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Archive for the ‘ecologia’ Category

 

Colpo ad effetto di Greenpeace in Francia, in una centrale nucleare di Edf. Nove militanti dell’organizzazione ecologista ha fatto irruzione nella mattinata nel sito di Nogent sur Seine, a circa 95 chilometri da Parigi. Il gruppo e’ riuscito ad arrivare nel centro dell’impianto in “circa quindici minuti”, vicino al cuore nucleare e al combustibile ed e’ riuscito ad issare uno striscione con la scritta “il nucleare sicuro non esiste”, associata al simbolo di ‘pericolo’

 

 

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Ecco le due splendide dichiarazioni del nostro nuovo ministro dell’Ambiente Corrado Clini ..si..si avete letto bene dell’AMBIENTE!!!

Il ritorno al nucleare è un’opzione sulla quale bisognerebbe riflettere molto, anche se quello che è avvenuto in Giappone ha scoraggiato. Però di base la tecnologia nucleare rimane ancora, a livello globale, una delle tecnologie chiave. Quindi sì a certe condizioni.”

Ha riflettuto bene anche Otsuka Norikazu ,noto presentatore giapponese, che per tranquillizare il popolo , mangio’ in diretta televisiva verdure coltivate a Fukushima.

Morale : Leucemia linfatica acuta..e che altro si sarebbe potuto aspettare??

Forza ministro si faccia un bel minestrone radioattivo anche lei, magari anche con cetrioli raccolti vicinio a qualche inceneritore, tanto per dargli quel tocco di speziato alla diossina, magari ci convince…ma molto magari

“Gli Ogm vanno bene per le piantumazioni in zone appenniniche, al fine di attuare la sicurezza dei suoli evitando il dissesto idrogeologico”

Certo, soprattuto per recuperare i danni derivanti dal progetto alta velocità ( ma dove vuoi annà con sta velocità?) nel Mugello e su tutta la tratta, dove persino paesi interi stanno scivolando su frane

Bel Rimedio.

Anziche limitare politiche distruttive sul territorio Appennico, quali le cementificazioni selvaggie,le disboscazioni indiscriminate, le deviazioni e copertura degli alvei e tutte le porcherie speculative..si pensa di piazzare tonnellate di mais OGM, così spariranno anche le altre colture nostrane,le api, e ci verrà un fegato pronto per il fois gras , a mangiare quelle schifezze

Chi ben inizia è a metà dell’opera…e si perche pure il ponte sullo sttretto  e la tav rientrano nei parametri del ministro  dell’Ambiente.

Ma cambiamogli il nome del dicastero…sarebbe piu’ giusto chiamarlo ministro dello sviluppo industriale..l’ambiente chissenefrega… ci sono i bond e sto ‘azz di spread da sistemare

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A Broni,in provincia di Pavia,c’era una azienda che si chiamava Fibronit creata per la lavorazione e trasformazione dell’amianto.

Questa azienda ha chiuso venti anni fa e successivamente cambiato nome.

Da allora, l’elenco delle vittime è arrivato a quota 700 ( settecento) e tutt’oggi continuano queste morti dovute a tumore polmonare,  così come è  per l’altra azienda killer: La ex Eternit di Casale Monferrato

Ma perchè l’amianto è così pericoloso?

L’amianto è un minerale più pesante dell’aria, ma le sue fibre sono 1300 volte più sottili di un capello umano. Sono microscopiche, possono sollevarsi al minimo spostamento d’aria ed essere facilmente inalate mentre sono in sospensione. Teoricamente non vi è un quantitativo minimo al di sotto del quale non sia nocivo, per cui anche una sola fibra nei polmoni potrebbe causare una delle tante patologie amianto-correlate identificate nel corso dei numerosi studi.

Restando a stretto contatto con le pareti cellulari delle mucose, l’amianto può alterarne il funzionamento o lacerare i tessuti grazie alla sua struttura fibrosa e longilinea, dando luogo a tessuti cicatriziali estesi, infezioni, asbestosi o tumori. Le fibre in sé non costituiscono un veleno o un agente cancerogeno: non interagiscono chimicamente con le nostre proteine in quanto l’amianto è un materiale inerte. Lacerando fisicamente le membrane cellulari possono però favorire l’intrusione di agenti cancerogeni o infettivi nel citoplasma cellulare, dove possono arrecare molti più danni. Questa è la sua reale pericolosità.

Non esistono antibiotici o antiallergeni o qualsiasi altra sostanza che possa aiutare l’organismo a smaltirlo.

