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Archive for the ‘global warming’ Category

L’area artica si sta riscaldando come in nessuna altra parte del pianeta, al punto che la temperatura degli ultimi anni è cresciuta mediamente di due volte rispetto al resto del pianeta. Ciò causa una variazione sulla pressione atmosferica al Polo Nord che a sua volta determina una variazione della circolazione atmosferica che porta venti freddi a scendere verso sud. “Ciò fa si che inverni freddi e nevosi diverranno la norma piuttosto che l’eccezione. E tutto ciò è determinato dalla perdita di ghiacci che si sta verificando in prossimità del polo boreale”, spiega James Overland dell’US National Oceanic and Atmospheric Administration. Questa conclusione Overland e colleghi l’hanno esposta durante un incontro tenutosi ad Oslo. Secondo il ricercatore, la perdita di ghiacci polari (che sta avvenendo ad un ritmo dell’11% al decennio) fa sì che una maggiore quantità di mari accumuli al Polo Nord molto più calore rispetto al passato e le ricadute sul clima causate da tale situazione è di molto superiore a quanto i modelli climatici avevano delineato fino ad oggi.
A questa condizione, secondo un’altra ricerca, si somma l’influenza della “Oscillazione Artica”, una relazione tra l’alta pressione sulle medie latitudini e la bassa pressione dell’Artico. Quando le pressioni sono relativamente deboli, la differenza tra loro è piccola e ciò porta a far si che aria dall’Artico fluisca verso sud, mentre aria più calda viaggi verso nord. Questa situazione è quella presente in questi ultimi anni e ciò determina inverni già di per sé freddi e nevosi sul nord Europa, ancora più rigidi.

Se ,ora, per una stupida gelata, tutti gli aeroporti vengono bloccati, cosa succederà tra qualche anno?

Ringraziamo i “Grandi” del pianeta che con le loro folli politiche di globalizzazione ,industrializzazione,cementificazione,distruzione ambientale, ci regaleranno” eccezionali” inverni, da qui a venire.


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La “Grande”  Russia

Per anni un impianto nucleare sovietico ha scaricato scorie nucleari nell’acqua bevuta dagli abitanti di decine di villaggi. Sugli Urali l’area di smaltimento delle scorie nucleari tra le più conta

Vicino a una scuola abbandonata, un cartello avvisa di non raccogliere funghi o bacche e di non pescare. Siamo a Muslumyovo, un villaggio russo sugli Urali, in un’area di smaltimento delle scorie nucleari che oggi è tra le più contaminate al mondo. Muslumyovo e una ventina di altri villaggi si trovano sulle sponde del fiume Techla, a valle del complesso nucleare di Mayak, che dal 1949 al 1956 scaricò nelle acque del fiume 76 milioni di metri cubi di scorie altamente radioattive. L’impianto è ancora in funzione, e anche se il sistema di smaltimento è stato modernizzato e reso più sicuro, i villaggi sul fiume sono stati evacuati da tempo. Muslumyovo, che si trova a 30 chilometri di distanza da Mayak, è l’unico ancora abitato.

 

In Francia esistono zone interamente contaminate, persone afflitte o morte di tumori.Lasciamo perdere Chernobyl,ma nel tecnologico Giappone,tempo fa, è saltato qualcosa in una centrale, nessuno dice e racconta niente,figuriamoci i media controllati dai governi, nessuna assicurazione al mondo stipula polizze in merito,le scorie si insinuano nelle falde acquifere ,nelle verdure negli alimenti,l’uranio sta sparendo ed i suoi costi arrivano alle stelle, ci vogliono fiumi interi per raffreddare le centrali e l’acqua poi come sarà? i costi di rientro dell’investimento sono superiori all’investimento stesso…queste sono gli aspetti principali e ce ne sono altri

Il Nuclaeare è sicuro,dicono tutti quei fantoccioni di affaristi politici…l’unica cosa sicura sono le tangenti mediate dagli appalti, dei cittadini inermi..chi se ne fotte.

Non si accorgono che anche i loro figli e i figli dei propri figli li malediranno…prima o poi


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Vienna

Autofrei Siedlung di Nordmanngasse, un’area residenziale a circa 8 chilometri dal centro servita in modo perfetto dai mezzi pubblici: le circa 600 famiglie che abitano lì, al momento della firma del contratto si sono impegnate a non possedere un’auto propria, scegliendo così per gli spostamenti quotidiani i mezzi pubblici, la bicicletta o i piedi. “Il denaro e lo spazio risparmiato grazie alla mancata costruzione dei p

archeggi sottolinea il rapporto di Legambiente possono essere investiti in migliore qualità residenziale, spazi verdi, servizi collettivi”. E dopo Nordmanngasse è già in progettazione una replica, Bike City, con 3.400 persone che hanno già prenotato un appartamento.

