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Archive for the ‘natura’ Category

Il 17 Febbraio scorso è stato sottoscritto a Roma il “Protocollo d’intesa per il rilancio dello sviluppo e la valorizzazione dell’area aquilana del cratere colpita dal terremoto del 6 aprile 2009, ai fini ambientali e turistici”,meglio conosciuto come il protocollo Letta, un documento programmatico che dovrebbe delineare una serie di azioni volte al rilancio, allo sviluppo e alla valorizzazione dell’area Aquilana a fini ambientali e turistici. Un’iniziativa apparentemente lodevole per questo territorio così martoriato e sofferente, peccato però che l’iniziativa si risolva essenzialmente nello sviluppo di infrastrutture a forte impatto ambientale, con evidenti danni per le aree protette che saranno interessate dagli interventi.

 

Nel piano, infatti, figura in primis il collegamento delle stazioni sciistiche di Ovindoli e Campo Felice (caldeggiato da decenni) e il potenziamento degli impianti di Campo Imperatore, con l’obiettivo di creare il polo sciistico più grande del Sud Italia (!)

 

Ma non basta, per il comprensorio Ovindoli-Campo Felice, è prevista anche la realizzazione di uno ski dome (una pista da sci al coperto, come a Dubai) e tre (3!) campi da golf.

 

Ecco come  intendono risolvere il problema dell’Abruzzo e del post terremoto.

Cemento su natura ancora incontaminata.

Impianti per un mese e mezzo si e no per discese da 10 minuti ed attese di risalita di ore

Golf per chi???

Il protocollo ,per adesso è bloccato,speriamo lo resti per sempre

 

 

 

 

 

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Il WWF ha annunciato che L’ULTIMO esemplare del Rinoceronte di Giava, presente in Vietnam ,è deceduto.

E’ stato trovato con una pallottola in corpo ed il corno tagliato,sicuramente la solita schifosa opera di bracconieri.

Non so se riuscite a capire la parola ULTIMO e la sua gravità, significa che di questi animali splendidi non ne esistono piu’,salvo qualche esemplare in un parco in Indonesia.

Ma gli animali devono vivere nei parchi o liberi nelle loro foreste o praterie?

Gli Orientali dicono che il corno abbia poteri sulla stimolazione sessuale e per questo è giusto sacrificare un animale immenso e maestoso, solo per rubargli il suo trofeo.

Ogni scopata in piu’ ,via un rinoceronte.

Io non riesco ad esprimere liberamente cosa farei a persone di questo rango, anzi si….si dice che l’organo sessuale del rinoceronte sia di ragguardevoli proporzioni, ecco, li metterei in fila, bracconieri e consumatori, per far loro provare quel enorme potere sulla stimolazione sessuale che tanto si dice….. in prima persona.

Siate maledetti in eterno.

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full moon – dimensionecore2011

OMBRA DI VITA (2006)

E’ enormemente appagante assaporare l’ultimo sole del giorno. Quello che sfiora vette , quello che chiama il riposo notturno. 

Gli ultimi raggi di questo equinozio allungano di molto la percezione delle dimensioni. 

La luce radente mi affascina, così come ha affascinato quel malandrino del Merisi. 

Si rimane un po’ estasiati dai contorni generati. A volte buffi e sorprendenti, a volte estremamente misteriosi. 

Proprio come oggi.

 Sono rannicchiato su questa montagna, il tramonto trafigge la mia nuca. La  trafigge e la distende su un pendio umido di autunno appena battuto, dentro foglie che si contorcono in sfumature giallo ocra. 

Alcune trattengono ancora un sentore di verde quasi a rifiutare il proprio destino.

 Rami mostrano la ormai nuda struttura ad un cielo spazzolato dal vento del Nord.

 La mia proiezione si adagia dentro cio’. 

E qualcosa mi rovista la mente. 

Urlo di scogliera. Proprio come un mare che rigetta la sua forza sulla terra. Un lamento di intensità alterna . 

Mi par di carpire qualche verbo ma forse solo immaginazione.

 Forse solo il vento…. forse.

 Eppure adesso l’ho sentita bene quella parola.

Per davvero.

