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groenlandia or greenlandia?

 

FOREST

 

Stando all’analisi pubblicata sulla rivista ‘Philosophical Transaction of The Royal Society’, la Groenlandia, ora occupata in buona parte da una calotta di ghiaccio, potrebbe in futuro essere ricoperta da distese boschive, almeno nella sua zona meridionale. Adesso sull’isola crescono solo quattro specie di alberi autoctoni, ma nei prossimi decenni ce ne saranno a decine.

”La Groenlandia ha il potenziale di diventare molto più verde”, spiega Jens-Christian Svenning dell’università danese di Aarhus. ”Le foreste costiere di conifere che oggi sono in Alaska e nel Canada occidentale, ad esempio, saranno in grado di prosperare su un’ampia parte dell’isola”.

Stando agli studiosi sono 44 le specie arboree che potrebbero trovare terreno fertile in Groenlandia. Alcune, in realtà, avrebbero già sull’isola le condizioni ideali. Il fatto che non siano ancora presenti, si legge nello studio, dipende in parte dalla lentezza con cui le foreste si espandono, e in parte dal fatto che la Groenlandia è molto isolata. In base alla simulazione, potrebbero volerci duemila anni prima che gli alberi autoctoni si diffondano in ogni area dell’isola in cui, nel 2100, il clima sarà favorevole al loro insediamento.

Nonostante questo limite, entro la fine del secolo alberi come la betulla artica potrebbero stabilirsi in quella parte di Groenlandia che è già ora libera dai ghiacci. Si tratta di un’area di 400mila km quadrati, quasi quanto l’intera Svizzera. Le ricadute positive non mancherebbero, dal business del legno alla caccia, dice Svenning, che tuttavia ammette anche qualche effetto collaterale soprattutto sulla flora e la fauna odierne.

Accanto alla minaccia per la biodiversità, c’è poi il rischio che l’uomo intervenga in modo improvvido. ”In futuro il suolo sarà molto più sensibile alle specie introdotte. Importare piante invasive – avverte Svenning – causerebbe uno sviluppo della natura molto caotico”. Al di là dei pericoli, però, resta comunque in piedi l’ipotesi di una Groenlandia – dallo scandinavo ‘Groenland’, Terra Verde – che potrebbe tornare, seppure tra un centinaio d’anni, a rispecchiare il proprio nome.

e da noi cosa succederà? DESERTO SAHARIANO IN PROGRESS?

STOP GLOBAL WARMING STOP CLIMATE CHANGE!!!!!

GUS E’ MORTO

gus

Chi è Gus?

Gus era un orso polare che ha passato 27 anni a Central Park, New York

27 anni sono quasi un record,dicono.

27 anni di prigionia sono un maledetto record, un vero ergastolo. Neanche a quel cancher di Priebke, lo hanno lasciato dentro tanto.

Era il beniamino di Central Park,dicono.

Sto c…!!! Lui non ha condiviso ne scelto spontaneamente di passare la sua vita nella grande mela.

Sicuramente sognava i suoi ghiacci , il suo freddo naturale,uno sguardo ammiccante di una compagna “libera”. Magari una felice prole da portare a caccia di foche.

Hanno passato 9 anni a curarlo dalla depressione,dicono.

Gus nuotava in continuazione,tutto il giorno, nella sua pozza d’acqua, sempre nella stessa direzione.Loro,scienziati,psicologi,non capivano.

Forse cercava di tornare da qualche parte, No?!

L’hanno curato e guarito. Guarito per farlo star bene nella gabbia dorata ,confezionata su misura. A far sorridere ragazzini e mamme annoiate, a beccare aringhe dal secchio e qualche “porcheria” gettata da turisti ancor più annoiati.

A far impazzire i sensori del bilanciamento del bianco in controluce, delle reflex digitali di provetti fotografi.

Ma che diavolo di senso ha ,portare via un animale dal suo mondo per mostrarlo a guardoni da peep show?

Con che diritto si può solo ardire di pensare ciò?

Tutto il mondo sprofondato nei suoi occhi , aggrappato all’ eterno istinto animale di tornare dove è il proprio mondo,dove vivevano, LIBERI,  i suoi compagni,fratelli,sorelle.

