeste raccolgono e scaricano su New York e Boston.

(fonte Greenstyle)

Read Full Post »

Non sono un metereologo, ma nemmeno i sindaci lo sono.

Dicevamo, non sono metereologo, ma con un  po’ di informazione e buon senso, riesco,anca mi, a prevedere quei famosi” eventi straordinari” tanto sbandierati dai nostri sindaci quando c’è qualcosa che non va, o meglio, che non è andata per incuranza manutentiva. Sbandierati a forza per reclamare aiuti straordinari. Cose che ,sempre, con un po’ di buon senso si potrebbero evitare o quanto meno ridurre di portata.

Il Mediterraneo, causa la persistenza di questi anticicloni dai nomi mitologici, ha aumentato la temperatura di ben 5(CINQUE) gradi.

Embè allora???

Allora, quando la fonte di aria fredda in arrivo dal Nord Europa verrà a “far le ferie” sulla nostra penisola,come i tedesconi in romagna,ci sarà uno scontro da NFL , un vero placcaggio duro FREDDO-CALDO .La conseguenza sarà l’immediata cessione di acqua in forma abbondante,anzi piu’ che abbondante, quasi da tempesta tropicale.

E cosa centrano i sindaci?

Centrano perchè ,sempre,con un po’ di buon senso dovrebbero incominciare a ripulire tombini,canali di deflusso, alvei di fiumi e torrenti,reti fognarie etc etc etc..insomma tutte quelle operazioni manutentive che i nostri vecchietti facevano con zelo e,sempre, con buon senso

Lo faranno???Si decideranno in tempo??Toglieranno qualche risorsa economica alla sagra del tartufo o alle auto blu, per dedicarle a questi lavori??

Chi vivrà vedrà.

Sicuramente gli rimane la solita cantilena incollata in gola: Evento straordinario non prevedibile,chiediamo lo stato di calamità naturale e soldi a fondo perduto…perduti dentro a quel tombino che dovrebbe scaricare l’acqua

Ci aggiorniamo a settembre sotto gli acquazzoni.

Read Full Post »

Tra non molto, zone della terra assomiglieranno sempre piu’ ad altre. Le zone desertiche sono destinate a svilupparsi, e territori,Italia compresa, cambieranno nel tempo le loro naturali attitudini climatiche. Cio’ comporterà una trasformazione radicale del processo vegetale ed animale e, soprattutto , la gestione e produzione di coltivazioni alimentari. In pratica, le nostre abitudini, alimentari ,ambientali, potranno radicalmente cambiare per seguire il nuovo “passo” dettato da una natura malata . La siccità uccide, la siccità crea emigrazioni in massa , noi italiani ed europei ne sappiamo già qualcosa

E di cio’ dovremmo solo ringraziare l’HOMO SAPIENS attuale che sviluppa strategie basate sul benessere presente e del futuro di intere generazioni se ne puo’ fregar di meno, i dati incalcolabili di emissioni di Cina,Usa,Russia etc etc sono sempre li ,quasi intoccabili e sono destinati solo a salire. 

Le escursioni climatiche alle latitudini temperate che affliggono il pianeta ormai da oltre in decennio sono, secondo un recente studio della Nasa, dovute all’azione umana e in particolare al riscaldamento globale dovuto alle emissioni di CO2.

La terribile siccità di quest’anno negli Stati Uniti, che sta mettendo  in ginocchio la “Corn Belt”, la cintura di grano che rifornisce i granai di mezzo mondo e che quest’anno subirà tremendi danni, è solo l’ultimo di una serie di eventi catastrofici che imperversano in lungo e in largo sulla Terra.

La ricerca, dovuta al “padrino del riscaldamento globale”, afferma che la probabilità di avere temperature estreme nel periodo tra il 1950 e il 1980 era di una su 300. Ora, le probabilità di eventi come le ondate di calore hanno una probabilità di una su 10, secondo lo scienziato della NASA James Hansen.