Amsterdam

GWL Terrein, realizzato negli anni Novanta su un’area di 6 ettari che in precedenza era occupata da un grande impianto di trattamento dell’acqua. A GWL Terrain vivono circa mille persone e tra un edificio e l’altro ci sono soltanto sentieri, piste ciclabili e prati. L’accesso è consentito esclusivamente ai mezzi d’emergenza, mentre per disincentivare l’uso dell’auto i parcheggi edificati a ridosso del quartiere possono contenere non più di 135 mezzi. E’ attivo un servizio di car sharing (auto in multiproprietà) utilizzato dal 10% degli abitanti e gli altri preferiscono la vasta rete di piste ciclabili e le linee tramviarie intorno al quartiere

 

 

Londra


BedZed (BedZed (Beddington Zero Energy Development) ed è autosufficiente dal punto di vista energetico e a bilancio zero in fatto di emissioni di anidrite carbonica. Un centinaio di case, 3000 metri quadrati di uffici, negozi e impianti sportivi, un centro medico-sociale e un asilo nido: per scoraggiare l’uso delle auto, è stato promosso lo shopping online e messo a disposizione degli abitanti un parco di mezzi gestito in car sharing e car pooling (utilizzo della vettura da parte di un minimo di tre persone). Disponibile, inoltre, una piccola flotta di scooter elettrici per gli spostamenti più brevi.

Friburgo

si sta sviluppando quello che potrebbe diventare l’insediamento carfree più grande d’Europa, con circa 6000 abitanti e 2000 edifici. Piste ciclabili, spazio limitato per i posti auto, bus e ferrovia leggera efficienti: uno schema che a Vauban è partito dal basso, ovvero dall’associazione di cittadini “Forum Vauban” che ha partecipato a tutti i progetti di edificazione del quartiere. Tra le idee realizzate, il pagamento di una tassa a parte per chi sceglie di possedere un’auto, con il gettito destinato alla costruzione e alla gestione dei parcheggi. Una zona carfree che in Germania esiste anche a Kronsberg, nel distretto di Hannover, dove si è sfruttata l’occasione dell’Expo del 2000 per minimizzare il fabbisogno di mobilità motorizzata.

 

 

 

 

Malmoe


Augustenborg ha puntato esclusivamente su vie pedonali, piste ciclabili e mezzi pubblici. Così, solo il 20% delle famiglie possiede un’automobile, rispetto alla media comunque bassa dell’intera Malmö (35%); l’80% delle strade ha un limite di velocità fissato a 30 chilometri orari; il 40% degli spostamenti casa-lavoro avviene in bici; gli autobus sono alimentati a gas naturale o biogas; la rete dei tram è molto estesa; funziona un servizio di car sharing molto efficiente.

questi sono solo esempi, altri ne arrivano ogni giorno a dimostrare che SI! si puo’ fare a meno della automobile.ù

E l’Italia?

Come al solito siamo anni luce…indietro. E già ,dobbiamo aiutare i marchionne della situazione,poverini loro…e poi, se noi non abbiamo un auto personale per tutti i membri della famiglia, che figura ci facciamo ?

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Non basta essere uno dei maggiori, o forse il maggiore contribuente al mondo per il global warming.

Bisogna mostrare questa leadership,ovunque!

Guardate un po’ cosa ci tocca vedere , quando questo signore si muove in trasferta.

Sono piu’ di cento i mezzi di scorta ed esattamente:

12 camionette,57 auto,46 moto,5 pulman

Insomma ,un gran dispenser di aria pulita…tanto per non smentirsi.

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Questo bellissimo esemplare di limone è stato raccolto in un frutteto nei pressi di Terzigno,proprio a ridosso della tristemente famosa discarica sulle pendici del Vesuvio.

Se questi sono gli effetti sulla natura, quali sono o saranno quelli sugli esseri umani?

Perchè i politici -amministratori, che asseriscono il contrario,non danno una bella dimostrazione pratica:

Ci andassero ad abitare con figli e nipotini, per almeno un anno….il fitto ce lo paghiamo noi

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