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Posts Tagged ‘rifiuti’

C’e’ da imparare molto in materia di riciclo materiali nel nostro Bel Paese. Oddio, i cittadini sarebbero anche disposti, se, come in questo caso, ci guadagnano anche qualcosina ,sono le amministrazioni locali,regionali,statali, che non hanno ,diciamo “voglia” di imparare, in sostanza, MANCA LA VOLONTA’POLITICA (come al solito da Noi).

REVERSE VENDING cos’e’?

Un cassonetto intelligente, in inglese reverse vending machine (ovvero tradotto letteralmente: macchina per la vendita al contrario), è un dispositivo che accetta bottiglie usate (vuote) e restituisce denaro all’utente (cioè l’inverso del tipico ciclo di vendita). Questi cassonetti sono diffusi in genere in paesi che hanno leggi sul riciclo obbligatorio o legislazione concernente i vuoti a rendere. In alcuni posti, gli imbottigliatori contribuiscono a dei fondi comuni che poi rimborsano le persone che riciclano i contenitori. Ogni fondo in eccesso viene poi usato per la pulizia generale dell’ambiente. In altri posti, come la Norvegia, lo stato obbliga i venditori a pagare per il riciclo delle bottiglie, ma lascia il sistema nelle mani dell’industria privata.

I principali venditori di cassonetti intelligenti sono la norvegese Tomra, la tedesca Wincor Nixdorf, la statunitense Envipco, l’australiana Envirobank e l’inglese Reverse Vending Corporation.

Funzionamento

L’utente riciclatore pone le bottiglie/lattine vuote nell’apertura di ingresso; il sistema di alimentazione orizzontale permette all’utente di inserire i contenitori uno in seguito all’altro. In un sistema alternativo, che si può riscontrare in molte macchine di generazione precedente, l’utente deve aprire una porta a mano e inserire le bottiglie vuote in una scodella. La macchina, per garantire la sicurezza all’operatore, in quel momento si blocca. Quando la porta viene chiusa, il processo può continuare. La bottiglia/lattina viene quindi automaticamente ruotata; questa viene quindi scansionata da uno Scanner Omnidirezionale di UPC, che rileva l’etichetta del contenitore.

Una volta che il contenitore è stato identificato, (confrontandolo con un database) ed è stato determinato che si tratta di un contenitore approvato, questo viene processato e normalmente compresso (per i contenitori monouso) per ridurne l’ingombro, per evitare la perdita di liquidi e per aumentarne la capacità di stoccaggio. I contenitori riutilizzabili (refillable) vengono accantonati e ordinat a mano per essere poi riportati all’azienda imbottigliatrice. Le macchine possono usare anche metodi di riconoscimento del materiale invece o assieme al lettore di codici a barre se necessario.

In alcuni paesi europei, Germania, Norvegia, Finlandia e Svezia su tutti, il riciclaggio è divenuto un vero e proprio business, infatti, già da anni oltre alla raccolta differenziata base, esistono delle macchine automatiche che pagano i tuoi rifiuti: 0,25€ per ogni bottiglia di plastica e 0,08€ per ogni bottiglia di vetro.
Questo significa che il rifiuto viene considerato come una ricchezza! Persone povere, ma non solo, raccolgono rifiuti gettati a terra per riconvertirli in denaro.
In Norvegia, ma in generale in quasi tutti i paesi del nord Europa ipunti di raccolta automatici dei rifiuti rappresentano già da tempo una realtà concreta, che hanno lo scopo oltre a far guadagnare il cittadino, di promuovere comportamenti civili e responsabili della popolazione.

Altro piccolo dettaglio che incentiva il consumatore a restituire il vuoto si trova sull’etichetta ove è indicato il prezzo, in questa è evidenziato il costo del contenuto e il costo del contenitore oltre il prezzo totale.

Sensibilizzare i consumatori è sicuramente una cosa importante ma per estendere anche alla grande distribuzione questo principio di riciclo e di raccolta differenziata è stata emanata nel 2009 una legge che obbliga i produttori/distributori di merce confezionata a garantire la raccolta differenziata.

Quindi di solito nei punti vendita in prossimità dell’uscita, dopo le casse c’è una sorta di isola ecologica dove è possibile smaltire gli imballaggi prima di portarseli a casa. Dovendo pagare le società dedite allo smaltimento, le grandi catene tedesche fanno pressione sui fornitori per quantità e qualità degli imballaggi che vengono così ridotti al minimo possibile, alleggerendo discariche e inceneritori.

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tonnellate di rifiuti sul Monte Everest

tonnellate di rifiuti sul Monte Everest

E’ questo il senso della montagna?

Alpinismo, sport dei puri che rispettano la natura: forse una volta

Oggi non esiste piu’ nessun sentimento ma solo la sfrenata ambizione. Pur di farsi fotografare sorridenti in strapuntini da 1000 euro sul tetto del mondo,la gente e’ disposta a tutto.

Tecnologia,materiali speciali,cibi speciali,indumenti speciali. Tutta roba che produce tonnellate di rifiuti speciali.

Che fare?

Sobbarcarsi l’onere e la fatica di riportarli a valle e lasciare intonsa la maestosa scultura di pietra, o fregarsene alla grande e lasciare tutto li?

Piu’ facile la seconda,anche perche’ mentalmente gia’ abituati a mancare di rispetto in tutto e per tutto,ogni dove (tranne che a casa propria)

Questi sono degli emeriti stronzi, altro che conquistatori degli ottomila. Un vero alpinista guarda anche dove mettere i piedi pur di non calpestare un fiore

Gente che senza i loro gadgets,senza il codazzo di sherpa sottopagati,i materiali a prova nucleare,camere in testa e sul culo,non riuscirebbero nemmeno a salire sull Appennino.

Bisognerebbe costringere a forza questa sottospecie , a ripulire la montagna costantemente e proibire tutte le forme attuali di arrampicate.

Via come una volta, alla maniera dei Bonatti e Compagnoni,altro che palle

Niente premi e documentari su you tube,solo la semplice ed assoluta soddisfazione di perdersi nel mistero della montagna.

E questo e’ superiore a qualsiasi cosa, un segno indelebile che scalfisce l anima per tutta la vita.

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