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Archive for the ‘animali’ Category

Finalmente!!!!!!!!!!!!!!!!!

Arrestato il bastardo infame che ha assassinato ben 6 lupi appenninici a partire dal 2007.

Si tratta,ovviamente, di un fottuto bracconiere di un paesino nell’entroterra ligure.

Questo sciagurato è stato sorpreso con una collana fatta di denti di lupo. Dopo un esame di confronto del DNA con i reperti degli esemplari morti, è stato inchiodato dalla prova.

7 mesi con la condizionale e 6000 euro di risarcimento agli enti competenti.

Tempo fa aveva incassato diverse migliaia di euro adducendo perdite di ovini…mahhh

Peccato che con la condizionale non entrerà nemmeno un giorno. Dei 6000 me ne frega assai, io proporrei di cavargli tutti i denti ed appenderli su un abete nel bosco con la sua bella faccia “sorridente” a far da monito .

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Londra ed il Tamigi ce l’hanno fatta! Dopo un attenta politica ambientale con chiusure di miniere,cave ed una scrupolosa attenzione alla depurazione delle acque civili ed industriali, il Tamigi ha ripreso vita e numerose specie ittiche ,mammiferi,vegetali, sono ritornate .

Da Noi…da noi…i fiumi STANNO MORENDO QUASI TUTTI.E’ una questione di mentalità? di politica?di disattenzione? di speculazione?di quello che volete.Fatto sta che è una faccenda altamente immorale e la Natura non se lo merita assolutamente .

Coloro i quali permettono,acconsentono,confermano questo sfacelo sono dei MALEDETTI IRRESPONSABILI.


Prima s’è affacciato il salmone, dopo un’assenza di decenni. Poi è tornata la lontra, si sono riviste le sogliole, sparute foche, anche. Persino i cavallucci marini hanno messo fine a un esilio secolare, e si stanno riorganizzando in colonie per tornare ad abitare quelle acque di Londra prima inospitali a causa dei veleni: il Tamigi, il fiume che era stato dichiarato “biologicamente morto” solo cinquant’anni fa, ha ripreso a vivere, tornando limpido come ai tempi che precedettero la Rivoluzione Industriale.

L’ultimo rapporto dell’Environment Agency, l’ente statale che gestisce i corsi d’acqua, fa gridare al miracolo. Non solo per quanto sta accadendo “dentro” l’Old Father Thames, come i londinesi chiamano il loro fiume. Ma anche per i dati, rivelati dall’Independent, degli altri “torrenti” del Regno Unito, prima fogne a cielo aperto, ora luoghi dove sta rinascendo la vita. La risurrezione della flora e della fauna lungo e dentro i canali della Gran Bretagna è il frutto di un lavoro sulla qualità dell’acqua che è stato un punto fermo nell’ecostrategia britannica, dalla Thatcher ad oggi.

Un quadro opposto a quello disegnato dal Wwf che ha realizzato la mappa del degrado dei fiumi italiani.
Cemento e rifiuti svuotano e alterano i nostri corsi d’acqua e minacciano trote, tinche, decine di pesci autoctoni, dal Piave al Loreto, in Sicilia. Il dossier del Wwf tratteggia un quadro desolante dei nostri fiumi, inquinati da scarichi a cielo aperto e depuratori non funzionanti. Una situazione che mette in pericolo di estinzione l’88% dei pesci di acqua dolce, e due terzi degli uccelli e dei mammiferi che vivono lungo i torrenti.
Il Regno Unito, da anni, ha preso un’altra strada, scegliendo la via maestra degli standard europei: certo, la chiusura di acciaierie e miniere ha aiutato. Ma questo non spiega da solo il miracolo britannico. L’Agenzia per l’Ambiente ha investito massicciamente nei depuratori. Ha iniziato a trattare tutti i reflui fognari di Londra, ha introdotto una legislazione più dura contro gli inquinatori. L’acqua pulita ha riaperto la strada al salmone. E quest’anno il Tamigi, che ospita 125 specie di pesci, ha vinto il Thiess River Prize, il riconoscimento internazionale che premia i progetti di recupero dei corsi d’acqua.

