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Archive for aprile 2011

dopo un po’ di tempo e pazienza sono riuscito a “beccare” i nascituri

AIRONE CENERINO

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 I bambini che trascorrono molto tempo guardando la tv tendono ad avere arterie piu’ strette dietro gli occhi, il che aggrava il rischio di contrarre malattie di cuore, pressione alta e diabete piu’ tardi. Lo rivela uno studio del Centro per la ricerca sulla vista dell’Universita’ di Sydney, che ha esaminato le arterie dietro gli occhi di 1500 bambini di 6 anni di 34 scuole elementari. Ogni ora di tv guardata ogni giorno restringe il diametro arteriale della retina di 1,53 millesimi di mm

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questo è un elenco della vita media in libertà…purtroppo ,l’uomo , in vari modi( caccia,disboscamenti selvaggi,coltivazioni OGM,cementificazioni varie ed inutili,vivisezione,pellicce,zoo,etc etc)contribuisce sempre piu’ ad abbassarla

Ape  1-2 mesi
Ape regina 3-5 anni
Aquila  25 anni
Asino   30-40 anni
Cammello  40-50 anni
Canarino  10-20 anni
Cane della prateria  10 anni
Cane   12-13 anni (dipende dalla razza)
Cavallo  20-25 anni
Canguro  12-20 anni
Cervo   18-20 anni
Coniglio   5-8 anni
Criceto   2-3 anni
Daino   18 anni
Farfalla   2-15 giorni (alcune specie che fanno eccezione come la cedronella che può vivere 1 anno)
Formichiere  25-30 anni
Furetto   8-10 anni
Gabbiano   40 anni
Gallina   10 anni
Gambero  2 anni
Gatto   13-15 anni
Ghepardo   12-14 anni
Giraffa   30 anni
Gru   40 anni
Iguiana   10-13 anni
Ippopotamo  40-50 anni
Leone   16 anni
Libellula   3-4 settimane
Lucertola  10 anni
Megattera  70 anni
Mosca  2-3 anni
Mucca   20 anni
Orca   50-100 anni
Orso bruno  15 anni
Pappagallo  30-50 anni
Pellicano   30 anni
Pesce rosso  20-30 anni
Piccione  2,5-3 anni
Pinguino Imperatore  20 anni
Pitone  30-40 anni
Procione  12 anni
Riccio di mare  4-8 anni
Rinoceronte   50 + anni
Scorpione   4 anni
Scimmia  15-20 anni
Scoiattolo  5-7 anni
Stella marina 7-10 anni
Struzzo   50-60 anni
Tartaruga  35-50 anni
Tartaruga gigante  100 + anni
Tigre   10-15 anni
Trota   5-10 anni
Zanzara maschio  5-10 giorni
Zanzara femmina  15 giorni – 9 mes

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malformazioni derivate da Chernobyl..meditate..meditate

“A 25 anni di distanza da Cernobyl, una ricerca condotta in Ucraina rileva alti livelli di contaminazione radioattiva in molti alimenti di base, come latte e funghi. Lo scorso marzo sono stati analizzati 114 campioni di prodotti alimentari nelle aree di Rivnenska Oblast e Zhytomyrska Oblast e, per confronto, in varie località nell’area di Kiev. I campioni sono stati acquistati nei mercati locali oppure dai contadini. In un villaggio della regione di Rivnenska, sono state rilevate concentrazioni di Cesio-137 che nel 93% dei campioni di latte analizzati eccedono di un fattore compreso tra 1.2 e 16.3 volte i livelli previsti per i bambini in Ucraina. Dopo 25 anni, l’attenzione del mondo si è spostata altrove ma la contaminazione non scompare dall’oggi al domani. In Ucraina, 18.000 chilometri quadrati di terreni agricoli sono stati contaminati in seguito a Cernobyl e il 40% dei boschi, pari a una superficie di 35.000 km2, contaminati. A Fukushima, Greenpeace sta verificando circostanze identiche di contaminazione del latte e delle verdure.”

Greenpeace,

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Gli ultimi rilevamenti satellitari indicano a marzo “una diminuzione record dei livelli di ozono sul settore euro-atlantico dell’emisfero nord” del Pianeta. Detto in altri termini, si è avuta quella che l’Esa, l’agenzia spaziale europea 1, definisce una “perdita record di ozono sull’Artico” con livelli scesi ai minimi dal 1997. Come è noto questo gas costituisce uno strato in grado di proteggere gli organismi viventi dalle radiazioni ultraviolette nocive del sole ma l’utilizzo di una serie di sostanze chimiche, e in particolare i clorofluorocarburi, negli anni passati ne ha assottigliato fortemente la consistenza. Grazie alla messa al bando di queste sostanze decisa con il Protocollo di Montreal del 1987, il buco nel corso degli anni si è andato gradualmente riducendo, fino all’imprevista frenata delle scorse settimane.

Le interpretazioni sui motivi della controtendenza sono però almeno in parte divergenti. Secondo l’Esa la colpa è di “insoliti forti venti, conosciuti come ‘vortici polari'”. Sarebbero questi vortici ad aver determinato la perdita record di ozono. Praticamente, spiega l’Esa, al Polo Nord “si sono create condizioni simili a quelle che si determinano ogni inverno al Polo Sud”. Le temperature della stratosfera nel circolo polare artico cambiano di inverno in inverno, ma “l’anno scorso temperature e quantità di ozono sopra l’Artico sono state piuttosto elevate”, come non accadeva dal 1997.Adesso gli scienziati sono al lavoro per cercare di capire perché gli inverni di questi due anni sono stati così caldi e “se questi eventi casuali sono statisticamente collegati ai cambiamenti climatici globali”. Il danno potrebbe non essere però irreparabile. Secondo Mark Weber, dell’università di Brema, “molti studi mostrano come la circolazione” delle correnti nella stratosfera nell’emisfero nord “in futuro potrà aumentare e, di conseguenza, molto più ozono potrà essere trasportato dai tropici a latitudini più elevate e ridurne la perdita”. Nel frattempo, però, “nei decenni a venire continueranno ad esserci forti perdite chimiche di ozono nel corso di inverni artici eccezionali”.

Diversa l’intepretazione dei dati dell’Omm, l’Oorganizzazione mondiale meteorologica. La distruzione, per l’agenzia scientifica che fa capo alle Nazioni Unite, è dovuta alla persistenza nell’atmosfera di sostanze nocive e ad un inverno molto freddo nella stratosfera. “Se l’area priva di ozono si muove via dal Polo verso latitudini più basse c’è da temere una maggiore radiazione ultravioletta nel corso della prossima stagione”, avverte l’Omm. I pericoli sono legati soprattutto a maggiore incidenza di tumori nella pelle e guasti al sistema immunitario. Le zone più a rischio sono Canada, Russia e Alaska.

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