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Archive for the ‘rinnovabili’ Category

Ridicolo e patetico. Ecco qui la grande sentenza, degna di un lungimirante capo di stato che pensa al futuro.

“Le centrali elettriche americane dovranno ridurre le loro emissioni di gas inquinanti del 30 per cento entro il 2030, rispetto ai livelli del 2005.”

Gia’ tagliare del 30% e’ ridicolo , ma tagliare rispetto al 2005 ,quando ,ovviamente,il tasso di inquinamento era inferiore ,e’ patetico.E poi perche’ entro il 2030 e non prima o subito?

Pillole ad ambientalisti per non rompere i maroni, parole senza senso ed evoluzione. Le solite lobby repubblicane e finanziarie,i petrolieri e i suoi compagni di merenda del G8,ci andranno a colazione e pure a pranzo con le loro cantilene di perdita di posti di lavoro e profitti.

SE DOVETE AIUTARE QUESTO MONDO ASFISSIATO DALLA VOSTRA SCHIFOSA AMBIZIONE,DOVETE TAGLIARE DEL 100% QUESTE MALEDETTE EMISSIONI E PENSARE IN MODO COSTRUTTIVO ALLE ENERGIE RINNOVABILI PER PRESERVARE IL FUTURO DELLE VOSTRE GENERAZIONI E NON PER PRESERVARE IL PRESENTE DEI VOSTRI SPORCHI CONTI BANCARI.

 

 

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le cose interessanti spuntano sempre lontano. Come al solito, a stroncarla da noi, ci penseranno le lobby del petrolio e i loro boicottaggi.

E’ lunga solo 2,49 metri, ospita 4 passeggeri e non la ferma nemmeno l’acqua alta, perchè in caso di alluvione galleggia. Al posto di guida infatti ha un manubrio da scooter invece del volante. Queste le caratteristiche dell’inedita e originale city car elettrica giapponese ‘Fomm Concept One’. Realizzata dalla giovane ‘start-up’ nipponica Fomm, avviata nel 2013, la minicar elettrica da città, ”la più piccola al mondo a quattro posti”, riferisce la Fomm, è per ora un prototipo funzionante. Ma in Giappone sarà prodotta in serie e lanciata sul mercato locale al prezzo di 1.000.000 Yen, pari a 7.200 Euro, escluse le batterie. Se in Italia il progetto di un’auto da città ‘galleggiante’ potrebbe apparire insensato, i progettisti della Fomm hanno deciso – con la consueta attenzione al dettaglio tipica dei giapponesi – di sviluppare un’auto elettrica che garantisse la mobilità anche con tsunami, forti piogge e inondazioni tipiche del sud est asiatico. La simpatica ‘vetturetta’ è quindi “water resistant”. Significa che dispone di organi meccanici funzionanti anche se finiscono in ‘immersione’. La Concept One è così in grado di procedere anche con l’acqua alta, utilizzando la ‘spinta’ di una coppia di idrogetti direzionali. Oltre alle valide possibilità di spostamento in condizioni critiche – peraltro ancora da verificare perché il veicolo non ha ancora avuto un collaudo in condizioni di emergenza – la Concept One sarebbe anche, secondo i progettisti, la più piccola auto elettrica a 4 posti del mondo. Infatti la lunghezza di 2,49 metri è di poco superiore a quella della due posti ‘in linea’ Renault Twizy, lunga 2,34 metri. La Fomm ha realizzato ‘in casa’ due motori elettrici da 5 kW di potenza e 280 Nm di coppia, sistemati in posizione protetta all’interno dei cerchi ruota anteriori. L’alimentazione della piccola city car è garantita da un pacco di 6 batterie che portano il peso totale a 460 Kg e promettono circa 100 Km di autonomia.

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yellowstone

Il mondo, si sa, sta viaggiando a ritmi sempre piu’ accelerati verso soluzioni climatiche alterate e pericolose. E’ inutile nascondere la testa sotto la sabbia come gli struzzi “tanto cosa vuoi che succeda, adesso” .Non e’ un discorso intelligente ,non lo e’ nemmeno l’atteggiamento sprezzante delle persone che potrebbero decidere un radicale cambiamento delle politiche e mi riferisco ai soliti noti padroni del mondo : the G8 family. Denaro subito, e devastazione poi se e quando verra’ ,chissenefrega.

Oltre che ad inondare l’atmosfera di schifezze immonde, a lordare i mari,a tagliare ettari di foreste, stanno esagerando anche con lo sfruttamento del sottosuolo alla ricerca delle soluzioni energetiche piu’ rapide e piu’ RENUMERATIVE:

Petrolio,Gas,Uranio,Carbone.