In Italia stiamo cinquant’anni indietro. “I nostri fiumi stanno morendo”, denuncia il Wwf. “L’autorità nazionale di bacino – accusano gli ambientalisti – non è mai nata, ed è stata sacrificata nel nome del federalismo, indebolendo così i controlli”. Lo stato del degrado è stato fotografato qualche mese fa da 600 volontari, che hanno setacciato 29 corsi d’acqua in tutte le regioni, alla ricerca della biodiversità perduta. Sul Loreto, in Sicilia, ad esempio, le briglie in cemento si moltiplicano, aumentando la velocità di scorrimento delle acque.
Sull’Agri, in Basilicata, sono stati individuati 74 sbarramenti e 26 depositi di rifiuti. Lungo l’Adda, poi, aumentano i cantieri e, in località Zelo Bompersico, sono stati scoperti anche scarichi non funzionanti che sversano liquami direttamente nel fiume, minacciato anche da coltivazioni di mais, che hanno “mangiato” salici e canneti.

Anche l’Aniene è avvelenato da depuratori inattivi. Scarichi abusivi sono stati denunciati pure nell’alto Tevere, mentre nel delta del Po sono state trovate allarmanti tracce di una biodiversità impoverita. Qui, i pesci-siluro e gli altri “oriundi”, spinti a nord dai cambiamenti climatici, hanno eliminato il 95% dei pesci autoctoni.
E così, nella lista rossa delle specie minacciate, sono finiti molti esemplari: solo il cavedano è fuori pericolo, ma lo storione, la trota marmorata e il ghiozzo di ruscello sono quasi spariti. Anguille e tinche sono a rischio in molti fiumi, ma sono state cancellate nel Volturno, in Campania: nella terra di Gomorra, c’è spazio solo per discariche di amianto e di eternit.


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Questa è una domanda che si è posta Steven Amstrup e i ricercatori  dell’U.S. Geological Survey.

Hanno individuato le seguenti cause che stanno portando alla distruzione di una razza:

  • Emissioni
  • Caccia
  • Interazioni uomo-animale

Attualmente nella zona artica sopravvivono circa 22000 esemplari e,pare, che il punto di non ritorno non sia ancora stato raggiunto.

“”Quello che abbiamo trovato – spiega Amstrup – è che il punto di non ritorno non è ancora stato raggiunto, e che in presenza di una diminuzione dei gas la quantità di ghiaccio artico potrebbe invertire la tendenza attuale, che è di una diminuzione drastica, e stabilizzarsi nei prossimi decenni, salvando così gli orsi”. Secondo lo studio, però, oltre alle misure sulle emissioni servono delle iniziative mirate: “Bisognerebbe vietare del tutto la caccia – spiegano – e limitare al minimo indispensabile tutte le interazioni tra l’uomo e gli orsi”.

Bene! adesso bisogna sistemare il problema:

  • Emissioni:  Al posto di gozzovigliare e fare in continuazione foto ricordo alle spalle dei contribuenti, quelli del G8 , si decidessero a stabilire  UNA VOLTA PER TUTTE CHE:  il problema delle emissioni,dell’effetto serra,del riscaldamento globale E’ UN PROBLEMA MALEDETTAMENTE SERIO. Qualcuno di voi si vuole prendere la briga di scrivere al sig Hu Jintao,al sig Obama,al Sig Putin ed ai vari vassali,valvassori annessi , che si deve pensare al futuro e non  al presente? E si ,perchè se non glielo diciamo,mica si accorgono quelli,così intenti a spartirsi le “fette di torta”.
  • Caccia: Ma perchè non si sparano tra di loro?
  • Interazione uomo-animale: Non esiste. L’animale ha un codice di comportamento e rispetto maggiore di quello umano.Non potranno mai andare daccordo,salvo sporadici casi. Un animale rispetta i propri simili,accudisce e difende i propri piccoli,difende il proprio territorio,non distrugge l’ambiente,conosce il senso dell’amore…secondo voi ,l’uomo moderno è cosi?