Hansen dice che statisticamente quello che sta succedendo non è casuale o normale, ma è chiaramente un fenomeno dovuto al cambiamento climatico.

“Questa non è una teoria scientifica. Quello che stiamo vivendo è un fatto scientifico”, ha detto Hansen in un’intervista all’Associated Press.

Hansen è uno scienziato del NASA Goddard Institute for Space Studies di New York e professore alla Columbia University. Ma è anche un attivista a volte molto provocatorio, che ha invocato un intervento del governo americano per ridurre i gas a effetto serra per anni. Il suo studio è stato pubblicato on-line sabato scorso nei Proceedings della National Academy of Science.

Lo studio di Hansen – sulla base delle statistiche e non con modelli climatici al computer  – afferma che le tre ondate di calore che si sono verificate dal 2003 ad oggi sono dovute al riscaldamento globale:

1. La terribile siccità negli Stati Uniti in  Texas e Oklahoma (a cui presto probabilmente potrà aggiungersi quella di quest’anno, altrettanto terribile, nel centro degli Stati Uniti).
– L’ondata di incendi che minacciarono l’incolumità dei cittadini di Mosca nel 2010, che ha provocato migliaia di morti, la perdita di migliaia di ettari di steppa russa e il blocco delle esportazioni di grano che si pensa abbiano innescato le proteste in Egitto.
– L’ondata di calore del 2003 in Europa, che provocò decine di migliaia di morti, soprattutto tra gli anziani in Francia.

L’analisi è stata scritta prima che l’attuale siccità e le temperature da record che si stanno registrando in questi giorni in Europa e negli Stati Uniti rendessero la situazione ancora più preoccupante. Ma Hansen ritiene che anche il 2012 sarà un anno da ascrivere al lungo elenco degli esempi lampanti di riscaldamento globale

Read Full Post »

Da anni , gli USA e compagni di merenda,ci bombardano di miscele misteriose, per scopi piu’ o meno oscuri..OSCURO E’ ANCHE IL SILENZIO IMBARAZZANTE DEI MEDIA

Dovrebbe essere un fenomeno naturale, invece, possono nascondere qualcosa di molto pericoloso.

Le scie bianche che lasciano gli aerei, secondo le informazioni ufficiali o ufficiose di organi competenti, sono il risultato di condensazione degli scarichi degli aerei, composti in prevalenza di acqua e ghiaccio le cui forme che assumono nel cielo sono d’attribuirsi ai venti che ne condizionano le loro evoluzioni. Per la loro natura le scie di condensazione si dissolvono in circa 30-50 secondi.

Quelle che a ciascuno di noi è capitato di vedere sono scie diverse, più lunghe e tanto persistenti da rimanere nell’aria anche alcune ore: sono le chemtrail, lescie chimiche, da non confondere con altre normali forme di scarico di sostanze da aerei, come l’uso di diserbanti nei campi, lotta agli incendi o la stimolazione di precipitazioni. Tuttavia, sebbene il principio sia lo stesso, le scie nei cieli possono nascondere qualcosa di molto pericoloso.

C’è chi sostiene che le chemstrail hanno natura sospetta e potrebbero far parte di un piano per far arretrare i livelli di vita dell’intera umanità, programmata a tavolino dai poteri forti finanziari mondiali.

Il sospetto che negli ambienti scientifici sta prendendo sempre più corpo è che volutamente si cerca di addebitare il riscaldamento del Pianeta alle emissioni delle industrie, per nascondere, forse, quelle che potrebbero essere  le vere cause:  esperimenti militari di modificazione del clima.

Ciò che queste scie chimiche possono determinare è la distruzione dell’ecosistema terrestre, della flora, della fauna e della sua popolazione.