Mi sa che non nuotava a vanvera ,cari scienziati.

Ma come diavolo vi permettete di trascinare ,estirpare, animali dai propri luoghi,solo per il vostro spudorato piacere?

Lasciateli dove sono nati,vissuti e morti.

Gli zoo , sono solo prigioni invivibili.

Sarebbe bello se qualcuno vi rinchiudesse a vita in una gabbia per essere mostrati in tutti i vostri momenti,persino quelli più intimi?

Magari una banda di alieni che vuole mostrare la razza umana mentre si sparano un sorbetto di kerosene?

BASTA CON GLI ZOO ,I CIRCHI,LE PRIGIONIE COATTE.

Se volete vedere un orso bianco,fatevi un bel viaggetto lassu’ nei ghiacci perenni, sia voi che l’orso , sareste doppiamente felici.

Sbrigatevi,però,perchè il drammatico cambiamento climatico, voluto e coccolato dai “padroni” del mondo del G8, sta sbriciolando per sempre i ghiacciai artici, assicurando un destino atroce a questi splendidi ed orgogliosi animali.

Non ve lo potete permettere?Però l’ultimo gingillo tecnologico si, vero?

beaberky

I miei infiniti amori: Berky e sua figlia Bea

Le ultime gocce del diluvio universale scivolano lente dalla ispida barba di Noe.Il suo sguardo è fisso su quel lembo di terra a prua della sua arca stracolma di animali,ancora qualche istante e tutti potranno scendere.

“Elefante avanti,rinoceronte avanti, aironi avanti “la voce ferma di Noe li chiama uno per uno fino all’ultimo.

Proprio mentre sta per chiudere il boccaporto si accorge di una presenza ,proprio vicino all’uscio della sua stanza.

“hey tu? cosa fai li ?”

Il suo sguardo si fa un po’ irritato, è tardi e si sente stanchissimo. C’è da capirlo,il povero Noe, con l’immane fatica che ha fatto a radunare tutti gli animali del creato.

” Allora ? Lo sai che devi scendere anche tu,non puoi stare con me, con gli esseri umani. Devi andare e trovare la tua compagna come hanno fatto tutti gli altri”

Il povero animale si avvicina lentamente al boccaporto,quasi a malincuore.

Prima di scendere, si volge verso Noe e con un musino triste triste gli sussura:

” Non è giusto. A tutti li hai chiamati per nome,mentre io non ne porto nemmeno uno”

Noe,sorride mentre accarezza quella testolina un po’ sconsolata, come se si aspettasse questa dolce richiesta.

“Non ti preoccupare. Dio ti ha lasciato per ultimo,non per caso. Tu sarai il migliore amico dell’essere umano e per ricompensarti di ciò ha deciso di chiamarti quasi come lui. Solo che ognuno lo pronuncerà al contrario .Dog ,che è l’esatto contrario di God. Adesso vai,Dog, vai ed inizia la tua avventura.”

Gli occhi del cane si illuminano di una vivida luce e la sua coda incomincia ad agitarsi freneticamente.

Volge un ultimo cenno a Noe e in un galoppo sfrenato corre a raggiungere tutta la colonna di animali sulla terraferma

Il nome cane è legato a forme ed esempi positivi ma anche a forme negative molto frequenti.

Esaminiamone alcune.

Mondo cane:

si afferma cio’ in senso negativo quando si vuole dipingere una situazione povera , negativa. E’ vero il contrario: Il mondo di un cane è solo amore e rispetto per i suoi simili e compagni umani

Porco Cane:

Beh,qui esageriamo. Associamo due nomi di animali per dispregio .Esclamazione propria di quando non si riesce a combinare niente di buono o di stupore. Ma che c’entrano il maiale ed il cane? Loro sanno come regolarsi.

Solo come un cane:

Niente di piu’ sbagliato,semmai è l’essere umano che spesso e volentieri si esclude dai propri simili.Un cane non lascerebbe MAI i propri simili.

Figlio di un cane:

Non piace neanche un po’. Si associa spesso per definire una cosa negativa,quasi maledetta ,mentre il cane ha un enorme rispetto e cura della propria prole. I Lupi,in modo particolare ,hanno una dimensione familiare e di branco esasperata.Mai e poi abbandoneranno qualcuno per la via. Gli esseri umani si fanno sicuramente meno problemi, buttano bambini anche nei cassonetti.