 Ne son sicuro, Bacco, non ha accompagnato la frugalità del mio pasto montano questa volta.

 “Perdonami” 

L’ombra si allunga a sproposito sulla valle, le mie gambe tralicci legnosi di una palafitta che sostiene il peso enorme di quella parola.

Si allunga anche il mio pensiero e corre .

Corre dietro quella voce strana. 

Un brivido affonda aghi dentro la mia carne.

 “Chi mi chiede cio’?”

 Mi faccio questa domanda a voce alta girando il capo ai quattro punti. Cerco qualcuno, fuori dubbio. Chi puo’ aver parlato in questo posto di Caprioli e Tassi ?

 Nessuno.

 Guardo meglio, ma l’unica cosa degna di un fremito vitale, sono alcune mucche sul pendio che disegnano il cammino verso il tepore della stalla.

 Adesso che ci penso mi è capitato altre volte.

 Sarà la tranquillità del posto, sarà la delicatezza dei colori autunnali, ma il fatto, oggi, non mi urta piu’ di tanto.

 Mi incammino di un passo leggero quasi a rifiutare di ferire l’erba verde, pasto quotidiano di erbivori di ogni specie.

Pasto prima del rigore dell’inverno.

Leggero e pregno di rispetto il mio incedere,vorrei vedere Voi cosa direste se un capriolo calpestasse irruente i vostri 

maccheroni irrorati di sanguigna salsa mediterranea .

 L’ombra mi segue, ridicola nella sua sproporzione.

 Una figura che sembra spaventare quei corvi a fondovalle intenti a rovistare l’erba in cerca di lombrichi.

 “Ma non sarà l’ombra che mi chiede ? “

 Questo pensiero mi sconvolge un attimo.

 O forse è questa improvvisa brezza che discende dal picco dove vivono fiere Poiane a sconvolgermi ?

 Per la verità non riesco a dare un risposta.

 “Perdonami”

 E no! Adesso l’ho sentita forte e spavalda, alterata dalla mia mancata risposta.

Mi fermo. 

Si ferma anche quel cervo diritto davanti a me.

 Anche la sua ombra si ferma .

 Le sue narici graffiano l’aria cercando sentori amici o nemici.

” Che bella bestia”.

Le parole mi escono a voce alta, i miei occhi corrono morbosi sul suo palco.

 E improvvisamente vedo quelle tre ramificazioni vicine.

 “E’ un coronato !”

Si sente forte e quasi mi sfida. Inutile dire che io sono immobile, le scarpe addolcite da un rivolo di muschio.

 I coronati sono quei cervi adulti che presentano sul loro palco quella ramificazione somigliante ad una corona.

 A detta di quei lestofanti dei cacciatori non gli si puo’ sparare, una specie di salvacondotto.

Ma i bracconieri non se ne curano troppo, a loro importa rimpinguare le tasche con accondiscenti ristoratori. 

Mi chino per non spaventarlo, quasi una sottomissione alla sua splendida essenza regale.

E’ già un privilegio che mi ha concesso nel poterlo osservare così da vicino

 Poi….

 Un fragore assordante. Uccelli sciamano dagli alberi.

 Uno sparo in un quiete tramonto autunnale è qualcosa di orribilmente devastante.

Tutto l’equilibrio delicato dei colori,dei profumi di spore e castagne umide, viene deturpato:una cosa maledettamente sconsacrata.

 Non lo vedo piu’ .

 Mi alzo e non riesco nemmeno piu’ a respirare.

 La sua ombra non c’è piu’.

 Essa giace sotto il suo corpo intriso di sangue.

 Mi guardo attorno, anche il sole è sparito dietro il monte. 

E’ sparita anche la voce .

Non vedo piu’ nemmeno la mia ombra.

 Un brivido violenta la mia corteccia cerebrale.

 “E’ vero! Quel timbro, quella cadenza…ma..quella era la mia voce!!!!

 Perdonami caro amico, non ho saputo salvarti da una triste fine.

 Ora mi chiederai di aspettare l’infame ,ora mi chiederai vendetta

 Perdonami ancora, ma non ci sarà vendetta intrisa di violenza, Io non so che farmene della violenza, è‘ un affare che deturpa il cuore, è un affare da loschi individui

 Lo aspettero’ domani, quando il sole spunterdi nuovo e gli rubero’ per sempre la sua ombra.

