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Archive for aprile 2018

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Ci son giorni che vorresti sfasciare tutto: MA ALLA GRANDE.

Son quei giorni dove la dominante violenta riesce a far cocuzza dalla sua fucina di fuoco eterno. Il controllo di questo ..è affare importante, niente di piu’  pericoloso che lasciarsi dominare da AKR .

AKR è un demone latente. E’ in noi: E’ il lato istintivo, è il confine uomo-animale. Anche se pensiamo e diciamo che non c’è…….Lui c’è.

E quei giorni sembrano durare un infinità , a volte ti sembra di non poter tornare piu’. Vedi il sorriso di AKR e ti sembra sia la fonte di una luce dirompente. Ascolti quelle parole che non si sentono e la forza di un bufalo africano entra in te. Sono giorni neri , interrotti da lampi acuti. Strane lingue danzano nella tua mente. Non comprendi il senso del verbo ma capisci benissimo l’infusione di devastante confusione che portano e allora scopri che son millenni che AKR esiste.

Lui scommette su quello.

Creare confusione significa far allentare la cima della corda giusta. Come una radice , fluttuare sulle onde. Non c’è piu’ meta, l’orizzonte è sempre uguale. Quelle nuvole nere sovrastano , non si vede niente piu’. Anche una piccola sciocchezza diventa un mulino a vento e il senor de La Mancha sa bene cosa vuol dire. Cose si fanno senza filo logico, forse l’istinto…ma si sa l’Istinto è cavalcato da AKR in quei giorni.

E Lui ride…si si…si inonda di felicità demoniaca. La vittoria sulla mente umana è un sogno rincorso da molti . E ride, mentre tu stai portando a termine una cosa sconsacrata…allucinante..imperdonabile, e ride di piu’ nella tua rovina. Ride perchè stai diventando uno dei suoi discepoli e il mondo , si sa, non è poi cosi grande come si pensa.

Guardo i suoi occhi che ridono, striati da fulmini gialli. Lo guardo e sento qualcosa di diverso. Non percepisco piu’ la sua chiamata, quasi non fosse piu’ presente. Porka di quella Eva, sto vincendo! E’ proprio così, lo capisco bene adesso. I suoi occhi hanno smesso di “lampare”, il suo sguardo si fa cupo ….mi sembra di scorgere debolezza. Che bellissima emozione, sto vincendo. AKR si agita, si trasforma in quelle molteplici cose, quelle molteplici facce che solo lui sa fare. Si contorce come colpito da una granata caricata a chiodi. Cerca mellifuamente la tua compassione mostrando la sua finta sofferenza. E’ l’ultimo colpo di coda.

Adesso è lui che vuole sfasciare tutto. Ognuno sfascia il mondo a cui appartiene. Maledetto Bastardo distruggi tutto di Te

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Accadde che, finita una esposizione e durante il disallestimento, notai con un po’ di disappunto, ai margini di uno stand, un lembo di prato inglese . Evidentemente da un po’ non riceveva una goccia d acqua, infatti, il suo stato la diceva tutta sulla imminente tragica fine.

Buttato tra bottiglie di prosecco vuote e resti di tramezzini semi morsicati, aveva terminato il suo compito di abbellire un tecnologico stand, creando un contrasto tra la plastica e l’ alluminio delle strutture con lo scopo di assicurare una certa parvenza di “ambiente naturale”, irriverente parto di un designer di interni

Gia’ non sopporto l idea di questi lembi di prato e il loro ridicolo substrato, così come non sopporto gli abeti dentro i vasetti di natale: una vera condanna a morte. Così, mentre ero intento allo sgombero e pulizia dello spazio espositivo, fulgida e fulminea, un idea mi arpionò,peggio della fiocina di Capitano Hachab.

Primo, bisognava ridare vita. Secondo, perché non assolutamente dignitosa?

Potevo donare il lembo a qualche amico con giardino, poi pensai : si ma dopo,questo qui, continua a tagliarlo a 30mm appena accenna a crescere e magari ci fa cadere sopra colate di grasso da qualche stupido barbecue e magari liquido organico di varia natura.

No! Me lo porto sul mio balcone , lo ripianto in un buon terriccio e lo faccio vivere e crescere quanto cazzo gli pare. Magari ci metto assieme una buona compagnia così se la raccontano anche in santa pace.

Detto fatto.

Scelsi una umile piantina di salvia e li sistemai sul mio balcone.

Eccoli qui, ora , dopo un annetto circa, svernati al freddo e al gelo, risplendere di una bellezza assoluta, naturale ed effervescente come la natura tutta dovrebbe essere.

Ogni tanto, spesso, lo guardo e penso alla orribile fine che avrebbe fatto, giallo e rinsecchito in un compattatore e poi incenerito. Sarò stupido, ma li accarezzo pure e ,non ci crederete, ma quei sinuosi fili d erba e la profumatissima salvia , mi illuminano l animo regalandomi un senso di pace e di star bene.

Il che mi basta e avanza di un bel po’.

Ho regalato loro  il nome di Salvia Ambientata.

 

 

 

 

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