Bastonato come un cane /Ammazzato come un cane:

Quando si percuote ,o peggio, si ammazza qualcuno in modo semplice e frettoloso.Questa non mi piace proprio. Perchè? Picchiare,ammazzare un  cane è una cosa così semplice? Solo uomini crudeli riescono a credere in ciò

Dio …..

Questa è così pessima che non commento

Per fortuna,ci sono tantissime persone che amano questi meravigliosi animali. Tantissime persone che sprofondano nella dolcezza di quel semplice e naturale sentimento che è l’amore vero,senza vincoli ,condizioni,criteri estetici o materiali di sorta.

Il semplice e dolce Voler Bene fino all’anima fino a sacrificarsi,  per quello.

Chi non ha mai avuto un cane con se non sa cosa perde, chi li odia a priori è una persona arida ed assolutamente da evitare,prima o poi odierà anche voi.

Lunga vita alle mie bestiacce

TROPPI? ALLORA STRAGE

STORNI

Olanda, Paesi Bassi.

Succede che durante la maturazione dei ciliegi, gli storni si radunano in gran numero per banchettare. E già ,gli storni non è che vanno al McDonald o alla Trattoria sul lungomare con la Visa nel becco, ma si devono “accontentare” di semplici ciliege.

Un danno enorme ,a quanto pare.

Un crollo dell’economia olandese che minaccia  il Pil dei tulipani,a quanto pare.

Mettere dei dissuasori arificiali,oppure qualche famigliola di rapaci che li tiene lontani , noooooo è?

Meglio sterminarli e cucinarli con ghigno satanico.

storni

Un tordo pesa mediamente sui 70 grammi, potete immaginare quanti ne occorrono per riempire le panze ingrassate dalla birra di affamati avventori delle locande.

Paesi Bassi,forse si chiamano anche così per la bassezza dei sentimenti.

BALENE PER COMBUSTIBILE

balena

 

 

Kristján Loftsson, milionario armatore islandese, viene ormai chiamato “capitano Achab”, dal nome del cupo comandante della Pequod di Moby Dick (1) , dopo che in un’intervista sulTimes ha rivelato che le sue navi baleniere sono alimentate da biofuel costituito al 20% daolio di balena.

Il baleniere, che afferma che le balene sono per lui solo “un pesce tra i tanti”,  sostiene anche che la sua soluzione è environmental friendly, visto che riduce le emissioni di CO2; è il greenwashing portato all’estremo.

Durissima la reazione della ong Whale and Dolphin Conservation: «E’ un’azione  completamente assurda perversa e antietica, promossa da un’industria che ha già le mani sporche di sangue e che si prepara ad usare gli scarti delle balene morte per fare sopravvivere la sua flotta».

L’idea di alimentare le navi con il grasso delle proprie prede è un tentativo disperato di una industria morente, che non può sopravvivere senza finanziamenti pubblici, come nel caso del Giappone, dove l’industria baleniera è stata sussidiata con 200 milioni di dollari negli ultimi 25 anni.

L’olio di balena veniva usato nell’ ‘800 per alimentare lampade, come olio del cambio e per fare saponi e persino margarina, ma il suo uso è declinato per la quasi totale scomparsa dei grandi ammmiferi marini. Come rileva acutamente Ugo Bardi in un articolo in The Oil Drum, ilpicco delle balene è avvenuto verso la metà del 19° secolo.

Pensare di riportare in vita l’uso dell’olio di balena non è solo raccapriciante, ma è raschiare il fondo di un barile ormai vuoto.

(1) Scrive Melville in Moby Dick: «Come un pletorico martire al rogo o unmisantropo che divora se stesso, la balena una volta accesa si fornisce da sè il combustibile e brucia per opera del suo stesso corpo… allora il Pequod scagliato, carico di selvaggi e pieno di fuoco, bruciante un cadavere e tuffantesi in quella nerezza tenebrosa, pareva il risocntro materiale dell’anima del suo monomaniaco comandante»

 

 

“ecoblog”