dopo un po’ di tempo e pazienza sono riuscito a “beccare” i nascituri
Archive for aprile 2011
3 nuove piccole pesti sorridono al mondo (AIRONE CENERINO)
Posted in animali, natura, uccelli on aprile 20, 2011| Leave a Comment »
NO TROPPA TV PER I BAMBINI
Posted in Uncategorized on aprile 20, 2011| Leave a Comment »
I bambini che trascorrono molto tempo guardando la tv tendono ad avere arterie piu’ strette dietro gli occhi, il che aggrava il rischio di contrarre malattie di cuore, pressione alta e diabete piu’ tardi. Lo rivela uno studio del Centro per la ricerca sulla vista dell’Universita’ di Sydney, che ha esaminato le arterie dietro gli occhi di 1500 bambini di 6 anni di 34 scuole elementari. Ogni ora di tv guardata ogni giorno restringe il diametro arteriale della retina di 1,53 millesimi di mm
ASPETTATIVE DI VITA DEGLI ANIMALI IN LIBERTA’
Posted in animali, natura on aprile 20, 2011| Leave a Comment »
questo è un elenco della vita media in libertà…purtroppo ,l’uomo , in vari modi( caccia,disboscamenti selvaggi,coltivazioni OGM,cementificazioni varie ed inutili,vivisezione,pellicce,zoo,etc etc)contribuisce sempre piu’ ad abbassarla
Ape 1-2 mesi
Ape regina 3-5 anni
Aquila 25 anni
Asino 30-40 anni
Cammello 40-50 anni
Canarino 10-20 anni
Cane della prateria 10 anni
Cane 12-13 anni (dipende dalla razza)
Cavallo 20-25 anni
Canguro 12-20 anni
Cervo 18-20 anni
Coniglio 5-8 anni
Criceto 2-3 anni
Daino 18 anni
Farfalla 2-15 giorni (alcune specie che fanno eccezione come la cedronella che può vivere 1 anno)
Formichiere 25-30 anni
Furetto 8-10 anni
Gabbiano 40 anni
Gallina 10 anni
Gambero 2 anni
Gatto 13-15 anni
Ghepardo 12-14 anni
Giraffa 30 anni
Gru 40 anni
Iguiana 10-13 anni
Ippopotamo 40-50 anni
Leone 16 anni
Libellula 3-4 settimane
Lucertola 10 anni
Megattera 70 anni
Mosca 2-3 anni
Mucca 20 anni
Orca 50-100 anni
Orso bruno 15 anni
Pappagallo 30-50 anni
Pellicano 30 anni
Pesce rosso 20-30 anni
Piccione 2,5-3 anni
Pinguino Imperatore 20 anni
Pitone 30-40 anni
Procione 12 anni
Riccio di mare 4-8 anni
Rinoceronte 50 + anni
Scorpione 4 anni
Scimmia 15-20 anni
Scoiattolo 5-7 anni
Stella marina 7-10 anni
Struzzo 50-60 anni
Tartaruga 35-50 anni
Tartaruga gigante 100 + anni
Tigre 10-15 anni
Trota 5-10 anni
Zanzara maschio 5-10 giorni
Zanzara femmina 15 giorni – 9 mes
CHERNOBYL PERENNE.. il Giappone è solo un infante a confronto
Posted in diritti umani, ecologia, mondo avariato, nucleare on aprile 9, 2011| Leave a Comment »
“A 25 anni di distanza da Cernobyl, una ricerca condotta in Ucraina rileva alti livelli di contaminazione radioattiva in molti alimenti di base, come latte e funghi. Lo scorso marzo sono stati analizzati 114 campioni di prodotti alimentari nelle aree di Rivnenska Oblast e Zhytomyrska Oblast e, per confronto, in varie località nell’area di Kiev. I campioni sono stati acquistati nei mercati locali oppure dai contadini. In un villaggio della regione di Rivnenska, sono state rilevate concentrazioni di Cesio-137 che nel 93% dei campioni di latte analizzati eccedono di un fattore compreso tra 1.2 e 16.3 volte i livelli previsti per i bambini in Ucraina. Dopo 25 anni, l’attenzione del mondo si è spostata altrove ma la contaminazione non scompare dall’oggi al domani. In Ucraina, 18.000 chilometri quadrati di terreni agricoli sono stati contaminati in seguito a Cernobyl e il 40% dei boschi, pari a una superficie di 35.000 km2, contaminati. A Fukushima, Greenpeace sta verificando circostanze identiche di contaminazione del latte e delle verdure.”
OZONO BUCATO ED ABUSATO
Posted in Uncategorized on aprile 5, 2011| Leave a Comment »
Gli ultimi rilevamenti satellitari indicano a marzo “una diminuzione record dei livelli di ozono sul settore euro-atlantico dell’emisfero nord” del Pianeta. Detto in altri termini, si è avuta quella che l’Esa, l’agenzia spaziale europea 1, definisce una “perdita record di ozono sull’Artico” con livelli scesi ai minimi dal 1997. Come è noto questo gas costituisce uno strato in grado di proteggere gli organismi viventi dalle radiazioni ultraviolette nocive del sole ma l’utilizzo di una serie di sostanze chimiche, e in particolare i clorofluorocarburi, negli anni passati ne ha assottigliato fortemente la consistenza. Grazie alla messa al bando di queste sostanze decisa con il Protocollo di Montreal del 1987, il buco nel corso degli anni si è andato gradualmente riducendo, fino all’imprevista frenata delle scorse settimane.
Le interpretazioni sui motivi della controtendenza sono però almeno in parte divergenti. Secondo l’Esa la colpa è di “insoliti forti venti, conosciuti come ‘vortici polari'”. Sarebbero questi vortici ad aver determinato la perdita record di ozono. Praticamente, spiega l’Esa, al Polo Nord “si sono create condizioni simili a quelle che si determinano ogni inverno al Polo Sud”. Le temperature della stratosfera nel circolo polare artico cambiano di inverno in inverno, ma “l’anno scorso temperature e quantità di ozono sopra l’Artico sono state piuttosto elevate”, come non accadeva dal 1997.Adesso gli scienziati sono al lavoro per cercare di capire perché gli inverni di questi due anni sono stati così caldi e “se questi eventi casuali sono statisticamente collegati ai cambiamenti climatici globali”. Il danno potrebbe non essere però irreparabile. Secondo Mark Weber, dell’università di Brema, “molti studi mostrano come la circolazione” delle correnti nella stratosfera nell’emisfero nord “in futuro potrà aumentare e, di conseguenza, molto più ozono potrà essere trasportato dai tropici a latitudini più elevate e ridurne la perdita”. Nel frattempo, però, “nei decenni a venire continueranno ad esserci forti perdite chimiche di ozono nel corso di inverni artici eccezionali”.
Diversa l’intepretazione dei dati dell’Omm, l’Oorganizzazione mondiale meteorologica. La distruzione, per l’agenzia scientifica che fa capo alle Nazioni Unite, è dovuta alla persistenza nell’atmosfera di sostanze nocive e ad un inverno molto freddo nella stratosfera. “Se l’area priva di ozono si muove via dal Polo verso latitudini più basse c’è da temere una maggiore radiazione ultravioletta nel corso della prossima stagione”, avverte l’Omm. I pericoli sono legati soprattutto a maggiore incidenza di tumori nella pelle e guasti al sistema immunitario. Le zone più a rischio sono Canada, Russia e Alaska.