E le cercano ogni dove,dall’Artide all Antartide,dispiegando mezzi e risorse infinite anziche’ dedicarle alla ricerca e sviluppo delle vere energie alternative

La struttura del nostro pianeta e’ un “multistrato”

  • Il nucleo interno si trova al centro ed è la porzione più calda del nostro pianeta (5500 °C). E’ fondamentalmente solido e costituito da ferro e nickel. Il calore che emana è l’energia che permette i movimenti superiori.
  • Il nucleo esterno è uno strato liquido che circonda il nucleo interno, di composizione simile allo strato sottostante.
  • Il mantello è lo strato più largo della Terra, avendo un diametro stimabile in circa 2900 km. E’ costituito da rocce semifuse, chiamato magma. Più duro via via che si sale, presenta in talune zone dei movimenti e dei flussi di rocce fuse che creano delle correnti interne.
  • La crosta è l’ultimo strato del pianeta. Molto sottile, può arrivare fino a 60 km di profondità. E’ formata da rocce solide. Si divide in crosta oceanica (che ospita il fondo dei mari) e in crosta continentale, più spessa della precedente, che costituisce le terre emerse. La crosta terrestre è principalmente composta da quarzo (diossido di silicio) e da altri silicati come il feldspato. Il suo spessore medio è di 40 Km, ma varia da 5 Km al di sotto delle fosse oceaniche fino ai 60 Km in corrispondenza delle catene montuose. La densità media della crosta è pari a 2,8 ed essa rappresenta l’1 % della massa terrestre.

Le eruzione vulcaniche,spettacolari e a volte molto pericolose, sono dovute al fatto che la parte liquida o magma,ogni tanto trova la sua via di fuga attraverso quelle intercapedini di collegamento con l’esterno, i vulcani

IL SUPERVULCANO DI YELLOWSTONE

Secondo il sito endoftheamericandream.com , questa volta la superficie del il terreno del parco nazionale di Yellowstone negli Stati Uniti è aumentata a un tasso record di circa 8 cm all’anno. La ragione di tutto questo è perché sotto il parco vi è un super vulcano, il più grande del Nord America.

Gli scienziati dicono che sarà inevitabile che possa scoppiare di nuovo, e quando lo farà, la devastazione sarà quasi inimmaginabile. Una totale eruzione di Yellowstone, il super-vulcano, potrebbe depositare un letto di cenere vulcanica alta 3 metri fino a 1600 km di distanza e lasciare una buona parte degli Stati Uniti inabitabile.

Il super-vulcano di Yellowstone è così grande che è difficile da descrivere a parole. Secondo un articolo pubblicato sul Daily Mail , la zona di magma sotto Yellowstone è larga circa 480 km.

Quando la maggior parte della gente pensa di eruzioni vulcaniche nel paese, ricorda la catastrofica eruzione del Monte St. Helens nel 1980. Ma quella eruzione sarà nulla paragonata a quella che potrebbe portare l’eruzione del super vulcano Yellowstone.

Il Professore di Geofisica, presso l’Università di Utah, Bob Smith , ha detto che non aveva mai visto niente di simile durante i 53 anni che hanno visto la Yellowstone in uno stato di quiete. Lo scorso settembre, 130 terremoti hanno colpito il parco durante la settimana. Questo fatto ha lasciato molti osservatori di Yellowstone estremamente preoccupati. La recente ondata di terremoti è iniziata il 10 settembre 2013 e prosegue fino al 16 settembre.

Cosa potrebbe accadere se Yellowstone se si risveglia:

1) La prossima eruzione di Yellowstone sembra essere più vicino ad ogni anno che passa. Dal 2004, alcune aree del parco rosa si sono sollevate fino a 25 cm.

2) Ci sono circa 3000 terremoti ogni anno nel parco.

3) Se c’è un rash su larga scala, praticamente tutto il nordovest degli Stati Uniti sarà completamente distrutto.

4) Una massiccia eruzione di Yellowstone potrebbe uccidere ogni cosa entro un raggio di 160 km da subito.

5) Questa eruzione coprirebbe l’intero Midwest degli Stati Uniti con la cenere vulcanica e la produzione di cibo in questo paese sarebbe completamente eliminata.

6) Ad un ‘inverno vulcanico’ che ne deriverebbe dalla eruzione, porterebbe un raffreddamento del pianeta in modo radicale. Alcuni scienziati ritengono che le temperature globali potrebbero scendere fino al 20 °.

7) Gli Stati Uniti non sarebbe mai più lo stesso dopo l’eruzione. Alcuni scienziati prevedono che dopo l’esplosione del cratere, i due terzi del paese sarebbe completamente inabitabile.