A tal proposito, Clifford Carnicom, da molti sostenuto un esperto sull’argomento, ha completato una serie di rapporti impressionanti che dimostrano che la nostra atmosfera è attualmente satura dei residui di bario,come conseguenza delle manipolazioni meteorologiche per opera dei militari. La presenza dei sali alcalini metallici nei campioni di pioggia, raccolti in tutti gli Stati Uniti, indica che il pH atmosferico si sta modificando velocemente,  molto probabilmente a causa del bario.

Il bario facilita i progetti di modifica del clima, perché può generare la formazione di nubi ad umidità estremamente bassa, laddove le nubi naturali non possono formarsi. L’ossido di bario (un sale) è un disseccante e può essere usato dai militari per deumidificare le nubi ed impedire così le precipitazioni.

Sappiamo che i militari statunitensi stanno diffondendo in atmosfera, da anni, per mezzo di velivoli appositi, differenti composti di bario. L’università dell’Alaska ha diffuso il bario nello spazio per studiare le linee del campo magnetico della terra.

I militari hanno usato i sali di bario nei cieli di territori nemici, come Libia, Panama, Afghanistan ed Iraq, al fine di cagionare malesseri nella popolazione. Un rapporto recente della base dell’aeronautica di Wright-Patterson conferma che l’aviazione militare sta spruzzando il titanato di bario attraverso tutti gli Stati Uniti ed in Europa per facilitare gli studi avanzati sulle trasmissioni radar.

Alcune tesi mettono in relazione le scie chimiche alle epidemie di influenza, tra cui anche SarsAviaria, Mucca pazza. I  Centri per il Controllo della Malattia (in USA) in merito ad una epidemia di influenza hanno affermato che poteva essere dovuta a un “patogeno sconosciuto”: dal loro Aggiornamento al Compendio dell’Influenza del 6 maggio 2000, su 100 persone decedute, 11 erano morte a causa di questa “malattia di tipo influenzale”, ma il 99% dei pazienti malati risultava negativo ad un test per l’influenza.

I sintomi più ricorrenti riportati dai testimoni sulla scia di queste strisce bianche sono: tosse secca persistente, malessere respiratorio e intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento, forte emicrania, dolori muscolari e alle giunture, epistassi, diarrea, feci sanguinolente, depressione, ansietà , incontinenza e tic nervosi. I primi a risentire degli effetti di queste scie chimiche sono gli anziani, i giovani e le persone indebolite da malattia o in cattive condizioni fisiche.

Racconta un preoccupato scienziato canadese di nome Neil Finley,  mentre guidava nella Statale 1 vicino a Victoria (British Columbia): “Mi fermai per vedere una piatta nuvola bianca, incredibilmente bianca, incredibilmente ampia. Era sconvolgente da vedere. La luce solare riflessa da quella enorme nuvola innaturale attraverso la sua sfumata visiera solare “occultava il sole”,racconta“in strisce prismatiche: tutto rosa, verde e viola”. “Una tale “birifrangenza”, –  ha spiegato Finley, “non si verifica mai con il vapore acqueo, perché la separazione dei colori si ha solo in un sistema di rifrazione cristallino”.

Tali interferenze prismatiche con lunghezze d’onda luminose avvengono solo con “materiale solido estremamente, estremamente fine”,- ha sottolineato Finley. “Queste fini particelle sospese generano campi di interferenza attorno ad ogni particella, cambiando il colore della luce“.

Finley ha detto che si stava riferendo specificamente agli agenti chimici rilasciati artificialmente nel cielo da “aviocisterne”. Mentre il vapore acqueo che si solidifica in cristalli di ghiaccio ad elevate altitudini può predisporre dei “paraeli” (cerchi luminosi) attorno al Sole e un’occasionale aureola attorno alla luna, “gli oleosi colori dell’arcobaleno visti molto più comunemente nelle scie dei jet e nelle nuvole artificiali sono firme chimiche”, afferma infine.

(fonte Eleonora Gitto-eCostiere)

Read Full Post »

« Newer Posts - Older Posts »