Senza quella, siamo tutti come sei tu adesso:

Morti

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è stato un evento straordinario,chiediamo lo stato di calamità naturale

questo è il solito e classico commento della classe politica e amministrativa dei vari comuni,regioni italiani.Come da istruzioni d’uso del manuale del buon politico, le prime reazioni non sono autocritiche costruttive e quindi anche accettabili, ma scaricabarili su barili…barili di fandonie per non infangare il proprio operato.

io penso che gli eventi straodinari sono ben altri che temporali o rovesci pur violenti che siano.

io penso che dietro questi eventi ci sia l’ immenso sfacelo idrogeologico che l’uomo e solo lui sta procreando in nome del progresso

E NIENTE ALTRO…. altro che eventi naturali

  • progresso vestito da cemento dilagante,imperversante ed inarrestabile
  • progresso vestito da disboscamenti selvaggi
  • progresso vestito da inquinamento killer per la natura
  • progresso vestito da strade ,superstrade,iperstrade a 30 corsie per scaricare i gas delle 5 auto per nucleo famigliare che non vogliono lasciare i loro passeggeri a non piu’ di 50 metri  dalla loro destinazione
  • progresso vestito da centri commerciali ormai così densi,che li fanno pure confinanti
  • progresso fatte di capannoni,di sequele di case, villette a schiera in cartongesso ,sfitte ed in attesa di ,ormai rari,clienti
  • progresso fatto di parcheggi qui,la,sopra e sottoterra.
  • progresso che uccide artigiani,negozietti,lavori e tradizioni…tra dieci,venti anni..nessuno saprà piu’ nemmeno fare il pane,risuolare una scarpa,riparare un frigorifero,coltivare,allevare…ma solo importare cose belle e pronte ,perchè impiccati dalla logica commerciale e dalla volontà delle nazioni “forti”.
Un albero trattiene metri cubi interi con le sue radici,tanti alberi  fermano e fissano una collina
L’alveo di un fiume pulito e non massacrato di rifiuti,cave e quant’altro, trattiene il suo fiume
Delle reti fognarie pulite e controllate fanno scaricare metri cubi di acqua torrenziale
Un attento rispetto delle emissioni non distrugge intere foreste e non causa tumori o patologie infantili
Ma queste sono cose inutili per i nostri cari amministratori davanti ai LORO EVENTI STRAORDINARI E ALLE LORO RICHIESTE DI RIMBORSI PER CALAMITA’ NATURALI (che lo facciano per questo??)
il Progresso conta e rendiconta di più,finchè la Natura ,stanca,sfibrata,maltrattata…sistemerà una volta per tutte questi bilanci.

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l 27 settembre è l’Earth Overshoot Day: il giorno in cui il nostro consumo di risorse naturali sorpassa la produzione naturale annua della Terra.

L’Earth Overshoot Day è  il giorno nel quale iniziamo ad essere in debito ecologico nei confronti del nostro Pianeta. La data viene calcolata dal Global Footprint Network, attraverso lo studio di due indici: l’impronta ecologica e la bio-capacità della Terra.

In quasi 10 mesi è stato consumato il budget che sarebbe dovuto servire per 365 giorni: ovviamente il saldo del Pianeta è in rosso.Siamo in overshoot, ovvero in sovra-consumo: l’umanità consuma più di quanto la Terra può darle.

pagare il nostro debito ecologico saranno i mari e le foreste, che dovranno rispettivamente accogliere un maggiore scarico di rifiuti e assorbire anidride carbonica in più, l’aria, che sarà più inquinata. Inoltre, ci saranno cambiamenti climatici più frequenti.

Attualmente l’intera umanità sta usando ogni anno 1.5 volte la bio-capacità della Terra (cioè per fare in modo di consumare e inquinare allo stesso ritmo a cui la Terra produce e assorbe, ci servirebbero 1,5 pianeti). La percentuale è in crescita e, continuando così, prima della metà del secolo avremo bisogno di risorse per due pianeti.

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