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Archive for the ‘piante’ Category

Circa trent’anni fa, il giovane Jadav “Molai” Payeng ha iniziato a seppellire piccoli semi nella terra nell’arido cordone litorale, vicino al luogo in cui era nato, nella regione di Assam nell’India del Nord. Così, l’iniziale passatempo ed hobby è diventato un vero e proprio interesse e scopo. Decise così di tentare di coltivare questa zona, nel corso della sua vita, a tempo pieno, creando così un nuovo e rigoglioso ecosistema.

L’uomo ha attirato l’attenzione della stampa che lo ha cercato per conoscerlo meglio e scoprire come ha fatto a dare vita a questo meraviglioso stampo al paesaggio. Tutto è nato intorno al 1979, quando lui aveva circa quattordici anni. Scoprì un luogo popolato da moltissimi rettili morti:

“I serpenti sono morti per la calura, senza avere alcun albero che li potesse riparare. Mi sono seduto e ho pianto vicino a questi animali senza vita. Era un vera carneficina. Ho avvertito il dipartimento forestale e chiesto a loro se potessero piantare degli alberi nella zona. Mi hanno risposto che in quel posto non cresceva nulla. Invece, mi hanno chiesto di provare a far crescere i bamboo. E’ stato faticoso ma ce l’ho fatta. Nessuno mi ha aiutato, nessuno era interessato alla cosa”

I benefici a livello naturale si sono visti dopo poco. Ora la zona presenta un ecosistema in crescita continua e costante dove abitano diverse creature. La foresta, soprannominati “i boschi di Molai” ospita uccelli, tigri, rinoceronti ed elefanti.

Jadav “Molai” Payeng, ora 47enne, lo ha creato impegnandosi per trent’anni della sua vita.

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Sbiadiscono i colori e diventano piu’ rade le chiome degli alberi delle foreste italiane, soprattutto per colpa di smog e caldo. Ma, piu’ in generale, a far ammalare le piante ci pensano i cambiamenti climatici. L’allarme per la ”situazione preoccupante” dei nostri boschi viene dai risultati del progetto di respiro europeo Life+ ‘Futmon’ (Further development and implementation of an Eu-level forest monitoring system), presentato a Roma, co-finanziato dalla commissione Ue con 35 milioni per il biennio 2009-2010 (24 Paesi membri e 38 partner) a cui l’Italia partecipa con il Corpo forestale dello Stato, in collaborazione con il Cnr e il Cra (Consiglio per la ricerca in agricoltura), e un investimento di 3,5 milioni. Secondo lo studio – che ha l’obiettivo di creare una rete di monitoraggio a lungo termine sullo stato di salute delle foreste europee – vanno perse ”oltre il 30% delle foglie”, mentre i colori si sbiadiscono di ”quasi il 10%”. I segnali di allarme riguardano ”il 35% degli ecosistemi forestali” colpiti da ”agenti biotici”, riconducibili a parassiti, funghi, insetti e batteri. Una fetta di responsabilita’ chiama in causa anche gli ”agenti abiotici”, e cioe’ minacce principalmente riconducibili ”ai cambiamenti climatici e all’inquinamento atmosferico”.

Fattori del ”degrado degli ecosistemi forestali” europei sono soprattutto smog, ozono, pulviscolo dell’aria e caldo. E anche se ”negli ultimi due anni non c’e’ stato un peggioramento”, anzi le conifere mostrano ”un sostanziale miglioramento” rispetto alle latifoglie (querce e castagni gli alberi piu’ danneggiati), i polmoni verdi sono colpiti da ossidi di azoto e ozono: i primi, derivanti dalla combustione dei motori a scoppio e dalle attivita’ industriali, ricadono al suolo con le precipitazioni modificando le caratteristiche del terreno; l’ozono invece diventa ”nocivo, insieme al pulviscolo atmosferico”, durante le calde giornate estive, provocando ”notevoli danni” e colpendo ”le specie piu’ sensibili”. Nel nostro Paese – in base ai recenti dati dell’Inventario nazionale delle foreste e dei serbatoi di carbonio – ci sono circa 12 miliardi di alberi (pari a 200 piante e quasi 1.500 metri quadrati di bosco per ogni italiano) distribuiti su 10,5 milioni di ettari di superficie, per un volume di 1,2 miliardi di metri cubi di legno e una biomassa di oltre 870 milioni di tonnellate.

Numeri ‘verdi’ che consentono di ‘stoccare’ in questi serbatoi naturali circa 435 milioni di tonnellate di carbonio, per un risparmio economico di emissioni di ga serra pari a un miliardo di euro, rispetto agli impegni del protocollo di Kyoto. Il titolo dell’albero piu’ diffuso lo vince il faggio con oltre un miliardo di esemplari che puntellano gli Appennini; Liguria e Trentino sono le regioni con il tasso di boscosita’ piu’ elevato (60% del territorio), Toscana e Sardegna quelle con piu’ superficie. La maggior parte dei boschi (68%) e’ di latifoglie, mentre il 64% delle superfici sono di proprieta’ privata, e il 28,5% dei boschi ricade all’interno di aree naturali protette.

io faccio parte di una generazione fortunata che ha vissuto fioriture,autunni, ancora di assoluto splendore…ma coloro i quali verranno ?  Che bene che gli vogliamo,vero? …per lasciar loro questa nefasta eredità

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Questo bellissimo esemplare di limone è stato raccolto in un frutteto nei pressi di Terzigno,proprio a ridosso della tristemente famosa discarica sulle pendici del Vesuvio.

Se questi sono gli effetti sulla natura, quali sono o saranno quelli sugli esseri umani?

Perchè i politici -amministratori, che asseriscono il contrario,non danno una bella dimostrazione pratica:

Ci andassero ad abitare con figli e nipotini, per almeno un anno….il fitto ce lo paghiamo noi

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(Autunno:I cervi)
Verde dirompente, cristalli di luce alla mattina
Si sentono gli odori, si sentono le piste
Germogli freschi, fiori con la brina
Narici in alto verso cio’ che non esiste

Fitte di sole, zampilli sulla roccia
Contorti i palchi quasi a sfidar la morte
Ruscelli argentati, il vento che la foglia accartoccia
Sfide infinite, attenzione di femmine assorte

(Inverno:La caccia)
Foreste addormentate, candido scintillio
Nessun silenzio è cosi’ acuto
Impronte, piu’ che voci un brusio
Sopra prati sepolti un vigilar astuto

Richiami di caccia, ululati da paura
Corre la fame a divorar la mente
Gioca il vento sull’altura
Fuliggine bianca sulla preda impotente

(Primavera:La nuova vita)
Risveglio da notti buie, è una gran festa
Uccelli sparsi, una marmotta assopita
Colori pungenti dopo cicli di tempesta
Pascoli respirano, si inebriano di vita

Piogge fan ruscelli irti a scavalcare
Polline nel vento, vagiti gioiscono assordanti
Sulle cime l’aria fresca a respirare
Nuova vita sorride avanti

(Estate: Caldo movimento)
Si scalda la serpe sui sassi
Trambusto di insetti ronzanti
Corti il fiato e i passi
Sostar nell’ombra in respiri sonanti

Gia’ il bestiame è sulla via in quota
Nei masi il latte a rimestare
Un acquazzone la sua acqua svuota
Sopra teste tese ad implorare

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