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Archive for the ‘natura’ Category

Boom di nascite nella comunita’ di fenicotteri nella salina di Comacchio. Sono stati circa 2.000 i ‘pulli’, ossia i pulcini dell’elegante volatile venuti alla luce sul Delta del Po’, nei giorni scorsi. I circa 130 volontari coordinati dal Parco del Delta del Po e dall’Ispra impegnati nella pratica dell’inanellamento dei piccoli nati, si sono cosi’ trovati di fronte ad un ‘super-lavoro’: dai 700-800 piccoli nati nel 2007-2008 si e’ passati a 2.000 di quest’anno.

 

Adesso c’è solo da sperare che le varie doppiette, liberalizzate in cambio di voti elettorali ,non incomincino lo sfacelo: Loro ce l’hanno duro, il grilletto.

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Persone stanno distruggendo cose che ,purtroppo,non torneranno mai piu’…con che coraggio guarderanno negli occhi i propri nipoti?

 

kenya masai mara

sunset at masai mara

 

L’icona del Masai Mara è il leone, ma qui i cosiddetti “big five” della savana ci sono tutti, dall’elefante al leopardo al rinoceronte al bufalo. I famosi 320 km quadrati di riserva naturale del Kenya sudoccidentale, nella pianura di Serengeti, stanno tuttavia perdendo questo patrimonio a una velocità che lascia ammutoliti: secondo una statistica dell’università tedesca di Hochenheim pubblicata sul Journal of Zoology, impala, facoceri, giraffe e ancelafi sono diminuiti del 70% in tre decenni, e bisonti e licaoni sono praticamente scomparsi.
C’è un unico animale che in questa sterminata prateria africana punteggiata di acacie non teme l’estinzione: il bovino da allevamento. Il numero di capi “Bos taurus” introdotti nella riserva è infatti parallelamente aumentato del 1100%. E questo dato, secondo gli esperti del dipartimento di Bioinformatica che hanno condotto lo studio, è direttamente responsabile della diminuzione della fauna selvatica. Da una parte perché tori e mucche consumano buona parte delle risorse alimentari destinate alle specie autoctone, e dall’altra perché per creare i pascoli ogni anno vengono disboscate consistenti porzioni di verde, alterando il contesto originale.

Lo statistico Joseph Ogutu ha seguito la situazione di sette grandi mammiferi della savana negli ultimi 15 anni e integrato i dati con quelli raccolti su altre 12 specie a partire dal 1977, in modo da tracciare un quadro completo nell’arco di 33 anni. “Siamo rimasti scioccati – ha detto Ogutu – : il Masai Mara ha perso circa due terzi della propria fauna”. Delle 13 specie studiate in totale, solo gli struzzi e gli elefanti non hanno subito una drastica riduzione al di fuori della riserva, mentre all’interno gli unici a mantenersi stabili sono stati l’eland (un’antilope gigante) e la gazzella di Grant. Per tutte le altre specie il declino negli ultimi 10 anni è stato inarrestabile, malgrado le politiche di tutela avviate dai governi africani tra il 2000 e il 2001. La migrazione di massa degli gnu dal Masai Mara al Serengeti, che ogni estate fa spostare due milioni di capi in cerca di pascoli più ricchi, oggi coinvolge ad esempio il 64% di animali in meno rispetto agli anni ’80, e le zebre della riserva negli ultimi decenni sono diminuite di tre quarti. 

Una fetta di responsabilità è da attribuire al bracconaggio, dato che solo tra il 2001 e il 2010 sono stati 1500 i cacciatori arrestati in queste zone e 17.300 le trappole sequestrate. Ma secondo gli esperti la piaga principale è il disboscamento: “Contrariamente a quanto si crede – spiega il Massimo Comparotto, presidente dell’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) – la principale causa di deforestazione sono gli allevamenti dei bovini e non il taglio del legname. Per fornire carne all’occidente sono stati distrutti in pochi anni milioni di ettari di foresta in tutto il mondo. Le Nazioni Unite stimano che il 70% dei terreni ora adibiti a pascolo siano in via di desertificazione: l’allevamento intensivo distrugge il suolo, perché la coltivazione di cereali per animali richiede le monoculture, che impoveriscono il terreno”.

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RICORDATEVI

  RICORDATELO A TUTTI QUELLI CHE CONOSCETE

GIU’ LE MANI DALL’ACQUA


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dopo un po’ di tempo e pazienza sono riuscito a “beccare” i nascituri

AIRONE CENERINO

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questo è un elenco della vita media in libertà…purtroppo ,l’uomo , in vari modi( caccia,disboscamenti selvaggi,coltivazioni OGM,cementificazioni varie ed inutili,vivisezione,pellicce,zoo,etc etc)contribuisce sempre piu’ ad abbassarla

Ape  1-2 mesi
Ape regina 3-5 anni
Aquila  25 anni
Asino   30-40 anni
Cammello  40-50 anni
Canarino  10-20 anni
Cane della prateria  10 anni
Cane   12-13 anni (dipende dalla razza)
Cavallo  20-25 anni
Canguro  12-20 anni
Cervo   18-20 anni
Coniglio   5-8 anni
Criceto   2-3 anni
Daino   18 anni
Farfalla   2-15 giorni (alcune specie che fanno eccezione come la cedronella che può vivere 1 anno)
Formichiere  25-30 anni
Furetto   8-10 anni
Gabbiano   40 anni
Gallina   10 anni
Gambero  2 anni
Gatto   13-15 anni
Ghepardo   12-14 anni
Giraffa   30 anni
Gru   40 anni
Iguiana   10-13 anni
Ippopotamo  40-50 anni
Leone   16 anni
Libellula   3-4 settimane
Lucertola  10 anni
Megattera  70 anni
Mosca  2-3 anni
Mucca   20 anni
Orca   50-100 anni
Orso bruno  15 anni
Pappagallo  30-50 anni
Pellicano   30 anni
Pesce rosso  20-30 anni
Piccione  2,5-3 anni
Pinguino Imperatore  20 anni
Pitone  30-40 anni
Procione  12 anni
Riccio di mare  4-8 anni
Rinoceronte   50 + anni
Scorpione   4 anni
Scimmia  15-20 anni
Scoiattolo  5-7 anni
Stella marina 7-10 anni
Struzzo   50-60 anni
Tartaruga  35-50 anni
Tartaruga gigante  100 + anni
Tigre   10-15 anni
Trota   5-10 anni
Zanzara maschio  5-10 giorni
Zanzara femmina  15 giorni – 9 mes

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