Ciò che rende tutto questo ancora più allarmante è il fatto che una serie di vulcani di tutto il mondo stanno iniziando a diventare attivi, quindi negli ambienti scientifici vi è molta preoccupazione. Qualcosa di grosso sta per accadere e non è un caso che la FEMA si stia preparando come se stia per accadere un cataclisma continentale o globale. La NASA e la US Navy chiudono i battenti e non si sa il motivo. Tutto questo ci deve far riflettere.

Come  asserisce l’ex esperta NASA Pattie Brassard: “la gente si dovrà preparare ad una catastrofe globale tra  il 2013 / 2014. L’Elite conosce bene le date esatte. Sanno che tutta la griglia protettiva del pianeta verrà danneggiata dal passaggio della Cometa Ison e dall’influenza di Planet X e la gente sarà lasciata senza elettricità durante la notte. Così hanno creato la banca dei semi in Norvegia, la biblioteca digitale e più di 5 mila tunnel segreti. “

Ma di tutti questi segnali,avvertimenti,previsioni i nostri cari membri del G8 e la Cina , se ne fottono allegramente, fottendo il futuro di intere generazioni a venire.

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mask

Le anticipazioni sul quinto rapporto dell’IPCC che sarà reso noto il 27 settembre. Il testo, 2.200 pagine frutto di 6 anni di lavoro di oltre 200 cattedratici coadiuvati da 1500 esperti, è ora al vaglio dei governi ma i numeri sono ormai definiti. Gli scenari previsti per la fine del secolo sono quattro. Nel più drammatico i mari saliranno di 62 centimetri e la temperatura crescerà di 3,7 gradi rispetto al periodo 1986 – 2005: dunque sfonderà il muro dei 4 gradi rispetto all’epoca preindustriale

Questo report ,molto drammatico, non fa che conferemare l’uso ed abuso del pianeta e soprattutto che fino ad oggi,i grassi&grossi padroni del mondo, non hanno ANCORA FATTO UN CAZZO.

Nonostante ciò , hanno deciso di fare i loro porci comodi fino al 2020,quando ,dicono loro, firmeranno un accordo globale per la riduzione di emissioni e quant’altro.

NEL 2020!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

7 anni di agonia,7 anni buttati via, 7 anni irrecuperabili.l

Ma non lo capite che bisogna iniziare subito, la situazione è drammatica e VOI ,maledetti esseri, state attanagliati al vostro business,alle vostre guerre ,al vostro OGM,alla distruzione di vegetazioni tropicali per coltivare olio di palma,all’inquinamento idrico,alla cementificazione selvaggia,alla dispersione di rifiuti, alla distruzione del regno animale e vegetale,al vostro Dio petrolio che soffoca in dollari sonanti tutte le ricerche energetiche, al finto benessere ,alla esasperazione del consumismo usa e getta e alle miriadi di altre cose futili ed inutili.

andamento emissioni

co2

disgregazione calotte artiche

ice

PISCERANNO SULLE VOSTRE TOMBE.

 

 

 

 

 

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POISON ON AIR

POISON ON AIR

Cosa sono?

Cosa producono veramente?

Che danni arrecano?

Alternative?

un ottimo report di Greenpeace

 

Che cosa sono

Gli inceneritori o termodistruttori sono impianti di smaltimento di rifiuti che bruciandoli ne riducono il peso ed il volume.

Che cosa producono

Circa 1/3 in peso dei rifiuti in entrata si ritrova a fine ciclo in forma di ceneri, ma come la fisica insegna “niente si crea né si distrugge, ma tutto si trasforma”, così la parte della materia che non si ritrova in uscita viene emessa nel corso del processo.


Che tipo di inquinanti producono

La formazione delle sostanze inquinanti, emesse in forma solida e gassosa da un inceneritore, dipende da diversi fattori quali: la tipologia del rifiuto trattato (composizione chimica), le condizioni di combustione e quelle operative dei sistemi di abbattimento degli inquinanti.

Le sostanze chimiche emesse dal camino di un inceneritore comprendono: composti organici del cloro (diossine, furani, PCB – policlorobifenili), IPA (idrocarburi policiclici aromatici), VOC (composti organici volatili), elementi in traccia (piombo, cadmio e mercurio), acido cloridrico, ossidi di azoto, ossidi di zolfo ed ossidi di carbonio. Molti di questi composti si disperdono in atmosfera insieme alle polveri, alle ceneri di fondo (che si depositano alla base della caldaia durante il processo di combustione) e alle ceneri volanti (perché non trattenute dai sistemi di filtraggio aereo).


