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Posts Tagged ‘repressione’

image.jpegnon sono silenziosi perchè la gente non si ribella,anzi, sono silenziosi perchè il mondo intero non ne vuole parlare o semplicemente non vuole contrariare,come prassi, il governo cinese,senno chi ci fa gli aifon e il 90% dei prodotti in circolazione a quattro soldi??

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Nessuno o pochissimi ne parlano,io sono fiero e contento di essere un pochissimo.

La Cina ha iniziato la distruzione di Larung Gar in Tibet in un assordante e complice silenzio dei servili governi mondiali, compagni di merenda.

Larung Gar, 26 lug – Presto, purtroppo molto presto, la splendida città degli studi buddhisti Larung Gar non esisterà più. Salvo ripensamenti da parte del governo cinese, che ne ha ordinato la distruzione, già iniziata il 20 luglio, l’istituto buddhista più grande del mondo in cui vivono migliaia di studenti cinesi e tibetani, verrà totalmente raso al suolo. La motivazione ufficiale di Pechino è quella di garantire la sicurezza in un’area sovrappopolata. Gli attivisti tibetani denunciano però la volontà da parte della Cina di ridurre drasticamente il numero di monaci in Tibet, operazione accompagnata dalla distruzione di migliaia di monasteri in atto ormai da decenni. L’ordine per i residenti dell’area, comunicato da parte del governo cinese lo scorso giugno, era di trasferirsi entro il 30 ottobre, pena una serie di pene detentive e la completa demolizione del monastero principale della zona. In realtà la demolizione di monastero e accademia sarebbe già iniziata perché secondo Pechino vi è un rischio di “collegamenti con le forze tibetane separatiste in esilio”.

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Larung Gar è un insediamento a 3.700 metri d’altezza nella Contea cinese di Sertar, dove vivono insieme agli studenti circa 40 mila monaci tibetani, caratterizzato da migliaia di capanne rosse ammassate le une alle altre, ed è molto importante anche per le monache, considerato che proprio qui giungono allieve da tutto il Tibet. A Larung Gar non esistono televisioni e cellulari, i religiosi lavorano e meditano tutto il giorno da decenni, in una valle per lungo tempo rimasta incontaminata.

Già nel 2001 le autorità cinesi avevano distrutto parte dell’abitato, eliminando testi sacri e oggetti di culto millenari conservati all’interno del monastero. Le notizie che giungono dal Tibet subiscono in ogni caso la censura del governo di Pechino, di conseguenza anche in questo caso si tratta di informazioni che lasciano il beneficio del dubbio. Di sicuro per l’ennesima volta gli insediamenti di questa civiltà straordinaria rischiano di essere cancellati dalle mappe geografiche. Il tetto del mondo rischia davvero di scomparire.

Eugenio Palazzini

 

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