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Archive for the ‘mondo avariato’ Category

Non basta essere uno dei maggiori, o forse il maggiore contribuente al mondo per il global warming.

Bisogna mostrare questa leadership,ovunque!

Guardate un po’ cosa ci tocca vedere , quando questo signore si muove in trasferta.

Sono piu’ di cento i mezzi di scorta ed esattamente:

12 camionette,57 auto,46 moto,5 pulman

Insomma ,un gran dispenser di aria pulita…tanto per non smentirsi.

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Questo bellissimo esemplare di limone è stato raccolto in un frutteto nei pressi di Terzigno,proprio a ridosso della tristemente famosa discarica sulle pendici del Vesuvio.

Se questi sono gli effetti sulla natura, quali sono o saranno quelli sugli esseri umani?

Perchè i politici -amministratori, che asseriscono il contrario,non danno una bella dimostrazione pratica:

Ci andassero ad abitare con figli e nipotini, per almeno un anno….il fitto ce lo paghiamo noi

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fringuello

Il governatore Zaia ha autorizzato,con decorrenza 6 0ttobre, la caccia anche a piccoli volatili dal peso di pochi grammi e specie protette dalla UE.

Si sa che le doppiette pesano sul voto elettorale,per questo,il caro governatore non vuol rischiare la poltrona.

L’Italia è già stata diffidata diverse volte dalla Comunità Europea in merito alla politica venatoria, ma questo non basta a frenare il prolificare di deroghe,estensioni, volute dai pseudogovernatori italiani.

Secondo le religioni Indu’, esiste la reincarnazione.

Ecco! Nella prossima vita tutti questi “grandi” uomini con le doppiette infuocate, e tutti questi politici della poltrona,assumeranno le sembianze di uno storno,  fringuello,  peppola, frosone,  pispola , prispolone…a libera scelta

e allora???….

e allora volate veloci STRONZI

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Ne sono rimasti solo 400 esemplari,nonostante cio’, si fa terra bruciata di tutto il loro habitat naturale,necessario per una naturale crescita e sopravvivenza.

Piantagioni di palma da olio per industrie,disboscazioni selvaggie, e altre amenità

Questo video del WWF rappresenta benessimo l’accelerazione dello scempio:

Una settimana prima,questo bellissimo esemplare è stato filmato da una cam nascosta nella foresta….

una settimana dopo…beh ,guardate il video

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La conferma di questa tendenza viene da uno studio condotto su un campione di piante selezionato da tre prestigiose istituzioni, i Royal Botanical Gardens, il Museo di storia naturale britannica e l’Unione
internazionale per la conservazione della natura. Lo studio, durato cinque anni, ha preso in considerazione 1.500 specie di  grandi famiglie di piante (muschio, licheni, leguminose, conifere e orchidee) e il risultato è allarmante: una pianta su cinque rischia di scomparire.

Entrando nel dettaglio della lista rossa si scopre che delle 4 mila piante esaminate il 22% è classificato come “minacciato”. Di questo totale, il 4% si trova “in serio pericolo”, il 7% è “in pericolo ” e l’11% è “vulnerabile”. Nell’81 per cento dei casi la colpa è degli esseri umani: i principali imputati sono agricoltura intensiva , allevamento, disboscamento, urbanizzazione. Tra le piante più minacciate troviamo le conifere, mentre la foresta tropicale umida è la più degradata della Terra.

La ricerca sottolinea anche i limiti delle nostre attuali conoscenze: una pianta su tre non è abbastanza studiata per poter misurare il suo stato di conservazione e tra il 20 e il 30% delle specie vegetali non è stato ancora catalogato: molte spariranno prima di essere conosciute. E con loro rischiano di sparire i principi attivi fondamentali per l’industria che studia nuovi preparati per combattere le malattie oggi senza cura (circa la metà dei prodotti farmaceutici ha un’origine naturale).

La ricerca dei botanici britannici è una fotografia del presente. Ed è già abbastanza preoccupante. Ma se si incrociano questi dati con le proiezioni dei climatologi delle Nazioni Unite otteniamo un quadro ancora più allarmante che ha indotto molti biologi a parlare del rischio di sesta estinzione di massa nella storia del pianeta, la prima determinata dall’uomo.

Alla distruzione degli habitat, all’inquinamento e alla caccia, che rappresentano oggi i fattori di rischio
dominanti, si sta aggiungendo infatti il caos climatico prodotto dall’uso dei combustibili fossili e dalla
deforestazione. La prospettiva è quella di un aumento di temperatura che nell’arco del secolo, a secondo della nostra capacità di correggere la rotta, potrà variare dai 2 ai 6 gradi. E adeguarsi a un cambiamento così veloce per molte specie sarà impossibile: il salto termico si trasforma in una trappola mortale. Nell’ipotesi peggiore fino a sette specie su dieci potrebbero scomparire.

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