Le caratteristiche degli inquinanti

Molti composti emessi da un termodistruttore sono persistenti, cioè resistenti ai processi naturali di degradazione, bioaccumulabili, perché si accumulano nei tessuti degli animali viventi trasferendosi da un organismo all’altro lungo la catena alimentare (fino a giungere all’uomo) e tossici, in quanto sono sostanze che per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea possono comportare patologie acute o croniche fino a poter determinare la morte dell’organismo esposto.


Perché Greenpeace è contraria agli inceneritori

Siamo contrari all’impiego di questi impianti come soluzione allo smaltimento dei rifiuti perché:


§ Pongono un rischio sanitario – Molti degli inquinanti emessi come le diossine e i furani sono composti cancerogeni e altamente tossici. L’esposizione al cadmio può provocare patologie polmonari ed indurre tumori. Il mercurio, sotto forma di vapore, è dannoso al sistema nervoso centrale ed i suoi composti inorganici agiscono anche a basse concentrazioni.


§ Pongono un rischio ambientale – Le sostanze contaminanti emesse da un inceneritore per via diretta o indiretta inquinano l’aria, il suolo e le falde acquifere. Nonostante i moderni sistemi di abbattimento degli inquinanti riescano a limitare le dispersioni atmosferiche, la natura della maggior parte degli inquinanti emessi è tale da porre problemi anche a bassa concentrazione. Inoltre la loro caratteristica di resistenza alla degradazione naturale ne determina un progressivo accumulo nell’ambiente.


§ Non eliminano il problema delle discariche – Nonostante la diminuzione di volume dei rifiuti prodotti, il destino delle ceneri e di altri rifiuti tossici prodotti da un inceneritore è comunque lo smaltimento in discarica per rifiuti speciali, più costose e pericolose.


§ Non servono a risolvere le emergenze – La costruzione di un impianto di incenerimento richiede diversi anni di lavoro (almeno 4-6 anni) e pertanto non può essere considerato una soluzione all’emergenza per i rifiuti.


§ Richiedono ingenti investimenti economici – Sono impianti altamente costosi (almeno 60 milioni di euro) e a bassa efficienza che necessitano di un apporto di rifiuti giornaliero e continuo, in netta opposizione ad ogni intervento di prevenzione della loro produzione e pericolosità, principi che sono alla base della gestione dei rifiuti dell’Unione europea.


§ Disincentivano la raccolta differenziata – Questo sistema di raccolta in Italia si aggira intorno al 13 %, una percentuale irrisoria la cui crescita sarà fortemente penalizzata se la gestione dei rifiuti prenderà la via della combustione.


§ Non creano occupazione – La costruzione e l’esercizio di un impianto determina un livello occupazionale inferiore al personale impiegato nelle industrie del riciclaggio dei materiali pubbliche e private che potrebbe offrire dai 200.000 ai 400.000 posti di lavoro nell’Unione europea.


§ Non garantiscono un alto recupero energetico – Il risparmio di energia che si ottiene dal riciclare più volte un materiale o un bene di consumo è molto superiore all’energia prodotta dalla combustione dei rifiuti. La plastica, che rappresenta circa l’11% in peso dei rifiuti urbani, è l’unica frazione merceologica la cui combustione è più vantaggiosa del riciclaggio: ciò è dovuto al suo elevato potere calorifico (ottimo per il processo di incenerimento) e allo scarso valore commerciale della plastica riciclata (un materiale plastico riciclato, infatti, può essere utilizzato una sola volta ed esclusivamente in applicazioni minori, come l’arredo urbano, fibre tessili e materiali per l’edilizia).

La soluzione sostenibile

Greenpeace ritiene necessaria una politica di gestione che persegua obiettivi progressivi di prevenzione della produzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclo e riutilizzo. Non è un caso che la Comunità Europea preveda una linea di intervento sulla gestione dei rifiuti che in ordine di priorità si riassume in:

– prevenzione
– riutilizzo
– riciclo
– recupero

I rifiuti sono una risorsa potenziale che deve essere riportata nel sistema economico. Riciclare e compostare i rifiuti è un approccio più sostenibile rispetto a quello dello smaltimento, può ridurre i costi di gestione e creare posti di lavoro. I programmi di riciclaggio andati a buon fine in città del Canada, dell’Australia e del Belgio hanno portato a riduzioni dei rifiuti urbani fino al 70%.

Fino a quando l’incenerimento sarà considerato come una soluzione alla crisi dei rifiuti, l’industria non sarà spinta verso la progettazione e la produzione di beni di consumo che non contengano sostanze chimiche tossiche. I rifiuti potrebbero essere riutilizzati, riciclati e compostati in condizioni di sicurezza garantendo in tal modo una soluzione sostenibile ad un problema globale, in linea con una visione progressiva di una società che produca Zero Rifiuti.

 

 

 

 

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