Salviamo gli Orsi, se salviamo loro, salveremmo il pianeta e….

….anche noi stessi

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I fenicotteri rosa in fase di corteggiamento si fanno la tinta aggiungendo al piumaggio una colorazione a base di pigmenti naturali. Il comportamento di questi uccelli e’ stato individuato da ricercatori di Donana, in Spagna. Una ghiandola chiamata uropigio che si trova sopra la coda secerne un liquido oleoso che contiene pigmenti naturali.

Le femmine di fenicottero, nella stagione dell’accoppiamento, cospargono sulle piume il liquido e rendono le loro penne di un rosa ancor piu’ brillante.

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Il 20 gennaio 1987 sono stato preso in ostaggio a Beirut e tenuto in cattività per 1.763 giorni, i primi quattro anni li ho trascorsi in totale isolamento. Sono tornato in libertà il 18 novembre 1991. Nessuno nega che incarcerare un innocente sia sbagliato. Eppure sta accadendo proprio adesso, e non solo per gli esseri umani, ma anche per le vittime più inermi. In tutta la Cina e nel resto del mondo, molti animali sono tenuti prigionieri per motivi di svago, per l’industria del circo.Questa crudeltà insensata è inflitta ad una varietà di specie, che sono tutte pensanti, esseri senzienti che meritano di vivere come vogliono, liberi e nel loro habitat naturale. Invece molti felini, che hanno una vita media tra i 15 e i 20 anni, sono costretti a vivere una vita dimiseria, sofferenza e paura. Alcuni amanti degli animali credono che gli animali nei circhi apprezzano essere osservati. Che lo trovano divertente, che siano al sicuro, ben nutriti, curati anche dai loro addestratori. Non è così. Gli animali non si esibiscono naturalmente nei numeri circensi, sopportano ampie eabusive sessioni di formazioneper perfezionare il numero prima di esibirsi davanti alla folla. Gli addestratori fanno di tutto per spezzare lo spirito degli animali e la loro dignità. Oltre ad essere frustati e picchiati, i leoni e le tigri possono avere denti strappati e sono privati dei loro artigli, che provocano dolore cronico, e potenzialmente fatali infezioni. Questo li rende innocui nei confronti degli addestratori che ne abusano.Addestratori che si compiacciono della gloria non appena la folla esulta del loro coraggio e del loro controllo, mentre gli animali, brutalizzati dalla nascita, fanno tutto il possibile per evitare un’ulteriore punizione come la sottrazione del cibo.Le persone dietro questi circhi hanno poco rispetto delle esigenze comportamentali, ecologiche e conservazionistiche degli animali e delle specie che rappresentano. Far eseguire trucchi umilianti e pericolosi agli animali dimostra solo al pubblico che gli animali possono essere controllati dal dolore e dalla paura. Non educa il pubblico al rispetto o all’empatia per gli animali e insegna agli spettatori, spesso bambini, niente più che la dimensione, forma e colore degli animali.

Gli elefanti sono i più grandi mammiferi terrestri, e i più potenti. Lasciati liberi, possono percorrere 80 km ogni giorno e hanno una vita media di 70 anni. Nella selva vivono tre volte più a lungo rispetto alla cattività. Per i più sfortunati è unaesistenza abbreviata e terrificante. Alla gente piace vedere grandi ed incredibili animali eseguire numeri, dicono. Ma se il pubblico sapesse che gli elefanti hanno eseguito questi numeri perché non farlo li porterebbe ad essere colpiti con ganci metallici appuntiti o ad una scossa elettrica, sarebbe comunque impressionato? Per dominare gli elefanti, gli allenatori iniziano le punizioni sui cuccioli. Li pestano, fino a che finalmente, gli elefanti realizzano ciò che ci si aspetta da loro: che i loro istinti naturali si rompano e, come con qualsiasi forma di tortura, o soccombano o muoiano.

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