Sono morti operai che lavoravano,tecnici esterni della manutenzione,madri e mogli che lavavano le tute piene di fibre di amianto, e cosi per generazioni intere,quasi quaranta morti all’anno.

In questa ex fabbrica sono stipati ancora 300.000 (trecentomila metri quadri) di amianto lavorato ed in polvere: Una polveriera di morte.

Capite che essendo altamente volatile è tutt’ora un “assassino” vagante?

Capite che, ancora oggi, muore gente ogni mese per questo?

Capite che riescono a trovare i fondi per cementificare Milano e dintorni per quella cazzo di Expo 2015 e non  per far sparire questa schifezza?

Capite che riescono a trovare i soldi per le Maserati del Ministero della Difesa ?

Capite che trovano tutto per loro stessi?

Forse a mandarne qualcuno con pala e carriola a fare qualche carico ,magari servirebbe

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President Napolitano( anche lui ..si..si) said: “La Liguria ha pagato un contributo caro per i cambiamenti climatici”

STO CAZZO!!!

 

”Una tragedia annunciata dall’assenza di un presidio sul territorio in grado di prevenire i disastri ambientali del dissesto idrogeologico ed evitare una nuova conta delle vittime”. Così il Wwf Italia commenta in una nota l’emergenza maltempo in Liguri e Toscana “Un prezzo che ancora una volta i cittadini scontano sulla propria pelle perche’ alla cementificazione selvaggia si aggiunge la ‘colata’ di interventi edilizi autorizzati in aree a rischio che invece andrebbero liberate con i dovuti abbattimenti” prosegue nella nota l’associazione ambientalista.

“La Liguria in particolare rappresenta un caso esemplare della miopia istituzionale sull’attivita’ di prevenzione e tutela del territorio- spiega ancora il Wwf – proprio qualche mese fa, infatti, la Regione ha approvato un provvedimento, il regolamento regionale numero 3 del 2011, che ha ridotto da dieci a tre metri le distanze minime di edificazione vicino ai corsi d’acqua”.

“Sui fiumi in particolare si continua ad intervenire d’urgenza restringendo le aree di esondazione naturale e canalizzando i fiumi- conclude l’associazione ambientalista- contribuendo cosi’ ad aumentare il rischio di alluvioni a valle”

ma vi rendete conto che amministratori vanta la Liguria: costruire a 3 metri da un fiume??????!!!!!!!!!!!

Persino il mio cane scapperebbe dalla cuccia così vicino al fiume.

Se poi aggiungiamo la manutenzione zero degli alvei e quella mandria di bastardi che scaricano di ogni dentro i corsi d’acqua ..les jeux son fait

le calamità naturali sono i politici e gli amministratori ,perchè non ci vanno ad abitare loro in quei posti, dopo che hanno fatto le loro leggine.

 

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L’Italia, insieme all’Austria e al Lussemburgo, ”avra’ difficolta”’ a rispettare gli obiettivi di riduzione di Co2 fissati dal protocollo di Kyoto per il periodo 2008-2012. E’ quanto emerge da un rapporto della Commissione Ue sul rispetto della tabella di marcia.
La commissaria Ue al clima, Connie Hedergaard, ha rilevato che il mancato rispetto degli obiettivi da parte di questi tre paesi non mette a rischio il target europeo, che ”sara’ probabilmente superato”.

Alla fine del 2010, l’Ue-15 e’ sulla buona strada per centrare gli obiettivi di Kyoto, segnando complessivamente un taglio delle emissioni dal 1990 del 15,5%. Tre i paesi che non sono in regola: Italia, Austria e Lussemburgo, dice il rapporto dell’Agenzia europea per l’ ambiente.

Secondo l’Agenzia, questi tre paesi devono fare piu’ sforzi per assicurare il risultato dell’Ue-15, tramite un’ ulteriore riduzione delle emissioni oppure facendo maggiore uso dei meccanismi flessibili del protocollo, che ad esempio consentono di acquisire crediti con progetti nei paesi in via di sviluppo.

In ogni caso, secondo l’agenzia europea ”qualsiasi opzione questi paesi decidano di adottare, sara’ necessario un budget adeguato per assicurare il rispetto degli impegni”.

I dati del rapporto sono ancora ”preliminari”, hanno spiegato i servizi Clima della Commissione Ue. Quelli definitivi arriveranno nel maggio del 2012. Solo allora Bruxelles valutera’ quali misure aggiuntive chiedere a questi tre paesi. Il non rispetto dei target nazionali prevede l’avvio di una procedura di infrazione, cioe’ di un meccanismo disciplinare che potrebbe condurre davanti alla Corte di giustizia della Ue e al rischio di multe.

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